Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Milano. Presidente Tribunale: superare Bossi-Fini

U.E. - ITALIA
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'Viviamo in una societa' umiliante e irrispettosa. E questo e' ancora piu' evidente per l'universo femminile, in particolare per quelle donne che appartengono a una umanita' considerata diversa solo perche' nata in un altro Paese, in un'altra terra'. Con queste parole Livia Pomodoro, nella sua prima uscita pubblica nei panni di presidente in pectore del tribunale di Milano, ha portato il suo contributo al dibattito organizzato ieri sera al Teatro Studio di Milano da Casa della Carita' e Fondazione Unidea e dedicato ai diritti e alle storie delle donne migranti.
'Anche le norme, pur giuste in linea di principio, nella loro declinazione pratica si rivelano inefficaci', ha osservato Pomodoro.
Il neopresidente del tribunale di Milano, che per 13 anni ha guidato il Tribunale dei Minori, ha ricordato quei casi in cui una donna clandestina si trova costretta ad abbandonare il figlio pur di non esporlo ai rischi derivanti dalla sua condizione. 'Negli ultimi tempi - ha confessato Pomodoro - ho provato un tale dolore profondo nel sancire queste separazioni che mi era diventato insopportabile'.
Storie di donne immigrate, vittime di violenza, abusi e di soprusi hanno fatto da contrappunto agli interventi degli ospiti. L'attrice Lella Costa ha voluto sottolineare 'il talento alla vita', che accomuna tutte le donne. Bisognerebbe partire dallo sguardo che il mondo riserva alle donne - ha detto l'attrice - per poter capire la loro sofferenza'.
Il ministro della Famiglia Rosi Bindi, invitata al dibattito e costretta a rinunciarvi per ragioni personali, ha inviato un breve messaggio: 'occorre rompere il muro di solitudine che circonda le donne straniere, ma anche quelle italiane, e su questo segmento di solidarieta' si deve costruire una nuova politica sociale. Bisogna superare la legge Bossi-Fini e dare piu' risorse a interventi sociali verso le fasce piu' deboli: bambini e migranti'.
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