Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Marche. Occorre una banca del sangue cordonale

U.E. - ITALIA
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Il consigliere regionale di An Guido Castelli ricorda in una nota le promesse di 'vecchia data' della giunta regionale di 'avviare e completare il lavoro istruttorio per verificare la possibilita' di istituire anche nelle Marche una banca di sangue cordonale, utile a raccogliere le cellule staminali provenienti dai cordoni ombelicali dei bambini nati negli ospedali della regione'.
'A dispetto delle rassicurazioni fornite, a cavallo degli anni 2004 e 2005, dall'allora assessore alla sanita' Melappioni non e' stato raggiunto alcun risultato serio e credibile. Ne' tanto meno tangibile, considerato che il sangue 'prodotto' nelle sale parto delle strutture ospedaliere marchigiane continua ad essere disperso tra i rifiuti'.
L' esponente di An, raccogliendo 'la nuova accorata istanza formulata dalla responsabile del Tribunale della Salute di Potenza Picena Giovannella Maggini Mozzarella', ha presentato un'interrogazione sull'argomento e torna ad incalzare il presidente della giunta regionale, 'affinche', nelle Marche, cosi' come gia' avviene in altre regioni, possa essere istituita la Banca delle staminali o, in subordine, possa essere disposta la raccolta sistematica del sangue cordonale al fine di essere trasferito presso altre regioni, in strutture atte all' utilizzo per fini terapeutici'. Nella nota, Castelli parla di 'potenziale enorme che viene regolarmente dissipato a causa della lacuna normativa presente in questa regione. Un appiattimento, che dura da anni, rispetto a tali situazioni, che interessano la possibilita' di cura per malati gravi di leucemia, linfomi ed altre patologie -rileva il consigliere regionale- non puo' che contribuire a rendere piu' misero di quello che e' il giudizio sulle scelte compiute dall' esecutivo regionale in fatto di sanita''.
Un comparto sanita' che 'non soltanto assorbe quasi tutto il bilancio regionale, per sostenere baronie, consulenze e spese inutili' ed e' 'incapace di spendere i tanti fondi residui per iniziative atte a migliorarne l'efficienza', ma 'dimentica le promesse e, cosa ancor piu' grave, sembra disinteressarsi di chi aspetta una opportunita' concreta di cura della propria malattia'.
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