Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Italia. Il ministro Mussi leva il sostengo alla dichiarazione etica contro le staminali embrionali (1)

U.E. - ITALIA
Notizia ·
LA NOTIZIA
L'Italia ha ritirato il sostegno alla proposta di una dichiarazione etica sulla ricerca sulle staminali proposta lo scorso novembre da Germania, Polonia, Slovacchia, Malta e Austria e a cui aveva aderito il governo Berlusconi. Ad annunciarlo e' stato il ministro per l'Universita' e Ricerca Fabio Mussi. "Il 29 novembre l'Italia aveva aderito ad una dichiarazione etica sulle cellule staminali, cioe' una pregiudiziale contraria io ho annunciato il ritiro italiano a questa dichiarazione". Il ministro ha inoltre affermato di essere personalmente favorevole ad ammorbidire la legislazione italiana consentendo un'apertura alla ricerca sulle staminali embrionali.
"L'Italia ha una legislazione restrittiva. Io penso che occorre almeno parzialmente modificarla. E non credo giusto che l'Italia divenga un ostacolo restrittivo alla ricerca in sede europea". Secondo Mussi la dichiarazione etica avrebbe "alzato una barriera. Credo che l'Italia debba essere corretta non deve cercare di esportare la propria legislazione interna ma rispettare quella degli altri paesi e cogliere l'opportunita' di una ricerca controllata sulle staminali. Per questo ho ritenuto di non insistere sul sostegno alla pregiudiziale etica. L'Italia ha si' la sua legislazione ma occorre tenere aperte le finestre".

LA SITUAZIONE IN EUROPA
In GB legge piu' permissiva. Italia e Germania molto restrittive Dopo la decisione presa ieri dal ministro per la Ricerca Fabio Mussi, l'Italia non fa piu' parte del gruppo di Paesi europei (Austria, Germania, Malta, Polonia e Slovacchia) che si oppongono al finanziamento europeo di progetti di ricerca "comportanti la distruzione di embrioni umani". In molti Paesi d'Europa la ricerca sugli embrioni e le cellule staminali e' consentita, anche se con diverse limitazioni.
La creazione di embrioni umani, a fini di ricerca e non di riproduzione, per la produzione di cellule staminali e' ammessa solo in Gran Bretagna, Belgio e Svezia. La Spagna ha approvato l'11 maggio in via definitiva una legge che consente la ricerca su embrioni.
In Gran Bretagna, dove esiste la legislazione piu' permissiva di tutti i paesi Ue, la creazione di embrioni umani e' consentita con l'autorizzazione dei donatori. Gli embrioni possono essere quindi utilizzati per produrre cellule staminali (o per fecondazioni con diagnosi prenatale per evitare malattie genetiche note in famiglia). Dal 2001 e' legale utilizzare embrioni per cercare cure adeguate per gravi malattie. La ricerca puo' essere avviata pero' caso per caso solo dopo aver ottenuto il permesso della Human Fertilisation and Embriology Authority. Gli embrioni possono essere conservati per soli 14 giorni dalla fecondazione, dopo di che devono essere distrutti (anche se in realta' gli embrioni non sopravvivono cosi' a lungo in coltura).
La possibilita' di procurarsi cellule staminali a partire da embrioni in eccesso derivanti da tecniche di fecondazione in vitro, ma non creati appositamente a scopo di ricerca, esiste in Gran Bretagna, Svezia, Belgio, ma anche in Danimarca, Spagna, Finlandia e Olanda. In Danimarca, ad esempio, in base a una legge nel 1997 non e' permesso creare embrioni ai soli fini della ricerca scientifica, ma si possono effettuare ricerche con embrioni creati per fecondazione artificiale ma non utilizzati. Inoltre, dal 2002 e' possibile importare cellule staminali da altri paesi ai fini della ricerca.
L'Italia, Austria, Germania e Polonia restano tra i Paesi meno permissivi, dove non e' possibile utilizzare per la ricerca cellule staminali non adulte nemmeno utilizzando gli embrioni in eccesso prodotti per la fecondazione.

LE REAZIONI
"Apprezzamento" per la decisione del neoministro della Ricerca Fabio Mussi arriva dalla deputata della Rosa nel pugno Donatella Poretti che riassume la situazione: "Sei Paesi dell'Unione europea (Italia, Austria, Germania, Malta, Polonia e Slovacchia) si erano opposti con forza a eventuali finanziamenti Ue di progetti di ricerca con le cellule staminali embrionali in una dichiarazione congiunta diffusa al termine del Consiglio Competitivita' tenutosi a Bruxelles il 28 novembre 2005". Di fatto, il veto di questi sei Paesi "ha impedito che i fondi Ue fossero destinati ai progetti di ricerca con le cellule staminali embrionali, anche in quei Paesi dove questa ricerca era ammessa. In altre parole si voleva imporre la legislazione e l'ideologia dei pochi Paesi al resto dell'Europa". Per questo, "ho apprezzato la decisione del ministro Mussi".
Ma questo e' solo un punto di partenza. "In Italia il divieto per la ricerca con le staminali embrionali e' ancora in vigore, il che continua a spingere il nostro Paese nell'arretratezza scientifica e i nostri scienziati ad emigrare all'estero".
Conclude Poretti: "Spero vivamente che l'incoraggiante segnale dato oggi dal nostro ministro si traduca da subito in azioni concrete per la nostra ricerca, abrogando l'attuale divieto".

"Mussi ha fatto bene, lo dico a titolo personale". Questo il commento del neoministro per le Politiche comunitarie e il commercio internazionale, Emma Bonino all'iniziativa del collega Fabio Mussi.

I parlamentari europei del centro sinistra Giovanni Berlinguer (Ds), Marco Cappato (Rnp), Pia Locatelli (Rnp), Roberto Musacchio (Prc), Pasqualina Napoletano (Ds) si "rallegrano" della posizione assunta dal ministro per l'Universita'?e la Ricerca Scientifica, Fabio Mussi. "Ci auguriamo che la nuova posizione italiana possa aiutare il prossimo passaggio parlamentare del VII Programma quadro comunitario di ricerca, e che questo possa preludere al finanziamento europeo della ricerca sulle cellule staminali embrionali", affermano gli europarlamentari in una nota diramata a Bruxelles.

Con la posizione assunta dal ministro dell'Universita' e Ricerca Fabio Mussi a favore di un'apertura per la ricerca sulle cellule staminali, "il Governo debutta molto bene rispetto alla scienza e alla ricerca, che sono alla base dello sviluppo del Paese". E' il commento dell'oncologo ed ex ministro della salute Umberto Veronesi.
Veronesi ha inoltre espresso grande apprezzamento per il ministro: "Considero Mussi una persona competente e consapevole, con grande senso di responsabilita' rispetto a tematiche centrali per il futuro del Paese".
"Da anni sostengo che esistono nei nostri centri in Italia embrioni sovrannumerari destinati alla morte sicura e che potrebbero essere, invece, molto utili alla ricerca scientifica per lo studio di patologie gravi". La posizione "assunta oggi dal governo potrebbe dunque riaprire il dibattito su questo tema fondamentale per la scienza biomedica".

