Italia, Marche. Un lavoratore su quattro sara' immigrato
Un posto di lavoro su quattro sara' destinato a lavoratori immigrati. E' quanto prevedono gli imprenditori marchigiani, intervistati dall'Unioncamere per il progetto Excelsior, il sistema informativo per l'occupazione e la formazione dell'Unione delle Camere di commercio. "Su un totale di 18.560 nuove assunzioni, previste dalle imprese nei prossimi mesi - spiega in una nota il presidente regionale Unioncamere, Giampaolo Giampaoli - quelle che riguarderanno personale extracomunitario saranno 4.870, di cui 2.330 nell'industria e 2.570 nei servizi. Rispetto all'anno scorso, si registra una lieve contrazione della disponibilita' delle imprese ad assumere personale straniero. Nel 2005, infatti, le imprese dichiararono di voler assumere 5 mila extracomunitari". Giampaoli sottolinea che "fa riflettere anche la tendenza crescente a cercare immigrati ai quali affidare i lavori meno qualificati".
"In particolare, alcune professioni si stanno etnicizzando in quanto i nuovi assunti saranno prevalentemente immigrati - continua - Questo avviene soprattutto per badanti e assistenti socio sanitari a domicilio, infermieri e addetti alle pulizie, ma e' alta anche la richiesta di manodopera straniera da parte di alberghi, ristoranti e operatori turistici, cosi' come delle imprese edili e del commercio al dettaglio".
"Quote significative - continua - anche nel tessile, calzaturiero, meccanica e industria dei metalli, mentre sono modeste le possibilita' per gli immigrati di accedere alle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione". Secondo l'indagine Excelsior, la maggioranza delle assunzioni, oltre 2 mila, avverra' nelle aziende di piccole dimensioni. Il 70% dei lavoratori extracomunitari, che saranno assunti dalle aziende marchigiane, avra' necessita' di formazione interna o esterna all'impresa.
"Il principale canale di impiego degli extracomunitari nelle Marche - dichiara Giampaoli - continua ad essere rappresentato dall'industria, che assorbe il 60% di questi lavoratori, rispetto ad una media nazionale del 44,7%. In questa particolare graduatoria siamo preceduti solo dal Veneto con il 63% mentre nei servizi lavora il 35%, una percentuale in crescita ma ancora lontana dal 50% della media nazionale. In agricoltura e' impiegato il 5%, in linea con la media italiana". L'ingresso dei nuovi lavoratori extracomunitari, per Unioncamere, comportera' la necessita' di efficaci politiche di integrazione sociale e culturale, con particolare attenzione alle politiche abitative.
"In particolare, alcune professioni si stanno etnicizzando in quanto i nuovi assunti saranno prevalentemente immigrati - continua - Questo avviene soprattutto per badanti e assistenti socio sanitari a domicilio, infermieri e addetti alle pulizie, ma e' alta anche la richiesta di manodopera straniera da parte di alberghi, ristoranti e operatori turistici, cosi' come delle imprese edili e del commercio al dettaglio".
"Quote significative - continua - anche nel tessile, calzaturiero, meccanica e industria dei metalli, mentre sono modeste le possibilita' per gli immigrati di accedere alle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione". Secondo l'indagine Excelsior, la maggioranza delle assunzioni, oltre 2 mila, avverra' nelle aziende di piccole dimensioni. Il 70% dei lavoratori extracomunitari, che saranno assunti dalle aziende marchigiane, avra' necessita' di formazione interna o esterna all'impresa.
"Il principale canale di impiego degli extracomunitari nelle Marche - dichiara Giampaoli - continua ad essere rappresentato dall'industria, che assorbe il 60% di questi lavoratori, rispetto ad una media nazionale del 44,7%. In questa particolare graduatoria siamo preceduti solo dal Veneto con il 63% mentre nei servizi lavora il 35%, una percentuale in crescita ma ancora lontana dal 50% della media nazionale. In agricoltura e' impiegato il 5%, in linea con la media italiana". L'ingresso dei nuovi lavoratori extracomunitari, per Unioncamere, comportera' la necessita' di efficaci politiche di integrazione sociale e culturale, con particolare attenzione alle politiche abitative.
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