Italia. Melazzini (Aisla): Nuvoli mi ha detto di voler morire bene
'Mi ha detto che vuole morire bene, senza soffrire'. Mario Melazzini, oncologo, presidente dell'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica (Aisla), ha fatto visita ieri mattina nella stanza del reparto di rianimazione dell'ospedale di Sassari a Giovanni Nuvoli che gli avrebbe ribadito la sua scelta.
Accompagnato dalla moglie, Melazzini, che soffre anche lui di Sla ed e' costretto su una sedia a rotelle, e' arrivato da Milano ed e' entrato alle 11,20 insieme alla moglie di Nuvoli, Maddalena Soro. Insieme a loro c'era anche il primario della Rianimazione, Demetrio Vidili, e la visita e' dura circa un'ora e mezza. Per una decina di minuti, Melazzini e' rimasto da solo con l'ex arbitro algherese.
Nel pomeriggio potrebbe fare visita al malato anche l'assessore della Sanita' della Regione Sardegna, Nerina Dirindin, che ha gia' avuto nelle ultime settimane colloqui con Maddalena Soro, dando la massima disponibilita' per agevolare l'eventuale ritorno a casa di Giovanni Nuvoli. Si dovrebbe trattare, comunque, di una visita strettamente privata.
Era presente anche Maria Isabella Puggioni, dell'Associazione Luca Coscioni. 'Ci fa molto piacere - ha detto Puggioni - che il dottor Melazzini, presidente dell'associazione malati di Sla, sia venuto, anche se tardivamente, a trovare Giovanni Nuvoli, da un anno intero ricoverato a Sassari nel reparto Rianimazione. Siamo anche lieti che concordi con quanto noi stiamo richiedendo da giorni e giorni, cioe' che Nuvoli venga tolto dalla reclusione in cui si trova, trasferito in un altro reparto o meglio nella sua casa, nel suo ambiente, accanto ai suoi familiari. Abbiamo scritto una lettera all'assessore Dirindin proprio perche', con la sua azione, renda possibile questo trasferimento, che comporta un'assistenza domiciliare competente e continuata, e perche' Giovanni sia fornito di quel sintetizzatore vocale, che puo' rendergli la vita un po' meno crudele'.
'Aspettiamo una risposta. Queste richieste le abbiamo estese anche a tutti coloro che hanno le stesse necessita' e di cui nessuno parla, magari perche' su di loro si stende quel velo di silenzio, che tanto piace alle buone coscienze a buon mercato.
Noi continueremo a lavorare rispettando la volonta' di Giovanni Nuvoli, certo augurandoci che, in un altro ambiente trovi magari le ragioni e la forza per vivere - conclude Puggioni - ma senza spingerci mai oltre i limiti della sua volonta' chiaramente espressa e sempre revocabile di voler interrompere le cure.
Siamo per la vita, amiamo la vita, ma fa parte della vita anche la morte, e quando la malattia non perdona, quando le sofferenze sono insopportabili, e la morte certa, l'unica cosa che noi possiamo fare, dopo aver data tutta l'assistenza necessaria e possibile, e', ascoltare chi soffre e obbedire alla sua volonta''.
Accompagnato dalla moglie, Melazzini, che soffre anche lui di Sla ed e' costretto su una sedia a rotelle, e' arrivato da Milano ed e' entrato alle 11,20 insieme alla moglie di Nuvoli, Maddalena Soro. Insieme a loro c'era anche il primario della Rianimazione, Demetrio Vidili, e la visita e' dura circa un'ora e mezza. Per una decina di minuti, Melazzini e' rimasto da solo con l'ex arbitro algherese.
Nel pomeriggio potrebbe fare visita al malato anche l'assessore della Sanita' della Regione Sardegna, Nerina Dirindin, che ha gia' avuto nelle ultime settimane colloqui con Maddalena Soro, dando la massima disponibilita' per agevolare l'eventuale ritorno a casa di Giovanni Nuvoli. Si dovrebbe trattare, comunque, di una visita strettamente privata.
Era presente anche Maria Isabella Puggioni, dell'Associazione Luca Coscioni. 'Ci fa molto piacere - ha detto Puggioni - che il dottor Melazzini, presidente dell'associazione malati di Sla, sia venuto, anche se tardivamente, a trovare Giovanni Nuvoli, da un anno intero ricoverato a Sassari nel reparto Rianimazione. Siamo anche lieti che concordi con quanto noi stiamo richiedendo da giorni e giorni, cioe' che Nuvoli venga tolto dalla reclusione in cui si trova, trasferito in un altro reparto o meglio nella sua casa, nel suo ambiente, accanto ai suoi familiari. Abbiamo scritto una lettera all'assessore Dirindin proprio perche', con la sua azione, renda possibile questo trasferimento, che comporta un'assistenza domiciliare competente e continuata, e perche' Giovanni sia fornito di quel sintetizzatore vocale, che puo' rendergli la vita un po' meno crudele'.
'Aspettiamo una risposta. Queste richieste le abbiamo estese anche a tutti coloro che hanno le stesse necessita' e di cui nessuno parla, magari perche' su di loro si stende quel velo di silenzio, che tanto piace alle buone coscienze a buon mercato.
Noi continueremo a lavorare rispettando la volonta' di Giovanni Nuvoli, certo augurandoci che, in un altro ambiente trovi magari le ragioni e la forza per vivere - conclude Puggioni - ma senza spingerci mai oltre i limiti della sua volonta' chiaramente espressa e sempre revocabile di voler interrompere le cure.
Siamo per la vita, amiamo la vita, ma fa parte della vita anche la morte, e quando la malattia non perdona, quando le sofferenze sono insopportabili, e la morte certa, l'unica cosa che noi possiamo fare, dopo aver data tutta l'assistenza necessaria e possibile, e', ascoltare chi soffre e obbedire alla sua volonta''.
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