Italia. Mele: ho sbagliato, mi dimetto. Polemiche su proposta ricongiungimenti
"E' giusto che il mio partito abbia accettato le dimissioni. Ho sbagliato. Anche se... Se solo penso a come e' cominciato tutto, mi sento davvero male". Cosi' il deputato dell'Udc Cosimo Mele, interviene, in un'intervista a "Il Giornale", sullo scandalo dell'hotel Flora a Roma in cui e' rimasto coinvolto, sottolineando che si dimettera' anche da parlamentare "se il partito ritiene che io debba farlo". In quel caso Mele assicura: "Lo faro'"."Ora ho solo voglia di tornare a casa dalla mia famiglia. E' a loro che devo pensare". "Sono a Roma -aggiunge- sono dovuto tornare di corsa. Ma non vedo l'ora di andarmene". "Sono molto amaraggiato. Di certo quella sera non avrei mai immaginato potesse andare cosi'".
Mele, quindi, definisce "solo una marachella" la serata che lo ha messo nell'occhio del ciclone e sottolinea come "i media stiano un po' alterando la realta'". Quindi assicura che fara' il test antidroga promesso dal suo partito. "Io sono prontissimo a farlo. Anche perche', come ho ripetuto piu' volte, non ho preso ne' cocaina ne' altri tipi di droghe".
'Proposta offensiva e vergognosa quella del segretario Udc onorevole Cesa che chiede un'indennita' per il ricongiungimento familiare dei 'poveri deputati' quando sono a Roma'. Lo dice Elio Cirimbelli, responsabile del Centro divorziati Asdi di Bolzano.
'Penso - si legge in una nota - alle migliaia di persone che faticano ad arrivare a fine mese ed alle tante famiglie che sono costrette a vivere separati, magari per settimane intere o per mesi a causa del lavoro del proprio partner ma che non hanno e non chiedono privilegi di sorta. Se queste sono le proposte di un nostro deputato della Repubblica che dovrebbe invece pensare al bene del nostro Paese, siamo caduti fortemente in basso'.
"Proposte come quella della cosiddetta ricongiunzione a Roma di familiari dei parlamentari vanno nella direzione opposta a quella su cui la Camera ho operato e intende continuare a operare e configurerebbe una condizione di privilegio, del tutto incompatibile con la morale pubblica". Lo dichiara il presidente della Camera Fausto Bertinotti conversando con i giornalisti.
Il presidente della Camera, commentando la proposta di Lorenzo Cesa sui ricongiungimenti familiari, continua: "Notizie di stampa ci consegnano proposte o presunte tali che investono le prerogative e la condizione del parlamentare. La Camera- ricorda Bertinotti- e' impegnata in uno sforzo comune per ridurre i costi e intervenire per mettere mano a storture e concorrere a ricostruire un rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni". La proposta dell'Udc quindi va "nella direzione opposta" rispetto a quella in cui sta operando Montecitorio e configurerebbe- puntualizza Bertinotti- "una condizione di privilegio per il parlamentare del tuto incompatibile con la morale pubblica".
Dopo il 'Caso Mele' e' gara tra i politici per sottoporsi volontariamente all'antidoping: oggi, alle ore 14.30, all'ospedale Niguarda di Milano, il presidente del consiglio comunale, Manfredi Palmeri, effetuera' infatti un test antidroga, insieme ad altri consiglieri del capoluogo lombardo.
'Dice bene Bertinotti quando definisce la ricongiunzione familiare dei parlamentari quale privilegio incompatibile con la morale pubblica. La proposta di Lorenzo Cesa appare a dir poco grottesca. A parte il discorso materiale riguardante i costi della politica, che certo non possono essere aggravati da certi 'bisogni' personali dei parlamentari, qui c'e' in gioco un discorso ben piu' ampio e direi di etica politica ed umana'. Lo afferma Antonio Borghesi, deputato di Italia dei Valori.
'Non volevo credere alle mie orecchie prosegue - mi sono vergognato di fare parte di questo Parlamento, quando ho sentito la proposta di aumentare gli stipendi ai parlamentari perch, siano in grado di portare le mogli a Roma, dal momento che risulterebbe troppo pesante stare da soli. Che poi la proposta venga proprio dal segretario dell'Udc e' ancora piu' paradossale'.
'L'onorevole Cesa - conclude Borghesi - avrebbe fatto meglio a stare zitto, dopo aver accettato le dimissioni del 'malinconico' Mele, che, a quanto pare, lontano dalla famiglia proprio non puo' stare'.
'La mia preoccupazione per i ricongiungimenti familiari riguarda i migranti, non sicuramente i parlamentari che gia' possono usufruire di viaggi gratuiti per vedere quando vogliono la propria famiglia'. Lo dice Vladimir Luxuria, intervistata dal quotidiano online Affaritaliani.it.
Luxuria, che coglie l'occasione per fare gli auguri a Pier Ferdinando Casini per le sue seconde nozze, aggiunge: 'Come al solito, si scopre l'Italia della doppia morale e dei partiti che dicono 'fate come diciamo noi ma non fate come facciamo noi'. Mi riferisco soprattutto alle forze di centro e cattoliche'. L'esponente di Rifondazione Comunista sottolinea anche 'la grande ipocrisia che c'e', quando si parla di famiglia e di punire chi si droga. Questo episodio e' venuto fuori solo perch, c'e' stato un problema di salute da parte di una donna, pensiamo invece a quanti altri casi ci sono, che riguardano parlamentari, e che non verranno mai alla luce. Secondo me quello di Mele non e' un episodio isolato. E' proprio una cosa matematica, quando c'e' un caso di questo tipo vuol dire che ce ne sono altri'.
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