Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Mario Riccio: se mi dovesse ricapitare un caso come Welby, rifarei la stessa cosa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Se in futuro mi dovesse ricapitare un caso uguale rifaro' la stessa scelta anche se il mio lavoro e' di medico in ospedale e non mi occupo di curare pazienti a casa per i quali, invece, ci sono strutture e medici preposti'. Sono le parole di Mario Riccio, l'anestesista cremonese che il 20 dicembre ha staccato il respiratore che teneva in vita da una decina di anni Piergiorgio Welby.
Due giorni dopo la decisione del presidente dell'ordine dei medici di Cremona, Andrea Bianchi, di aprire un procedimento disciplinare nei suoi confronti, Riccio ha voluto ripetere di non essere assolutamente 'pentito' del suo gesto e ha tenuto a ribadire pero' che la sua 'attivita' e' quella di medico anestesista in ospedale: il mio lavoro e' li', e non mi occupo di cure palliative a casa dei pazienti'. E se le dovesse capitare un domani un'altra richiesta come quella che le ha fatto Welby?. 'Se dovesse accadere rifarei la stessa cosa perche' i miei convincimenti rimangono intatti e ho rispettato la volonta' del paziente'.
E' sereno Riccio e oggi ha trascorso una giornata 'di ordinaria normalita'': la mattina in sala operatoria e il pomeriggio con la figlia. Tante sono le lettere di solidarieta' che gli sono arrivate in ospedale a Cremona (sono state appese all'albero di Natale che si trova nell'ingresso) e a casa, molte le telefonate che ha ricevuto sul cellulare. E molte ancora le chiamate e le e-mail inviate a titolo personale dai colleghi di tutta Italia alla sede dell'ordine dei medici di Cremona: quasi tutte per sostenere la sua scelta. Ma ci sono anche fronti critici nei confronti di Riccio, che volevano che si andasse avanti negli accertamenti dell'Ordine e che ora apprezzano la decisione del presidente.
Riccio stesso, peraltro, ha definito la scelta del presidente dell'Ordine 'equilibrata e saggia. Condivido e comprendo il suo atteggiamento perche' di fronte a una vicenda cosi' delicata non ha voluto decidere da solo ma investire l'intero consiglio. Avrei fatto anch'io la stessa cosa'.
Intanto, nei prossimi giorni, Andrea Bianchi sciogliera' la riserva sulla data di convocazione del Consiglio al quale dovra' illustrare la questione Riccio. Anche se ieri aveva parlato di una convocazione entro una decina di giorni, per via delle procedure da seguire, la data piu' probabile e' quella del 25 gennaio a meno che non si trovi qualche escamotage per accelerare i tempi.

ALTRI COMMENTI

'La battaglia civile di Piero Welby, il drammatico appello di Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro di calcio algherese affetto da sclerosi bilaterale amiotrofica, e i casi di altre persone anonime che si trovano in condizioni analoghe richiedono un intervento urgente del Parlamento per definire l'accanimento terapeutico. In questo senso anche il Consiglio regionale della Sardegna e' chiamato a fare la sua parte'. Lo afferma il consigliere regionale socialista della Rosa nel Pugno Maria Grazia Caligaris, segretaria della Commissione 'Diritti Civili' che ha presentato un Ordine del giorno.
'Il rinvio dell'esame del Piano sanitario ha fatto slittare anche la discussione in aula dell'Ordine del giorno con cui il Consiglio regionale auspica una legge del Parlamento per definire norme piu' rispettose delle libere scelte individuali in caso di accanimento terapeutico. In una democrazia matura ed in un Paese che vuole essere civile, il problema sollevato da Piero Welby deve trovare una soluzione normativa a conclusione di un dibattito sereno e franco in cui ogni sensibilita' possa esprimersi senza preconcetti e liberamente. Non e' un argomento da salotti televisivi ne' puo' essere strumentalizzato. Il Parlamento ha proprio questo compito'.

 "Ha ragione la Binetti (ma vada fino in fondo, presenti una mozione di sfiducia) a chiedere le dimissioni della Bonino da ministro dopo la sua partecipazione alla conferenza stampa in cui e' stata annunciata la commissione di un grave reato, vale a dire l'omicidio di Welby". La pensa cosi' Riccardo Pedrizzi (An), a proposito della richiesta di dimissioni che Paola Binetti aveva fatto al ministro del Commercio, Emma Bonino, per la sua partecipazione alla conferenza stampa radicale per annunciare la morte di Piergiorgio Welby. "E siccome- prosegue l'esponente di An- a quella conferenza stampa ha partecipato anche il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi, deve andare a casa pure lui. E sono richieste di dimissioni che dovremmo avanzare non solo noi, ma tutti i cattolici, e anche i laici, dell'Unione".
Con il loro comportamento, spiega Pedrizzi, "i membri del governo si sono resi complici della violazione della legge vigente e della stessa Costituzione repubblicana, sulla quale hanno giurato". A questo proposito, precisa il parlamentare, "va sottolineato che la nostra Carta fondamentale considera la vita un bene indisponibile e intangibile e afferma esclusivamente il diritto alla vita". Nel caso di Welby, insiste Pedrizzi, "non c'era nessun accanimento terapeutico, come aveva sancito anche il Consiglio superiore di sanita'".
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