Italia. Meeting annuale 'Citta' sane' dell'Oms
Sono 300 mila in Italia i tossicodipendenti da eroina, 500 mila i consumatori di ecstasy e un milione e mezzo quelli di cocaina, mentre un terzo degli studenti tra i 14 ai 19 anni dichiara di aver consumato cannabinoidi, assunti da almeno il 50% dei ragazzi al di sotto dei 25 anni. Scende invece a 10-11 anni l'eta' in cui si comincia a bere alcol. E' dedicato ai giovani e alle dipendenze il 6/o meeting annuale nazionale della Rete italiana Citta' sane dell' Organizzazione mondiale della sanita', ospitato oggi e domani ad Ancona.L'incontro vuole mettere in evidenza il ruolo dei Comuni nel prevenire e combattere devianze, abusi di sostanze nocive e comportamenti compulsivi di ogni tipo, dal gioco d'azzardo a internet.
Compito dell' associazione -ha ricordato Giuseppe Paruolo, presidente della Rete italiana, che accoglie oltre 100 Comuni (1.200 le citta' aderenti al movimento in Europa)- e' far realizzare alle citta' progetti di pianificazione edilizia-urbanistica e socio-sanitaria che abbiano effetti positivi sulla salute e sulla vita dei cittadini. Mettendoli poi a disposizione di altri Comuni, perche' possano imitarli. Se gli interventi si dimostrano buoni per piu' citta' -ha aggiunto Giuseppe Vaccari, consigliere del ministro della Salute Livia Turco- possono diventare piani di settore nazionali.
Roberto Polillo, in rappresentanza del sottosegretario Gian Paolo Patta, ha annunciato la sottoscrizione di protocolli su alcol, alimentazione, fumo e attivita' fisica con 37 soggetti istituzionali, nell'ambito del programma 'Guadagnare in salute'.
I numeri della diffusione delle tossicodipendenze -ha sottolineato Riccardo De Facci, del coordinamento nazionale Comunita' d'accoglienza- dimostrano che il fenomeno e' culturale e sociale, e non puo' essere affrontato in termini semplicemente sanitari. I consumatori di cocaina non ricorrono alle strutture territoriali come gli eroinomani, e almeno 300 mila fra loro accusano problemi cardiaci, psichiatrici, o si rendono responsabili di atti violenti o illegali. La comunita' degli adulti viene percepita dai giovani come allarmata ma molto distante, e il gruppo dei 'pari' si sta sostituendo alla famiglia e alle istituzioni come sistema di riferimento comportamentale. Ogni momento di aggregazione giovanile, dallo sport alla discoteca puo' essere abbinato all'uso di sostanze alteranti, mentre in Italia vengono effettuati solo un decimo degli esami con l'etilometro eseguiti in Francia e in Spagna e un cinquantesimo di quelli fatti in Germania e in Gran Bretagna.
Non servono dunque progetti isolati, ma un'azione di prevenzione che coinvolga enti locali, sanita' e organizzazioni del privato sociale che prendano in carico i ragazzi e le loro famiglie, gia' alle prime avvisaglie di disagio.
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