"Ancora una volta i ministri di questo governo lasciano esterrefatti per la disinvoltura con cui si muovono in materie delicatissime e sulle quali, insisto, il popolo italiano si e' gia' chiaramente espresso: non si usano mai per nessuna ragione le cellule staminali embrionali'. Lo afferma in una nota Luisa Santolini dell'Udc.
"Registriamo un ennesimo strappo alle regole: un ministro che in modo autonomo ed improvviso agisce e si esprime unicamente sulla base delle sue convinzioni personali cosa ci prepara il futuro? Il presidente del Consiglio dov'e'? Possibile che continui a tacere e non smentisca mai le esternazioni ideologiche dei propri ministri? Come si fa ad invocare il dialogo con questi continui attacchi al sentire di meta' del paese i suoi argomenti cosi' cruciali? Se il ministro Mussi dichiara di avere rispetto per diverse legislazioni dovrebbe avere molto piu' rispetto per le persone che in Italia hanno detto di no all'uso di cellule staminali embrionali. Aperture di questo genere non possono che preoccupare e aspetto una dichiarazione in merito del presidente del Consiglio".

"Il centro-sinistra, o meglio la sinistra-centro, ha gettato finalmente la maschera". Cosi' Domenico Di Virgilio, responsabile nazionale Bioetica di Forza Italia, commenta la parole del ministro Fabio Mussi sulle staminali. "Ritengo che la decisione del ministro Mussi sia eticamente un atto grave e contrario ad una legge dello stato italiano: la legge 40 del 2004, secondo cui tale sperimentazione e' chiaramente vietata ed alla Convenzione internazionale di Oviedo". "In questo modo e' stato disatteso anche il risultato del voto referendario sulla procreazione assistita" dello scorso anno. "L'arroganza del pensiero laicista non ha tardato a mostrare il proprio volto e ad infischiarsene di quei valori e principi a difesa della vita e della dignita' di ogni persona, cosa faranno ora i sedicenti cattolici di centro-sinistra? apriranno finalmente gli occhi o avalleranno anche questa ennesima beffa?".

"E' stato un atto di autentica laicita' che condivido pienamente", questa la reazione del capogruppo di Rifondazione comunista al Senato, Giovanni Russo Spena, all'annuncio del ministro della Ricerca Fabio Mussi. "Sono questi i passi giusti del governo cominciamo a chiarire la posizione del nostro paese nella Ue, e andiamo avanti su questa strada anche sulla legislazione nazionale". Il senatore del Prc apprezza anche "la prudenza di Mussi, il suo richiamarsi alla ragionevolezza degli interventi, perfino, certo, lungo la linea del compromesso, ma con atti concreti che diano subito il segnale al paese dell'inversione di rotta rispetto a una politica che era stata tutta chiusa dentro il fronte arretrato del centro destra piu' bigotto".

"Ben venga" la precisazione con cui Fabio Mussi spiega di non voler violare la legge italiana. Cosi' il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. "Il ministro Mussi ha detto chiaramente che non intende violare la legge in Italia. Ben venga questa precisazione. Pero' occorre riflettere anche sul fatto che i fondi della Comunita' europea per la ricerca sulle cellule staminali, fondi che non sono illimitati, hanno piu' possibilita' di finanziare la ricerca italiana se indirizzati sulle cellule staminali adulte, campo di ricerca nel quale l'Italia e' prima in Europa. Siamo l'unico paese, infatti, ad avere avuto risultati concreti per cure su malattie genetiche gravi quali, ad esempio, la talassemia. Il problema su cui riflettere, allora non e' impedire agli altri stati sovrani di decidere liberamente, come e' giusto che sia, ma di operare anche per favorire finanziamenti alla ricerca italiana. E sono certo che il ministro Mussi si adoperera' per questo".

"Ritengo che la decisione del Ministro Mussi vada nella direzione di non impedire ai singoli Stati membri dell'Unione Europea di proseguire le ricerche scientifiche sulle cellule staminali secondo quanto previsto dalle rispettive legislazioni e normative nazionali". Lo afferma il Ministro della Salute Livia Turco "il mancato sostegno italiano alla dichiarazione etica non ha alcuna ripercussione sulla legge italiana in materia di procreazione medicalmente assistita, che resta ovviamente in vigore nella sua integrita'".

"Non ho motivo di dubitare che si tratti di una decisione collegiale, anche se non ne sono stata informata". Cosi' il ministro delle politiche per la famiglia, Rosy Bindi, commenta la posizione del ministro Mussi. La Bindi precisa poi la sua posizione sull'eventuale modifica alla legge 40, quella sulla fecondazione assistita: "Quando ho parlato di possibili modifiche alla Legge 40 ho escluso che si potesse avere un intervento legislativo da parte dell'esecutivo e ho solo fatto appello alla responsabilita' del Parlamento ad affrontare alcune questioni ancora aperte. Per quanto mi riguarda, non intendevo entrare nel merito di alcun contenuto della legge compreso il divieto di ricerca sulle cellule staminali embrionali".

La dichiarazione del ministro per la ricerca Fabio Mussi "e' stata gravemente lesiva della volonta' popolare manifestata nella consultazione referendaria del giugno 2005 e comunque inopportuna". E' quanto afferma Scienza e vita. "Chiediamo che tale dichiarazione venga con urgenza rimossa nelle forme e nei modi adeguati. Tale richiesta si fonda sulle seguenti ragioni scientifiche, etiche, giuridiche e politiche:
1. Dal punto di vista scientifico non e' certo il caso di dimostrare ancora una volta l'identita' umana dell'embrione umano sin dalla fecondazione. Inoltre le ricerche che utilizzano cellule staminali cosiddette 'adulte' (comunque non tratte da embrioni generati artificialmente ed esistenti fuori dal corpo materno) hanno dato e stanno fornendo ancora risultati assai positivi per obiettivi terapeutici, mentre le ricerche su cellule di embrioni non impiantati non hanno portato alcun risultato nonostante l'ingente impegno di fondi. Pertanto e' ingiustificato stornare danaro da una direzione molto promettente, e nella quale l Italia e' una protagonista a livello internazionale, verso strade che l'esperienza dimostra avere sbocchi quanto mai incerti.
2. La sperimentazione distruttiva sull'embrione umano e' eticamente intollerabile perche' contrasta insuperabilmente con il rispetto della dignita' umana. La Convenzione di Oviedo stabilisce che gli interessi della scienza e della societa' non debbono mai prevalere su quelli dell'essere umano. Cio', invece, accade quando l'embrione e' trasformato in materiale da esperimenti.
3. Dal punto di vista giuridico, va sottolineato che i Fondi Europei provengono anche da Stati Membri il cui ordinamento non consente la sperimentazione embrionale, giudicata lesiva di un diritto umano fondamentale. Percio' non e' giusto il coinvolgimento nelle iniziative comunitarie che utilizzano vite umane.
4. In ogni caso una decisione cosi' grave avrebbe meritato la preventiva valutazione del Consiglio dei Ministri. Sarebbe stato quanto mai opportuno anche un preliminare ed esauriente dibattito in Parlamento".

"L'incredibile decisione di Mussi sulle staminali dimostra sempre piu' chiaramente che nessun ministro riconosce l'autorita' del presidente Prodi, che piu' di una volta ha richiamato solennemente tutti i suoi colleghi al silenzio". Lo afferma in una nota Daniela Santanche', responsabile donne di An. "Questo governo sembra sempre piu' 'La corrida'; se continua cosi', dopo le esternazioni in liberta' sul Ponte di Messina, la Tav e ora su un tema delicatissimo come le staminali il presidente del Consiglio verra' sfiduciato dalle iniziative dei membri del suo stesso esecutivo prima che dal Parlamento e dagli italiani".

