Italia. Medici cattolici: niente legge sul testamento biologico
I medici cattolici di Milano dicono no alle proposte di legge sulle dichiarazioni anticipate di volonta'. 'Le tematiche su cui si intende legiferare -spiega una nota dell'Associazione- regolando il Testamento biologico presentano una tale complessita' che e' ben difficile racchiudere in norme casi che nella loro singolarita' possono presentare aspetti assolutamente differenti'. Non si puo' stabilire per legge, afferma il testo, 'quando interrompere una terapia e' mettere fine a un inutile accanimento terapeutico e quando invece questo comportamento porta all'eutanasia'. Secondo Amci Milano, inoltre, 'la medicina e la scienza sono in continuo progresso e una legge non puo' cristalizzare la realta' in movimento'. 'Piu' corretto sarebbe muoversi attraverso un apposito codice deontologico che tuteli sia la dignita' del malato che la responsabilita' nell'operare del medico'. I medici cattolici milanesi sottolineano che 'il problema legato alle dichiarazioni anticipate nasconde una questione molto importante: la societa' attuale non vive la morte, tende a marginalizzarla. Le questioni sono tante, ma sono racchiudibili in una domanda centrale: chi decide? E come?'.
'Accanimento terapeutico e eutanasia presentano una base comune: entrambe intendono combattere il limite che incontra ogni giorno la medicina', conclude la nota che invita il Parlamento a rinunciare all'ipotesi di una legge e a 'salvaguardare e rilanciare l'alleanza tra medico, paziente e familiari'.
'Accanimento terapeutico e eutanasia presentano una base comune: entrambe intendono combattere il limite che incontra ogni giorno la medicina', conclude la nota che invita il Parlamento a rinunciare all'ipotesi di una legge e a 'salvaguardare e rilanciare l'alleanza tra medico, paziente e familiari'.
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