Italia. Marino: con recepimento convenzione di Oviedo mai piu' casi Welby
'Con il recepimento nel nostro ordinamento giuridico della Convenzione di Oviedo non ci saranno piu' casi come quello di Piergiorgio Welby o Giovanni Nuvoli'.
A dirlo e' Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' al Senato, a margine di un convegno organizzato presso l'universita' Cattolica di Roma.
La richiesta di questi due malati perche' gli venisse staccata la ventilazione polmonare poteva essere risolta, secondo il senatore diessino, 'gia' con il principio contenuto nell'articolo 32 della Costituzione. Ma la decisione sul caso Welby del magistrato, che ha chiesto una norma che rendesse piu' evidente e pratico il principio presente nella carta costituzionale, ha creato confusione'.
Grazie alla convenzione di Oviedo pero' queste situazioni potranno essere risolte con chiarezza. 'Il testo che verra' recepito prevede infatti che il paziente puo' in qualsiasi momento della terapia togliere il consenso ad un determinato trattamento. Il che e' diverso dal riconoscere il diritto a morire o aprire la strada all'eutanasia, pratica che reputo un reato verso l'uomo e l'ordinamento penale'.
Dopo l'approvazione di ieri al Senato dell'emendamento al decreto Milleproroghe, che fa recepire il testo della Convenzione nel nostro ordinamento, bisognera' aspettare che il ministro della Salute Livia Turco emetta uno o piu' decreti che rendano effettive nel nostro sistema giudiziario tali norme.
'Il termine previsto nel mio emendamento scade il 31 luglio, ma e' possibile che che si arriva prima. Su questi temi c'e' grande attesa da parte del paese, come del resto dimostrano anche i sondaggi e i ripetuti inviti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano'.
"Considero un atto gravissimo quello compiuto dal Senatore Ignazio Marino, da configurarsi come una vera e propria delegittimazione del Parlamento". Questo è quanto afferma la senatrice Laura Bianconi capo gruppo di Forza Italia in commissione Igiene e Sanità a seguito dell'inserimento, all'ultimo momento, dell'emendamento presentato, dal Presidente della commissione Igiene e Sanità, al Milleproroghe e votato al Senato.
L'emendamento approvato prevede che si diano pieni poteri al ministro della salute su materie come la bioetica ed il consenso anticipato del paziente, meglio noto come testamento biologico.
"Un gesto - sottolinea la parlamentare - che denota non solo la poca serietà di questa maggioranza ma anche le enormi difficoltà che il presidente Ignazio Marino ha in commissione sapendo di non avere su questi temi un largo consenso".
"Togliere al Parlamento - continua Bianconi - il diritto di discutere in modo lucido e ponderato su temi importanti come quello dell'utilizzo degli embrioni e del testamento biologico non è accettabile in una democrazia, è ora che questo Governo e questa maggioranza la smettano di pensare di decidere con colpi di mano come questo. Tutta questa fretta, inoltre, nel richiamare l'adeguamento del nostro Paese alla convenzione di Oviedo non esiste, visto che la stessa delinea delle linee guida e non prevede assolutamente alcuna forma di testamento biologico".
Secondo la senatrice azzurra "questi principi generali ai quali gli Stati membri devono ispirarsi sono quelli ai quali i nostri medici già si attengono. L'articolo 9 chiarisce - precisa la senatrice - che si debba tenere in considerazione la decisione del paziente, in merito alle cure da adottare e ai trattamenti ai quali deve essere sottoposto, anche in base ai desideri precedentemente espressi".
"Mi auguro che il Ministro Turco decida di non assecondare questo subdolo gioco del senatore Marino di legittimare l'eutanasia, decidendo di riportare la discussione in Parlamento. Faccio un appello - conclude la parlamentare azzurra - al mio coordinatore nazionale, Sandro Bondi, ed al mio capo gruppo, Sen. Schifani, affinché, come sono sicura, intraprendano, con tutti noi, una ferma battaglia volta a tutelare i nostri valori e la nostra identità culturale".
"Non si pensi di introdurre surrettiziamente l'Eutanasia. Non lo permetteremo." cosi' l' On. Isabella Bertolini, Vicepresidente del Gruppo di Forza Italia, commenta l'emendamento votato ieri sera dall'aula del Senato. "Questo maggioranza - prosegue la parlamentare azzurra - non ha il coraggio delle proprie azioni. Usa il decreto milleproroghe per legiferare in materia di Sanita'. Che senso ha?." "Per di piu' si prevede una legge delega in bianco, senza bisogno del parere parlamentare, poiche' si teme di non avere i numeri per raccogliere il necessario consenso delle aule parlamentari" "Il decreto torna ora alla Camera. - conclude la Bertolini - La nostra battaglia a difesa della sacralita' della vita sara' dura e convinta. Non permetteremo che si affermi questa dilagante cultura della morte."
