Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Mastella: controllo requisiti sanitari in comunita' di Muccioli e di Gelmini

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Una verifica da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria sui requisiti sanitari delle comunita' di San Patrignano e della Comunita' 'Incontro' di don Gelmini. La annuncia, durante il question time alla Camera, il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, rispondendo all'interrogazione di Luigi Cancrini.
"Posso dare assicurazione che il Dipartimento effettuera' una verifica circa il perdurante possesso dei requisiti da parte delle due comunita', in particolare per quanto concerne la sussistenza di una regolare convenzione col sistema sanitario".
A Cancrini, che solleva un discrepanza tra le comunita' terapeutiche iscritte all'albo presso il ministero della Giustizia e quelle, invece, riconosciute dalle Regioni e dal Sistema sanitario nazionale -le prime, ha spiegato, non obbligate a rispettare i requisiti previste per le seconde- il ministro della Giustizia ha risposto:"il Dipartimento dell'amministrazione penitenziari mi ha comunicato che le comunita' citate risultano iscritte all'albo di questo ministero". E continua: "Vero e' pero' che conditio sine qua non per l'iscrizione all'albo in questione e' l'accreditamento presso la competente Asl territoriale: pertanto posso dare assicurazione che il Dipartimento effettuera' una verifica circa il perdurante possesso dei requisiti da parte delle due comunita' in particolare per quanto concerne la sussistenza di una regolare convenzione col sistema sanitario".

"E' vergognoso l'attacco portato da Luigi Cancrini, dei Comunisti italiani, a comunita' come quelle di Muccioli e Don Gelmini che aiutano migliaia di giovani a uscire dal tunnel della droga. Sappiano che non riusciranno a interrompere la loro missione sociale". E' quanto dichiara il presidente dei deputati di Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa, dopo il question time.
"Che i comunisti fossero per la droga libera lo sapevamo, ma che volessero colpire anche chi aiuta tantissimi giovani a uscire dalla spirale della dipendenza dalle droghe mi risulta assolutamente nuova. Si vergognino".

Maurizio Gasparri, di An, protesta per le iniziative contro la comunita' di San Patrignano e quella di don Pierino Gelmini.
"E' vergognoso ed inaudito che in parlamento, invece di sostenere l'azione benemerita delle comunita' che recuperano i tossicodipendenti e combattono la droga, ci siano parlamentari come Cancrini che chiedono addirittura la chiusura di San Patrignano e della Comunita' di don Gelmini". Quanto a Mastella, Gasparri lo accusa di essersi "comportato in maniera pilatesca", e sostiene che il ministro "per conservare il posto deve accettare l'armata brancaleone di cui egli stesso fa parte".
Per Gasparri, "le comunita' vanno difese cosi' come la legge Fini-Giovanardi ha sancito" e in parlamento "bisogna parlare di come combattere la droga, non di come combattere chi combatte la droga". Gasparri accusa poi Cancrini di essersi "reso sostenitore dei diffusori delle sostanze stupefacenti" ed il governo di essere "assolutamente incapace di garantire i valori umani che dovrebbero essere alla base della convivenza civile".
"Giu' le mani dalle comunita"', avverte quindi Gasparri, aggiungendo che "non consentiremo politiche di aggressione come quelle attuate da Cancrini e dai comunisti che, ancora oggi, rappresentano un'ideologia nefasta e pericolosa".

Sconcerto viene espresso dalla Comunita' Incontro. "L'interpellanza parlamentare odierna, pretestuosamente presentata da un 'esperto' in materia droghe e comunita' di recupero, che paga il suo tributo allo schieramento politico di appartenenza, non ci avrebbe fatto ne' caldo ne' freddo -afferma in una nota la struttura guidata da don Pierino Gelmini- se non avesse trovato il Guardasigilli stranamente impreparato e impacciato nel rispondere. Il ministro Mastella, infatti, prende per buona l'osservazione che la Comunita' Incontro ospiterebbe detenuti in convenzione senza l'iscrizione all'albo nazionale delle comunita' terapeutiche, quando avrebbe potuto tranquillamente verificare che la normativa parla di iscrizione agli albi regionali; cosa con cui la Comunita' Incontro e' perfettamente in regola".
"Quanto ci sconcerta, tuttavia e' che lo stesso ministro, reticente ad avviare indagini su altre questioni, promette invece i controlli (ancora una volta!) alle comunita', non per denunce di abusi, inadempienze, violenze, malversazioni, ma nel momento in cui si sta parlando di una specifica realta' come la nostra che e' da quarant'anni sul campo, ormai riconosciuta e collaudata nella sua metodologia, fiore all'occhiello in tutto il mondo per il nostro Paese, e che ha avuto l'onore di avere come visitatore e ospite lo stesso on. Mastella, sollevando cosi' tra i cittadini elettori il dubbio che in tutto questo tempo le cose non siano state fatte secondo la norma e che i detenuti da noi accolti avrebbero dovuto continuare a popolare le patrie galere. Che, se anche fosse (ma cosi' non e'!), si potrebbe sanare senza minacce di controlli, e non usare per sollevare il dubbio e il sospetto su chi, in tutti questi anni, ha faticosamente lottato sul campo, spesso remando contro corrente, per difendere il diritto alla vita, su ogni altro diritto surrogatorio".
"Senza farne questioni ideologiche, viene pero' da domandarci: ma questo governo ha deciso di fare guerra agli spacciatori che fornirebbero, a loro rischio, quanto e' un diritto di civilta' (vedi l'idea di offrire le stanze per il buco assistito, o di aumentare la disponibilita' di spinello per uso personale ai nostri figli), o di fare la guerra a chi ha dichiarato guerra alla cultura della droga e della malintesa liberta' di uccidersi, nel corpo e nello spirito?".

"Sono affettuosamente solidale con Don Pierino Gelmini e Andrea Muccioli le cui comunita' di recupero per i tossicodipendenti sono state duramente contestate nel Question Time alla Camera". Lo afferma Carlo Giovanardi (Udc).
"E' incredibile che il ministro Clemente Mastella abbia risposto che il Governo fara' verifiche sulle regolarita' del funzionamento di quelle strutture quando bastava telefonare agli interessati per sapere che la legge prevede il convenzionamento con le strutture sanitarie regionali e non con quelle nazionali. Se qualcuno pensa di voler mettere in difficolta' o addirittura chiudere questi gioielli di volontariato sociale sappia che la nostra reazione sara' durissima".
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