Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. Milano. Serata di autofinanziamento per San Patrignano

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I drogati irrecuperabili non esistono, ma non esistono neppure droghe non dannose: e' un po' questa, in parole molto semplici, la filosofia della Comunita' di San Patrignano per la quale ieri sera, come e' ormai tradizione da sette anni, e' stata organizzata a Milano una serata di autofinanziamento, con cena e asta.
La soiree', alla quale parteciperanno circa 500 persone, si e' tenuta presso la sede di Armani in via Bergognone. Ma, nonostante la folta presenza di personalita', non ci sono stati ne' giornalisti ne' riflettori puntati, e anche questa e' una tradizione dell' evento che, 'insieme a quello analogo che si tiene a New York, rappresenta  un momento fondamentale per far andare avanti San Patrignano'.
San Patrignano preferisce parlare con i dati del suo impegno: ventimila persone circa ospitate dal 1968 ad oggi, sempre e solo gratuitamente. Non solo non pagano i ragazzi e le loro famiglie, ma neppure lo Stato. La comunita' di Muccioli, che pure avrebbe diritto al contributo pubblico in quanto centro di recupero, da sempre ha scelto di essere una struttura completamente gratuita anche per lo Stato, che risparmia cosi' circa 25 milioni di euro l'anno. Il costo annuale per il mantenimento di ogni ragazzo e' di circa 11.800 euro e, calcolando il turn over, San Patrignano con le sue strutture ha sempre almeno 1.500 persone.
La Comunita' nel suo complesso ha un costo di oltre 24 milioni l'anno. Il bilancio e' sempre in perdita (come l'anno precedente, per circa 4,4 milioni nel bilancio sociale 2005 che sta per essere reso pubblico). Ma neppure volendo, le famiglie dei ragazzi possono contribuire: San Patrignano raccoglie oltre 9 milioni in forma di donazioni, da privati e da aziende, in Italia e all'estero, ma per statuto non puo' accettarle dai parenti dei ragazzi accolti.
Per la vendita di prodotti e servizi, i ricavi (bilancio 2004) sono di circa 8,7 milioni di euro, ma 'non saremo mai   un'azienda che fa utili: il lavoro, da noi, e' uno strumento utile ai ragazzi'. A San Patrignano arrivano quelli che non sanno fare nulla, iniziano a imparare e, dopo 3 anni e mezzo, quando tornano a casa con un mestiere, vengono sostituiti da altri che non sanno fare niente: 'e' il criterio piu' antieconomico che esista: noi formiamo lavoratori per poi perderli quando sono formati. Ed e' giusto cosi''.
Ma oltre al sostegno economico, le strutture si avvalgono di altri tipi di donazioni. C'e' chi regala tempo, capacita' ed esperienza: 'per esempio, abbiamo un laboratorio dentistico con medici che vengono anche a insegnare. Ci sono industriali e artigiani che regalano macchinari e insegnano a usarli...'.
Negli ultimi 13 anni, San Patrignano si e' sottoposta ad accurate analisi e ricerche (ed e' l'unica comunita' ad averlo fatto) da parte delle universita' di Bologna, Pavia, Urbino: sono state prese in considerazione le persone uscite dalla comunita', a distanza di 2-3-4 anni dalla fine dell'esperienza: e il risultato e' che il 72% di loro e' totalmente libero dalla droga.
Ma se questo e' un dato altamente confortante, molto diverso -e qui si arriva al tema delle droghe cosiddette leggere e alle polemiche politiche di questi giorni- e' quello relativo ai nuovi ingressi nelle comunita' di San Patrignano: nel 2002, il 28% dei ragazzi, tra i 15 e i 25 anni, che entravano in Comunita' non si erano mai iniettati eroina, ma altre droghe.
Nel 2003 la percentuale dei dipendenti non da eroina era salita al 34%, nel 2004 al 40% mentre, nel 2005, coloro che sono entrati in comunita' per dipendenza da altre sostanze sono diventati addirittura il 58,8% dei nuovi ingressi.
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