Italia. Milano. Intellettuali senegalesi si mobilitano contro lo spaccio
'I senegalesi non sono tutti uguali, e in Italia ci sono tanti connazionali che lavorano onestamente. Noi vorremmo che la gente capisse questo, e vorremmo anche riuscire a convincere molti dei nostri connazionali ad abbandonare la strada e lo spaccio'. A dirlo e' Baye Diouf, dell'Associazione senegalesi di Milano, in riferimento ai tafferugli avvenuti il 12 marzo scorso in un'area dismessa del quartiere Isola, occupata da alcune decine di immigrati irregolari.I senegalesi del capoluogo lombardo si erano mobilitati per tentare una mediazione: alcuni giorni fa, con i responsabili dell'associazione e con lo scrittore Pap Kouma, si erano recati proprio in quello stabile, la Stecca degli artigiani, ma senza ottenere risultati. 'All'inizio ci volevano mandare via, poi abbiamo cominciato a parlare, ma e' una questione difficile. Nei prossimi giorni andremo anche in viale Monza, e se necessario arriveremo a metterci in mezzo alla strada per farli desistere'. Per aprile, inoltre, i senegalesi di Milano stanno organizzando una manifestazione in sostegno della legalita' in un teatro.
'Vedete -spiega un altro senegalese che ha dormito anche alla Stecca- molti di voi non capiscono perche' non sanno a quali pressioni psicologiche sia sottoposto un immigrato. Se non si portano soldi al villaggio d'origine si viene tacciati di essere deboli, fannulloni, e' una vergogna per le famiglie d'appartenenza, alle quali spesso non si racconta, e talvolta nemmeno interessa, come si vive qui, magari in 15 in una stanza'.
Molti senegalesi, quelli che non riescono a farsi assumere dalle fonderie del nord-est o che non riescono a mettere in piedi un'attivita' da 'vu cumpra', finiscono per spacciare, ma anche a drogarsi essi stessi, o ad ammalarsi. 'Noi stessi ne abbiamo rimpatriati due il mese scorso: avevano cominciato a drogarsi, siamo riusciti a convincere le famiglie a farli tornare a casa'. (Ansa)
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