Italia. La ministra Turco alla Commissione Affari Sociali
No ai ticket generalizzati, si' al 'modello toscano' di un ticket-multa contro gli sprechi e le negligenze; un progetto ad hoc per il Mezzogiorno; guerra aperta alla politica della lottizzazione in sanita' ed un grande obiettivo: portare la medicina sul territorio con la nascita della 'Casa della salute', struttura polivalente dove il cittadino potra' trovare assistenza ed effettuare esami 7 giorni su 7. E' ambizioso il nuovo 'patto per la salute', ribattezzato 'New Deal' per la sanita' italiana, che il ministro Livia Turco intende realizzare: obiettivi precisi scritti nero su bianco nelle 45 pagine del Programma di governo sulla sanita', che Turco ha illustrato in commissione Affari sociali alla Camera il 27 giugno.
Un Patto per la salute che, nelle intenzioni del ministro, dovra' segnare una svolta: in discontinuita' col passato, ha infatti spiegato, "vogliamo inaugurare la pratica del 'governo condiviso". Il che significa dialogo e confronto costante con il Parlamento, con le regioni e, soprattutto, 'larghe alleanze' con tutti gli attori del sistema, dai sindacati ai medici alle aziende. Una svolta, ha precisato Turco, che parte da una consapevolezza: 'La Sanita' italiana e' una casa solida che va pero' oggi abbellita e resa piu' accogliente, e che sta vivendo un passaggio delicato nel quale la priorita' e' garantire l'unitarieta''.
Per la nuova sanita' italiana Turco punta dunque ad un piano di azione interministeriale ed a nove 'parole chiave': fiducia, qualita', umanizzazione, unitarieta' del sistema, responsabilita', legalita', cultura dei risultati, politica delle alleanze e apertura all'Europa. Il tutto, partendo dalla questione cruciale del finanziamento del Sistema sanitario nazionale e delle criticita' di varie regioni:
- SI' A TICKET 'ANTI-SPRECHI': Turco ha ribadito il proprio 'no' all'ipotesi di ticket generalizzati, ma ha affermato di essere favorevole ad una politica di compartecipazione al costo dei servizi sanitari in base al reddito. L'unico ticket al quale si puo' pensare, ha detto il ministro, e' quello contro gli sprechi e le negligenze dei cittadini: 'Un ticket che dovra' essere quantificato e pagato dal sistema, in forma di penalizzazioni, ma anche dal cittadino quale vera e propria 'multa' per un comportamento scorretto e per il danno causato alle economie del sistema sanitario".
- FONDO STRAORDINARIO PER REGIONI IN ROSSO: Turco ha annunciato l'istituzione di un fondo 'straordinario' per le regioni che presentano grandi criticita' finanziarie, con l'obiettivo dell'azzeramento del debito entro il 2009. Non si trattera', ha precisato, di un nuovo fondo ad hoc, vale a dire con finanziamenti extra, bensi' di un "meccanismo di finanziamento che in fase transitoria aiutera' le regioni con criticita' finanziarie: il fondo sara' comunque compreso all'interno del Fondo sanitario nazionale e nell'ambito del tetto del 6,6% dell'incidenza della spesa sanitaria sul Pil".
- LA SFIDA DELLA RICERCA: Superare il 'duopolio' tra Milano e Roma, valorizzando anche le altre esperienze italiane. A questo punta il ministro, anche attraverso l'elaborazione di un Piano nazionale triennale di governo della ricerca sanitaria scientifica e tecnologica e sui servizi.
- UN PIANO PER IL MEZZOGIORNO: Un progetto per la sanita' e l'autosufficienza del Mezzogiorno, con l'istituzione di una task force operativa, ed un 'piano di contro-mobilita' con un obiettivo preciso: non far muovere piu' i cittadini dal Sud al Nord del Paese, bensi' incentivare lo spostamento degli operatori da Nord a Sud. E' uno degli obiettivi del programma di governo: 'L'idea e' muovere anzich, i cittadini del Sud gli operatori del Nord. 'Nord verso Sud' e' un progetto di collaborazione, di solidarieta' e di sostegno da sancire con accordi interregionali".