Carolina Lussana, della Lega, accusa il governo che 'riprova ad aggirare la via maestra del Parlamento, questa volta in tema di eutanasia, ottenendo la delega in bianco per decidere sul testamento biologico con l'emendamento Marino approvato ieri sera al milleproroghe, al Senato'.
'Su un tema eticamente tanto delicato, forzare la mano e' inutile e pericoloso', avverte Carolina Lussana, precisando poi che il suo partito 'ribadisce il secco no a ogni forma di eutanasia, sia attiva che passiva'. 'L'unica soluzione e' - per la Lussana - quella di ridare dignita' al momento doloroso della morte attraverso l'intensificazione delle cure palliative, non solo come supporto farmacologico, ma anche morale e materiale'.
Sulla Convenzione di Oviedo, il presidente della commissione sanita' del Senato, Ignazio Marino, 'sbaglia'. A sostenerlo e' il responsabile di An per le politiche della famiglia Riccardo Pedrizzi.
'In nessun modo - osserva Pedrizzi in una nota - l'emanazione dei decreti legislativi per l'attuazione della convenzione di Oviedo da parte del ministero della Salute, chiesta dall'emendamento Marino approvato dal Senato nel decreto milleproroghe, puo' portare alla legalizzazione nel nostro Paese di forme eutanasiche e di suicidio assistito'.
'Quanto dice Marino, e cioe' che con l'attuazione della convenzione di Oviedo in Italia sara' possibile staccare la spina ai nuovi Welby, a cominciare da Nuvoli - prosegue Pedrizzi - e' totalmente infondato. Innanzitutto, perch, la convenzione di Oviedo va applicata nel suo insieme, cioe' unitamente al rapporto esplicativo che ne costituisce l'interpretazione autentica. Ebbene: la convenzione si limita ad affermare, all'articolo 9, che 'i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non e' in grado di esprimere la sua volonta' saranno tenuti in considerazione''. Dunque, sottolinea Pedrizzi, 'non si parla di casi di malati capaci di intendere e volere, come Welby e Nuvoli, ma di pazienti non in grado di esprimere la loro volonta', ed e' comunque il rapporto esplicativo a tagliare la testa al toro, spiegando che 'prendere in considerazione i desideri precedentemente espressi non significa che questi debbano necessariamente essere eseguiti''.
Inoltre, rileva l'esponente di An, 'nel nostro ordinamento costituzionale e giuridico, che certo non puo' essere calpestato dai decreti legislativi di attuazione della convenzione, non esiste in alcun luogo normativo un diritto alla morte, che dunque e' giuridicamente insussistente, mentre esiste il divieto di praticare forme eutanasiche (tra cui rientra l'abbandono terapeutico) e di suicidio assistito'.
A dirlo e' Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' al Senato, a margine di un convegno organizzato presso l'universita' Cattolica di Roma.
La richiesta di questi due malati perche' gli venisse staccata la ventilazione polmonare poteva essere risolta, secondo il senatore diessino, 'gia' con il principio contenuto nell'articolo 32 della Costituzione. Ma la decisione sul caso Welby del magistrato, che ha chiesto una norma che rendesse piu' evidente e pratico il principio presente nella carta costituzionale, ha creato confusione'.
Grazie alla convenzione di Oviedo pero' queste situazioni potranno essere risolte con chiarezza. 'Il testo che verra' recepito prevede infatti che il paziente puo' in qualsiasi momento della terapia togliere il consenso ad un determinato trattamento. Il che e' diverso dal riconoscere il diritto a morire o aprire la strada all'eutanasia, pratica che reputo un reato verso l'uomo e l'ordinamento penale'.
Dopo l'approvazione di ieri al Senato dell'emendamento al decreto Milleproroghe, che fa recepire il testo della Convenzione nel nostro ordinamento, bisognera' aspettare che il ministro della Salute Livia Turco emetta uno o piu' decreti che rendano effettive nel nostro sistema giudiziario tali norme.
'Il termine previsto nel mio emendamento scade il 31 luglio, ma e' possibile che che si arriva prima. Su questi temi c'e' grande attesa da parte del paese, come del resto dimostrano anche i sondaggi e i ripetuti inviti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano'.
"Considero un atto gravissimo quello compiuto dal Senatore Ignazio Marino, da configurarsi come una vera e propria delegittimazione del Parlamento". Questo è quanto afferma la senatrice Laura Bianconi capo gruppo di Forza Italia in commissione Igiene e Sanità a seguito dell'inserimento, all'ultimo momento, dell'emendamento presentato, dal Presidente della commissione Igiene e Sanità, al Milleproroghe e votato al Senato.
L'emendamento approvato prevede che si diano pieni poteri al ministro della salute su materie come la bioetica ed il consenso anticipato del paziente, meglio noto come testamento biologico.
"Un gesto - sottolinea la parlamentare - che denota non solo la poca serietà di questa maggioranza ma anche le enormi difficoltà che il presidente Ignazio Marino ha in commissione sapendo di non avere su questi temi un largo consenso".
"Togliere al Parlamento - continua Bianconi - il diritto di discutere in modo lucido e ponderato su temi importanti come quello dell'utilizzo degli embrioni e del testamento biologico non è accettabile in una democrazia, è ora che questo Governo e questa maggioranza la smettano di pensare di decidere con colpi di mano come questo. Tutta questa fretta, inoltre, nel richiamare l'adeguamento del nostro Paese alla convenzione di Oviedo non esiste, visto che la stessa delinea delle linee guida e non prevede assolutamente alcuna forma di testamento biologico".
Secondo la senatrice azzurra "questi principi generali ai quali gli Stati membri devono ispirarsi sono quelli ai quali i nostri medici già si attengono. L'articolo 9 chiarisce - precisa la senatrice - che si debba tenere in considerazione la decisione del paziente, in merito alle cure da adottare e ai trattamenti ai quali deve essere sottoposto, anche in base ai desideri precedentemente espressi".
"Mi auguro che il Ministro Turco decida di non assecondare questo subdolo gioco del senatore Marino di legittimare l'eutanasia, decidendo di riportare la discussione in Parlamento. Faccio un appello - conclude la parlamentare azzurra - al mio coordinatore nazionale, Sandro Bondi, ed al mio capo gruppo, Sen. Schifani, affinché, come sono sicura, intraprendano, con tutti noi, una ferma battaglia volta a tutelare i nostri valori e la nostra identità culturale".
"Non si pensi di introdurre surrettiziamente l'Eutanasia. Non lo permetteremo." cosi' l' On. Isabella Bertolini, Vicepresidente del Gruppo di Forza Italia, commenta l'emendamento votato ieri sera dall'aula del Senato. "Questo maggioranza - prosegue la parlamentare azzurra - non ha il coraggio delle proprie azioni. Usa il decreto milleproroghe per legiferare in materia di Sanita'. Che senso ha?." "Per di piu' si prevede una legge delega in bianco, senza bisogno del parere parlamentare, poiche' si teme di non avere i numeri per raccogliere il necessario consenso delle aule parlamentari" "Il decreto torna ora alla Camera. - conclude la Bertolini - La nostra battaglia a difesa della sacralita' della vita sara' dura e convinta. Non permetteremo che si affermi questa dilagante cultura della morte."
Carolina Lussana, della Lega, accusa il governo che 'riprova ad aggirare la via maestra del Parlamento, questa volta in tema di eutanasia, ottenendo la delega in bianco per decidere sul testamento biologico con l'emendamento Marino approvato ieri sera al milleproroghe, al Senato'.
'Su un tema eticamente tanto delicato, forzare la mano e' inutile e pericoloso', avverte Carolina Lussana, precisando poi che il suo partito 'ribadisce il secco no a ogni forma di eutanasia, sia attiva che passiva'. 'L'unica soluzione e' - per la Lussana - quella di ridare dignita' al momento doloroso della morte attraverso l'intensificazione delle cure palliative, non solo come supporto farmacologico, ma anche morale e materiale'.
Sulla Convenzione di Oviedo, il presidente della commissione sanita' del Senato, Ignazio Marino, 'sbaglia'. A sostenerlo e' il responsabile di An per le politiche della famiglia Riccardo Pedrizzi.
'In nessun modo - osserva Pedrizzi in una nota - l'emanazione dei decreti legislativi per l'attuazione della convenzione di Oviedo da parte del ministero della Salute, chiesta dall'emendamento Marino approvato dal Senato nel decreto milleproroghe, puo' portare alla legalizzazione nel nostro Paese di forme eutanasiche e di suicidio assistito'.
'Quanto dice Marino, e cioe' che con l'attuazione della convenzione di Oviedo in Italia sara' possibile staccare la spina ai nuovi Welby, a cominciare da Nuvoli - prosegue Pedrizzi - e' totalmente infondato. Innanzitutto, perch, la convenzione di Oviedo va applicata nel suo insieme, cioe' unitamente al rapporto esplicativo che ne costituisce l'interpretazione autentica. Ebbene: la convenzione si limita ad affermare, all'articolo 9, che 'i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non e' in grado di esprimere la sua volonta' saranno tenuti in considerazione''. Dunque, sottolinea Pedrizzi, 'non si parla di casi di malati capaci di intendere e volere, come Welby e Nuvoli, ma di pazienti non in grado di esprimere la loro volonta', ed e' comunque il rapporto esplicativo a tagliare la testa al toro, spiegando che 'prendere in considerazione i desideri precedentemente espressi non significa che questi debbano necessariamente essere eseguiti''.
Inoltre, rileva l'esponente di An, 'nel nostro ordinamento costituzionale e giuridico, che certo non puo' essere calpestato dai decreti legislativi di attuazione della convenzione, non esiste in alcun luogo normativo un diritto alla morte, che dunque e' giuridicamente insussistente, mentre esiste il divieto di praticare forme eutanasiche (tra cui rientra l'abbandono terapeutico) e di suicidio assistito'.
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