Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. La marijuana torna a danneggiare il cervello

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Claudio Mencacci, del dipartimento di Salute mentale dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano ha lanciato, durante la giornata conclusiva a Bologna del 14/a congresso della Societa' italiana di Neuropsicofarmacologia, l'ennesimo "allarme spinello": quello attualmente utilizzato dai giovani contiene dal 30 al 50% di sostanze attive in piu' rispetto alla cannabis usata dai loro genitori.
Trafficanti e coltivatori, negli ultimi anni, secondo Mencacci, "hanno, negli anni, apportato modifiche genetiche alle piante di cannabis, allo scopo di aumentarne il loro effetto allucinogeno. Questo vuol dire che i danni su un cervello in formazione, com'e' quello degli adolescenti, risultano di gran lunga superiori. I rischi sono presenti almeno fino a 40 anni di eta'. I nostri adolescenti diventano molto piu' facilmente preda di manifestazioni di aggressivita' verso se stessi, che nei casi estremi puo' sfociare in suicidio, ma anche verso gli altri. Assumono, inoltre, atteggiamenti molto piu' impulsivi e, in caso di predisposizione, le sostanze stupefacenti possono risvegliare disturbi mentali latenti".
Gli stessi effetti nocivi della cannabis non sono pero' riscontrabili anche negli adulti: "Sembrera' strano -conclude Mencacci-, ma a 40 anni, quando ormai le connessioni cerebrali si sono stabilizzate si puo' fumare uno spinello senza correre alcun rischio".
Sulla pericolosita' della cannabis ad alto Thc "che non e' piu' quella degli hippies", esistono comunque idee piuttosto contrastanti.
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