- LA 'CASA DELLA SALUTE': Per realizzare in concreto la 'medicina del territorio', Turco punta alla realizzazione delle Case della salute: grandi strutture polivalenti sul territorio cui il cittadino potra' rivolgersi per assistenza, cure ed esami 7 giorni su 7 e per almeno 12 ore al giorno. La Casa della salute, ha affermato Turco, 'potrebbe diventare la struttura polivalente in grado di erogare materialmente l'insieme delle cure primarie, di garantire la continuita' assistenziale con l'ospedale, oltre che le attivita' di prevenzione'.
- 'DIECI AZIONI' AI NASTRI DI PARTENZA: Il governo e' gia' impegnato in dieci azioni, dalle misure per la difesa della salute delle donne alla presa in carico della salute mentale, dalla promozione della terapia del dolore e dei farmaci per malattie rare all'impegno per le disabilita' e la promozione di progetti concreti come l'accesso alle cure odontoiatriche.
'La relazione del ministro della Salute Livia Turco e' stata fumosa, generica, ripetitiva di luoghi comuni. Difatti la sua esposizione non ha portato a proposte concrete che possano elevare l'efficienza e l'appropriatezza del Servizio sanitario nazionale'. Questo il commento di Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari sociali della Camera e responsabile del dipartimento di bioetica del partito, dopo l'audizione. 'Il ministro ha infatti sorvolato sui temi della bioetica, e in particolare sulla questione dell'uso sperimentale delle cellule staminali embrionali e sul ruolo fondamentale dei consultori nella prevenzione dell'aborto. Non ha parlato della problematica relativa ai trapianti d'organo, e ha trascurato di dare risposte concrete alle giuste attese delle tante famiglie che quotidianamente si trovano ad affrontare disabilita' psichiatriche all'interno del proprio nucleo familiare'.
L'on. Donatella Poretti, deputata Rosa nel Pugno,e' intervenuta su vari temi, tra cui la legge 40 ricordando come la "ministra non ha fatto alcun cenno nella sua relazione alla legge sulla fecondazione assistita una legge che ha causato una serie di disagi e una sanita' di classe, per cui chi puo' va all'estero e chi non puo' piu' fare interventi di fecondazione. Sempre a causa della legge 40 si e' limitata fortemente la possibilita' di fare ricerca con le cellule staminali embrionali, dopo il voto al Parlamento europeo e alla possibilita' laddove previsto di finanziare queste ricerche con contributi pubblici mi chiedo se e' possibile anche in Italia finanziare la ricerca con le linee di staminali embrionali importate dall'estero, ricerca che non e' vietata in Italia. Sollecitazione fatta da 6 centri di ricerca italiani che lavorano con staminali embrionali importate. Auspico che quanto deciso dal ministro Mussi, e appoggiato dal ministro Turco, in sede europea non sia solo un fuoco vacuo, prevedendo invece modifiche tali che consentano la ricerca con le staminali embrionali anche nel nostro Paese, partendo da subito con l'uso degli embrioni sovrannumerari da fecondazioni in vitro".
"Nel frattempo credo sia opportuno non solo promuovere la possibilita' di ampliare la donazione pubblica del cordone ombelicale, ma anche consentire, per chi lo ritiene opportuno, la conservazione in banche private. Anche perche' di fatto gia' avviene sempre ricorrendo alle banche presenti all'estero".
'Il nostro obiettivo e' che a livello europeo si affermi esplicitamente il no ad una ricerca che distrugga gli embrioni umani. Il nostro scopo quindi non e' che il ministro Mussi cambi la posizione dell'Italia a livello europeo, ma che venga affermato questo principio. Se dunque si puo' raggiungere l'obiettivo di una ricerca avanzata di alto livello, senza distruggere gli embrioni, come hanno anche indicato recentissime ricerche scientifiche, noi siamo d'accordo'. Ad affermarlo e' la senatrice della Margherita, Paola Binetti, membro della Commissione Sanita' al Senato.
'Nel corso delle audizioni cui hanno partecipato i ministri Mussi e Turco e' emersa una grande volonta' di ascolto e il desiderio di recepire le istanze sollevate dai membri della Commissione. Il punto fondamentale, su cui concordiamo tutti, e' che si arrivi ad una ricerca avanzata, per cui si possano acquisire risorse per l'Italia.
Tutto sta a vedere come e con che tipo di accordo'.
