Italia. Milano. Sindaco: basta distribuzione gratuita di siringhe ai tossicodipendenti
Il Comune di Milano finanziera' solo quelle comunita', associazioni e quei progetti che puntano alla cura e al pieno recupero del tossicomane e non distribuira' piu' siringhe gratuite ai drogati. Lo ha annunciato il sindaco Letizia Moratti prima di partire per Istanbul dove partecipera' alla quattordicesima conferenza dei sindaci che aderiscono all'organizzazione delle citta' europee contro la droga (Ecad).'Credo che sia arrivato il momento di dire la parola fine a tutte le forme di distinzione tra le cosiddette droghe leggere e droghe pesanti occorre recuperare lo spirito e i contenuti della legge Giovannardi-Fini che non e' una legge repressiva e punitiva ma anzi favorisce la possibilita' di percorsi di recupero'.
Secondo il sindaco, non solo tutte le droghe sono nocive, ma dalla droga si puo' uscire con l'aiuto e gli strumenti giusti.
'Basta quindi spendere soldi per distribuire siringhe pulite bisogna smettere di pensare a politiche di contenimento dei danni ma iniziare ad investire seriamente in forme di prevenzione di recupero e reinserimento'.
Il Comune ha quindi deciso di dire basta ai finanziamenti a cascata a comunita' e soggetti che si occupano di tossicomani, verificando quindi d'ora in poi risultati e sostenendo solo chi riesce ad aiutare realmente quanti cercano di recuperare un proprio progetto di vita.
'Le parole del sindaco Moratti annunciano una premialita' che andra' a foraggiare i trattamenti di strutture amiche'. Cosi' il responsabile della comunita' 'Saman', Achille Saletti, commenta l'annuncio del sindaco di Milano che promette finanziamenti solo ai programmi di pieno recupero del tossicodipendente e nega la distribuzione di siringhe gratis. 'Rispediamo al mittente questa visione minimale del fenomeno droga, che se attuata condannera' migliaia di consumatori problematici a sviluppare malattie, emarginazione e ulteriore sofferenza'. 'Speriamo che il sindaco Moratti possa essere meglio consigliato dal confronto con i servizi pubblici e privati che da anni cercano di mantenere con i soggetti, condannati oggi dalla Moratti, rapporti per aiutarli ad elaborare una strategia di uscita dalla condizione in cui versano'.
'Speriamo inoltre che questa boutade del sindaco di Milano faccia parte del solito teatrino della politica che nella vicinanza di elezioni alza la voce'.
'Dividere il mondo dei servizi per i tossicodipendenti in amici e non non corrisponde a una visione reale dal momento che la quasi totalita' delle comunita' che trattano i tossicodipendenti attuano servizi di riduzione del danno cercando di costruire un rapporto significativo per poi curarli'.
'Addio al principio di sussidiarieta' e alla laicita' delle istituzioni: e' arrivata l'ora dello Stato-Comune etico'. Lo sostiene il gruppo consiliare dell'Ulivo, secondo il quale 'le dichiarazioni odierne del Sindaco sul problema delle tossicodipendenze sono ideologiche e di parte'.
'Va bene il rifiuto della distribuzione a pioggia, come chiedono tutti gli operatori seri pubblici e privati da anni, in mancanza di una programmazione di obiettivi del Comune in raccordo con le Asl - affermano i consiglieri di opposizione - ma il Sindaco non promette programmazione, definizione dei risultati attesi e quant'altro ci si aspetti da una pubblica istituzione. La dichiarazione e' chiara: riceveranno soldi solo quelle realta' che sostengono la legge Fini-Giovanardi, che non credono nella riduzione del danno, che non distinguono tra droghe leggere e pesanti'.
"Apprezzamento convinto" per la decisione del sindaco di Milano Letizia Moratti di procedere alla distribuzione del kit con il test antidroga gratuito, proposta dall`assessore alla Salute, Carla De Albertis di Alleanza nazionale, è stata espressa dal presidente dei deputati di An, Ignazio La Russa.
"Il test può essere, se ben usato, una preziosa occasione per avviare un nuovo percorso comune di genitori e figli. Il kit è, del resto, già in vendita. Offrirlo gratuitamente alle famiglie, per un`esperienza che può essere migliorata, è un servizio che non ne rende obbligatorio l`uso, tanto meno attraverso espedienti. Ma ricorrervi dopo un colloquio responsabile - aggiunge - può essere un primo positivo passo, un`azione concreta che si contrappone ai tanti che si limitano a parlare, abbandonando di fatto i giovani al loro destino. I soloni del no non perdono occasione per ribadire da che parte stanno: non da quella della vita e della tutela della salute dei giovani, ma da quella di chi incoraggia, di fatto, con leggerezza imperdonabile la diffusione della droga".
"Il dovere delle istituzioni - conclude La Russa - non è questo, ma quello di percorrere ogni strada possibile per tentare di arginare un fenomeno che provoca danni devastanti in intere generazioni".
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