Italia. Mina Welby scrive a uomo che aveva chiesto di morire
La moglie di Piergiorgio Welby, Mina, ha scritto una lettera a Giuseppe Nardi, l'uomo paraplegico di Sermoneta che chiede di morire 'per non pesare piu' sulla famiglia che deve andare avanti con appena 690 euro di pensione' ed e' in sciopero della fame dall'inizio di febbraio.
La donna ha espresso solidarieta' a Nardi e ribadito che 'l'associazione Luca Coscioni non aiuta la gente a morire ma a ottenere diritti, come un'adeguata assistenza sociale'.
Quella di Mina Welby sottolinea l'uomo da parte sua 'e' stata l'unica voce che, da una settimana a questa parte, si e' fatta sentire'. 'L'indifferenza mi sta facendo piu' male di ogni altra cosa - dice l'uomo - e nessuno di quelli che promettevano mari e monti si e' fatto vivo'. Nardi ha la pressione bassa dovuta al fatto che non si alimenta ed e' stato necessario anche ricorrere all'ossigeno in un paio di occasioni.
'Ringrazio la signora Welby e sono determinato ad andare avanti perche' le istituzioni hanno abbandonato me per la ricerca sulle staminali e la mia famiglia per un adeguato sostegno economico o la ricerca di un lavoro'.
La donna ha espresso solidarieta' a Nardi e ribadito che 'l'associazione Luca Coscioni non aiuta la gente a morire ma a ottenere diritti, come un'adeguata assistenza sociale'.
Quella di Mina Welby sottolinea l'uomo da parte sua 'e' stata l'unica voce che, da una settimana a questa parte, si e' fatta sentire'. 'L'indifferenza mi sta facendo piu' male di ogni altra cosa - dice l'uomo - e nessuno di quelli che promettevano mari e monti si e' fatto vivo'. Nardi ha la pressione bassa dovuta al fatto che non si alimenta ed e' stato necessario anche ricorrere all'ossigeno in un paio di occasioni.
'Ringrazio la signora Welby e sono determinato ad andare avanti perche' le istituzioni hanno abbandonato me per la ricerca sulle staminali e la mia famiglia per un adeguato sostegno economico o la ricerca di un lavoro'.
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