Senz'altro il ministro Mussi, ha aggiunto Binetti, 'e' consapevole che in Senato c'e' almeno un buon 50%, non solo tra l'opposizione ma anche tra la maggioranza, di persone contrarie ad una ricerca che porti ad una distruzione degli embrioni e ad una manipolazione della vita. Lo stesso ministro sa inoltre che ci sono spazi per una ricerca sulle cellule staminali embrionali che non porti alla distruzione di embrioni. Se dunque si riesce a sviluppare questo tipo di studi, con necessari finanziamenti, noi non abbiamo nulla in contrario. Come siamo d'accordo sul rifiuto espresso dal ministro a brevettare i segmenti di genoma umano che di volta in volta vengono scoperti'
Un Patto per la salute che, nelle intenzioni del ministro, dovra' segnare una svolta: in discontinuita' col passato, ha infatti spiegato, "vogliamo inaugurare la pratica del 'governo condiviso". Il che significa dialogo e confronto costante con il Parlamento, con le regioni e, soprattutto, 'larghe alleanze' con tutti gli attori del sistema, dai sindacati ai medici alle aziende. Una svolta, ha precisato Turco, che parte da una consapevolezza: 'La Sanita' italiana e' una casa solida che va pero' oggi abbellita e resa piu' accogliente, e che sta vivendo un passaggio delicato nel quale la priorita' e' garantire l'unitarieta''.
Per la nuova sanita' italiana Turco punta dunque ad un piano di azione interministeriale ed a nove 'parole chiave': fiducia, qualita', umanizzazione, unitarieta' del sistema, responsabilita', legalita', cultura dei risultati, politica delle alleanze e apertura all'Europa. Il tutto, partendo dalla questione cruciale del finanziamento del Sistema sanitario nazionale e delle criticita' di varie regioni:
- SI' A TICKET 'ANTI-SPRECHI': Turco ha ribadito il proprio 'no' all'ipotesi di ticket generalizzati, ma ha affermato di essere favorevole ad una politica di compartecipazione al costo dei servizi sanitari in base al reddito. L'unico ticket al quale si puo' pensare, ha detto il ministro, e' quello contro gli sprechi e le negligenze dei cittadini: 'Un ticket che dovra' essere quantificato e pagato dal sistema, in forma di penalizzazioni, ma anche dal cittadino quale vera e propria 'multa' per un comportamento scorretto e per il danno causato alle economie del sistema sanitario".
- FONDO STRAORDINARIO PER REGIONI IN ROSSO: Turco ha annunciato l'istituzione di un fondo 'straordinario' per le regioni che presentano grandi criticita' finanziarie, con l'obiettivo dell'azzeramento del debito entro il 2009. Non si trattera', ha precisato, di un nuovo fondo ad hoc, vale a dire con finanziamenti extra, bensi' di un "meccanismo di finanziamento che in fase transitoria aiutera' le regioni con criticita' finanziarie: il fondo sara' comunque compreso all'interno del Fondo sanitario nazionale e nell'ambito del tetto del 6,6% dell'incidenza della spesa sanitaria sul Pil".
- LA SFIDA DELLA RICERCA: Superare il 'duopolio' tra Milano e Roma, valorizzando anche le altre esperienze italiane. A questo punta il ministro, anche attraverso l'elaborazione di un Piano nazionale triennale di governo della ricerca sanitaria scientifica e tecnologica e sui servizi.
- UN PIANO PER IL MEZZOGIORNO: Un progetto per la sanita' e l'autosufficienza del Mezzogiorno, con l'istituzione di una task force operativa, ed un 'piano di contro-mobilita' con un obiettivo preciso: non far muovere piu' i cittadini dal Sud al Nord del Paese, bensi' incentivare lo spostamento degli operatori da Nord a Sud. E' uno degli obiettivi del programma di governo: 'L'idea e' muovere anzich, i cittadini del Sud gli operatori del Nord. 'Nord verso Sud' e' un progetto di collaborazione, di solidarieta' e di sostegno da sancire con accordi interregionali".
- LA 'CASA DELLA SALUTE': Per realizzare in concreto la 'medicina del territorio', Turco punta alla realizzazione delle Case della salute: grandi strutture polivalenti sul territorio cui il cittadino potra' rivolgersi per assistenza, cure ed esami 7 giorni su 7 e per almeno 12 ore al giorno. La Casa della salute, ha affermato Turco, 'potrebbe diventare la struttura polivalente in grado di erogare materialmente l'insieme delle cure primarie, di garantire la continuita' assistenziale con l'ospedale, oltre che le attivita' di prevenzione'.