"Compatibilmente con la legislazione italiana in proposito saremo a fianco delle aziende che operano in questo campo". E la risposta offerta dall'amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, riguardo il sostegno alla ricerca della ricerca sulle cellule staminali. Passera, che ha presentato al Parlamento europeo di Bruxelles lo sportello unico IntesaEurodesk per le imprese italiane che vogliono beneficiare dei finanziamenti europei del settimo Programma Quadro Ue sulla Ricerca, ha definito la ricerca sulle cellule staminali "un'area di grandissima importanza con dei limiti che ogni Paese puo' decidere di avere" e "un'area di ricerca che sempre di piu' acquistera' importanza".

"La legge sull'utilizzo delle cellule staminali embrionali per la ricerca scientifica deve essere cambiata. Come Italia dei Valori, al tempo del referendum ci eravamo espressi a favore dei primi 3 quesiti referendario e tra questi c'era anche la modifica sull'utilizzo degli embrioni soprannumerari" ha dichiarato Nello Formisano, capogruppo di Italia dei Valori al Senato e presidente del Gruppo Misto. "La ricerca non va fermata, ma va regolamentata, perche' e' una questione di responsabilita' civile e politica, prima di tutto verso quei cittadini che ripongono la loro speranza nella ricerca, ma anche per il nostro Paese, che sarebbe cosi' destinato a precludersi possibilita' di crescita nel campo, che significa anche crescita economica. Alleviamo persone e cervelli che letteralmente regaliamo agli altri paesi e questo non ce lo possiamo permettere, in un momento in cui la ricerca e lo sviluppo devono essere messi tra i primi punti in ogni campo".

"Per Mussi dovrebbe valere l'invito che il presidente del Consiglio ha rivolto a tutti quei ministri che negli ultimi giorni hanno messo in fila una serie di esternazioni senza discutere prima con tutto il governo. Con l'aggravante che il ministro della Ricerca non si e' limitato a parlare, ma ha agito da solo, per giunta in sede comunitaria. E' ora che Prodi assuma il suo ruolo di presidente del governo e che, anche sulla ricerca, si trovi una sintesi tra le diverse posizioni dei singoli ministri". Parlando con Il Riformista, Paola Binetti, senatrice della Margherita ed ex presidente dell'associazione Scienza&vita, boccia senza appello la scelta di Fabio Mussi di ritirare la firma dell'Italia alla Dichiarazione etica. Per la Binetti, "il ministro della Ricerca avrebbe fatto molto meglio a riflettere bene prima di compiere un atto simile. Anche perche', in tema di ricerca, la posizione del governo va ponderata sotto tre differenti profili: scientifico, etico e di tenuta del governo". Secondo il ragionamento della senatrice, il cambio di rotta mussiano e' da bocciare sotto tutti e tre i punti di vista. "E' importante che ricerca scientifica in Italia possa trovare delle opportunita' per svilupparsi, muovendosi pero' all'interno di quegli stessi valori dai quali non puo' prescindere. Valori che non sono solo del nostro paese, ma devono essere riconosciuti anche dalla comunita' internazionale. Anche per questo trovo sbagliata l'iniziativa personale di Mussi, che sulle staminali embrionali ha modificato con un atto la posizione del nostro paese in campo internazionale". Analizzando la questione dal punto di vista scientifico, la Binetti sostiene che "ci sono evidenze molto forti che dimostrano la validita' delle ricerca sia sulle cellule staminali adulte che su quelle ottenute dal cordone ombelicare. Al contrario, per quanto riguarda le staminali embrionali, questi riscontri non ci sono. Contra factum non valet argomentum, dicevano i romani. Per questo, non ha alcun senso compiere una battaglia del genere contro l'embrione". Per quanto riguarda l'analisi politica, l'ex presidente di Scienza&vita ricorda "che in Parlamento giace una proposta di legge a sostegno delle ricerca sulle staminali non embrionali. Per chi l'avesse dimenticato, la proposta era firmata da Francesco Rutelli che nel frattempo e' diventato il vicepresidente del Consiglio". E ancora: "Gli equilibri aritmetici su cui si regge il governo dovrebbero imporci la ricerca di soluzioni che siano condivise almeno da tutta la coalizione. Per questo credo che tutto il centrosinistra debba esercitarsi, come si faceva alla scuole medie, sulla ricerca del minimo comun denominatore. La scelta di Mussi, invece, va in tutt'altra direzione".

"La decisione del ministro Mussi di togliere la firma dell'Italia dalla Dichiarazione etica contro lo sviluppo della ricerca sulle cellule staminali e' in linea con quella di molte nazioni europee e con tutte le agenzie internazionali che, nell'ambito dell'Onu, promuovono da tempo piani di espansione della ricerca scientifica, proposte che comprendono anche quelle sulle cellule staminali. Quest'ultimo, tra l'altro, e' un settore scientifico che annovera anche Paesi di assoluta preminenza cattolica i quali, tuttavia, non si sono mai opposti, in tema di liberta' di ricerca, a scelte di progresso che vanno nella direzione della difesa e della promozione della vita". Lo afferma Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri e Segretario del Partito dei Socialisti.

La Voce repubblicana commenta l'iniziativa del ministro dell'Universita' Fabio Mussi con un corsivo: "E' durato un giorno l'exploit del ministro Mussi sulle staminali, il tempo che il vicepresidente del Consiglio Rutelli, smentisse l'iniziativa confermando che la legge 40 non cambia. Il ministro Mussi pero' in questo caso non e' stato preso dall'imprudenza caratteristica di altri suoi colleghi di governo. C'e' da pensare infatti che egli possieda la sufficiente esperienza politica per immaginare la tirata di freni dell'esecutivo su un tema tanto delicato e conteso, considerando che la Margherita e' stata sostenitrice della legge. Allora perche' mai Mussi si e' esposto cosi' tanto sollevando una questione che non poteva mostrare un'ulteriore divisione del governo? La nostra interpretazione e' che il ministro volesse proprio su questo terreno cercare uno scontro con la formazione che dovrebbe insieme al suo partito i ds formare un soggetto unico. Mussi non ha nessun entusiasmo al progetto del partito democratico e ha gia' detto piu' volte che egli non intende rinunciare alla sua identita' socialista. Ora ha una ragione evidente in piu', rimarcando un terreno di scontro sui valori che dovrebbero essere alla base di un processo unitario. e' noto che Ds e Margherita sulla ricerca e le staminali hanno una visione opposta che si e' gia' scontrata al referendum e che tornera' a scontrarsi, trascinandosi dietro le polemiche della maggioranza, con chi plaude a Mussi e chi lo biasima. e' evidente che Mussi ha gia' un pretesto, ottimo per la verita' per rifiutare ogni fusione. Piuttosto preoccupa che sia proprio il governo il campo di battaglia delle diverse politiche ideali che lo compongono e che non si abbiano remore nello scatenare bagarre al fine di rimarcare le proprie differenze"

"Il dialogo e' un punto di forza del centrosinistra e il programma dell'Unione ne e' la migliore dimostrazione". A dirlo e' Emanuela Baio Dossi, senatrice dell'Ulivo. Ugualmente, spiega "le diverse componenti della maggioranza dovranno e sapranno confrontarsi sui temi della bioetica, prima fra loro e poi anche con la minoranza". Sempre in merito alle dichiarazioni del ministro della Ricerca Fabio Mussi, Baio aggiunge: "In tema di ricerca sulle cellule staminali embrionali e' necessario muoversi lungo una linea di compromesso". Ad esso, dice ancora, "si arriva attraverso un dibattito serio e approfondito; attraverso un confronto che sia franco, che affronti tutti gli aspetti e gli effetti giuridici e scientifici, anche i piu' spinosi. Davanti a tematiche che toccano la coscienza di ciascuno di noi, come quella dell'inizio della vita che la ricerca sugli embrioni inevitabilmente implica, il legislatore ha il dovere di agire in modo prudente". Innanzitutto "concentrando l'azione legislativa sul potenziamento della ricerca che ha prodotto successi: penso alle sperimentazioni sulle cellule staminali del cordone ombelicale o su quelle di alcuni tessuti di adulti". E'?poi dovere del legislatore, "raccogliere le istanze spesso divergenti della societa' e tentare di contemperarle per arrivare a una buona legge". A tal fine "e' utile un tavolo di approfondimento. E non sarebbe una perdita di tempo o un pretestuoso e camuffato 'no' alla ricerca o al progresso scientifico. Ma un ottimo punto di partenza per arrivare al meglio a una legge sulla ricerca e sulla bioetica il piu' largamente possibile condivisa".

"Anche a me non piacciono le esternazioni a ruota libera come quelle di ministri, viceministri e sottosegretari del governo Prodi che cercano autoreferenzialita' e credo che sarebbe opportuno che il governo parlasse solo per atti collegiali decisi. Meno giusta e' la pretesa, gia' chiamarsi Unione e' una pretesa, da parte degli integralisti della maggioranza di zittire il ministro Mussi, reo di aver detto solo quello che il mondo scientifico europeo e non, ritengono sia giusto sulla ricerca delle cellule staminali embrionali". E' quanto afferma il presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia, Alfredo Biondi, in merito alla ricerca sulle cellule staminali. "Mussi si chiede se non si tratta di una posizione troppo rigida ed antiscientifica? Ritengo personalmente che il punto dovrebbe essere esclamativo al posto di quello interrogativo, perche' si tratta del diritto dei cittadini alla salute".

"Il ritiro del sostegno italiano alla dichiarazione etica sull'uso di cellule staminali per ricerche scientifiche e' coerente con il lavoro svolto nel Parlamento europeo sul quadro di riferimento per la ricerca del vecchio continente". E' il commento ampiamente positivo sulla decisione presa oggi dal ministro dell'Universita' e della ricerca a Bruxelles, espresso dall'eurodeputato Umberto Guidoni (Pdci). Secondo Guidoni, che e' membro della commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento europeo, "la ricerca sulle cellule staminali rappresenta una grande opportunita' per la cura di malattie gravissime che ogni giorno recano dolore a milioni di malati. Sara' compito del nuovo governo trovare il modo di correggere la legge in modo tale che si pongano le condizioni per cogliere i benefici dell'opportunita' rappresentata dalle cellule staminali".

"E' il primo gesto laico di questo governo, una posizione niente affatto estremista che mi auguro diventi la posizione di tutto il governo". Cosi' il parlamentare Ds Franco Grillini apprezza la decisione di Mussi. "Mi auguro che si trovi nella maggioranza la disponibilita' a modificare gli aspetti piu' deleteri della legge 40 che per quanto mi riguarda io abolirei in toto".

"E' una iniziativa gravissima". A dirlo e' il senatore di Fi Maurizio Lupi commentando la decisione del ministro. Appellandosi al rispetto della volonta' popolare e ricordando il referendum popolare sulla legge 40, Lupi aggiunge: "E' proprio vero che stiamo assistendo a prove di regime. E i cattolici dell'Ulivo? E Prodi che ne pensa?".

I promotori dell'astensione al referendum sulla legge 40 si appellano al premier Romano Prodi e gli chiedono di sottoporre al Parlamento la decisione del ministro Mussi che, vanificando l'attuale minoranza di blocco, di fatto da' il via libera al loro utilizzo nei paesi della Ue. "Una decisione cosi' grave - spiega il Comitato Scienza e Vita - avrebbe meritato la preventiva valutazione del Consiglio dei Ministri e sarebbe stato quanto mai opportuno anche un preliminare ed esauriente dibattito in Parlamento. La decisione del ministro Mussi e' gravemente lesiva della volonta' popolare manifestata nella consultazione referendaria del giugno 2005". Ed e' necessario che venga con urgenza rimossa nelle forme e nei modi adeguati. Ribadendo che "la sperimentazione distruttiva sull'embrione umano e' eticamente intollerabile perche' contrasta insuperabilmente con il rispetto della dignita' umana". Ad oggi "le cellule staminali adulte hanno dato e stanno fornendo ancora risultati assai positivi per obiettivi terapeutici, mentre le ricerche su cellule di embrioni non impiantati non hanno portato alcun risultato nonostante l'ingente impegno di fondi'. Al Comitato Scienza e Vita sembra pertanto 'ingiustificato stornare danaro da una direzione molto promettente, e nella quale l'Italia e' una protagonista a livello internazionale, verso strade che l'esperienza dimostra avere sbocchi quanto mai incerti. Indirizzare su queste sperimentazioni i Fondi Europei sarebbe inoltre anche scorretto perche tali somme, conclude la nota, 'provengono anche da Stati Membri il cui ordinamento non consente la sperimentazione embrionale, giudicata lesiva di un diritto umano fondamentale".

"Il ministro Mussi e' intervenuto a gamba tesa in un campo che richiede invece grande capacita' di dialogo, mio pare poi che la sua presa di posizione vada contro una sensibilita' diffusa". Il professor Adriano Pessina, direttore del Centro di bioetica dell'Universita' cattolica di Milano, commenta cosi' per l'Adnkronos la scelta del ministro per l'universita' Fabio Mussi. "Il problema fondamentale rimane il seguente: siamo disposti o no a tutelare la vita nella sua fase embrionale? Non ha senso dire che c'e' chi e' contrario alla scienza e chi a favore, il progresso scientifico non va in una sola direzione; io faccio parte di coloro che ritengono vada tutelata la vita embrionale e sviluppata la ricerca sulle cellule staminali non embrionali"

I ricercatori e i giuristi del Comitato 'Scienza e Vita' ribadiscono il loro 'no' all'impiego di embrioni "in qualsiasi modo prodotti, anche se soprannumerari rispetto a pratiche di fecondazione assistita e in stato di abbandono". In una nota a firma di Bruno Dallapiccola e Maria Luisa Di Pietro, criticano l'annuncio del Ministro Mussi. "La nostra posizione e' dovuta al fatto che il prelievo delle staminali distrugge l'embrione. Inoltre non si vede per quale ragione si debba continuare il filone di ricerca sulle staminali embrionali, quando gli unici risultati finora attendibili sono venuti dall'utilizzo di quelle adulte o da sangue di cordone ombelicale. Si tratta di risultati terapeutici sperimentati ogni anno su decine di migliaia di casi. La riduzione delle tutele etiche non e' indubbiamente un fattore di civilta' e progresso'. Dopo una legge costata anni di lavoro parlamentare, un referendum fallito e autorevoli pareri del comitato di bioetica, ci si chiede perche' si debba sempre tornare su questa questione e non si trovino problemi piu' urgenti da risolvere per il Paese".

