Italia. Marino: ritengo che il testamento biologico debba essere vincolante
"L'intervento del professor Rodota', del Monsignor Carrasco de Paula e di Claudia Navarini, docente della pontificia universita' Regina Apostolorum di Roma ha portato un contributo autorevolissimo al dibattito che stiamo conducendo in Parlamento sul testamento biologico". E' quanto dichiara il presidente della commissione Sanita' di Palazzo Madama, Ignazio Marino, a margine delle audizioni tenutesi oggi in Senato. 'In particolare abbiamo registrato le preoccupazioni, formulate da monsignor Carrasco e dalla professoressa Navarini, rispetto all'eventualita' che la legge sul testamento biologico possa finire per offrire una qualche forma di legittimazione anche all'eutanasia. Per questo l'audizione si e' rivelata un utile e significativo momento di confronto che ha consentito di ribadire l'autentico obiettivo di questo iter parlamentare, fare si' che ognuno possa dichiarare preventivamente quali interventi e quale tipo di cure ritiene accettabile e sostenibile per se stesso'. 'Le proposte oggetto della nostra discussione non hanno nulla a che vedere con l'eutanasia e il lavoro della commissione Sanita' non vuole in alcun modo essere un percorso che conduca alla legittimazione". "E, ancora, oggi sono stati toccati due argomenti importanti, quello della natura vincolante del testamento biologico, e della sua obbligatorieta'. Sono due punti oggetto della nostra discussione. Io ritengo che il testamento debba avere carattere vincolante, per poter costituire un valido strumento di supporto al medico, oggi in difficolta' perche' chiamato ad adottare decisioni critiche in completa solitudine. Per quanto riguarda l'obbligatorieta' del testamento, credo che i cittadini siano tenuti ad esprimere la propria volonta'. Imporre un obbligo di legge su scelte cosi' importanti per la propria vita, pero', non basta e non e' corretto. Occorre sensibilizzare i cittadini e l'opinione pubblica, consentendo loro di avere accesso ad un'informazione puntuale su questi temi e sull'importanza del testamento biologico".
BIANCO (FNOMCEO): NON SIA VINCOLANTE 'Il testamento biologico puo' essere senz'altro uno strumento utile nel rapporto fra medico e paziente ma non deve essere vincolante per le azioni del medico'. Lo ha detto oggi il presidemte della Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCEO), Amedeo Bianco, nel corso dell'Audizione informale alla Camera dei Deputati dedicata alle cure ai malati terminali e all'eutanasia cui hanno preso parte anche il Comitato Nazionale di Bioetica e il Comitato Intergovernativo di Bioetica dell'UNESCO. I medici hanno ribadito 'i tre NO: all'eutanasia, all'accanimento terapeutico, all'abbandono', ha detto Bianco, 'e hanno enunciato i SI': ad un percorso comune con il paziente, un consenso - ha spiegato - che deve arrivare fino alla fine; alle terapie palliative del dolore e della sofferenza, anche se queste possono avvicinare il momento della fine; e all'assistenza al paziente ma anche alla famiglia'. E nel corso dell'audizione, come riferito al termine dal presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Mimmo Luca' (DS) si e' aperto il dibattito sul 'rapporto fra etica e politica, sul punto fino al quale puo' spingersi una norma di legge'.
BIANCO (FNOMCEO): NON SIA VINCOLANTE 'Il testamento biologico puo' essere senz'altro uno strumento utile nel rapporto fra medico e paziente ma non deve essere vincolante per le azioni del medico'. Lo ha detto oggi il presidemte della Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCEO), Amedeo Bianco, nel corso dell'Audizione informale alla Camera dei Deputati dedicata alle cure ai malati terminali e all'eutanasia cui hanno preso parte anche il Comitato Nazionale di Bioetica e il Comitato Intergovernativo di Bioetica dell'UNESCO. I medici hanno ribadito 'i tre NO: all'eutanasia, all'accanimento terapeutico, all'abbandono', ha detto Bianco, 'e hanno enunciato i SI': ad un percorso comune con il paziente, un consenso - ha spiegato - che deve arrivare fino alla fine; alle terapie palliative del dolore e della sofferenza, anche se queste possono avvicinare il momento della fine; e all'assistenza al paziente ma anche alla famiglia'. E nel corso dell'audizione, come riferito al termine dal presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Mimmo Luca' (DS) si e' aperto il dibattito sul 'rapporto fra etica e politica, sul punto fino al quale puo' spingersi una norma di legge'.
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