Giovedì 4 giugno 2026
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Italia. Million marijuana march aderisce ad appello per cancellazione Fini-Giovanardi

Notizia ·
Aderiamo all'appello firmato da Forum Droghe, Ass. Antigone, Ass. San Benedetto, Coordinamento operatori servizi bassa soglia del Piemonte. eccetera, che pone tra i vari punti della manifestazione del 20 Ottobre la questione della richiesta di applicazione anche di quella parte del programma elettorale dell'Unione che prevede la cancellazione della legge Fini / Giovanardi.
Aderiamo con entusiasmo riconoscendoci in tutti i punti dell'appello, anche se solo pochi giorni prima, scusandoci del ritardo, ma per noi adesione significa partecipazione e fino all'ultimo non eravamo ancora sicuri di poter organizzare un Camion Sound per lo spezzone antiproibizionista.
Sabato saremo in piazza per nulla preoccupati dalla presenza di ministri alla manifestazione ma moltissimo preoccupati dal comportamento di tutti gli altri ministri che non ci saranno e che avrebbero fortemente voluto che la manifestazione non si facesse.
Non saremo in piazza per complimentarci con il governo per il lavoro fin qui svolto ma per esigere l'applicazione del programma nella parte che da consumatori di sostanze ci riguarda quotidianamente, costretti dall'isteria proibizionista a esistenze semiclandestine e talmente precarie che a volte uscendo di casa non sappiamo se potremo farvi ritorno o se cadremo in una maglia della legge 49 del 2006.
L'aria che respiriamo è satura di "sindrome da proibizionismo" che provoca innumerevoli arresti e il sequestro di centinaia di migliaia di piante di cannabis settimanalmente (clicca qui), l'attuale governo non solo applica la legge 49/2006 disattendendo l'impegno programmatico pre-elettorale, ma punta all'inasprimento progressivo della stessa con dichiarazioni della ministra della salute che non paga di decenni di disastri delle politiche proibizioniste, scavalcando a destra la destra, propone i NAS nelle scuole e si esalta facendo sua la proposta del sindaco Moratti di inviare alle "famiglie" kit per gli esami antidroga.
Certa stampa allineata e il servizio pubblico hanno sciacallato sulla tragedia di un sedicenne morto a scuola a causa del crack inventando il primo morto per cannabinoidi nella storia dell'umanità. Perfino dopo il risultato dell'autopsia alcuni hanno continuato a seminare menzogne spacciando la versione che la morte sarebbe dovuta a "uno spinello nel quale, si teme, sia stata inserita una sostanza altamente tossica.", ignorando che, scusate il tecnicismo, il crack non si può fumare in uno spinello dove non brucerebbe e si usano apposite pipette inserite in bottiglie, tanto che nel gergo degli adepti l'atto è denominato "sbottigliata".
L'attuale riforma del codice della strada prevede il ritiro della patente se sorpresi alla guida si risulta positivi al test antidroga o all'alcol, fissando per quest'ultimo dei parametri talmente bassi che basta aver bevuto un Campari o una birra per superarli, senza tenere conto inoltre che se l'assunzione di cocaina e oppiacei è riscontrabile nelle 72 ore successive, i cannabinoidi nelle urine rimangono per circa 40 giorni, determinando l'assurda situazione per cui ci si può vedere ritirare la patente per una "canna" fumata settimane prima.
La storia del proibizionismo ci ha insegnato che nella clandestinità aumentano i rischi per la salute e che senza nessuna possibilità di controllo qualitativo diminuisce la possibilità della consapevolezza di ciò che si assume e qualsiasi azione di riduzione del danno risulta monca. Per questo motivo suscita molta preoccupazione la proposta "anti rave" n. 1729 del deputato Adenti (udeur) che prevede l'arresto fino a sei mesi e una ammenda da 100.000 a 200.000 euro per gli organizzatori e da 50.000 a 100.000 euro per i partecipanti, addirittura se il luogo dove si svolge la festa è privato.
Tale delirante proposta è momentaneamente bloccata in commissione dove è stata diverse volte discussa dato il contrasto con l'articolo 17 della Costituzione e il parere sostanzialmente negativo della relatrice Cinzia Dato dell'Ulivo, che però ritiene opportuno un intervento legislativo in materia, tanto che nell'ultima seduta tenutasi l'11 luglio ha dato mandato al deputato Adenti di formulare una nuova proposta che tenesse conto delle formulazioni dedotte dalla commissione.
Tenuto conto che della stessa commissione fa parte il solito Giovanardi e le ampie convergenze "bipartisan" che la proposta suscita, visto il clima di progressiva riduzione del diritto di cittadinanza, sebbene ci battiamo da anni all'interno di un movimento mondiale che rivendica il diritto all'autocoltivazione del proprio consumo, la fine delle persecuzioni penali e amministrative dei consumatori e il diritto all'uso terapeutico della Cannabis, riteniamo sia di vitale importanza scendere in piazza per chiedere almeno il rispetto del programma prima di svegliarsi un giorno in un paese dove si bruciano perfino le vigne. Sabato 20 Ottobre saremo in piazza e dato che siamo in periodo di raccolto invitiamo i coltivatori e le coltivatrici a portare in piazza in clima di condivisione il frutto della nostra disobbedienza civile, dando luogo a una festa del raccolto itinerante.
Il proibizionismo è la tassa sul consumo posta da governi collusi e conniventi con le narcomafie a cui affidano il monopolio della produzione, importazione e smercio delle sostanze illegali sulla pelle di milioni di consumatori e consumatrici.

MILLION MARIJUANA MARCH (Italia)
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