Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Meta' delle comunita' di recupero rischia la chiusura per debiti. Operatori : il Governo ci boicotta

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Allarme Comunita' di Accoglienza. La meta' rischia di chiudere per debiti. E' la denuncia lanciata ieri a Roma da un cartello di comunita' e servizi di assistenza che ha presentato alla Camera il manifesto 'A Trieste senza dogmi ne' pregiudizi' con cui critica l'impostazione della conferenza nazionale della droga che si apre domani nel capoluogo giuliano. Mentre il fenomeno del consumo di droga risulta in aumento, l'Italia disinveste dai servizi terapeutici sul territorio, tanto che le Regioni italiane vi investono dallo 0,7 al 1,5% massimo del Fondo sanitario regionale e che meta' delle comunita' ha tanti crediti con il pubblico da rischiare la chiusura.  'La conferenza di Vienna in corso ci dice che 'Italia e' il secondo Paese europeo per consumo di cocaina dopo la Spagna, tra il secondo e il terzo nel mondo per uso di cannabis dopo Canada e Repubblica Ceca, ma anche il secondo paese europeo per consumo di eroina dopo l'Inghilterra - ha spiegato Riccardo De Facci, responsabile droghe del Coordinamento nazionale delle Comunita' di accoglienza - Abbiamo anche oltre 7mila operatori del pubblico e almeno altrettanti del privato sociale, che rappresentano il sistema di intervento sulle sostanze piu' ampio e strutturato del mondo. Negli ultimi anni, pero', si assiste all'umiliazione dei servizi pubblici e piu' della meta' di quelli privati rischia di chiudere'.  Le rette che il pubblico riconosce alle strutture sono tuttora esigue, anche se dagli anni Novanta ad oggi il numero degli utenti risulta triplicato. 'In almeno tre regioni - ha denunciato De Facci - abbiamo ritardi di pagamento delle rette di anche cinque anni, con rette che vanno in media da 30 euro a 90, con punte di 130 a Trento e Bolzano. Questo rappresenta una messa in discussione del diritto d'accoglienza delle persone'. Oltre al danno, la beffa: 'E' ridicolo che nell'ultimo mese alcune Regioni abbiano proposto che societa' finanziarie rilevassero questi crediti, per cartolarizzarli e avere, dunque, un pagamento certo e immediato ma decurtato del 20%'. Una situazione critica che, dunque, sara' riproposta con forza sia dentro sia fuori dalla Conferenza del Governo.    

CGIL, A TRIESTE ASSENTI OPERATORI PUBBLICI E OPPOSIZIONE
- La Cgil non partecipera' con propri relatori alla Conferenza sulle dipendenze di Trieste che si apre oggi. Lo ha annunciato Giuseppe Bortone, responsabile Cgil per le dipendenze, che ha denunciato un ostruzionismo da parte del Governo alla partecipazione di alcune realta' e degli operatori pubblici alla Conferenza sulle droghe.  A fargli eco Maurizio Coletti, presidente del coordinamento Itaca, che ha spiegato che molti operatori hanno sollevato dubbi, "sulle modalita' preparatorie, che hanno creato molte difficolta', anche di tipo organizzativo. C'e' stata una pervicace operazione di esclusione degli operatori dei servizi pubblici, e ritardi nel riconoscimento per loro dell'orario di lavoro e delle risorse necessarie. Questo perche' -ha concluso- si vuole dare un'immagine univoca, appiattita degli operatori e di chi opera nel settore, ma anche dei servizi stessi".   
Patrizio Gonnella di Antigone denuncia che la sua organizzazione non e' stata mai nemmeno invitata: 'Presenteremo insieme a Forum Droghe un libro bianco sull'impatto penale e penitenziario della legge Giovanardi - ha annunciato nel corso dell'incontro - perche' nel 2008 ha prodotto un impatto immediato sulle forze di polizia: abbiamo un evidente calo dei sequestri di stupefacenti e un evidente aumento delle segnalazione. Oltre a questo il 28% delle persone in carcere risulta tossicodipendente ma con profonda stupidaggine si continua a non trattarle con gli strumenti base della riduzione del danno: distribizione di siringhe e di preservativi, come avviene senza troppi ideologismi nel resto del mondo'.
La annunciata 'polifonia' del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, insomma, sarebbe solo di facciata secondo gli operatori: 'Ad oggi tra i politici alla Plenaria era stato invitato solo un autorevole rappresentante della maggioranza, Maurizio Gasparri. Si erano dimenticati di invitare l'opposizione e la cosa ancora piu' straordinaria - ha concluso con ironia Coletti - e' che l'opposizione nemmeno se ne fosse accorta'.
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