Italia. Mina Welby: Parlamento faccia indagine conoscitiva su eutanasia clandestina
Il Parlamento accolga la richiesta di una indagine conoscitiva sull'eutanasia, avanzata da Piergiorgio Welby in una petizione alle Camere. A sollecitare i palazzi della politica dalle colonne de 'Il Riformista', e' Mina, la vedova di Piergiorgio Welby, che sottolinea l'importanza di una inchiesta parlamentare che "faccia luce su dove e come vengono curate le persone con malattie degenerative e terminali, spesso ricoverate in reparti di terapia intensiva, asettici e per troppo tempo, anche senza necessita', con minimi contatti affettivi. Si deve poter conoscere se ci siano episodi assimilabili a vera e propria eutanasia o altri trattamenti al limite della legalita' o oltre la legalita'".
"Dovremmo saperne di piu' su come funzionano veramente le terapie del dolore, fino a che punto viene rispettata la volonta' dei pazienti sul rifiuto o la cessazione di terapie o trattamenti sanitari divenuti futili. Questa e' la richiesta contenuta nella 'petizione Welby', con oltre 25mila firmatari di cui 170 tra gli amministratori locali. Sono felice di poter continuare ad impegnarmi per questo obiettivo. Il risultato potrebbe essere utilissimo al governo, per dare possibilita' di vita e 'fine-vita' piu' accettabile e dignitosa anche a persone con gravissime disabilita' fisiche ma con alte capacita' intellettive. Al Parlamento potrebbe servire per verificare nella pratica l'adeguatezza della legislazione. Sono convinta che nessuno dovrebbe aver paura della conoscenza".
"Dovremmo saperne di piu' su come funzionano veramente le terapie del dolore, fino a che punto viene rispettata la volonta' dei pazienti sul rifiuto o la cessazione di terapie o trattamenti sanitari divenuti futili. Questa e' la richiesta contenuta nella 'petizione Welby', con oltre 25mila firmatari di cui 170 tra gli amministratori locali. Sono felice di poter continuare ad impegnarmi per questo obiettivo. Il risultato potrebbe essere utilissimo al governo, per dare possibilita' di vita e 'fine-vita' piu' accettabile e dignitosa anche a persone con gravissime disabilita' fisiche ma con alte capacita' intellettive. Al Parlamento potrebbe servire per verificare nella pratica l'adeguatezza della legislazione. Sono convinta che nessuno dovrebbe aver paura della conoscenza".
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