Italia. Matera. Asl: costretti a cestinare staminali cordonali per carenze strutturali
'La distruzione del materiale biologico stoccato in quattro contenitori ad azoto liquido si e' resa necessaria per ragioni di sicurezza a causa delle inadeguate modalita' di conservazione dei campioni biologici. Si sottolinea come l'assenza di meccanismi di controllo e di allarme non abbia con certezza consentito il mantenimento degli standard previsti dalle norme, non consentendo di fatto una corretta e certificabile conservazione del materiale biologico'. Lo ha detto -in una dichiarazione diffusa lo scorso 1 giugno dall'ufficio stampa dell'Asl numero quattro di Matera- Alessandro Nanni Costa, il direttore del Centro nazionale trapianti, che 'su specifico mandato del Ministero della Salute, ha preso visione di tutta la documentazione della stessa Asl in merito alla dismissione della 'banca di cellule staminali'.
'Le verifiche effettuate nel tempo, prima dall'Asl numero quattro, poi da una Commissione di valutazione mista aziendale e regionale, sull'attivita' di raccolta e stoccaggio del materiale biologico, hanno evidenziato chiare avarie di funzionamento dei frigo-congelatori, nonche' la presenza di numerose provette rotte e, quindi, un pessimo stato di conservazione del materiale biologico ivi contenuto.
L'assenza di criteri minimi di sicurezza e garanzia per il materiale biologico raccolto, ha portato alla necessita' di dismetterlo. Con grande rammarico quindi, la Direzione strategica e' stata costretta ad eliminare il materiale, per nulla utilizzabile a fini clinico-sanitari'.
E per conoscere 'se intende nominare una commissione amministrativa di inchiesta' sulla distruzione, all'Asl numero quattro di Matera, delle cellule cordonali conservate in quattro contenitori di azoto liquido 'a causa di inadeguate modalita' di conservazione', il consigliere regionale della Basilicata, Emilia Simonetti (Rifondazione comunista), ha presentato un'interrogazione all'assessore alla sanita', Rocco Colangelo.
Secondo Simonetti, 'anche in relazione a quanto dichiarato da Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti, occorre accertare le responsabilita' in merito al mancato funzionamento dei frigo congelatori e delle elettrovalvole che segnalavano l'abbassamento del livello di azoto liquido e ne attivavano il conseguente rifornimento automatico'.
'E' necessario affrontare con urgenza tutta la vicenda anche in relazione ai gravissimi danni anche economici procurati dalla distruzione delle cellule cordonali. La Commissione potrebbe accertare le responsabilita' tecniche e amministrative legate al mal funzionamento delle apparecchiature, alla carenza dei controlli da parte dei responsabili e alla quantificazione del danno economico e quindi al ristoro della pubblica amministrazione'.
'Le verifiche effettuate nel tempo, prima dall'Asl numero quattro, poi da una Commissione di valutazione mista aziendale e regionale, sull'attivita' di raccolta e stoccaggio del materiale biologico, hanno evidenziato chiare avarie di funzionamento dei frigo-congelatori, nonche' la presenza di numerose provette rotte e, quindi, un pessimo stato di conservazione del materiale biologico ivi contenuto.
L'assenza di criteri minimi di sicurezza e garanzia per il materiale biologico raccolto, ha portato alla necessita' di dismetterlo. Con grande rammarico quindi, la Direzione strategica e' stata costretta ad eliminare il materiale, per nulla utilizzabile a fini clinico-sanitari'.
E per conoscere 'se intende nominare una commissione amministrativa di inchiesta' sulla distruzione, all'Asl numero quattro di Matera, delle cellule cordonali conservate in quattro contenitori di azoto liquido 'a causa di inadeguate modalita' di conservazione', il consigliere regionale della Basilicata, Emilia Simonetti (Rifondazione comunista), ha presentato un'interrogazione all'assessore alla sanita', Rocco Colangelo.
Secondo Simonetti, 'anche in relazione a quanto dichiarato da Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti, occorre accertare le responsabilita' in merito al mancato funzionamento dei frigo congelatori e delle elettrovalvole che segnalavano l'abbassamento del livello di azoto liquido e ne attivavano il conseguente rifornimento automatico'.
'E' necessario affrontare con urgenza tutta la vicenda anche in relazione ai gravissimi danni anche economici procurati dalla distruzione delle cellule cordonali. La Commissione potrebbe accertare le responsabilita' tecniche e amministrative legate al mal funzionamento delle apparecchiature, alla carenza dei controlli da parte dei responsabili e alla quantificazione del danno economico e quindi al ristoro della pubblica amministrazione'.
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