Italia. Milano. Meeting su cellule staminali e farmaci per il cuore
La tecnica di chirurgia piu' utilizzata per trattare la fibrillazione atriale (Fa) e' l' ablazione. Eppure, nonostante la Fa sia molto diffusa (colpisce piu' del 5-7% della popolazione over 65, ed e' in almeno il 50% dei pazienti con scompenso cardiaco), solo il 20% di chi ne soffre dovrebbe ricorrere all'ablazione: per tutti gli altri, i rischi sono troppo alti rispetto ai benefici dell'intervento.
Per questo i ricercatori stanno perfezionando una terapia alternativa e soprattutto non invasiva, un farmaco basato sulla molecola 'dronedarone', derivata dal farmaco anti-aritmia 'amiodarone'.
E' solo una delle novita' che gli esperti discuteranno al meeting dedicato alla fibrillazione atriale, previsto a Bologna dal 17 settembre. Alessandro Capucci, direttore della divisione di cardiologia dell'ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza e presidente della stessa manifestazione, ha anticipato a alcuni temi: dai nuovi farmaci ipertensivi, alla rinnovata attenzione per la salute del cuore delle donne in menopausa, al decalogo per far sopportare al proprio muscolo cardiaco lo stress da ritorno delle ferie.
'Da un recente studio europeo su piu' di 5 mila pazienti affetti da Fa si e' visto che la terapia con farmaci anti-aritmia e' nettamente al primo posto in termini percentuali, e ben al di sopra come pazienti trattati, sia all' ablazione che all'uso di pace maker'. Fino a oggi, aggiunge, l' amiodarone era considerato 'il baluardo del controllo del ritmo', ma presenta alcuni inconvenienti: provoca disfunzioni alla tiroide, depositi alle cornee e aumenta la sensibilita' alla luce della pelle. Il dronedarone invece, aggiunge l' esperto, grazie ad opportune modifiche non provoca i potenziali effetti negativi dell' amiodarone, ed e' gia' stato testato in diversi studi dimostrandosi sicuro e capace di mantenere regolare il ritmo del cuore anche a distanza di tempo.
'Ma ci sono almeno altri due sistemi per trattare la fibrillazione atriale opposti all'ablazione: il primo prevede di usare come terapia di supporto i farmaci anti-ipertensione, dato che e' stato dimostrato un forte legame tra la pressione alta e la stessa Fa, e che il loro uso diminuisce il rischio di sviluppare la malattia del 40-50%. Il secondo sistema consiste nell'impiego di cellule staminali prelevate dal paziente stesso, che re-iniettate vadano a riparare il danno a livello del cuore. Purtroppo i dati sull' uomo ancora non ci sono, anche se abbondano quelli sugli animali. Tecnica e procedure, comunque, sono gia' disponibili'.
Per questo i ricercatori stanno perfezionando una terapia alternativa e soprattutto non invasiva, un farmaco basato sulla molecola 'dronedarone', derivata dal farmaco anti-aritmia 'amiodarone'.
E' solo una delle novita' che gli esperti discuteranno al meeting dedicato alla fibrillazione atriale, previsto a Bologna dal 17 settembre. Alessandro Capucci, direttore della divisione di cardiologia dell'ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza e presidente della stessa manifestazione, ha anticipato a alcuni temi: dai nuovi farmaci ipertensivi, alla rinnovata attenzione per la salute del cuore delle donne in menopausa, al decalogo per far sopportare al proprio muscolo cardiaco lo stress da ritorno delle ferie.
'Da un recente studio europeo su piu' di 5 mila pazienti affetti da Fa si e' visto che la terapia con farmaci anti-aritmia e' nettamente al primo posto in termini percentuali, e ben al di sopra come pazienti trattati, sia all' ablazione che all'uso di pace maker'. Fino a oggi, aggiunge, l' amiodarone era considerato 'il baluardo del controllo del ritmo', ma presenta alcuni inconvenienti: provoca disfunzioni alla tiroide, depositi alle cornee e aumenta la sensibilita' alla luce della pelle. Il dronedarone invece, aggiunge l' esperto, grazie ad opportune modifiche non provoca i potenziali effetti negativi dell' amiodarone, ed e' gia' stato testato in diversi studi dimostrandosi sicuro e capace di mantenere regolare il ritmo del cuore anche a distanza di tempo.
'Ma ci sono almeno altri due sistemi per trattare la fibrillazione atriale opposti all'ablazione: il primo prevede di usare come terapia di supporto i farmaci anti-ipertensione, dato che e' stato dimostrato un forte legame tra la pressione alta e la stessa Fa, e che il loro uso diminuisce il rischio di sviluppare la malattia del 40-50%. Il secondo sistema consiste nell'impiego di cellule staminali prelevate dal paziente stesso, che re-iniettate vadano a riparare il danno a livello del cuore. Purtroppo i dati sull' uomo ancora non ci sono, anche se abbondano quelli sugli animali. Tecnica e procedure, comunque, sono gia' disponibili'.
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