Italia. Milano. Medici cattolici: no alla dolce morte
L'Amci (Associazione Medici Cattolici italiani), Sezione di Milano, nella persona del suo Presidente Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers, presenta un nuovo contributo riguardante la questione eutanasia attraverso una riflessione pubblicata sul sito della Diocesi di Milano (il testo completo e' possibile reperirlo cliccando www.chiesadimilano.it ).
Secondo il Professor Lambertenghi, e' necessario ribadire da parte dei medici cattolici 'una ferma e coraggiosa affermazione della liberta' di intervento dell'operatore sanitario a tutela della salvaguardia della vita umana'.
'Inoltre occorre contrastare l'opinione che porta a ritenere l'esistenza di una 'dignita' del morire' (sostenuta dai favorevoli al suicidio medicalmente assistito); impegno dell'operatore sanitario e' quello di non abbandonare la persona sofferente e di garantire la ricezione di tutti i supporti terapeutici che al contrario potrebbero provocare 'drammatiche sofferenze psicologiche e fisiche'.
I Medici Cattolici di Milano intendono rimarcare e rilanciare la necessita' di un'adeguata legislazione che si occupi in 'maniera incisiva della terapia del dolore' e che a sua volta evidenzi 'una ragionevole astensione da trattamenti sproporzionati che non trovano giustificazioni sul piano clinico (vedi accanimento terapeutico)'.Nella sua riflessione il Prof. Lambertenghi ricorda i recenti casi di recupero tardivo della coscienza e le prove, come nella vicenda di Cambridge, dell'esistenza di un'attivita' cerebrale che 'anche se silente, puo' essere rilevata con sofisticate tecnologie'.Ecco perche',secondo Lambertenghi, e' 'impossibile stabilire la soglia dell'irreversibilita' in modo inequivocabile.'
ARCIVESCOVO DI TORINO: C'E' UN DIRITTO A MORIRE, MA NON ALL'EUTANASIA
'C' e' anche un diritto a morire, per questo non e' consigliabile e opportuno l' accanimento terapeutico'. L' arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, e' intervenuto sul tema dell 'eutanasia durante l' assise del clero della sua diocesi, che si e' svolta a Torino.
'Ma la Chiesa dice no all' eutanasia, cioe' a un intervento positivo per procurare la morte. Nessuno e' padrone, ne' della propria vita, ne' della vita degli altri'.
Sul 'diritto a morire' il prelato ha detto che bisogna rifarsi 'alla valutazione dei medici', ma che non 'bisogna mai dimenticare che i malati gravi hanno soprattutto 'bisogno di affetto e conforto'.
Secondo il Professor Lambertenghi, e' necessario ribadire da parte dei medici cattolici 'una ferma e coraggiosa affermazione della liberta' di intervento dell'operatore sanitario a tutela della salvaguardia della vita umana'.
'Inoltre occorre contrastare l'opinione che porta a ritenere l'esistenza di una 'dignita' del morire' (sostenuta dai favorevoli al suicidio medicalmente assistito); impegno dell'operatore sanitario e' quello di non abbandonare la persona sofferente e di garantire la ricezione di tutti i supporti terapeutici che al contrario potrebbero provocare 'drammatiche sofferenze psicologiche e fisiche'.
I Medici Cattolici di Milano intendono rimarcare e rilanciare la necessita' di un'adeguata legislazione che si occupi in 'maniera incisiva della terapia del dolore' e che a sua volta evidenzi 'una ragionevole astensione da trattamenti sproporzionati che non trovano giustificazioni sul piano clinico (vedi accanimento terapeutico)'.Nella sua riflessione il Prof. Lambertenghi ricorda i recenti casi di recupero tardivo della coscienza e le prove, come nella vicenda di Cambridge, dell'esistenza di un'attivita' cerebrale che 'anche se silente, puo' essere rilevata con sofisticate tecnologie'.Ecco perche',secondo Lambertenghi, e' 'impossibile stabilire la soglia dell'irreversibilita' in modo inequivocabile.'
ARCIVESCOVO DI TORINO: C'E' UN DIRITTO A MORIRE, MA NON ALL'EUTANASIA
'C' e' anche un diritto a morire, per questo non e' consigliabile e opportuno l' accanimento terapeutico'. L' arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, e' intervenuto sul tema dell 'eutanasia durante l' assise del clero della sua diocesi, che si e' svolta a Torino.
'Ma la Chiesa dice no all' eutanasia, cioe' a un intervento positivo per procurare la morte. Nessuno e' padrone, ne' della propria vita, ne' della vita degli altri'.
Sul 'diritto a morire' il prelato ha detto che bisogna rifarsi 'alla valutazione dei medici', ma che non 'bisogna mai dimenticare che i malati gravi hanno soprattutto 'bisogno di affetto e conforto'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti