Italia. Medici cattolici: no a qualunque ipotesi di eutanasia
Anche la spesa sanitaria rientra nelle questioni etiche. Accanto ad eutanasia e aborto, agli embrioni e alla cura del dolore, lo "spreco incontrollato nella somministrazione dei farmaci", cosi' come "l'abuso di accertamenti diagnostici talvolta superflui" diventano una delle undici 'regole etiche' contenute nel 'documento di consenso sui valori etici irrinunciabili', presentato oggi a Roma dall'Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) nel corso del proprio convegno nazionale.
Il documento, ancora in via di approvazione e che si rivolge alle associazioni socio-sanitarie cattoliche e all'opinione pubblica, spazia inoltre dalla tutela della vita umana in ogni suo aspetto alla disabilita', alla cura del dolore, alla gestione degli anziani non auto-sufficienti.
In particolare lo spreco delle risorse sanitarie, si legge nel documento, contribuisce "ad aggravare il bilancio della sanita' pubblica. In tanti casi la deontologia impone di spiegare che non e' corretto sperperare inutilmente le risorse pubbliche. In un mondo globalizzato -si legge- le risorse non sono solo a servizio degli abbienti, ma devono diventare patrimonio di tutti: tutte le persone hanno uguale diritto alla vita e alla salute. Occorre percio' una politica attenta che costantemente sviluppi modelli economici coerenti e funzionali per l'ottimizzazione e la proporzionalita' degli interventi sanitari". Una indicazione quanto mai attuale visto lo sforzo di governo e regioni a mantenere i bilanci sotto controllo. Ma tempistico anche in un momento in cui i temi bioetici sono entrati con forza nelle stanze della politica. "Abbiamo predisposto un documento che contiene i valori a cui noi medici cattolici aderiamo -spiega Vincenzo Saraceni, presidente AMCI- e che ci impegniamo a far diventare maggioritari nel Paese. Difesa della vita sempre e comunque, dalla vita dell'embrione, che e' al concepimento, fino alla morte naturale. Quindi - continua - no a qualunque ipotesi di interruzione di questa vita: ribadiamo la nostra contrarieta' alla legge 194, a qualunque altro strumento abortivo, prendiamo atto come cittadini che la legge c'e' e ricordiamo che questa legge e' nata per combattere l'aborto clandestino. Chiediamo inoltre allo Stato di fare tutto cio' che e' possibile e che ancora non ha fatto per attuare questa prima parte positiva della legge".
Inoltre, continua Saraceni, "diciamo no a qualunque ipotesi di eutanasia, e c'e' qualche tentativo 'strisciante' di introdurla attraverso il testamento biologico. Come medici cattolici sappiamo che che non ci dobbiamo accanire sui pazienti quando la vita invece si sta spegnendo, quindi diciamo no anche all'accanimento terapeutico".
"Diciamo si' invece alla cura del dolore perche' i pazienti critici, quelli gravi (e questa e' la nostra esperienza) non ci chiedono di morire, ci chiedono di non soffrire. Anche il nascere puo' diventare un momento senza dolore, le donne che dovessero farne richiesta durante la fase finale del parto possono essere aiutate a partorire senza soffrire". Con questo documento, conclude il presidente dell'AMCI, "chiediamo alle associazioni cattoliche di mobilitarsi per formare le coscienze, e affermare la difesa della vita e la dignita' della persona. Questi sono elementi costitutivi della nostra societa', e dobbiamo fare in modo che la maggioranza dei cittadini sia orientata verso questi convincimenti. Se riusciamo a fare questo, il Governo non puo' che prenderne atto e non puo' non fare leggi conseguenti alla maggioranza che esprime questi orientamenti".
Il documento, ancora in via di approvazione e che si rivolge alle associazioni socio-sanitarie cattoliche e all'opinione pubblica, spazia inoltre dalla tutela della vita umana in ogni suo aspetto alla disabilita', alla cura del dolore, alla gestione degli anziani non auto-sufficienti.
In particolare lo spreco delle risorse sanitarie, si legge nel documento, contribuisce "ad aggravare il bilancio della sanita' pubblica. In tanti casi la deontologia impone di spiegare che non e' corretto sperperare inutilmente le risorse pubbliche. In un mondo globalizzato -si legge- le risorse non sono solo a servizio degli abbienti, ma devono diventare patrimonio di tutti: tutte le persone hanno uguale diritto alla vita e alla salute. Occorre percio' una politica attenta che costantemente sviluppi modelli economici coerenti e funzionali per l'ottimizzazione e la proporzionalita' degli interventi sanitari". Una indicazione quanto mai attuale visto lo sforzo di governo e regioni a mantenere i bilanci sotto controllo. Ma tempistico anche in un momento in cui i temi bioetici sono entrati con forza nelle stanze della politica. "Abbiamo predisposto un documento che contiene i valori a cui noi medici cattolici aderiamo -spiega Vincenzo Saraceni, presidente AMCI- e che ci impegniamo a far diventare maggioritari nel Paese. Difesa della vita sempre e comunque, dalla vita dell'embrione, che e' al concepimento, fino alla morte naturale. Quindi - continua - no a qualunque ipotesi di interruzione di questa vita: ribadiamo la nostra contrarieta' alla legge 194, a qualunque altro strumento abortivo, prendiamo atto come cittadini che la legge c'e' e ricordiamo che questa legge e' nata per combattere l'aborto clandestino. Chiediamo inoltre allo Stato di fare tutto cio' che e' possibile e che ancora non ha fatto per attuare questa prima parte positiva della legge".
Inoltre, continua Saraceni, "diciamo no a qualunque ipotesi di eutanasia, e c'e' qualche tentativo 'strisciante' di introdurla attraverso il testamento biologico. Come medici cattolici sappiamo che che non ci dobbiamo accanire sui pazienti quando la vita invece si sta spegnendo, quindi diciamo no anche all'accanimento terapeutico".
"Diciamo si' invece alla cura del dolore perche' i pazienti critici, quelli gravi (e questa e' la nostra esperienza) non ci chiedono di morire, ci chiedono di non soffrire. Anche il nascere puo' diventare un momento senza dolore, le donne che dovessero farne richiesta durante la fase finale del parto possono essere aiutate a partorire senza soffrire". Con questo documento, conclude il presidente dell'AMCI, "chiediamo alle associazioni cattoliche di mobilitarsi per formare le coscienze, e affermare la difesa della vita e la dignita' della persona. Questi sono elementi costitutivi della nostra societa', e dobbiamo fare in modo che la maggioranza dei cittadini sia orientata verso questi convincimenti. Se riusciamo a fare questo, il Governo non puo' che prenderne atto e non puo' non fare leggi conseguenti alla maggioranza che esprime questi orientamenti".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti