Italia. Il ministro Giovanardi precisa sul ddl Fini
"Nello stralcio del ddl sulle tossicodipendenze, presentato venerdi' scorso in Senato, non e' previsto alcun innalzamento delle pene minime da 4 a 6 anni, ma esattamente il contrario": lo assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, che ha la delega in materia di droga, il quale smentisce quanto anticipato ieri sul provvedimento dal Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca)."Una delle proposte contenute nel ddl prevede infatti proprio la possibilita' di evitare il carcere per chi sta compiendo un percorso di recupero presso una comunita', anche se condannato a una pena fino a 6 anni, mentre nella normativa attuale questa possibilita' esiste solo per condanne fino a 4 anni". Gli altri punti qualificanti dello stralcio, rende noto il ministro, riguardano "la parita' delle condizioni di accesso al servizio pubblico e al privato sociale per chi intende seguire un percorso di recupero" e "la certezza del diritto, cioe' dare agli operatori, alla polizia e alla magistratura, un confine certo tra quello che e' lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti".
Le tabelle di riferimento, spiega il ministro, sono state studiate dai tossicologi, ma se ne potra' discutere alla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze che si terra' a dicembre a Palermo: "e' una proposta" sottolinea. "Bisogna tener conto che oggi, chi trova un giudice di un certo tipo puo' essere condannato per spaccio anche se possiede solo 4 grammi di sostanza stupefacente, mentre un altro puo' essere assolto anche se possiede un chilo di droga. Ognuno fa come gli pare. Le tabelle servono proprio a fissare con certezza il confine tra uso personale e spaccio". Giovanardi riconferma quindi, come governo, "l'impegno preso con gli operatori e a suo tempo accettato anche dal Cnca in un incontro, di sottoporre alla Conferenza di Palermo lo stralcio del ddl, che non sara' approvato dal Parlamento prima di aver raccolto le osservazioni e le critiche degli operatori. Questo e' il metodo del dialogo e del confronto che vogliamo portare avanti. Il provvedimento e' il frutto di due anni di udienze conoscitive e di discussioni nelle commissioni del Senato dell'originario ddl Fini, composto da piu' di 120 articoli, ridotto nello stralcio a poco piu' di 20 articoli proprio per farsi carico delle osservazioni emerse in sede parlamentare".
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