Gli eurodeputati della Margherita Patrizia Toia, Lapo Pistelli, Vittorio Prodi, Andrea Losco, Gianluca Susta e Donato Tommaso Veraldi hanno diffuso, una dichiarazione in cui affermano di "non condividere" la decisione presa ieri dal ministro della ricerca Fabio Mussi. "I fondi europei devono sostenere tutte quelle ricerche che possono dare risultati e nuove speranze per la salute umana, ma tali ricerche devono rispettare il valore assoluto della vita. Ecco perche' devono avere totale priorita' le ricerche che impegnano cellule staminali adulte e ogni altra possibile alternativa che oggi esiste, senza pero' utilizzare e distruggere embrioni. In relazione alla decisione assunta ieri dal ministro Mussi, spiace che tale passaggio in un campo cosi' importante e sensibile non sia stato preceduto da un adeguato dibattito in sede politica, culturale e scientifica. E' bene chiarire che la precedente posizione assunta dall'Italia nell'ambito del Consiglio Ue non impediva agli altri paesi di effettuare loro ricerche in tale ambito, ma si riferiva all'utilizzo dei fondi comunitari.
Noi continueremo a difendere tale posizione in sede di Parlamento Europeo, in linea con la normativa italiana e assegnando peso e voce politica a quella che si e' rivelata la sensibilita' prevalente della nostra opinione pubblica. Il Parlamento Europeo sta attualmente discutendo del VII Programma quadro per la ricerca. Siamo, ovviamente, tutti d'accordo nel vietare ricerche sulla clonazione umana a fini riproduttivi, sulla modifica sul patrimonio genetico e ricerche mirate a creare embrioni umani solamente per produrre cellule staminali. Ma la posizione che noi, con altri colleghi, sosteniamo e' contraria anche all'utilizzo delle cellule staminali embrionali con il rischio che si producano (e si continuino a produrre) embrioni ad hoc al solo scopo di impiegarli (distruggendoli) nella ricerca: e' altissimo il rischio che si sfugga ad ogni controllo. Per questo riteniamo auspicabile l'applicazione del 'principio di precauzione'. La commissione Giuridica del Parlamento europeo ha preso posizione affinche' gli Stati Membri, in cui certe attivita' di ricerca sono vietate, non si trovino 'costretti' a finanziare indirettamente in altri Stati tali esperimenti attraverso i loro contributi al bilancio dell'Unione. E questo in coerenza con il fondamentale principio di sussidiarieta'".

"La decisione del governo Prodi di ritirare l'assenso alla dichiarazione etica contraria alla ricerca nelle cellule staminali embrionali ?grave ed irresponsabile". Lo afferma, con una nota da Bruxelles, il vicepresidente del Parlamento europeo Mario Mauro (Fi). Per Mauro, la decisione del ministro della Ricerca "va contro la volonta'?del popolo italiano espressosi con il referendum nel giugno dello scorso anno", e inoltre "apre di fatto la strada ad una politica di tipo eugenetico e senza rispetto alcuno per il valore della vita".

"Bravo Mussi, con il suo gesto il tema della ricerca sulle staminali rientra nei giusti binari, dopo il deragliamento provocato dalla firma dell'ex ministro Moratti". Lo afferma la deputata Verde Luana Zanella la quale si "augura che la decisione di oggi sia l'inizio di un percorso per affrontare in termini non ideologici una materia che non ammette semplificazioni, scontri ideologici ma condivisione di criteri, grande apertura e senso del limite".

Le parole di Mussi sull'utilizzazione di embrioni umani soprannumerari nelle ricerche del VII Programma Quadro di ricerca della Comunita' Europea rappresentano "un drastico cambiamento da parte del Governo Prodi di una fondamentale linea di politica della ricerca che il Governo Berlusconi aveva adottato fin dall'inizio del suo mandato nel 2001 e che era stata portata avanti durante tutta la XIV Legislatura con molta determinazione in sede europea dal ministro Moratti". Lo afferma l'ex viceministro per l'Universita' e la ricerca del governo Berlusconi, Guido Possa. Le utilizzazioni cui fa riferimento Mussi, "sono espressamente vietate in Italia sia dalla Convenzione di Oviedo del 1997 (che l'Italia ha firmato e ratificato con apposita legge nel 2001), sia dalla legge per la procreazione medicalmente assistita. Contro tali utilizzazioni si e' anche formalmente espresso il Comitato Nazionale di Bioetica. Alleandosi con la Germania (che ha in merito una legislazione ancora piu' severa della legge 40) e con altri Paesi, l'Italia era riuscita a raggiungere una 'minoranza' di blocco, che aveva impedito nel VI Programma Quadro il finanziamento di ricerche comportanti direttamente o indirettamente la distruzione di embrioni umani. E una simile 'minoranza di blocco' (a cui avrebbero partecipato oltre alla Germania e all'Italia, anche la Polonia, la Slovacchia, Malta e altri Paesi) era stata concordata in questi ultimi mesi per le ricerche del VII Programma Quadro di ricerca. Il risultato della posizione assunta oggi dal Governo Prodi tramite il Ministro Mussi sara' di rendere impossibile la suddetta minoranza di blocco e di consentire pertanto il finanziamento europeo di ricerca che il nostro Comitato di bioetica considera eticamente non accettabili e che comunque non potranno essere svolte in Italia o da team italiani".

La segreteria della Rosa nel Pugno "si felicita con la decisione del Governo italiano attraverso il Ministro Mussi di ritirare la firma dal documento di blocco dei finanziamenti sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali". In vista del voto alla plenaria di Strasburgo, la Rnp "invita tutti i cittadini, e in particolare i militanti e attivisti laici, socialisti, liberali e radicali, a sottoscrivere e far sottoscrivere la petizione a prima firma Piergiorgio Strata (Direttore del Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair e co-Presidente dell'Associazione Coscioni) per consentire la finanziabilita'?della ricerca sulle staminali embrionali, sia su embrioni sovrannumerari sia la cosiddetta clonazione terapeutica".

Che dire? Se sono rose, fioriranno: ne ho sentite tante che una in piu' non mi entusiasma ne' mi stupisce. Cosi' il genetista Edoardo Boncinelli commenta la decisione del Ministro dell'Universita' e Ricerca, "Aspetto i fatti concreti piu' che le enunciazioni ma ho poca fiducia: e' ovvio che ogni divieti alla scienza e alla ricerca scientifica e' passo indietro, un ritorno al passato".

"Apprendo con sdegno della decisione del ministro Mussi di ritirare la firma che, durante il governo di centrodestra, l'Italia aveva apposto alla Dichiarazione etica contenente la pregiudiziale contraria alla sperimentazione sulle cellule staminali embrionali". Lo afferma Maurizio Gasparri dell'Esecutivo politico di Alleanza Nazionale, chiedendo che il presidente del Consiglio, Romano Prodi "chiarisca in merito la posizione del governo. Il nostro parere negativo fu il risultato di un confronto all'interno dei partiti della Cdl al termine del quale le ragioni della vita e la salvaguardia di valori inalienabili prevalsero. La decisione di Mussi non solo va in netto contrasto con le posizioni della maggior parte degli italiani, come ha dimostrato la stessa prova referendaria sulla procreazione medicalmente assistita, ma e' anche il risultato di un chiaro colpo di testa. Prodi chiarisca subito la posizione del governo in merito ed abbia il coraggio di dire fino a che punto quella di un suo ministro e' stata una decisione personale o se invece la condivide. Nel primo caso, questa volta il professore avrebbe ben altro da fare che limitarsi a bacchettare un suo alunno. Nel secondo, il governo dimostrerebbe tutta la sua arroganza - conclude - un governo di cani sciolti, in cui ciascuno prende la propria strada senza alcun confronto interno, a danno degli italiani".

