Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Medici: si' al testamento biologico ma rispettate la nostra liberta' di coscienza

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' iniziato oggi, con una sorta di 'brainstorming' sulle piu' importanti tematiche d'attualita' (legge 40, testamento biologico), l'iter di revisione del codice di deontologia medica, "che con tutta probabilita' terminera' a dicembre, con la presentazione del nuovo articolato codicistico". A spiegare i vari passi di questo 'viaggio di riforma' delle norme etiche di riferimento per i 'camici bianchi' e' Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), intervenuto oggi nella Capitale a un workshop di discussione sul tema.
"Oggi abbiamo assistito a un"esplosione' di idee e di sensibilita' diverse -sottolinea Bianco- che serviranno a dare al nuovo codice il carattere di 'miscellanea' di valori: non puo' basarsi, infatti, su di un'idea unica, dominante. Poi, i responsabili dei vari gruppi di lavoro si riuniranno attorno alle idee venute fuori da questo 'brainstorming' per trasformarle in una concreta modifica dell'articolato codicistico, che entro settembre dovra' arrivare al Comitato centrale della Federazione. Lo stesso Comitato lo inviera' agli Ordini perche' nei vari Consigli diventi momento di discussione e di dibattito. Il risultato di tutto cio' verra' presentato nella 'due giorni' organizzata a dicembre in cui il codice verra' esaminato articolo per articolo dal Consiglio nazionale e approvato".
Per quanto riguarda la questione del testamento biologico, i medici chiedono al Governo il rispetto dell'etica personale e delle competenze di ogni medico, ma soprattutto della sua liberta' di coscienza. "Se vogliamo un medico profondamente rispettoso delle sensibilita' altrui, non si possono ignorare, viceversa, le personali convinzioni di chi cura: la liberta' di coscienza deve essere lasciata assolutamente integra".
"Da laico -continua Bianco- mi chiedo: come pensiamo di costruire una figura fortemente etica se gli neghiamo il valore della sua liberta' di coscienza e di pensiero, fermo restando il suo dovere di intervenire per salvare il paziente?". Il presidente Fnomceo solleva anche la questione dell'attualita' del consenso: "potrebbe verificarsi il caso che una persona, pur avendo lasciato scritte le proprie volonta' quanto a trattamenti di fine vita, abbia nel frattempo cambiato idea e per pigrizia non abbia modificato il 'living will'. E' un problema che, insieme ad altri argomenti importanti che riguardano il testamento biologica, va discusso".

"Negli Stati Uniti il problema delle direttive di vita anticipate e' stato risolto trent'anni fa dalla Corte suprema. In Italia c'e' quindi un grave ritardo in questo senso, ma penso che la nostra societa' sia abbastanza matura a prendere questo tipo di decisioni". Ad affermarlo e' Ignazio Marino, chirurgo esperto in trapianti e presidente della Commissione Sanita' del Senato, intervenuto a un workshop organizzato dalla Federazione degli ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) per la riforma del codice deontologico. "Ognuno -ha spiegato l'esperto all'Adnkronos Salute- deve avere la possibilita' di indicare quale sia, secondo il suo personale parere, il confine fra terapie e accanimento".
"Io potrei volere che, anche in condizioni terminali, se il mio cuore si fermasse i medici della rianimazione lo facessero ripartire pur non avendo ragionevoli speranze di recuperare una buona qualita' di vita. Un altro potrebbe non volere assolutamente che questo accada. Ma decisioni come queste vanno prese nel momento di serenita', non davanti al dramma. E anche se il ruolo del medico e' importante in questo frangente, l'autodeterminazione del cittadino lo e' ancora di piu'. Vorrei sottolineare, poi -conclude Marino- che il disegno di legge che ho portato in discussione in Commissione Sanita' del Senato in realta' contiene 5 testi, che andranno esaminati e unificati per arrivare a una normativa che rispecchi e rispetti le sensibilita' di tutti".

Cinquecento medici aderenti all' associazione professionale Medicina e Persona riuniti in convegno hanno espresso 'estrema preoccupazione' per la proposta di Umberto Veronesi di un testamento biologico, 'che rappresenta uno stravolgimento del rapporto medico-paziente, con conseguenze imprevedibili sulla pratica clinica quotidiana'.
"Introdurre un atto notarile per regolare un rapporto innanzitutto umano, spesso drammatico ed unico, diverso da paziente a paziente, appartiene ad una concezione antropologica che troppo facilmente si arrende di fronte alla fatica ed all' impegno di un' assistenza garantita fino alla fine. L' iniziativa di Veronesi, che, si noti bene, non ha alcun valore ne' legale ne' vincolante per la decisione medica, e' solo una provocazione culturale bene architettata e sorprendentemente sostenuta in modo unilaterale dai principali mass media, che interviene in modo fuorviante a regolamentare situazioni che non hanno nulla a che fare con un reale accanimento. Le professioni infatti hanno gia' ben codificato indicazioni sulla proporzionalita' e straordinarieta' degli interventi. Il documento prefigura invece un vero e proprio abbandono terapeutico 'preventivo' da attuarsi in caso di malattia grave o invalidante. Cio' in base a un concetto di qualita' di vita ideologico e non fondato su elementi oggettivi che, in un contesto sensibile alla scarsita' di risorse, espone al pericolo di scelte opportunistiche non certo controllate dal paziente".
"E' a partire dal riconoscimento della dignita' della persona che si promuove la qualita' della vita, non il contrario", dice Felice Achilli, Presidente di Medicina e Persona. E' evidente che farsi carico delle situazioni che emergono in condizioni estreme di bisogno significa intervenire sulla cultura della societa' e sulle risorse del sistema creando le condizioni (hospice, strutture intermedie, sostegno alle famiglie che ospitano disabili, ecc.) per cui i pazienti di qualsiasi condizione possano avere la certezza di essere assistiti in piena dignita'".
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