Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. Milano. Accordo per la lotta alla droga

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Un protocollo tra Regione, Asl, Universita' statale e Forze dell'ordine per limitare i danni della diffusione della droga, ed un progetto investigativo, sviluppato dalla polizia, per monitore e contrastare l'importazione di stupefacenti: sono le due iniziative nella lotta alla droga che, a Milano, hanno permesso perfino di mettere in crisi il mercato dell'hashish.
L'innovativo metodo investigativo approntato dalla Squadra Mobile, ad esempio, ha portato al sequestro di oltre 17 tonnellate di hashish nel Milanese (27 tonnellate, in complesso, quelle sequestrate in tutta la Lombardia).
"Il progetto -spiega Fabio Bernardi, vice-dirigente della Squadra Mobile di Milano- prevede, da parte della polizia, arresti e sequestri mirati, ma soprattutto monitoraggio del narcotraffico e individuazione delle rotte e dei canali di distribuzione". E le informazioni ottenute 'sul campo' dalla polizia non rimangono isolate, ma in parte vengono messe a disposizione degli enti sociali.
Questi, dal canto loro, hanno dato vita a un'iniziativa denominata Sistema di Allerta Rapido per la conoscenza delle sostanze in circolazione.
L'iniziativa, partita nel 2003 dall'assessorato alla Famiglia e alla Solidarieta' sociale della Regione, in collaborazione con l'Asl Citta' di Milano, l'Universita' Statale e, ovviamente, le Forze dell'ordine, prevede il monitoraggio costante delle droghe in circolazione, l'esame tossicologico delle stesse, l'individuazione di nuove 'mode' tra gli assuntori; il tutto, inoltre, grazie all'Istituto Superiore di Sanita', viene integrato e scambiato con informazioni provenienti da tutta Europa.
A questo lavoro di ricerca si somma anche il complesso lavoro investigativo della sezione Narcotici, che opera con i metodi classici d'indagine ma anche con le piu' avanzate tecnologie e perfino con il pedinamento dei camion che trasportano le partite: "Il tutto ci ha permesso di inquadrare in maniera organica il fenomeno delle cosiddette droghe leggere -spiega ancora Bernardi-. Quello che e' piu' preoccupante, per quanto riguarda la droga usata nei cosiddetti spinelli, non e' tanto il principio attivo, che in base ai nostri dati e' rimasto sostanzialmente invariato per l'hashish (8-15%) e per la marijuana (4-8%), quanto il massiccio arrivo di droga sul mercato, sintomo di una grande diffusione tra i consumatori, che purtroppo sono per la maggior parte giovanissimi. I trafficanti, inoltre, a seconda dei loro interessi, inondano il mercato di nuovi o vecchi tipi di droghe: sappiamo, a questo proposito, che quest'anno il raccolto di oppio in Afghanistan e' stato eccezionale, e questo comportera' l'arrivo, sul mercato occidentale, di un gran quantitativo di eroina, che con tutta probabilita' verra' proposta, magari in forme nuove, anche ai piu' giovani".
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