Italia. Martedi' udienza su ricorso Welby. Sospeso lo sciopero della fame
E' fissata per martedì 12 dicembre alle 12 l'udienza del Tribunale di Roma (Prima sezione civile) sul ricorso presentato da Piergiorgio Welby per ottenere l'interruzione dell'accanimento terapeutico attraverso il distacco del respiratore artificiale sotto sedazione terminale.
Lo annunciano Marco Cappato, Segretario dell'associazione Coscioni, Rita Bernardini, Segretaria di Radicali italiani, Rocco Berardo, Vicesegretario dell'associazione Concioni, e Diego Galli, Responsabile di radioradicale.it, arrivati all'undicesimo giorno di sciopero della fame.
"Lo sciopero della fame, che ha coinvolto oltre 700 cittadini, parlamentari, medici e un Ministro ha avuto finora l'obiettivo di ottenere dalle istituzioni una risposta su due punti sollevati dal co-Presidente dell'Associazione Coscioni: la nomina del Comitato Nazionale di Bioetica e, soprattutto, la possibilità per lui di interrompere senza dover soffrire la tortura che sta subendo".
"Questa mattina, Piergiorgio Welby dopo la nomina avvenuta del Comitato Nazionale di Bioetica e la fissazione dell'udienza con procedura urgente da parte del Tribunale Civile di Roma, ci ha chiesto di sospendere l'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame. Anche in segno di rispetto per il giudice e gli operatori del diritto chiamati ad udienza il 12 dicembre, abbiamo deciso di accogliere la sua richiesta".
"Nel farlo esprimiamo a Piergiorgio la nostra più profonda gratitudine per avere avuto la forza di sopportare ormai da settantasette giorni una violenza atroce nella ricerca di tutte le strade della possibile legalità istituzionale e costituzionale. Vogliamo comunque confermare a lui la nostra ferma intenzione di aiutarlo a interrompere l'accanimento, anche assumendoci la responsabilità di disobbedire a un'interpretazione anticostituzionale e disumana delle leggi esistenti, appena ci sarà da lui richiesto".
COMMENTI
'L'udienza stabilita per il prossimo 12 dicembre dal Tribunale di Roma sul ricorso di Piergiorgio Welby e' un fatto positivo: ora spero che si riesca ad andare davvero incontro alle esigenze di chi soffre'. Lo ha detto il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' della Camera, Tommaso Pellegrino.
'Anche alla luce delle ultime dichiarazioni di esponenti politici che hanno solo dimostrato disumanita', preferendo la demagogia alla responsabilita' occorre ricordare che nel caso di Welby, cosi' come quelli riguardanti tante altre persone che vivono una analoga situazione di irreversibile sofferenza, prolungare la vita significa di fatto prolungare l'agonia'.
Secondo Pellegrino, 'non possiamo restare insensibili a queste richieste accorate, a maggior ragione perche' provenienti da persone coscienti che sanno di trovarsi in una situazione clinica di assoluta irreversibilita''.
ALTRI COMMENTI
Se Welby fosse mio fratello, mio padre... Cosa farei? Se mi chiedesse coscientemente di staccargli la spina, lo farei. E poi sarei disposto ad andare a processo, spiegando perche' non sono un omicida, ne' un fratello o un figlio egoista irriconoscente. Gia', perche' il rischio di abusare di certe soluzioni finali c'e' eccome. Lo vediamo con l'aborto divenuto ormai una scorciatoia. So che starei male, dopo averlo fatto, ma non mi sentirei in colpa'. E' quanto scrive il direttore della 'Padania', Gianluigi Paragone, sul quotidiano della Lega.
Paragone sottolinea che 'Welby vuole morire perche' ritiene che sul suo corpo si stiano accanendo oltre il tollerabile. E' cosciente.
Di piu', e' pienamente cosciente nonostante il dolore, un dolore che per quanto lancinante non scalfisce la lucidita' delle sue scelte. Se ho capito bene la sua volonta', non chiede di morire perche' ha sofferto oltre il tollerabile; ritiene che il suo corpo sia incastrato dentro la tecnica'. Paragone non nasconde che 'nella Lega e nel centrodestra ci sono giudizi assolutamente contrari al tema: non ultimo il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, ha sancito ieri la sua assoluta contrarieta' dicendo che sarebbe un omicidio'.
E prosegue: 'E' vero, non siamo nessuno per togliere la vita a un uomo o a una donna. Pero' se la questione la porremo sempre cosi' non ne usciremo mai. (Anche perche' posta in questi termini si nasconde un riferimento al divino.) Il valore della vita e' sancito dalla Costituzione e per quel che mi riguarda anche da una dimensione sacrale. Ma quando la vita rischia di restare 'ostaggio'- piu' o meno consapevolmente - della medicina o peggio delle beghe di partito, la offendiamo ancor piu''. 'Welby e' diventato un caso politico: se sia stato giusto o sbagliato farlo ormai non ha piu' interesse; resta aperta la questione che il caso porta con se'. E' mai possibile che la politica non sia capace di dare una risposta?'. E conclude: 'Non e' da sottovalutare se una maggioranza di cattolici intervistati si sia detto favorevole alla decisione di Welby di morire. Io sono tra questi. Forse sbaglio, per lo meno parliamone'.
La Consulta di Bioetica onlus apprezza l'iniziativa del Ministro Turco che nei prossimi giorni andra' a visitare Piergiorgio Welby, 'perche' questo gesto mostra l'avvicinamento della politica ai problemi concreti della gente'.
'L'auspicio -afferma Maurizio Mori, presidente della Consulta, in una nota- e' che la diretta conoscenza della situazione porti a una valutazione a favore della liberta' dei cittadini anche nelle situazioni critiche, in cui e' in gioco la vita e la morte'.
La Consulta di Bioetica ritiene inoltre che 'Piergiorgio Welby abbia diritto di richiedere la sospensione delle cure e di concludere la situazione di accanimento terapeutico in cui e' tenuto'.
Lo annunciano Marco Cappato, Segretario dell'associazione Coscioni, Rita Bernardini, Segretaria di Radicali italiani, Rocco Berardo, Vicesegretario dell'associazione Concioni, e Diego Galli, Responsabile di radioradicale.it, arrivati all'undicesimo giorno di sciopero della fame.
"Lo sciopero della fame, che ha coinvolto oltre 700 cittadini, parlamentari, medici e un Ministro ha avuto finora l'obiettivo di ottenere dalle istituzioni una risposta su due punti sollevati dal co-Presidente dell'Associazione Coscioni: la nomina del Comitato Nazionale di Bioetica e, soprattutto, la possibilità per lui di interrompere senza dover soffrire la tortura che sta subendo".
"Questa mattina, Piergiorgio Welby dopo la nomina avvenuta del Comitato Nazionale di Bioetica e la fissazione dell'udienza con procedura urgente da parte del Tribunale Civile di Roma, ci ha chiesto di sospendere l'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame. Anche in segno di rispetto per il giudice e gli operatori del diritto chiamati ad udienza il 12 dicembre, abbiamo deciso di accogliere la sua richiesta".
"Nel farlo esprimiamo a Piergiorgio la nostra più profonda gratitudine per avere avuto la forza di sopportare ormai da settantasette giorni una violenza atroce nella ricerca di tutte le strade della possibile legalità istituzionale e costituzionale. Vogliamo comunque confermare a lui la nostra ferma intenzione di aiutarlo a interrompere l'accanimento, anche assumendoci la responsabilità di disobbedire a un'interpretazione anticostituzionale e disumana delle leggi esistenti, appena ci sarà da lui richiesto".
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'L'udienza stabilita per il prossimo 12 dicembre dal Tribunale di Roma sul ricorso di Piergiorgio Welby e' un fatto positivo: ora spero che si riesca ad andare davvero incontro alle esigenze di chi soffre'. Lo ha detto il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' della Camera, Tommaso Pellegrino.
'Anche alla luce delle ultime dichiarazioni di esponenti politici che hanno solo dimostrato disumanita', preferendo la demagogia alla responsabilita' occorre ricordare che nel caso di Welby, cosi' come quelli riguardanti tante altre persone che vivono una analoga situazione di irreversibile sofferenza, prolungare la vita significa di fatto prolungare l'agonia'.
Secondo Pellegrino, 'non possiamo restare insensibili a queste richieste accorate, a maggior ragione perche' provenienti da persone coscienti che sanno di trovarsi in una situazione clinica di assoluta irreversibilita''.
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Se Welby fosse mio fratello, mio padre... Cosa farei? Se mi chiedesse coscientemente di staccargli la spina, lo farei. E poi sarei disposto ad andare a processo, spiegando perche' non sono un omicida, ne' un fratello o un figlio egoista irriconoscente. Gia', perche' il rischio di abusare di certe soluzioni finali c'e' eccome. Lo vediamo con l'aborto divenuto ormai una scorciatoia. So che starei male, dopo averlo fatto, ma non mi sentirei in colpa'. E' quanto scrive il direttore della 'Padania', Gianluigi Paragone, sul quotidiano della Lega.
Paragone sottolinea che 'Welby vuole morire perche' ritiene che sul suo corpo si stiano accanendo oltre il tollerabile. E' cosciente.
Di piu', e' pienamente cosciente nonostante il dolore, un dolore che per quanto lancinante non scalfisce la lucidita' delle sue scelte. Se ho capito bene la sua volonta', non chiede di morire perche' ha sofferto oltre il tollerabile; ritiene che il suo corpo sia incastrato dentro la tecnica'. Paragone non nasconde che 'nella Lega e nel centrodestra ci sono giudizi assolutamente contrari al tema: non ultimo il leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, ha sancito ieri la sua assoluta contrarieta' dicendo che sarebbe un omicidio'.
E prosegue: 'E' vero, non siamo nessuno per togliere la vita a un uomo o a una donna. Pero' se la questione la porremo sempre cosi' non ne usciremo mai. (Anche perche' posta in questi termini si nasconde un riferimento al divino.) Il valore della vita e' sancito dalla Costituzione e per quel che mi riguarda anche da una dimensione sacrale. Ma quando la vita rischia di restare 'ostaggio'- piu' o meno consapevolmente - della medicina o peggio delle beghe di partito, la offendiamo ancor piu''. 'Welby e' diventato un caso politico: se sia stato giusto o sbagliato farlo ormai non ha piu' interesse; resta aperta la questione che il caso porta con se'. E' mai possibile che la politica non sia capace di dare una risposta?'. E conclude: 'Non e' da sottovalutare se una maggioranza di cattolici intervistati si sia detto favorevole alla decisione di Welby di morire. Io sono tra questi. Forse sbaglio, per lo meno parliamone'.
La Consulta di Bioetica onlus apprezza l'iniziativa del Ministro Turco che nei prossimi giorni andra' a visitare Piergiorgio Welby, 'perche' questo gesto mostra l'avvicinamento della politica ai problemi concreti della gente'.
'L'auspicio -afferma Maurizio Mori, presidente della Consulta, in una nota- e' che la diretta conoscenza della situazione porti a una valutazione a favore della liberta' dei cittadini anche nelle situazioni critiche, in cui e' in gioco la vita e la morte'.
La Consulta di Bioetica ritiene inoltre che 'Piergiorgio Welby abbia diritto di richiedere la sospensione delle cure e di concludere la situazione di accanimento terapeutico in cui e' tenuto'.
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