La decisione di ritirare la firma dell'Italia "e' in contrasto con la Convenzione di Oviedo che vieta la formazione di cellule embrionali a fini di ricerca". E' il commento dell'europarlamentare del Ppe, Antonio Tajani, secondo cui "ancora una volta la spregiudicatezza dello schieramento di Prodi non soltanto costringe l'Italia all'ennesimo voltafaccia in Europa, ma va contro le scelte degli italiani. E ancora: non agevola la ricerca, ma finira' per far utilizzare i nostri soldi da chi ha interessi tutt'altro che scientifici'. Tra Prodi e la Merkel scegliamo il cancelliere tedesco che e' contraria alla ricerca senza limiti sulle cellule staminali. Sbaglia ancora una volta il governo di sinistra, che ha ritirato la firma dell'Italia ad un documento di forte valenza etico-morale sottoscritto - tra gli altri - anche dalla Germania e dall'Austria".

"Le dichiarazioni rilasciate dal ministro dell'UniversitA'?non si pongono in aperto contrasto con lo schiacciante esito del referendum sulla legge 40? E' questo l'orientamento del Governo o l'opinione personale del ministro, che si pone in aperto contrasto con quella della maggioranza dei cittadini su questo argomento cosi' delicato?". E' quanto chiederanno domani il capogruppo Udc alla Camera, onorevole Luca Volonte' e i colleghi deputati Lucchese, Santolini, Formisano e Ronconi, al presidente del Consiglio durante il Question Time. "Secondo quanto dichiarato oggi dal ministro Mussi a margine del consiglio Ue sulla competitivita', l'Italia avrebbe ritirato il sostegno alla proposta di una dichiarazione etica sulla ricerca sulle cellule staminali proposta lo scorso novembre da Germania, Polonia, Slovacchia e Austria e a cui aveva aderito il governo Berlusconi. Il ministro avrebbe inoltre affermato di essere personalmente favorevole ad ammorbidire la legislazione italiana consentendo un'apertura alla ricerca sulle staminali embrionali".

"La decisione del ministro della Ricerca e dell'universita', Fabio Mussi, e' un grave errore". Lo sostiene Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'Esecutivo politico nazionale del partito. "Il presidente del Consiglio, il sedicente cattolico Prodi, e i sedicenti cattolici colleghi di governo di Mussi ed esponenti della maggioranza di sinistracentro, condividono la mossa del ministro della Ricerca e dell'universita'? Condividono l'idea che nell'ipotesi remota di poter curare un essere umano un po' piu' grande, se ne possa uccidere un altro un po' piu' piccolo, trasformandolo in cavia? Condividono la vivisezione sull'uomo? Che e' espressamente vietata dalla legge italiana sulla procreazione medicalmente assistita, difesa dall'80 per cento degli italiani (se sommiamo il non voto ai no) ai referendum di un anno fa. La verita' e' che oggi non esiste in tutto il mondo un solo esempio di malattia guarita usando le cellule staminali embrionali. Non solo: le staminali embrionali possono presentare anomalie genetiche, sono a rischio rigetto e, per la loro riproduzione accelerata, si sono rivelate cancerogene. Le uniche terapie oggi esistenti, basate sulle staminali, riguardano le cellule provenienti dall'organismo adulto e dal cordone ombelicale. Il cui utilizzo, come quello delle staminali del sangue e del tessuto fetale derivante da aborto spontaneo, non presenta controindicazioni etiche. Quindi, non c'e' alcuna necessita' di distruggere embrioni per ottenere nuove cure. Se passasse la linea di Mussi, verrebbero spostate ingenti risorse intellettuali ed economiche, distogliendole da ricerche che hanno gia' portato risultati clinicamente significativi ed estremamente promettenti".

Un segnale importante da parte del ministro della ricerca: cosi' molti scienziati italiani direttamente impegnati nella ricerca sulle cellule staminali hanno interpretato la nuova posizione dell'Italia in ambito europeo. C'e' soddisfazione da buona parte del mondo scientifico, insieme alla speranza che da questa apertura a livello europeo possa nascere un'apertura anche interna all'Italia. "Siamo contentissimi", ha detto il neurofisiologo dell'universita' di Torino, Piergiorgio Strata. "Ci abbiamo sperato moltissimo e adesso speriamo che anche in Italia si apra un dibattito su questo tema perche' siamo sempre preoccupati per un'eventuale approvazione della legge Rutelli", ha aggiunto riferendosi alla proposta di legge a sostegno della ricerca sulle cellule staminali ottenute da cordone ombelicale e adulte.

Soddisfatto anche il direttore del laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'universita' di Pavia, Carlo Alberto Redi, che ha giudicato l'apertura di Mussi "importante" e indice di "democrazia e sensibilita' nei confronti della casa comune europea. Finora la posizione di Italia, Irlanda e Germania aderiva al blocco dei Paesi che aveva legittimamente deciso di attuare la sperimentazione sulle staminali embrionali". Un 'no' quello dell'Italia, che "denota un atteggiamento di attenzione nei confronti dei cittadini. Mi auguro che il ministro voglia considerare che ci sono opportunita' di ricerca in questo settore che in Italia, dove abbiamo ricercatori validi e bravi che chiedono di lavorare sulle cellule embrionali, ma che alcuni aspetti della legge in vigore lasciano isolati in ambito europeo".

Anche la direttrice del laboratorio di cellule staminali dell'universita' di Milano, Elena Cattaneo, vede nelle dichiarazioni di Mussi un segnale di apertura "molto promettente. E' un passo che riavvicina l'Italia all'Europa. Siamo felicissimi perche' si tratta di un primo passo straordinario di apertura e speriamo che sia anche il primo passo per ridiscutere aspetti della legge che ancora bloccano la ricerca italiana, ad esempio impedendo di derivare direttamente nuove linee di cellule staminali". Secondo Elena Cattaneo 'il ministro sembra dare un segnale forte anche alla proposta di legge Rutelli, che intendeva chiudere la ricerca anche condotta sulle cellule gia' in coltura e speriamo che serva a mettere i finanziamenti pubblici italiani a disposizione della ricerca italiana in questo campo'.

L'annuncio del neoministro alla Ricerca, suscita una "reazione negativa" anche perche'?rappresenta uno "strappo" in contraddizione con l'esigenza di dialogo necessario nel panorama politico italiano: lo afferma monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia accademia per la vita, interpellato telefonicamente da Apcom. "A parte la contraddizione con quanto indicato dal referendum" sulla procreazione medicalmente assistita "credo ovvia la reazione negativa non solo dei cattolici, che sull'identita' dell'embrione umano sentono il dovere di impostare le difese e le salvaguardie necessarie a proteggere l'individuo umano fin dal concepimento, ma anche di tutti coloro che, pur non cattolici, sono fedeli ai dettami della scienza e hanno un etica di questo tipo. Questo strappo, fatto senza un dibattito, pubblico o parlamentare non rappresenta un atto di distensione e dialogo invocato in questi giorni" da piu' parti.

