Italia. Manu Chao non ha istigato al consumo di marijuana
Dire 'si' alla marijuana' durante un concerto rock non costituisce reato se il pubblico, sostanzialmente, condivide i principi di quel messaggio. E' questa, in estrema sintesi, la motivazione con cui il pm di Pescara Giuseppe Bellelli ha archiviato l'inchiesta sulle affermazioni fatte dal cantante Manu Chao durante il concerto del 4 agosto scorso a Pescara, per le quali il Moige Abruzzo aveva presentato una denuncia per istigazione all'uso di droga. "No pastiglia, no cocaina, solo marijuana buena", aveva gridato davanti a migliaia di fans festanti l'ex leader dei Mano Negra. Ed ora l'inchiesta nata dalla denuncia del Moige si e' risolta con l'archiviazione. Secondo il magistrato inquirente, che fa esplicito riferimento agli assidui seguaci di Manu Chao, "puo' ritenersi -cosi' si legge nelle motivazioni- non siano ideologicamente contrarie alla liberalizzazione delle droghe leggere e, alcune di esse, al consumo personale delle stesse". Questo stesso fatto escluderebbe dal 'proclama' di Manu Chao l'ipotesi di proselitismo o di istigazione al consumo.Immediata la reazione del Moige che, in una nota in cui si annuncia ricorso in appello contro l'archiviazione, parla di 'sentenza scandalo' e invita a dire 'no ai cattivi maestri dai palchi'. "E' scandaloso -dichiara Maria Rita Munizzi, presidente del Moige- che un giudice affermi che inneggiare all'uso della marijuana non e' reato. Grave lasciare impunito un cantante cattivo modello per i nostri figli. L'uso della marjiuana non e' certamente raccomandabile per il corretto sviluppo-fisico e psichico dei nostri figli. Qualsiasi invito a farne uso e' grave e ancora di piu' lo e' quando e' rivolto ai minori". Secondo Munizzi, inoltre, "se la predica poi viene da un pulpito che tanta presa ha sui giovani, come puo' essere un cantante idolo soprattutto dei teen ageer, riteniamo non solo che i genitori ma che le autorita' giudiziarie e politiche debbano intervenire con urgenza e severita' per impedire che in futuro possano verificarsi simili episodi. Non puo' succedere che uno spettacolo (peraltro realizzato anche con il contributo dei cittadini) che deve essere occasione di svago si trasformi in pericolo per i nostri figli a causa di pseudo-profeti della liberalizzazione delle droghe leggere".
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