Italia. Mecacci (Prt): D'Alema respinga appello di Costa per la "guerra alla droga" della Nato in Afghanistan
Matteo Mecacci, Rappresentante all'ONU del Partito Radicale Transnazionale, ha rilasciato la seguente dichiarazione:"Nella giornata di ieri il più importante rappresentante dell'Italia all'interno delle Nazioni Unite, Antonio Maria Costa, Sottosegretario di Kofi Annan e Direttore dell'Ufficio ONU contro il Crimine e la Droga, si e' appellato alla NATO affinché si impegni nella "guerra alla droga" in Afghanistan dove, in base ai dati presentati ieri da Costa a Bruxelles, la produzione e' aumentata del 59% nell'ultimo anno.
Dalla "guerra al terrorismo" dunque, la NATO dovrebbe passare alla "guerra alla droga", che Costa continua a perseguire in base al mandato proibizionista che ne' le Nazioni Unite, ne' il Governo italiano, sembrano al momento intenzionate a voler mettere in discussione a livello internazionale, neppure di fronte a decenni di continui fallimenti.
Il Governo italiano, e non ultimo anche il Presidente della Camera, in queste settimane e in questi giorni hanno rivendicato a più riprese la discontinuità del Governo Prodi in politica estera rispetto al Governo Berlusconi. Tuttavia, per rivendicare una tale discontinuità anche in anche in materia di politiche sulle droghe, occorre che a fianco delle coraggiose proposte avanzate in Italia dal Ministro Ferrero, si cambi anche la posizione dell'Italia a livello internazionale per quanto riguarda la produzione di oppio in Afghanistan.
In Afghanistan infatti, l'effetto del proibizionismo sul consolidamento dello stato di diritto e della democrazia si sta dimostrando devastante, dato che i proventi del commercio di droga, vanno a finanziare gli stessi gruppi terroristici impegnati a combattere le truppe NATO e il legittimo governo afgano.
Per questo occorre che il Ministro D'Alema, che sarà presente a New York nei prossimi giorni in occasione dell'apertura dell'Assemblea Generale, respinga con decisione l'appello di Costa all'impegno della NATO nella "guerra alla droga"; tale "guerra" infatti, finirebbe solo per alimentare una spirale di violenza incontrollabile che coinvolgerebbe i milioni di afghani che coltivano l'oppio grazie ai proventi garantiti dal mercato nero. Occorre, invece, che D'Alema si esprima all'ONU, a favore di un programma di coltivazione di oppio per fini medici in Afghanistan per legalizzare l'attività' di milioni di afghani e toglierli dalle mani dei terroristi, come hanno già fatto nelle settimane scorse e a più riprese, i Ministri Amato e Bonino."
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