Italia. Mele (Udc) accusato anche di omissione di soccorso
Si aggrava la posizione di Cosimo Mele, il deputato ex Udc, ora nel gruppo misto, protagonista di un festino a luci rosse con due squillo nell'hotel romano Flora, finito male a causa di un malore accusato da una delle donne, F.Z., in seguito a un 'cocktail' di alcol e cocaina. Dopo l'iniziale iscrizione nel registro degli indagati per cessione di stupefacenti, nei confronti di Mele si procede ora anche per ipotesi di omissione di soccorso.Un'accusa, quella presa in esame dalla Procura di Roma, scaturita dalle dichiarazioni delle due donne che si trovavano in compagnia del deputato nella suite dell'albergo di via Veneto, ma anche di altri testimoni del fatto, e tra questi, dipendenti dell'hotel e del San Giacomo, l'ospedale nel quale era stata portata la donna che si era sentita male. Da queste dichiarazioni sarebbe emerso che Mele non si sarebbe sufficientemente attivato alla vista del malore occorso a F.Z.
Un'accusa respinta oggi, tramite i suoi difensori, dal parlamentare, il quale ha precisato di essere stato lui stesso a chiedere al portiere del Flora di chiamare i soccorsi.
Nei giorni scorsi Mele aveva respinto anche l'ipotesi di cessione di sostanze stupefacenti, sostenendo di non sapere nulla della droga che si trovava nella stanza d'albergo, pur ammettendo il festino a luci rosse. Ma ad accusarlo di avere portato lo stupefacente erano state le due stesse squillo.
Un quadro piu' chiaro della vicenda si potra' avere solo nei prossimi giorni, dopo l'esecuzione di una consulenza tecnica disposta dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal sostituto Carlo Luberti. L'8 agosto prossimo, a un gruppo di esperti, sara' chiesto di esaminare la card della stanza d'albergo ed una scheda di ricarica telefonica di Mele, che potrebbero essere stati utilizzati per preparare le strisce di cocaina. Tra gli oggetti acquisiti dalla polizia, ci sono anche alcuni bicchieri e delle bottiglie di alcolici che si trovavano nel frigo-bar della suite del 'Flora'.
Nei prossimi giorni proseguira' la raccolta di testimonianze da parte degli investigatori, mentre Mele, difeso dagli avvocati Titta Madia e Livia Lo Turco, sara' con ogni probabilita' convocato in Procura all'inizio di settembre per dare la sua versione dei fatti.
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