- 'DIECI AZIONI' AI NASTRI DI PARTENZA: Il governo e' gia' impegnato in dieci azioni, dalle misure per la difesa della salute delle donne alla presa in carico della salute mentale, dalla promozione della terapia del dolore e dei farmaci per malattie rare all'impegno per le disabilita' e la promozione di progetti concreti come l'accesso alle cure odontoiatriche.
'La relazione del ministro della Salute Livia Turco e' stata fumosa, generica, ripetitiva di luoghi comuni. Difatti la sua esposizione non ha portato a proposte concrete che possano elevare l'efficienza e l'appropriatezza del Servizio sanitario nazionale'. Questo il commento di Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari sociali della Camera e responsabile del dipartimento di bioetica del partito, dopo l'audizione. 'Il ministro ha infatti sorvolato sui temi della bioetica, e in particolare sulla questione dell'uso sperimentale delle cellule staminali embrionali e sul ruolo fondamentale dei consultori nella prevenzione dell'aborto. Non ha parlato della problematica relativa ai trapianti d'organo, e ha trascurato di dare risposte concrete alle giuste attese delle tante famiglie che quotidianamente si trovano ad affrontare disabilita' psichiatriche all'interno del proprio nucleo familiare'.
L'on. Donatella Poretti, deputata Rosa nel Pugno,e' intervenuta su vari temi, tra cui la legge 40 ricordando come la "ministra non ha fatto alcun cenno nella sua relazione alla legge sulla fecondazione assistita una legge che ha causato una serie di disagi e una sanita' di classe, per cui chi puo' va all'estero e chi non puo' piu' fare interventi di fecondazione. Sempre a causa della legge 40 si e' limitata fortemente la possibilita' di fare ricerca con le cellule staminali embrionali, dopo il voto al Parlamento europeo e alla possibilita' laddove previsto di finanziare queste ricerche con contributi pubblici mi chiedo se e' possibile anche in Italia finanziare la ricerca con le linee di staminali embrionali importate dall'estero, ricerca che non e' vietata in Italia. Sollecitazione fatta da 6 centri di ricerca italiani che lavorano con staminali embrionali importate. Auspico che quanto deciso dal ministro Mussi, e appoggiato dal ministro Turco, in sede europea non sia solo un fuoco vacuo, prevedendo invece modifiche tali che consentano la ricerca con le staminali embrionali anche nel nostro Paese, partendo da subito con l'uso degli embrioni sovrannumerari da fecondazioni in vitro".
"Nel frattempo credo sia opportuno non solo promuovere la possibilita' di ampliare la donazione pubblica del cordone ombelicale, ma anche consentire, per chi lo ritiene opportuno, la conservazione in banche private. Anche perche' di fatto gia' avviene sempre ricorrendo alle banche presenti all'estero".
'Il nostro obiettivo e' che a livello europeo si affermi esplicitamente il no ad una ricerca che distrugga gli embrioni umani. Il nostro scopo quindi non e' che il ministro Mussi cambi la posizione dell'Italia a livello europeo, ma che venga affermato questo principio. Se dunque si puo' raggiungere l'obiettivo di una ricerca avanzata di alto livello, senza distruggere gli embrioni, come hanno anche indicato recentissime ricerche scientifiche, noi siamo d'accordo'. Ad affermarlo e' la senatrice della Margherita, Paola Binetti, membro della Commissione Sanita' al Senato.
'Nel corso delle audizioni cui hanno partecipato i ministri Mussi e Turco e' emersa una grande volonta' di ascolto e il desiderio di recepire le istanze sollevate dai membri della Commissione. Il punto fondamentale, su cui concordiamo tutti, e' che si arrivi ad una ricerca avanzata, per cui si possano acquisire risorse per l'Italia.
Tutto sta a vedere come e con che tipo di accordo'.
Senz'altro il ministro Mussi, ha aggiunto Binetti, 'e' consapevole che in Senato c'e' almeno un buon 50%, non solo tra l'opposizione ma anche tra la maggioranza, di persone contrarie ad una ricerca che porti ad una distruzione degli embrioni e ad una manipolazione della vita. Lo stesso ministro sa inoltre che ci sono spazi per una ricerca sulle cellule staminali embrionali che non porti alla distruzione di embrioni. Se dunque si riesce a sviluppare questo tipo di studi, con necessari finanziamenti, noi non abbiamo nulla in contrario. Come siamo d'accordo sul rifiuto espresso dal ministro a brevettare i segmenti di genoma umano che di volta in volta vengono scoperti'
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