Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Marino e Finocchiaro: serve indagine conoscitiva

Notizia ·
 Un'indagine conoscitiva congiunta delle commissioni Sanita' e Affari sociali di Senato e Camera sul fenomeno delle tossicodipendenze. E' questa la proposta avanzata dal presidente della commissione Sanita' del Senato, Ignazio Marino, e dalla presidente del gruppo Ulivo, Anna Finocchiaro, che verra' formalizzata al piu' presto con una lettera al presidente di Palazzo Madama, Franco Marini. "Procederemo subito con i necessari passaggi formali, non senza aver prima consultato l'ufficio di presidenza della commissione". La nostra, spiegano i due parlamentari dell'Ulivo, "non vuole essere una proposta chiusa, al contrario, attendiamo contributi e suggerimenti sull'ambito dell'indagine". La sua caratteristica principale? "Pensiamo ad un'indagine rapida  che possa concludersi nel giro di pochi mesi e che consenta al Parlamento di procedere a nuove elaborazioni legislative".
L'obiettivo dello studio dovrebbe essere quello di verificare lo stato di attuazione della legislazione attuale, i risultati ottenuti e gli eventuali problemi legati all'applicazione della norma, "particolare attenzione poi dovra' riguardare le situazioni di maggiore criticita' a livello territoriale e il problema della diffusione della tossicodipendenza tra le fasce di popolazione piu' giovani".
Necessario, per Marino e Finocchiaro, sara' poi "valutare il sistema sanzionatorio previsto dalla legge Fini-Giovanardi mettendolo a confronto con le legislazioni degli altri paesi dell'Unione Europea".
L'indagine conoscitiva bicamerale "rappresenta il mezzo piu' rapido ed efficace per acquisire le informazioni che ci servono sul tema delle tossicodipendenze  questa fase preliminare e' fondamentale per poter avviare, in futuro, un eventuale dibattito per la revisione della legge attualmente in vigore".

COMMENTI

Una commissione d'inchiesta sulle droghe? "Non potra' che essere una commissione funzionale a se' stessa, alla sua istituzione, alla nomina- da parte dei partiti- dei componenti, dei presidenti, dei segretari, dei funzionari". Non e' tenera Donatella Poretti (Rnp) con l'ipotesi- avanzata da Luigi Cancrini, Pdci, nel corso dell'incontro con Romano Prodi- di istituire una commissione d'inchiesta, forse bicamerale, sulle tossicodipendenze. Se, continua Poretti, "l'obiettivo non e' solo parlarsi addosso, ma rivedere la legge, occorre invece mettere in calendario le proposte di legge, fare audizioni -se necessario- degli organismi che a livello nazionale e internazionale gia' esistono e monitorano l'argomento, discutere e votare nel merito delle modifiche".
Poretti invita "ad uscire dall'immobilismo", su temi come la droga, il fine vita e la bioetica. "Il metodo che oggi si segue e' di non toccare certe sensibilita', trovare accordi tra visioni opposte, concordare prima di entrare nel merito di argomenti specifici: metodo che nei fatti blocca qualunque azione". Dunque, "l'auspicio e' che i temi cosiddetti sensibili siano trattati da ognuno con la consapevolezza che la coscienza non e' una prerogativa dei cattolici, ma anche di chi cattolico non e'".

"Quella di approfondire la conoscenza sul tema delle tossicodipendenze mi sembra un'ottima scelta da parte dell'Unione". Silvana Mura, Italia dei valori, e' favorevole alla proposta avanzata oggi nel corso dell'incontro tra il premier, Romano Prodi, e i rappresentanti della maggioranza nelle commissioni Affari sociali della Camera e Sanita' del Senato.
"Si valuteranno- spiega- gli strumenti piu' adeguati, anche se personalmente preferisco lo strumento dell'indagine conoscitiva, ma quel che conta e' che il Parlamento abbia tutti gli strumenti necessari per dare vita ad una legge che affronti organicamente il tema della droga". L'obiettivo, precisa, deve essere quello "di modificare una legge che a nostro avviso non funziona, come la Fini-Giovanardi".

"E a che serve un'indagine conoscitiva o, addirittura, una commissione bicamerale d'inchiesta? Per conoscere la situazione del nostro Paese in tema di droga, e' sufficiente la relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia". Lo sostiene l'onorevole Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, commentando l'ipotesi uscita dall'odierno vertice a Palazzo Chigi sui temi etici. "In materia di tossicodipendenze- osserva Pedrizzi- quello che bisogna fare e' individuare il nemico nella droga, e non nel drogato. E schierarsi contro il nemico droga, senza se, e senza ma. Poi- continua l'esponente di via della Scrofa- occorre punire gli spacciatori e i mercanti di morte, rivolgendo ai semplici consumatori una mera sanzione amministrativa, atta pero' a riaffermare il principio fondamentale e decisivo, nell'ottica della prevenzione, che drogarsi non e' lecito e non e' un diritto, ma un delitto contro la salute, la vita, la dignita', la liberta', la volonta' razionale, la propria personalita' e la societa' nella sua interezza".
Secondo Pedrizzi, pertanto, "bisogna fare quello che ha fatto la legge Fini antidroga e antispaccio, che difenderemo in Parlamento e nel Paese dall'assedio della sinistra fautrice del relativismo etico e del nichilismo libertario".

"Credo sia corretto iniziare un confronto serio, laico, tra politiche e pratiche". Cosi' Riccardo De Facci, responsabile per le tossicodipendenze del Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca) risponde all'ipotesi di avvio di un'indagine conoscitiva sulla droga, portata avanti dall'Unione.
"L'obiettivo, pero' non deve essere quello di cercare un colpevole o una vittima". L'indagine deve essere, invece, "un'occasione di confronto serio, pragmatico, reale, non ideologico, tra le riflessioni fatte in questi anni sul tema dell'abuso di sostanze e le molte pratiche sperimentate in Italia". Conclude, quindi, De Facci: "Ci piacerebbe che questo fosse un corso che, finalmente, ci porta a ragionare in termini laici, rispetto al tema delle tossicodipendenze".
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