"Ancora una volta si verifica la tragica contraddizione: coloro che invocano la solidarieta' non esitano un attimo a collaborare nell'eliminazione dei piu' deboli". Lo ha affermato Carlo Casini, europarlamentare Udc, commentando le dichiarazioni del ministro Fabio Mussi. "Quanti credono che il diritto alla vita e' un valore non negoziabile ma votano per coloro che poi decidono contro la vita, dovrebbero fare un serio esame di coscienza. Non e' la stessa cosa che il Ministro della Ricerca Scientifica si chiami Moratti oppure Mussi. E' ovvio che anche la Legge 40 e' in pericolo. Devono riflettere bene, quelli che nel 2005 si astennero o votarono NO. Devono riflettere bene quelli che ricordano con commozione 'Karol il Grande', ma non accolgono l'appello contenuto nel suo ultimo messaggio al mondo: 'la prima sfida quella della vita".

"Non mi aspettavo una posizione cosi' perentoria a fronte di un Paese ancora diviso". Lo afferma a 'La Repubblica' il condirettore dell'istituto di ricerca sulle staminali del San Raffaele di Milano, Angelo Vescovi. "Il nodo dei pro e dei contro rispetto alle staminali embrionali e' ben lungi dall'essere sciolto. Il ministro ha scelto di intervenire in maniera tranchant nonostante il dibattito etico nel nostro Paese sia ancora aperto, e questo mi lascia perplesso. Ma la sua rimane una decisione del tutto legittima. La percezione dei problemi etici nei Paesi anglosassoni e' orientata al pragmatismo. La nostra tradizione e' diversa. Siamo fra i migliori al mondo nel campo della ricerca sulle staminali adulte. Perche' cercare la competizione sulle embrionali? Dobbiamo tentare degli approcci innovativi, le idee non mancano".

"Sbalorditivo che una decisione simile, riguardante simili temi in seno all'Europa, venga presa in uno slancio di zelo da un singolo membro del Consiglio dei ministri". Il quotidiano 'Avvenire', in un editoriale, contesta duramente oggi la decisione del ministro dell'Universita' e Ricerca, Fabio Mussi. Benche' "il referendum dello scorso giugno abbia bocciato tutte le abrogazioni pretese dal fronte radicale, e anche l'abolizione del divieto di ricerca". Ma e' soprattutto l'atteggiamento del ministro, che "disinvoltamente traccia un rigo su quella firma del precedente governo, che trascriveva una volonta' espressa dalla consultazione popolare", a suscitare le critiche di 'Avvenire'. "Possibile davvero che un ministro autonomamente faccia queste scelte? E che ne dicono quegli esponenti dello stesso governo, che un anno fa avevano posizioni ben diverse? Oppure, davvero in questo governo si puo' fare e disfare cio' che si vuole, ognuno per se' e Dio per tutti? Uno s'alza al mattino, e sulla base delle sue personali convinzioni va dove lo porta il cuore, cioe' a dire che l'Italia e' favorevole alla ricerca sugli embrioni - benche' il referendum abrogativo della legge 40 sia stato una Caporetto. Poche disprezzano di piu' la volonta' popolare, che i suoi primi paladini, quando non coincida con il loro corretto pensare".
L'editoriale a firma di Marina Corradi (titolo: 'Elegante e democratico il ministro strappa?la firma', sottotitolo: 'Golpe di Mussi contro la Carta etica europea'), argomenta: "Qui si va oltre un'esternazione sui pacs, o sull'adozione della pillola abortiva. Nel breve arco di un mese, dispiace dirlo, ci siamo adusi a questi colpi di vento, a questo incontenibile rigoglio della istintivita'?dei ministri, ansiosi di annunciare di persona l'avvento di una laicizzazione metodica dell'Italia".

"Mussi parla a titolo individuale. Non esiste una presa di posizione del governo italiano in questo senso". Lo afferma al 'Giornale' il senatore dell'Unione ed ex presidente Acli Luigi Bobba, ricordando che "in Italia esiste una normativa molto chiara: non si possono distruggere gli embrioni per la ricerca. La sperimentazione sugli embrioni semplicemente non e' ammessa. Non e' detto che facendo piu' rumore si ottenga quello che si chiede o che si pretende. Noi abbiamo un programma da rispettare che su questi temi e' chiarissimo. Io e gli altri cattolici ci atteniamo a quello che ha detto pochi giorni fa il premier Prodi: testa bassa e pedalare. E sulle questioni di principio non ci sara' nessun cedimento. Il senatore dell'Ulivo sottolinea poi che "nel programma dell'Unione non c'e' la revisione della legge 40 sulla fecondazione. Le dichiarazioni di Mussi verranno valutate". Ricordando poi la pdl presentata da Francesco Rutelli per la ricerca sulle staminali adulte, "e' nostra intenzione ripresentarla anche in questa legislatura. Dunque la nostra volonta' e anche quella del governo vanno in una direzione opposta a quella indicata da Mussi".

"La posizione ufficiale espressa ieri dal ministro dell'Universita' e della Ricerca Fabio Mussi non solo non tiene conto delle leggi dello Stato, il che e' un fatto grave, ma non tiene conto nemmeno della volonta' popolare: il che e' ancor piu' grave". Lo afferma il presidente della Compagnia delle Opere Raffaello Vignali. "Ma non e' tutto: oltre al danno c'e' anche la beffa. La posizione decisa da Mussi permettera' all'Unione Europea di finanziare la ricerca sulle cellule embrionali con le tasse degli italiani, che si sono dichiarati contrari a tali ricerche. Stupisce inoltre il silenzio degli esponenti moderati del governo di centrosinistra, che in occasione del referendum avevano preso posizione a favore dell'astensione".

"Il Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica intende esprimere il proprio dissenso di fronte alla recente decisione del Ministro dell'Universita' e Ricerca Fabio Mussi di ritirare il sostegno dell'Italia alla Dichiarazione etica". La bocciatura del ritiro dell'adesione italiana da parte del Centro di Bioetica dell'Universita' Cattolica arriva per voce del suo direttore, Adriano Pessina. "Il Centro di Bioetica augura un ripensamento da parte del Ministro Fabio Mussi e auspica che si instauri un autentico e fattivo rapporto di dialogo e di confronto con le diverse impostazioni etiche e religiose che nel Paese intendono farsi promotrici di una ricerca scientifica coraggiosa nelle sue scelte, ma coerente con quei principi di eticita' e di giustizia che ne costituiscono il valore sociale. Questa decisione manifesta di fatto una totale disattenzione per il dibattito culturale che nel nostro Paese e in Europa si e' sviluppato circa la legittimita' morale della ricerca sulle cellule staminali embrionali". Inoltre, "rinunciare a tutelare la vita degli esseri umani nelle fasi embrionali da ogni forma di sfruttamento e di manipolazione significa rinunciare a fare dell'Europa un luogo di rigorosa promozione e difesa dei diritti dell'uomo".

"La presa di posizione di Mussi sulle staminali mi trova perfettamente d'accordo": lo afferma Marco Rizzo, Presidente della Delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento Europeo. "E' stato coraggioso, le polemiche sollevate, prevedibili, sono pero' strumentali. La ricerca deve essere libera ed autonoma, e non subalterna a concezione religiose, legittime, ma che non devono incidere in alcun modo in altri campi altri, come la vita dello Stato o la scienza".

