Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Micromega: referendum abrogativo sull'eutanasia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un referendum che decida 'finalmente, una volta per tutte', di abrogare l'articolo del Codice penale italiano che stabilisce una condanna fino a 15 anni di carcere per chi 'assiste' al suicidio. E' la proposta di MicroMega, la rivista diretta da Paolo Flores d'Arcais che, nel numero in vendita da venerdi', riapre la disputa sulla 'dolce morte' e dedica l'intera pubblicazione 'a Piergiorgio Welby e al suo impegno di vita contro la tortura di Stato e di Chiesa'.

'Oggi chi aiuta un malato terminale che rifiuti di continuare ad essere torturato -si legge nell'editoriale non firmato, e dunque attribuibile al direttore- rischia una condanna fino a 15 anni di carcere. Questo commina l'articolo del codice penale che sanziona l'assistenza al suicidio. Articolo abnorme. Articolo che un paese civile dovrebbe avere da tempo abrogato. Nasca quindi un movimento referendario che, abrogandolo, renda il nostro Paese meno lontano dagli standard europei di civilta''.

Piergiorgio Welby e' affetto da distrofia muscolare progressiva, e aveva di recente inviato una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quello che Piergiorgio Welby chiede 'e': a chi appartiene la tua (mia) vita? A chi la vive? A lui o a qualcun altro, individuo finito e mortale come lui? Ma se valesse questa seconda ipotesi, saremmo esattamente e tecnicamente nell'orizzonte dello schiavismo, dove la tua (mia) vita appartiene a qualcun altro, che ne puo' dunque fare cio' che vuole. E non si ricorra all'escamotage clericale secondo cui 'la tua (mia) vita appartiene a Dio'.

'Libero chi crede di obbedire alla volonta' del suo Dio, ma niente affatto libero di imporre una tale concezione a chi in Dio non crede, o crede magari nello stesso Dio, ma e' convinto che la volonta' di quel Dio renda lecito cio' che Piergiorgio Welby chiede'. Se la decisione sulla propria vita non appartiene a chi la vita la vive - conclude l'editoriale - 'viene meno ogni fondamento per qualsiasi altro diritto umano, poiche' ogni altra liberta' di scelta e' solo un'articolazione della Scelta sulla propria vita, in essa si iscrive e fuori di essa collassa'.

COMMENTI

"Il referendum e' sicuramente la forma piu' alta di democrazia, ma per quanto riguarda il tema dell'eutanasia non puo' essere applicato". Lo sostiene Laura Bianconi (Fi), secondo cui "il malato terminale non va aiutato a morire, ma sia lui, che la sua famiglia, devono essere aiutati a credere nel valore della vita, che e' giusto amare anche attraverso la sofferenza". "Dar vita ad un movimento referendario su un tema di coscienza come l'eutanasia- precisa- equivale ad ammettere un referendum sul diritto di vita, o di morte, e questo non lo si puo' accettare". "Il diritto alla vita- ricorda Bianconi- rientra tra quei diritti inviolabili dell'uomo che non sono assolutamente negoziabili, come prevede anche la nostra Costituzione".
"Inoltre, se e' vero, come sostenuto da piu' parti- continua la senatrice azzurra- che solo il diretto interessato avrebbe il diritto di decidere se vivere o morire, ci dobbiamo porre le seguenti domande: chi decide per coloro che non sono in grado di farlo? chi puo' sapere se queste persone vogliono continuare a vivere pur nella sofferenza o vogliono morire?".
"Dunque- conclude- se essere considerati lontani dagli standard europei sul tema dell'eutanasia, vuol dire rispettare il diritto alla vita e tutelare quelle persone che non sono in condizione di decidere, siamo felici di esserlo".
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