L'Udeur chiede al presidente del Consiglio Romano Prodi di "ricordare al ministro Fabio Mussi che fa parte di una alleanza dove il voto dei Popolari-Udeur e dei cattolici moderati e' determinante e chiede rispetto". Cosi' Mauro Fabris, capogruppo alla Camera del partito di Mastella, interviene sulla polemica. Una decisione che "non e' stata minimamente concordata dalla maggioranza ed e' fuori dalle intese che prevedono sui temi etici la preventiva discussione e condivisione da parte di tutti gli alleati. Il ministro Mussi fara' bene a ripassare questa parte del programma dell'Unione e a ricordare che i Popolari Udeur non sono disponibili a trattare oltre quanto gia' previsto dagli accordi presentati agli elettori. Non riesco a capire perche' mai, a fronte degli impegni programmatici concordemente definiti e ai tanti problemi che vi sono nel Paese i singoli ministri si dedichino invece ad inventarsene una ogni giorno con grave danno della tenuta della coalizione di governo".

"Sono molto felice della decisione di ritirare il sostegno dell'Italia ad una dichiarazione etica riguardo l'uso della ricerca sulle cellule staminali, annunciata ieri dal ministro dell'Universita' e Ricerca, Fabio Mussi". E' Giulio Cossu, direttore dell'Istituto di Ricerca sulle cellule staminali Dibit al San Raffaele di Milano, a commentare la vicenda Mussi. "Spero che questa decisione riavvicini il nostro paese al resto dell'Europa per quanto riguarda la normativa e l'accettazione delle ricerche in questo campo. E spero che cio' sia la premessa alla modifica della legge 40, pur nel rispetto della controparte cattolica". Infatti, ha spiegato Cossu, e' possibile modificare in piu' punti la legge senza per questo ledere la posizione dei cattolici: per esempio non dovrebbero sorgere dilemmi etici nell'uso di embrioni deteriorati, ovvero non piu' impiantabili, per ricavarne staminali. Infatti, ha precisato Cossu, prelevare staminali da questi embrioni equivarrebbe a prelevare organi da cadavere per i trapianti.

"Mussi ha fatto benissimo a ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica sulla ricerca sulle staminali". Lo dice la senatrice Vittoria Franco, responsabile ds per la cultura. "Si tratta di un gesto minimo di sostegno ai programmi di ricerca nell'ambito europeo e ai tanti ricercatori che ad essi cooperano. Vorrei ricordare che la legge 40 non proibisce affatto la ricerca su cellule staminali embrionali se importate da altri Paesi, ma vieta soltanto di utilizzare embrioni congelati a fini di ricerca. Personalmente sostengo che la legge 40 vada cambiata profondamente, ma il ritiro della firma da parte del ministro Mussi non ha niente a che fare con essa. Ogni polemica al riguardo rischia di alzare inutili polveroni e di impedire una discussione serena".

"Ricerca sulle cellule staminali? Il Governo Prodi e' cronicamente incapace di governare. Anche oggi la finta maggioranza va' in frantumi. Qualsiasi argomento diventa un campo di battaglia interno all'Unione che rimane in stato confusionale su tutto. Il blitz del ministro Mussi ha mandato nel caos la baracca del centro sinistra. Prodi, anche oggi, si distingue per il suo fragoroso silenzio. Conta meno di zero. Ormai e' una figura patetica". Lo dice Isabella Bertolini, di Forza Italia.

"Non si puo' assassinare un uomo sperando di salvarne un altro. 'E' inaccettabile la presa di posizione a favore dell'uso degli embrioni umani per la ricerca del neoministro Fabio Mussi". Don Oreste Benzi, presidente dell'Associazione Comunita' Papa Giovanni XXIII commenda cosi' la presa di posizione del ministro. "Cosi' facendo Mussi contraddice la legge italiana e il popolo italiano che lui dovrebbe rappresentare arrogandosi il diritto di agire secondo la sua coscienza calpestando quella della nazione e ancora piu' dei tanti piccoli innocenti che vorrebbe sacrificare alla scienza". Il sacerdote riminese in prima linea per la difesa della vita umana invita ad incentivare la ricerca sulle staminali adulte e del cordone ombelicale ma quella sugli embrioni umani. "Chiediamo al ministro di rivedere la sua posizione sostenendo una ricerca che sia per l'uomo e non usando e sacrificando i piu' piccoli innocenti".

Il capogruppo consiliare di An alla Regione Puglia, Michele Saccomanno, critica il ministro della ricerca, Fabio Mussi, il quale a suo giudizio "non ha perso tempo. Non appena insediatosi ha gia' dimostrato la considerazione che delle leggi dello Stato e della stessa volonta' popolare ha la sinistra di governo quando queste non corrispondono alle sue visioni ideologiche. Con una decisione tutta personale ha ribaltato a livello europeo le posizioni del nostro Paese in ordine al divieto di effettuare ricerche sugli embrioni, cancellando di fatto sia la legge 40 in materia di fecondazione assistita sia la volonta' popolare di non abrogarla clamorosamente emersa nel referendum di un anno fa. Un atto di violenza arbitraria contro il quale rivendichiamo non soltanto le ragioni dell'etica cristiana, ma anche e soprattutto quelle della democrazia e del rispetto delle nostre leggi, e nei confronti del quale ci attendiamo una reazione adeguata da parte di tutti coloro che credono che la volonta' popolare debba essere rispettata sempre, anche quando non piace ai nuovi potenti!".

"L'intolleranza colpisce anche Saccomanno. La ricerca scientifica, se corretta e perseguita con i necessari controlli, non puo' essere imbavagliata". E' la risposta del consigliere regionale pugliese dei Democratici di sinistra Michele Ventricelli (Ds)al collega di Alleanza Nazionale. "Basterebbe riferirsi al plauso generale dei maggiori scienziati italian per giudicare assurda tale presa di posizione che tende solo a creare divisioni anche su temi che dovrebbero unire tutti".

"Fabio Mussi ha preso una decisione equilibrata, ritirando la firma dell'Italia alla 'pregiudiziale etica' sulle staminali". Lo dice la deputata Verde Luana Zanella replicando alle accuse di una scelta 'fuori legge'. "Mi pare che ora anche il parlamento ed il paese siano messi nelle condizioni di svolgere un confronto senza pregiudizi ideologici su un tema che senz'altro richiede condivisione ma che certemente non puo' essere realizzato 'chiudendo le porte', come aveva fatto il precedente governo sottoscrivendo quella pregiudiziale".

Un plauso al Ministro dell'Universita' e Ricerca, Fabio Mussi, ma onde evitare litigi e polemiche sarebbe opportuno (da parte del Governo) metter in piedi un gruppo di lavoro per costruire con saggia mediazione una soluzione equilibrata sulla legge 40. E' quanto suggerisce il ginecologo Carlo Flamigni, dopo la presa di posizione del Ministro Mussi. "Piu' che litigi e polemiche sui giornali, si lasci parlare il buon senso e la buona volonta", due doti che "possono permettere di trovare soluzioni equilibrate su staminali e loro sperimentazione come sulla fecondazione assistita: abbiamo una legge sull'aborto, possiamo averne altre su altre materie".

continua
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →