Italia. Il ministro Mussi leva il sostengo alla dichiarazione etica contro le staminali embrionali (2)
continua Le reazioni
Medicina e Persona, associazione culturale di operatori sanitari attiva dal 1999, dichiara la propria "totale contrarieta'" alla decisione di Mussi di togliere l'Italia dal novero dei cinque paesi Ue opposti all'uso delle cellule staminali embrionali a fine di ricerca, definendola "inaccettabile sia nel merito, sia nel metodo. Nel merito perche' e' emerso dal dibattito scientifico e bioetico in occasione del referendum che sono possibili e sono in atto numerosi studi su cellule staminali non embrionali che appaiono idonee per eventuali utilizzi terapeutici, e alternative alla ricerca sugli embrioni. Dunque la presunta 'restrizione' alla ricerca che sarebbe operata dalla nostra legislazione, in realta' non sussiste, se non per chi usa la scienza a prescindere da ogni criterio etico. L'iniziativa del Ministro rappresenta l'ennesimo tentativo di strumentalizzazione ideologica: il vero motivo, sottaciuto, e' dimostrare che non c'e' piu' alcun limite dell'uomo alla propria autodeterminazione, alla propria sete di potere sulla vita e sulle cose, senza piu' rispetto per valori oggettivi e non manipolabili. Nel metodo, perche' e' del tutto scorretto e gravissimo atto di prevaricazione, che un ministro della Repubblica scavalchi con decisioni proprie e unilaterali, basate su convinzioni personali (o su lobbistiche pressioni esterne?), sia il sentire popolare ampiamente espresso in un recentissimo referendum, sia lo stesso Governo in carica".
Carlo Giovanardi, ex ministro del governo Berlusconi dell'Udc, definisce "gravissima e probabilmente illegittima" la decisione del ministro Fabio Mussi. Una fatto "gravissimo perche' ha cancellato unilateralmente una decisione del Parlamento italiano e una legge in vigore, sviando fondi indispensabili per la ricerca sulle cellule staminali adulte, che sono quelle applicative e che salvano la vita alle persone, per sviare questi finanziamenti sulle cellule staminali embrionali che, a parte le questioni etiche e morali, fino ad ora non avevano dato alcun risultato utile alla ricerca per i malati". Il parlamentare dichiara anche: "Nella civilissima e ordinata Olanda non soltanto si autorizza la soppressione dei bambini che non hanno una sufficiente qualita' della vita, ma si organizzano anche partiti di pedofili che inneggiano alla pornografia infantile ed all'abuso sessuale sui minorenni". L'ex ministro Udc sottolinea di aver "denunciato per tempo questo inaccettabile deriva che trasforma l'Europa in qualcosa in cui non ci riconosciamo. Purtroppo il Governo Prodi rimuove quei paletti morali e civili che il Governo Berlusconi aveva fissato con grande chiarezza, a cominciare dal divieto di ricerca sulle cellule staminali embrionali".
"Non e' vero che la maggior parte di chi voto' al referendum sulla legge 40 disse no all'utilizzo delle cellule staminali embrionali". A puntualizzare i termini del dibattito politico e' Rocco Berardo, vicesegretario dell'Associazione Luca Coscioni per la liberta' di ricerca scientifica, e membro della direzione nazionale della Rosa nel Pugno. "Si continua a sostenere, in modo anche un po' spudorato da parte di alcuni esponenti politici che l'apertura del ministro Mussi alla ricerca sulle cellule staminali, anche embrionali, sia in aperto contrasto con la volonta' popolare espressa nel recente referendum sulla fecondazione assistita. Spudorata perche' coloro che 'votarono' nel recente referendum sono stati in stragrande maggioranza a favore della lotta, iniziata e portata nell'agenda politica, di Luca Coscioni. Coloro che 'votarono' dissero infatti si' a una radicale riforma della legge 40, in particolare sui temi della ricerca. Oggi alcuni esponenti politici intenderebbero decidere cosa 'votarono' coloro che 'non votarono'. Insomma oltre al sabotaggio che hanno operato contro un istituto cosi' importante come quello referendario, vogliono anche far dire quel che altri non hanno detto. Il ministro Mussi, avra' sicuramente l'appoggio della maggioranza di scienziati, malati e cittadini".
"Il ministro Mussi ha dimostrato con il suo gesto quanto sia ideologica la sua posizione. Primo perche' disprezza il risultato di un referendum popolare sulla legge 40, massima espressione di democrazia. Secondo perche' le sperimentazioni ottenute su cellule staminali 'mature' hanno dato e stanno ottenendo ottimi risultati per le applicazioni mediche, tanto da essere inserite nel progetto di legge presentato da Francesco Rutelli, lo scorso anno, e condiviso anche da molti rappresentanti del centrodestra". Lo afferma Angelo Sanza di Fi, convinto che "sara' dura per i cattolici convivere nel nascente partito democratico. Attraverso la modifica delle modalita' procreative si vuole cambiare il modello di famiglia, del diritto ad esso collegato, la struttura della comunita' e, in ultima analisi, assieme ad un complesso di iniziative simili, il modello politico rappresentativo. In buona sostanza, gli sconfitti dalla storia come l'ex-post comunista Mussi cerca di far rientrare dalla finestra cio' che la storia ha fortunatamente fatto uscire dalla porta dell'Europa. E' un'iniziativa che va bloccata con tutti gli strumenti che la democrazia parlamentare mette a disposizione, cominciando col forte dissenso culturale e politico!".
"L'iniziativa del Ministro Mussi e' una forma di estrema attenzione al contesto generale in cui si trova il nostro Paese: non e' pensabile stare, nella Ue, con Germania, Austria e Polonia a bloccare la ricerca sulle cellule staminali embrionali". E' quanto sostiene il biologo Carlo Alberto Redi, ordinario di Zoologia e Biologia dello Sviluppo all'Universita' di Pavia e membro della Commissione Nazionale di Studio sulla utilizzazione delle cellule staminali a fini terapeutici presieduta a suo tempo dal Premio Nobel per la Medicina, Renato Dulbecco. "L'Italia con la presa di posizione del Ministro ha dimostrato sensibilita' alla ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali fermo restando la legge 40". Ed in merito proprio alla legge 40/05, sulla fecondazione assistita, il biologo, socio onorario della Societa' Genetica del Cile, avverte, "ci dovrebbe essere da parte del mondo cattolico sensibilita' ed intelligenza per consentire l'utilizzazione degli embrioni crioconservati, quelli sovrannumerari, destinati a morte certa, per la ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali".
E sull'argomento interviene infine la Consulta di Bioetica che esprime "soddisfazione" per la posizione del Ministro Mussi: "il ritiro dell'Italia dal veto - dice il Presidente Maurizio Mori - alla ricerca europea sulle staminali, rappresenta un segnale forte atteso dagli italiani, una scelta di civilta' che restituisce respiro alle attivita' di ricerca". Con questa apertura, "il Governo fornisce buona prova di se' per l'innovazione del paese riportandoci nell'Europa che traina la ricerca e il progresso della scienza".
"Siamo convinti che i valori etici e morali siano i confini entro cui lo Stato laico abbia il dovere di portare avanti la ricerca scientifica, per il miglioramento della salute dei cittadini, della tutela della vita e dell'aspirazione al progresso e alla crescita". Lo ha dichiarato Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Italia dei valori. "Pertanto concordiamo con la scelta del ministro Mussi sul ritiro della firma dell'Italia a livello europeo alla pregiudiziale etica sulla ricerca sulle staminali, che non comporta una modifica della legge 40, di cui invece si discutera' a livello collegiale, ma non impedisce all'Italia di appoggiare la ricerca in altri paesi, facendola uscire da quella minoranza di blocco in cui si era venuta a trovare a livello europeo".
"Mussi ha fatto benissimo a ritirare la firma dalla 'pregiudiziale etica' che isolava l'Italia in Europa, relegandola in uno sparuto gruppetto di nazioni contrarie alla ricerca sugli embrioni e ha il pieno sostegno della Rosa nel Pugno". E' la posizione di Enrico Boselli, secondo il quale "la decisione di Mussi puo' aiutarci a destinare alla ricerca le cellule staminali ricavate dagli embrioni sovranumerari che sarebbero destinati altrimenti a finire nella spazzatura. Non possiamo che essere contenti se questa decisione puo' servire a riaprire il dibattito sulla legge 40, una legge oscurantista e profondamente sbagliata. Ed e' un peccato che autorevoli esponenti dell'opposizione, a cominciare da Casini, continuino a sostenere che Mussi sarebbe andato contro una legge confermata anche da un referendum. E' vero esattamente il contrario. Il referendum era abrogativo e falli' per insufficienza di votanti ma chi voto', si espresse nella stragrande maggioranza a favore dell'uso delle cellule staminali".
"La decisione del Ministro Mussi di sfilare l'Italia dal fronte dei Paesi che si oppongono alla finanziabilita' della ricerca sulle staminali embrionali non e' soltanto una ottima notizia per il mondo della ricerca europea. Si tratta anche di una decisione ineccepibile da un punto di vista formale". Lo affermano, in una nota congiunta, i co-Presidenti dell'Associazione Coscioni, Piergiorgio Strata, Gilberto Corbellini, Maria Antonietta Coscioni, Piero Welby. "Infatti i progetti di ricerca che utilizzano le cellule staminali embrionali sono gia' finanziati dall'Unione europea (ce ne sono attualmente 8 finanziati, piu' altri in via di finanziamento); non e' vero che tale ricerca e' vietata in Italia; nel nostro Paese e' vietato dalla legge 40 estrarre le linee cellulari dagli embrioni, ma non e' vietata la ricerca su linee cellulari importate dall'estero; non essendo in alcun modo violata la legge 40, ne' autorizzato in sede europea qualcosa di contraddittorio con la legge 40, non ha alcun senso invocare il rispetto di quella legge; ancora meno senso ha il richiamo, fatto da autorevolissime fonti del blocco proibizionista, al rispetto dell'esito referendario: come tutti sanno, infatti, il referendum, non avendo raggiunto il quorum, e' semplicemente nullo. Come associazione Coscioni, ci auguriamo, naturalmente, che anche la legge 40 possa essere presto riformata, sia per autorizzare l'estrazione di linee cellulari di origine embrionaria (ottenute da embrioni sovrannumerari o attraverso la tecnica della cosiddetta clonazione terapeutica) sia per eliminare le irragionevoli proibizioni e restrizioni al ricorso alla fecondazione assistita. Ma questa e' altra cosa rispetto alla benvenuta decisione del Ministro Mussi".
"Il Governo del Paese e un Ministro della Repubblica dovrebbero rispettare l'esito incontestabile del referendum sulla legge 40, rispettando la volonta' del popolo italiano". Lo afferma Sveva Dalmasso, presidente del Gruppo Per la Lombardia, consigliere regionale, promotrice lo scorso anno del comitato di consiglieri e assessori regionali per l'astensione al referendum sulla legge 40. "Con responsabilita', non recandosi in massa alle urne i cittadini italiani hanno mostrato al di la' di ogni ragionevole dubbio di voler mantenere nell'ordinamento giuridico prescrizioni e limiti chiari nei campi eticamente sensibili della fecondazione artificiale e della ricerca scientifica. Come abbiamo detto nel corso della campagna per l'astensione al Referendum, la legge 40 va difesa non perche' e' perfetta, tanto meno perche' e' una legge 'vaticana', ma perche' ha messo fine ad un pericoloso vuoto normativo, tutelando la dignita' della persona umana e della vita nascente. Senza voler entrare nel merito del dibattito scientifico sembra conforme agli indirizzi espressi dal Parlamento e dal popolo italiano, la volonta' politica di sostenere con tutte le risorse disponibili le ricerche sulle cellule staminali adulte, come a suo tempo proposto anche dall'On. Rutelli, ora vicepresidente del Consiglio".
"Intervenire su questa materia e' difficile e credo che un atteggiamento prudente, cosi' come suggerito da Prodi, avrebbe evitato la confusione di queste ore'. Lo dice Renzo Lusetti, parlamentare dell'Ulivo. "La decisione del ministro Mussi, che personalmente trovo sbagliata nel merito e nel metodo, va ad incidere in un dibattito etico ancora aperto in Italia e che fa discutere, nonostante la legge 40 e l'esito del referendum abbiano chiaramente indicato il sentire degli italiani: e' stato deciso che il diritto alla vita non e' un diritto negoziabile. Mussi ha poi completamente ignorato che sui temi etici prevale ancora la liberta' di coscienza e che la sperimentazione sugli embrioni non e' ammessa dalla legge 40".
"I fondi europei devono sostenere tutte quelle ricerche che possono dare risultati e nuove speranze per la salute umana, ma tali ricerche devono rispettare il valore assoluto della vita". Lo dichiara l'eurodeputato della Margherita Patrizia Toia, che afferma di non condividere "la posizione assunta dal ministro Fabio Mussi. Devono avere totale priorita' le ricerche che impegnano cellule staminali adulte e ogni altra possibile alternativa che oggi esiste, senza pero' utilizzare e distruggere embrioni. In relazione alla decisione assunta dal ministro Mussi, spiace che tale passaggio in un campo cosi' importante e sensibile non sia stata preceduto da un adeguato dibattito in sede politica, culturale e scientifica. La precedente posizione assunta dall'Italia nell'ambito del Consiglio Ue non impediva agli altri paesi di effettuare loro ricerche in tale ambito, ma si riferiva all'utilizzo dei fondi comunitari. Personalmente proseguiro' a difendere tale posizione in sede di Parlamento Europeo, in linea con la normativa italiana e assegnando peso e voce politica a quella che si e' rivelata la sensibilita' prevalente della nostra opinione pubblica. Il Parlamento Europeo, infatti, sta discutendo del VII Programma quadro per la ricerca. Siamo, ovviamente, tutti d'accordo nel vietare ricerche sulla clonazione umana a fini riproduttivi, sulla modifica sul patrimonio genetico e ricerche mirate a creare embrioni umani solamente per produrre cellule staminali. Ma la posizione che io, con altri colleghi, sostengo e' contraria anche all'utilizzo delle cellule staminali embrionali con il rischio che si producano (e si continuino a produrre) embrioni ad hoc al solo scopo di impiegarli (distruggendoli) nella ricerca: e' altissimo il rischio che si sfugga ad ogni controllo. Per questo ritengo auspicabile l'applicazione del 'principio di precauzione'. C'e' poi un aspetto ulteriore che la Commissione giuridica del Parlamento ha affrontato prendendo posizione affinche' gli Stati membri, in cui certe attivita' di ricerca sono vietate, non si trovino 'costretti' a finanziare indirettamente in altri Stati tali esperimenti attraverso i loro contributi al bilancio dell'Unione. Cio' in coerenza con il fondamentale principio di sussidiarieta'".
Il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha scritto due lettere identiche al Presidente del Consiglio Romano Prodi ed al leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi, per invitare i Governi a rimettersi alle scelte del Parlamento sui temi eticamente sensibili, come divorzio, aborto, ricerca sugli embrioni.
Caro Prodi scrivo a te, quale Presidente leader de L'Unione e Presidente del Consiglio dei Ministri, e scrivo anche una analoga lettera all'onorevole Silvio Berlusconi, quale leader della Casa delle Liberta', per interessarti da cattolico, da democratico e da cattolico-liberale ad un problema, che non e' solo politico, ma che riguarda la societa' civile del nostro Paese, religiosamente pacificata in forma democratica dalla Costituzione della Repubblica e dai successivi accordi tra la Santa Sede e la Repubblica italiana promossi dal Governo presieduto dal socialista On. Bettino Craxi, dopo lunghi decenni di contrapposizione tra cattolici e laicisti, e dopo un lungo periodo di predominio politico, culturale e sociale dell'anticlericalismo, determinato anche da dolorosi errori della Chiesa, con le sue condanne del cattolicesimo liberale e del sistema di liberta' civili e politiche proprio del modello di Stato costituzionale affermatosi nel secolo XIX.
Il problema di cui ti interesso e' quello della trattazione e della decisione in Parlamento delle cosi' dette materie eticamente sensibili, e della posizione del Governo nei confronti di esse, ad evitare nel Parlamento e nel Paese 'guerre di religione' tra cattolici e laici che credono nei valori tradizionali della cultura cristiana e dell'ordine naturale, classicamente inteso, da una parte ed agnostici e laicisti dall'altra parte. Il problema e' stato posto con drammatica attualita' dalla posizione assunta a nome del Governo italiano dal ministro dell'Universita' e Ricerca onorevole Fabio Mussi, che ha mutato in sede di Unione Europea la posizione gia' assunta dall'Italia, insieme agli altri paesi del 'gruppo di blocco' : Austria, Germania, allora governata dal governo 'rosso-verde' del Cancelliere Schroeder - Nazione memore delle criminali sperimentazioni della scienza nazista -, Polonia, Malta e Slovacchia, il sostegno alla dichiarazione etica in materia di ricerca sulle cellule staminali e sulla sperimentazione sull'embrione umano.
Personalmente respingo la posizione assunta a nome del Governo Italiano dal ministro Mussi, come cattolico certo, ma anche come democratico, perche' in aperta contraddizione al recente ed amplissimo risultato negativo di alcuni referendum proposti per l'abrogazione di norme della legge sulla fecondazione assistita, legge che era stato il frutto di un prudente confronto ed accordo in Parlamento. La Repubblica italiana e' uno Stato laico, ed e' certo competenza del Parlamento approvare le leggi, ed al Governo proporle, cosi' come esprimere la posizione del Paese nelle sedi internazionali e comunitarie, senza intromissioni di altri soggetti, chiesa e confessioni religiose comprese. Ma in uno Stato nel quale vige la liberta' religiosa dei cittadini e la liberta' dei soggetti ecclesiali e religiosi, quale e' il nostro, nonche' nel diritto internazionale ecclesiastico, non costituiscono certo 'inframmettenze' le dichiarazioni della chiese e delle confessioni religiose e le loro direttive nell'ambito dei propri ordinamenti a coloro che ad esse appartengono. anche in materie soggette alle decisioni dei parlamenti e dei governi civili; ed e' poi certo sempre garantita la liberta' dei cittadini, compresi i membri del Parlamento, di conformare le proprie decisioni ai propri sistemi di valori ed alla propria coscienza, anche nella libera obbedienza all'insegnamento ed alle direttive della chiesa e delle comunita' religiosa cui essi appartengano.
Il pluralismo proprio dello Stato laico e democratico, non puo' certo significare la "fondazione" alla base di esso di una 'eticita' statale laicista', di fronte alla quale dovrebbero cedere i diritti di liberta' religiosa e di pensiero ed il primato della coscienza individuale.
Al fine di evitare 'guerre di religione ed anche strumentalizzazioni politiche di parte dei valori religiosi ed etici, sono qui a proporre da democratico e da cattolico liberale, che nelle materie 'eticamente sensibili': eventuale tutela giuridica dei diritti, prerogative e facolta' delle persone che, anche non eterosessuali vivono in unioni di fatto e forme di essa, ricerca scientifica sulle cellule staminali, ricerca su gli embrioni umani, forme e modi di assistenza alla procreazione, disciplina ulteriore del divorzio e dell'aborto 'et similia', il Governo della Repubblica, quale governo di tutti gli italiani, si astenga dal formulare proposte o prendere iniziative, e si rimetta interamente al Parlamento, 'sovrano legale' dello Stato repubblicano; che le coalizioni ed i partiti che le formano, della maggioranza e dell'opposizione, salvo il loro diritto di prendere iniziative e di formulare proposte, si astengano da obbligare con vincolo di disciplina ad una adesione ad esse, anche in sede di eventuali votazioni parlamentari, i propri appartenenti; e che dopo un sereno e costruttivo confronto, sia rispettato e garantito, anche nei confronti di soluzioni che ne siano eventualmente frutto, sempre e comunque, anche sotto il profilo della disciplina di gruppo, piena liberta' di voto ai propri parlamentari.
Ritengo che un eventuale consenso su questi principi tra Governo, maggioranza ed opposizione, costituirebbe un primo ma decisivo passo verso un confronto ed una piena reciproca legittimazione nel Parlamento e nel Paese. Con viva cordialita' ed amicizia.
"Una scelta di civilta' che riporta l'Italia nell'Europa della ricerca". Cosi' la Consulta di Bioetica onlus di Milano esprime soddisfazione per le dichiarazioni di Fabio Mussi. "Il ritiro dell'Italia dal 'veto' alla ricerca europea sulle cellule staminali rappresenta un segnale forte atteso dagli italiani, una scelta di civilta' che restituisce respiro alle attivita' di ricerca". La Consulta di Bioetica onlus "coglie l'occasione per ribadire come l'etica non vada intesa quale una serie di no, quanto, piuttosto, un insieme di norme e valori che consentono l'aumento di conoscenze e felicita', nel rispetto della liberta' e dignita' di tutti. Con questa apertura, il Governo fornisce buona prova di se' per l'innovazione del Paese, riportandoci nell'Europa che traina la ricerca e il progresso della scienza".
"Un ministro puo' legittimamente avere le sue idee, ma quando prende posizioni ufficiali specie in ambito internazionale, deve garantire la rappresentanza del proprio Paese. Il ministro Mussi, in sede Ue, ha smentito la volonta' del popolo italiano". E' il commento del Forum delle associazioni familiari alla scelta italiana di ritirare la "pregiudiziale etica" sui finanziamenti alle ricerche sulle staminali embrionali. "Gli italiani hanno espresso senza dubbio di sorta la propria volonta' in materia. Meno di un italiano su cinque, nel referendum dello scorso anno, si e' infatti pronunciato per la modifica della legge 40 sulla fecondazione artificiale. Ed uno dei punti piu' dibattuti era proprio quello riguardante le cellule staminali embrionali. Il ministro Mussi ha invece agito in senso esattamente opposto, incurante delle indicazioni chiare ed evidenti ricevute, neppure un anno fa, anche da larga parte dei suoi elettori. Le famiglie italiane chiedono al governo nella sua collegialita' di esprimersi sulla scelta del ministro Mussi: si tratta di una scelta condivisa o di una inopinata ed infelice iniziativa personale? Abbiamo almeno il diritto di sapere chi e perche' calpesta la volonta' popolare".
"La decisione presa ieri dal Ministro Fabio Mussi e' sacrosanta e ragionevole: se l'Italia, in materia di ricerca sulle staminali embrionali, 'non fa', non puo' pero' perfino pretendere di 'non far fare' agli altri, ponendo il veto sui fondi Ue per la ricerca". Lo dichiaria Daniele Capezzone, della segreteria Rnp. "Quanto alla legge 40 (questione separata dalla decisione di ieri di Mussi), per noi della Rosa nel pugno una sua radicale modifica resta una priorita', come testimoniano le due proposte (rispettivamente, a prime firme Turci e Cappato) presentate a inizio legislatura. E' la battaglia di Luca Coscioni che prosegue, ed e' la battaglia dell'Associazione che porta il suo nome, e a cui i radicali, i laici, i liberali e i socialisti della Rosa nel pugno vogliono contribuire. Oggi l'Italia ha la legge piu' arretrata di tutto l'Occidente (qualcosa di simile c'e' solo in Costarica), e quando verra' una speranza (sottolineo: una speranza) di cura e di guarigione per milioni di malati, gli italiani ricchi andranno all'estero, mentre i poveri rimarranno qui con il loro problema, o il loro dramma".
IL QUESTION TIME
Duello a Montecitorio tra Francesco Rutelli e Pier FerdinandoCasini nel corso del question time sulla decisione del ministro Fabio Mussi di ritirare la pregiudiziale italiana, in ambito europeo, sull'utilizzo delle cellule staminali nella ricerca.
Il vicepresidente del Consiglio, rispondendo ad una interrogazione dell'Udc, ha spiegato che la normativa italiana in vigore sulla legge 40 "non cambia", e che su "materie sensibili, rilevati e di delicatezza etica, sara' un orientamento collegiale ad esprimere la posizione della maggioranza e del governo". Rutelli ha definito la questione "estremamente delicata", ed ha sottolineato che a suo avviso "e' sconsigliabile decidere a maggioranza e che ci sia una posizione unitaria dell'Europa, proprio perche' e' evidente che le legislazioni nazionali sono differenti da paese a paese".
Secca la replica dell'ex presidente della Camera, che definisce la scelta del governo "molto grave: il ministro Mussi deve rispettare la legge. Prendo atto -rivolgendosi direttamente a Rutelli- che lei nella veste di vicepremier non ha difeso la decisione di Mussi". Il leader dell'Udc ha poi spiegato: "noi non intendiamo bloccare la ricerca ma vogliamo una ricerca che rispetti la vita e che si incanali su binari etici".
Il presidente dei deputati dell'Udc, Luca Volonte' , aggiunge: "Il fatto che il governo abbia sconfessato il ministro Mussi sta a significare che la legge 40 va applicata e che la volonta' popolare va rispettata".
Anche secondo Maurizio Gasparri di An Rutelli ha "contraddetto Mussi: prendiamo atto del grande imbarazzo che ha colto il vicepresidente del Consiglio Rutelli che, non rispondendo alla domanda relativa alla posizione del governo sulla ricerca sulle staminali, ha di fatto contraddetto la posizione dell'outsider ministro Mussi".
Forza Italia denuncia invece il silenzio di Romano Prodi: "Il blitz del ministro Mussi - spiega Isabella Bertolini - ha mandato nel caos la baracca del centro sinistra. Prodi, anche oggi, si distingue per il suo fragoroso silenzio. Conta meno di zero. Ormai e' una figura patetica".
Quella del ministro "e' un'iniziativa che va bloccata con tutti gli strumenti che la democrazia parlamentare mette a disposizione, cominciando con il forte dissenso culturale e politico" dice Angelo Sanza di Forza Italia che pronostica: "Sara' dura per i cattolici convivere nel nascente partito democratico". Alfredo Mantovano di An ricalca la posizione di Casini: "Quella di Rutelli e' in realta' una non risposta: risulta chiaro solo che il ministro Mussi ha fatto tutto da solo e non ha consultato il governo di cui fa parte. Resta pero' in piedi il seguente interrogativo: proprio perche' in Italia esiste la legge che vieta la distruzione degli embrioni per scopi di ricerca e il Consiglio dei ministri non ha affrontato collegialmente la questione, la decisione di Mussi di ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica conforme a quel divieto e' confermata o no?".
La Cdl e' compatta nel criticare la posizione del ministro al quale arrivano critiche dal suo stesso schieramento: "Intervenire su questa materia e' difficile e credo che un atteggiamento prudente, cosi' come suggerito da Prodi, avrebbe evitato la confusione di queste ore. La decisione del ministro Mussi, che personalmente trovo sbagliata nel merito e nel metodo, va ad incidere in un dibattito etico ancora aperto in Italia e che fa discutere, nonostante la legge 40 e l'esito del referendum abbiano chiaramente indicato il sentire degli italiani: e' stato deciso che il diritto alla vita non e' un diritto negoziabile" - afferma Renzo Lusetti, della Margherita - Mussi ha poi completamente ignorato che sui temi etici prevale ancora la liberta' di coscienza e che la sperimentazione sugli embrioni non e' ammessa dalla legge 40". Dalla parte del ministro si schierano invece i Verdi e la Rosa nel pugno. "Non possiamo che essere contenti se questa decisione puo' servire a riaprire il dibattito sulla legge 40, una legge oscurantista e profondamente sbagliata - dice Enrico Boselli -. Ed e' un peccato che autorevoli esponenti dell'opposizione, a cominciare da Casini, continuino a sostenere che Mussi sarebbe andato contro una legge confermata anche da un referendum. e' vero esattamente il contrario. Il referendum era abrogativo e falli' per insufficienza di votanti ma chi voto', si espresse nella stragrande maggioranza a favore dell'uso delle cellule staminali".
L'ala radicale della coalizione di maggioranza spinge dunque per superare non solo la dichiarazione etica ma anche la legge 40 sulla procreazione assistita. Il Pdci concorda con la posizione del ministro diessino: "E' stato coraggioso - spiega Marco Rizzo - La ricerca deve essere libera ed autonoma, e non subalterna a concezione religiose".
Sulla stessa linea il segretario dei Radicali Italiani, Daniele Capezzone, secondo il quale la decisione di Mussi "e' sacrosanta e ragionevole: se l'Italia, in materia di ricerca sulle staminali embrionali, non fa, non puo', pero', perfino pretendere di 'non far fare' agli altri, ponendo il veto sui fondi Ue per la ricerca".
Una linea che trova la dura opposizione del centrodestra: da un gruppo di senatori della Cdl arriva, infatti, una mozione che impegna "il governo a ridare l'assenso dell'Italia" alla dichiarazione dei principi etici nonche' a non votare in sede europea direttive, decisioni o provvedimenti in contrasto con la legislazione vigente in tale materia e in particolare con i principi ispiratori della legge 40". La mozione impegna inoltre "il governo a non assumere iniziative e a non prendere decisioni senza un preventivo mandato parlamentare".
Mussi e' tornato a parlare per spiegare la sua decisione: "Io ho espresso a Bruxelles una posizione alla quale credo profondamente. Una posizione che non tocca la legge 40 e le regole comunitarie che rispettano le restrizioni nazionali, come ha ribadito anche il voto della Commissione del Parlamento europeo". E' quanto dichiara Fabio Mussi, ministro dell'Universita' e della Ricerca in seguito alle polemiche sulle cellule staminali embrionali. "Non mi sembrava giusto confermare la posizione del governo Berlusconi, che poneva l'Italia in una 'minoranza di blocco', capace di impedire il finanziamento della ricerca in altri paesi. Naturalmente i passi successivi spettano al governo nella sua collegialita' e al parlamento italiano"
"Ancor prima del disprezzo per l'embrione, il neo ministro Fabio Mussi dimostra un profondo disprezzo per i cittadini italiani che, in larga maggioranza, hanno bocciato meno un anno fa un referendum teso a modificare la legge sulla fecondazione assistita nel senso di utilizzare gli embrioni per la sperimentazione scientifica". Cosi' Patrizia Paoletti Tangheroni di Forza Italia, commenta le dichiarazioni del ministro Mussi. "Ritirare l'Italia dai sottoscrittori della Dichiarazione etica dell'UE, significa ignorare che esiste una normativa precisa votata nel Parlamento italiano, oltretutto con voto trasversale, confermata successivamente da un referendum. Una brutta iniziativa, che pone il nostro paese in una situazione ridicola in Europa. Oggi il vice premier Rutelli rettifica il tiro, ma in modo vago, che certamente non chiarisce il merito perche' nessuno ha compreso come andranno a finire le cose in Europa, ovvero siamo ancora nel novero dei sottoscrittori oppure no? La risposta data al question time dell'on. Rutelli non ci rassicura neppure sul metodo dell'uscita del ministro Mussi: perche', a quanto pare, i ministri del nuovo governo assumono decisioni non confrontate ne' concordate".
"Speriamo che sia davvero questa l'occasione, auspicata da piu' parti, per aprire nel nostro paese un dibattito sulla legge 40 e i suoi inaccettabili divieti, legge da rivedere anche secondo autorevoli esponenti del centro destra". Questo l'auspicio della deputata Ds, Katia Zanotti. "Anche dentro l'Ulivo il confronto e' ormai improcrastinabile su temi che premono inevitabilmente sull'agenda politica e rispetto ai quali ci sono, come e' noto, posizioni anche radicalmente diverse. E' indubbio che non aiutano al confronto i richiami burocratici ai modi delle decisioni o addirittura le minacce di barricate". Sulle polemiche scatenate dalla decisione di Mussi, Zanotti aggiunge che un "polverone c'era da aspettarselo", ma che "piu' sorprendente e' il tono di quanti ritengono di essere, ancora una volta, i portatori della verita' assoluta, con grave sprezzo per il mondo della ricerca e della scienza". Sui temi etici e le scelte che ne conseguono, in politica "il richiamo ai valori di parte non aiuta soprattutto chi, malato, ripone tutte le sue speranze nello sviluppo della ricerca scientifica. Anche quella sulle cellule staminali embrionali, bloccata in Italia da una legge etica di parte e in Europa dal 'pregiudizio' di un gruppo di Stati di cui faceva parte l'Italia".
Sulle cellule staminali "non condivido le posizioni assunte da Mussi" ha dichiarato l'eurodeputato della Margherita Patrizia Toia, aggiungendo: "spiace che, da parte del ministro, tale passaggio in un campo cosi' importante e sensibile non sia stato preceduto da un adeguato dibattito in sede politica, culturale, scientifica". Toia, ricordando di aver "gia' votato contro il compromesso in commissione Industria, Ricerca ed Energia" e spiegando che "anche in Parlamento continuero' coerentemente a mantenere la mia posizione", spiega: "i fondi europei devono sostenere tutte quelle ricerche che possono dare risultati e nuove speranze per la salute umana, ma tali ricerche devono rispettare il valore assoluto della vita. Ecco perche' devono avere totale priorita' le ricerche che impegnano cellule staminali adulte e ogni altra possibile alternativa oggi esistente, senza pero' utilizzare e distruggere embrioni. La posizione che io e altri colleghi sosteniamo - precisa Toia riferendosi alla discussione europea sul VII Programma Quadro per la Ricerca - e' contraria all'utilizzo delle cellule staminali embrionali con il rischio che si producano, e si continuino a produrre, embrioni ad hoc, al solo scopo di impiegarli (distruggendoli) nella ricerca: e' altissimo il rischio che si sfugga a ogni controllo. Per questo ritengo auspicabile l'applicazione del principio di precauzione".
Infine "c'e' un aspetto ulteriore, che la commissione Giuridica del Parlamento ha affrontato, prendendo posizione affinche' gli stati membri, in cui certe attivita' di ricerca sono vietate, non si trovino costretti a finanziare indirettamente in altri Stati tali esperimenti attraverso i loro contributi al bilancio dell'Unione. Cio' in coerenza con il fondamentale principio di sussidiarieta".
"Estremamente inopportuna l'iniziativa sulle cellule staminali di Mussi, autorevole esponente del centro sinistra". Questo il commento di Enrico La Loggia, deputato di Forza Italia e membro del comitato Scienza e Vita. "Dopo la legge approvata in Italia e sottoposta a referendum, che ne ha confermato la validita', mi aspetto che i cattolici all'interno del centro sinistra sappiano reagire adeguatamente cosi' come mi aspetto che Prodi a nome della maggioranza chiarisca qual e' la linea che vogliono tenere su questo argomento".
"La decisione di ritirare la 'pregiudiziale etica' sul finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e' la perfetta dimostrazione del metodo dirigista della nuova compagine di governo che in questo modo eredita i vecchi vizi del comunismo". E' il commento di Pietro Macconi, presidente della commissione Sanita' della Regione Lombardia di Alleanza Nazionale in merito all'annuncio del ministro Fabio Mussi del ritiro della firma dalla dichiarazione etica con cui cinque Stati membri avevano esposto una posizione contraria alla ricerca sulle cellule embrionali staminali. "Uno dei punti del recente referendum sulla legge 40 relativa alla fecondazione artificiale riguardava proprio le cellule staminali embrionali. E sull'argomento gli italiani hanno espresso chiaramente la loro decisione di non procedere a sperimentazioni. Aprire questo nuovo fronte contrasta con la volonta' popolare che, a quanto pare, per la sinistra rappresenta nient'altro che carta straccia. Il fatto che Rutelli abbia assicurato che la legge italiana in materia di cellule staminali non sara' cambiata non rassicura a sufficienza, ma fa pensare piuttosto a un gioco delle parti il cui obiettivo e' sondare l'umore della gente".
"Il fatto che il governo abbia sconfessato il ministro Mussi, su quanto dichiarato ieri, sta a significare che la legge 40 va applicata e che la volonta' popolare va rispettata". Lo dichiara il capogruppo Udc alla Camera, onorevole Luca Volonte'. "Del resto, l'art. 14, comma 1, della legge n. 40/04 vieta la sperimentazione sugli embrioni umani e il Referendum del 12 e 13 giugno 2005 aveva ribadito il benestare degli italiani alla legge 40. Perche' insistere ancora con queste tecniche di ricerca, orrende e assassine, quando gli unici risultati finora attendibili sono venuti dall'utilizzo di quelle adulte o da sangue di cordone ombelicale? Perche', nonostante il 74,1% degli italiani abbia detto che la legge 40 va bene cosi' com'e', qualcuno insiste ancora su questo tipo di ricerche? Perche' si insiste con una tecnica che uccide un uomo sperando di salvarne un altro? Il governo ha detto che la legislazione non cambia. Tuttavia lo stesso governo deve decidere se firmare nuovamente il patto etico o meno. Rimane il fatto che il ritiro dell'adesione italiana, da parte di Mussi, costituisce un grave pregiudizio verso ricercatori e malati italiani ,che avranno meno fondi per la loro ricerca sulle staminali adulte. E' lecito attendersi che, su questi temi, non ci sia il balbettio dimostrato oggi, piuttosto una posizione chiara e inequivoca in conformita' con la volonta' popolare espressa nel referendum di un anno fa".
"Prendiamo atto del grande imbarazzo che ha colto il vicepresidente del Consiglio Rutelli che, non rispondendo alla domanda relativa alla posizione del governo sulla ricerca sulle staminali, ha di fatto contraddetto la posizione dell'outsider ministro Mussi". Lo dichiara Maurizio Gasparri dell'esecutivo politico di Alleanza Nazionale. "Arrampicarsi sugli specchi non serve. E' ormai chiaro a tutti che questo e' il governo della confusione, mosso solo da una grande ansia di prestazione da parte dei suoi esponenti. Rutelli fa il reticente, prova ad eludere la domanda dicendo che non sara' modificata la legge 40, approvata anche con i voti della Margherita, ma il risultato non cambia. Questo e' un governo delle grandi contraddizioni, in cui c'e' chi preme per salvaguardare valori sacrosanti come la vita e chi, invece, ne da un significato a fase alternata".
"Fa bene il vicepremier Francesco Rutelli a prendere le distanze dal ministro Mussi sul delicato problema sulla ricerca sulle staminali". Lo dice il senatore di An Learco Saporito. "Mussi probabilmente non ha presente che la volonta' del popolo italiano si e' espressa su questo delicato tema in maniera quasi plebiscitaria a difesa della vita e cio' e' un vincolo non solo per il Parlamento ma anche per il governo. Mussi non puo' non tener conto della volonta' popolare che si e' espressa in modo esattamente contrario rispetto a quello che Mussi ha tenuto a Bruxelles".
"Ha fatto bene il vicepresidente Francesco Rutelli a dare garanzie alla Camera dei Deputati rispetto al fatto che la normativa italiana sulla ricerca delle staminali non deve essere violata e che qualsiasi scelta in questo campo deve passare per orientamenti attenti e meditati". Lo ha ha dichiarato l'onorevole Gianni Alemanno di Alleanza Nazionale. "Importante, inoltre e' che queste scelte cosi' delicate siano adottate in maniera collegiale, investendo non solo il Governo ma tutto il Parlamento".
"Un dato di fatto: il vice-premier Rutelli ha sconfessato il ministro Mussi che si era avventurato, con le sue esternazioni, su un campo delicatissimo e minatissimo, quello delle cellule staminali. Su questi temi ci vuole il massimo della prudenza, dell'accortezza e della saggezza, evitando il piu' possibile incursioni pericolose e avventuristiche, altrimenti il rischio e' quello di farne delle crociate". Lo dichiara il segretario della Democrazia Cristiana Gianfranco Rotondi.
"Prendiamo atto che il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, parlando dinnanzi al Parlamento a nome del governo, ha sostanzialmente sconfessato il colpo di mano, l'inaccettabile strappo operato dal ministro della Ricerca e dell'universita', Fabio Mussi, dicendo, in pratica, che si e' trattato di un gesto compiuto a titolo personale, non discendente da un orientamento e da una posizione collegiale e ufficiale dell'esecutivo". Lo dichiara l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della Famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito, commentando la risposta che il vicepremier Francesco Rutelli ha dato al question time della Camera. "Il governo, pero' non puo' pensare di cavarsela cosi', assicurando, bonta' sua, che una legge dello Stato ratificata dall'80 per cento degli italiani in una consultazione referendaria, resta in vigore. Deve muoversi coerentemente e conseguentemente, facendo si' che il ministro Mussi torni sui propri passi e confermi il 'no' dell'Italia al finanziamento della vivisezione sull'uomo, che mai puo' essere trasformato in cavia, nemmeno per ragioni di quattrini. Altrimenti, di fatto viene calpestata la legge 40, la volonta' popolare espressasi in maniera chiara e inequivocabile alle urne e, quindi, la stessa democrazia. Quanto all'Ue noi, con la legge 40, una normativa che non e' strumento dei piu' forti, ma si ispira, al contrario, al rispetto dei diritti dei piu' deboli tra i deboli, cioe' i bambini non ancora nati, abbiamo la possibilita' di costruire la vera Europa. Abbiamo la possibilita' di essere il faro, la stella polare del vecchio continente, indicandogli la rotta invece di farcela indicare. E la rotta e' investire, finanziandola, nella ricerca sulle cellule staminali non embrionali, le uniche che, a tutt'oggi, hanno dimostrato di poter curare e guarire l'uomo. In tutto questo notiamo ancora una volta l'assenza, la latitanza e l'assordante silenzio di Prodi, che si conferma cattolico 'adulto' e presidente del Consiglio non in grado di assumersi quegli oneri e quelle responsabilita' proprie del suo ufficio".
I senatori dell'Udc hanno presentato una mozione con la quale inviano il ministro dell'Universita' e della ricerca, Fabio Mussi, a desistere dalla decisione. Nel documento si premette che "considerata la scelta del Ministro della Universita' e ricerca On. Fabio Mussi di ritirare l'adesione dell'Italia alla dichiarazione dei principi etici gia' sottoscritta dal nostro governo nel novembre 2005 insieme con Germania, Polonia, Austria e Slovacchia. Valutato che tale decisione e' in evidente contrasto con la legislazione italiana vigente ed in modo particolare con la legge 40 del 2004 confermata dalla pronuncia referendaria del 12 giugno 2005. Considerata l'importanza etico-politica di quella dichiarazione, che vede una significativa convergenza con le posizioni della Germania allora governata da una maggioranza socialdemocratica sotto la guida di Gerhard Schroeder e tuttavia particolarmente sensibile, dopo essere passata attraverso l'esperienza barbarica nazional-socialista, alle ragioni della vita e della difesa della dignita' umana; considerato che decisioni di tale portata non possono essere assunte su personale iniziativa da un singolo ministro; sottolineato altresi' che la recente legge 11 del 4 febbraio 2005 sulla partecipazione dell'Italia alla Unione Europea, ha rafforzato le prerogative del Parlamento e i suoi poteri di controllo sulle politiche comunitarie". Si chiede al governo di "ripristinare la situazione precedente e a ridare l'assenso dell'Italia alla sopracitata dichiarazione dei principi etici nonche' a non votare in sede europea direttive, decisioni o provvedimenti in contrasto con la legislazione vigente in tale materia e in particolare con i principi ispiratori della legge 40". Altresi' viene chiesto al Governo di "non assumere iniziative e a non prendere decisioni senza un preventivo mandato parlamentare" in materia. Primo firmatario Rocco Buttiglione che: "invita tutti i cattolici, in particolare quelli della Margherita, e senatori a vita, come Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Emilio Colombo, a ritrovare una forte unita' a difesa della vita al di la' degli schieramenti e delle diverse posizioni politiche".
Sul ritiro del "no" italiano ai finanziamenti europei sulla ricerca su cellule staminali embrionali e' stato chiesto il question time dalle senatrici di Forza Italia Laura Bianconi e Maria Burani Procaccini. Ritenendo "un fatto gravissimo che il neo ministro Mussi abbia preso una decisione di tale portata senza sentire l'esigenza di un adeguato dibattito nelle aule parlamentari" le due senatrici azzurre hanno chiesto al governo di presentarsi in aula per chiarire se la decisione del ministro dell'Universita' e della Ricerca sia effettivamente condivisa dal governo. "Mussi e' intervenuto in modo rozzo e sconsiderato su una problematica che per la sua complessita' avrebbe richiesto ben altro approccio. Ha volutamente dimenticato che l'adesione italiana alla cosiddetta dichiarazione etica dello scorso 29 novembre era la naturale conseguenza del dibattito sulla Legge 40".
"Nella dichiarazione etica sulle staminali, la firma dell'Italia c'e' o non c'e'?". A chiederlo e' il sen. Alfredo Mantovano(An) dopo la risposta del Vice-presidente del Consiglio Rutelli alla question time. "Quella di Rutelli e' in realta' una non risposta: risulta chiaro solo che il ministro Mussi ha fatto tutto da solo e non ha consultato il governo di cui fa parte. Resta pero' in piedi il seguente interrogativo: proprio perche' in Italia esiste la legge che vieta la distruzione degli embrioni per scopi di ricerca e il Consiglio dei ministri non ha affrontato collegialmente la questione, la decisione di Mussi di ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica conforme a quel divieto e' confermata o no?. L'Italia in questo momento risulta firmataria della dichiarazione etica, o non lo e' piu', a seguito della solitaria decisione di Mussi?. L'esito piu' mortificante della vicenda potrebbe essere in presenza di norme votate dal Parlamento 2 anni fa e confermate un anno fa dal 75% di italiani, che, senza alcuna discussione interna al Governo, il gesto di Mussi resista nei fatti, all'insegna del 'la prossima volta staremo piu' attenti. La risposta dell'on. Rutelli non ha chiarito i dubbi in proposito".
L'intervento di Francesco Rutelli alla Camera durante il question time "ha chiarito e il caso, ammesso che ce ne fosse uno, e' chiuso". Il vice-presidente della Camera Pierluigi Castagnetti risponde cosi' ad Apcom quando gli viene chiesdo di commentare la polemica sulle staminali. "Rutelli ha spiegato le posizioni del Governo: ha ribadito che non si puo' che tenere conto delle leggi vigenti, e la legge 40 e' una legge dello Stato, non mi pare il caso di ribadirlo. Al tempo stesso Rutelli ha anche dato una sorta di spiegazione della posizione di Mussi perche' ha ribadito che il Governo italiano non intende partecipare a iniziative che possano configurare un'interferenza nella legislazione di altri Paesi". Ma se l'Italia ritira la firma dalla 'dichiarazione etica' per non interferire nell'ordinamento di altri Paesi, e' anche evidente che non verranno accettate interferenze dall'estero sull'ordinamento italiano: "Rutelli non l'ha detto, ma era implicito la sua preoccupazione e' che non ci siano interferenze sulla legislazione italiana, esattamente nello stesso spirito con cui noi non vogliamo interferire nella legislazione di altri Paesi. Se c'e' qualche settore della maggioranza che intende modificare la legge 40, e' chiaro che potra' farlo attraverso una iniziativa parlamentare". Insomma, chi vuole ritoccare la legge sulla fecondazione rinunci all'idea di un coinvolgimento del Governo.
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Medicina e Persona, associazione culturale di operatori sanitari attiva dal 1999, dichiara la propria "totale contrarieta'" alla decisione di Mussi di togliere l'Italia dal novero dei cinque paesi Ue opposti all'uso delle cellule staminali embrionali a fine di ricerca, definendola "inaccettabile sia nel merito, sia nel metodo. Nel merito perche' e' emerso dal dibattito scientifico e bioetico in occasione del referendum che sono possibili e sono in atto numerosi studi su cellule staminali non embrionali che appaiono idonee per eventuali utilizzi terapeutici, e alternative alla ricerca sugli embrioni. Dunque la presunta 'restrizione' alla ricerca che sarebbe operata dalla nostra legislazione, in realta' non sussiste, se non per chi usa la scienza a prescindere da ogni criterio etico. L'iniziativa del Ministro rappresenta l'ennesimo tentativo di strumentalizzazione ideologica: il vero motivo, sottaciuto, e' dimostrare che non c'e' piu' alcun limite dell'uomo alla propria autodeterminazione, alla propria sete di potere sulla vita e sulle cose, senza piu' rispetto per valori oggettivi e non manipolabili. Nel metodo, perche' e' del tutto scorretto e gravissimo atto di prevaricazione, che un ministro della Repubblica scavalchi con decisioni proprie e unilaterali, basate su convinzioni personali (o su lobbistiche pressioni esterne?), sia il sentire popolare ampiamente espresso in un recentissimo referendum, sia lo stesso Governo in carica".
Carlo Giovanardi, ex ministro del governo Berlusconi dell'Udc, definisce "gravissima e probabilmente illegittima" la decisione del ministro Fabio Mussi. Una fatto "gravissimo perche' ha cancellato unilateralmente una decisione del Parlamento italiano e una legge in vigore, sviando fondi indispensabili per la ricerca sulle cellule staminali adulte, che sono quelle applicative e che salvano la vita alle persone, per sviare questi finanziamenti sulle cellule staminali embrionali che, a parte le questioni etiche e morali, fino ad ora non avevano dato alcun risultato utile alla ricerca per i malati". Il parlamentare dichiara anche: "Nella civilissima e ordinata Olanda non soltanto si autorizza la soppressione dei bambini che non hanno una sufficiente qualita' della vita, ma si organizzano anche partiti di pedofili che inneggiano alla pornografia infantile ed all'abuso sessuale sui minorenni". L'ex ministro Udc sottolinea di aver "denunciato per tempo questo inaccettabile deriva che trasforma l'Europa in qualcosa in cui non ci riconosciamo. Purtroppo il Governo Prodi rimuove quei paletti morali e civili che il Governo Berlusconi aveva fissato con grande chiarezza, a cominciare dal divieto di ricerca sulle cellule staminali embrionali".
"Non e' vero che la maggior parte di chi voto' al referendum sulla legge 40 disse no all'utilizzo delle cellule staminali embrionali". A puntualizzare i termini del dibattito politico e' Rocco Berardo, vicesegretario dell'Associazione Luca Coscioni per la liberta' di ricerca scientifica, e membro della direzione nazionale della Rosa nel Pugno. "Si continua a sostenere, in modo anche un po' spudorato da parte di alcuni esponenti politici che l'apertura del ministro Mussi alla ricerca sulle cellule staminali, anche embrionali, sia in aperto contrasto con la volonta' popolare espressa nel recente referendum sulla fecondazione assistita. Spudorata perche' coloro che 'votarono' nel recente referendum sono stati in stragrande maggioranza a favore della lotta, iniziata e portata nell'agenda politica, di Luca Coscioni. Coloro che 'votarono' dissero infatti si' a una radicale riforma della legge 40, in particolare sui temi della ricerca. Oggi alcuni esponenti politici intenderebbero decidere cosa 'votarono' coloro che 'non votarono'. Insomma oltre al sabotaggio che hanno operato contro un istituto cosi' importante come quello referendario, vogliono anche far dire quel che altri non hanno detto. Il ministro Mussi, avra' sicuramente l'appoggio della maggioranza di scienziati, malati e cittadini".
"Il ministro Mussi ha dimostrato con il suo gesto quanto sia ideologica la sua posizione. Primo perche' disprezza il risultato di un referendum popolare sulla legge 40, massima espressione di democrazia. Secondo perche' le sperimentazioni ottenute su cellule staminali 'mature' hanno dato e stanno ottenendo ottimi risultati per le applicazioni mediche, tanto da essere inserite nel progetto di legge presentato da Francesco Rutelli, lo scorso anno, e condiviso anche da molti rappresentanti del centrodestra". Lo afferma Angelo Sanza di Fi, convinto che "sara' dura per i cattolici convivere nel nascente partito democratico. Attraverso la modifica delle modalita' procreative si vuole cambiare il modello di famiglia, del diritto ad esso collegato, la struttura della comunita' e, in ultima analisi, assieme ad un complesso di iniziative simili, il modello politico rappresentativo. In buona sostanza, gli sconfitti dalla storia come l'ex-post comunista Mussi cerca di far rientrare dalla finestra cio' che la storia ha fortunatamente fatto uscire dalla porta dell'Europa. E' un'iniziativa che va bloccata con tutti gli strumenti che la democrazia parlamentare mette a disposizione, cominciando col forte dissenso culturale e politico!".
"L'iniziativa del Ministro Mussi e' una forma di estrema attenzione al contesto generale in cui si trova il nostro Paese: non e' pensabile stare, nella Ue, con Germania, Austria e Polonia a bloccare la ricerca sulle cellule staminali embrionali". E' quanto sostiene il biologo Carlo Alberto Redi, ordinario di Zoologia e Biologia dello Sviluppo all'Universita' di Pavia e membro della Commissione Nazionale di Studio sulla utilizzazione delle cellule staminali a fini terapeutici presieduta a suo tempo dal Premio Nobel per la Medicina, Renato Dulbecco. "L'Italia con la presa di posizione del Ministro ha dimostrato sensibilita' alla ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali fermo restando la legge 40". Ed in merito proprio alla legge 40/05, sulla fecondazione assistita, il biologo, socio onorario della Societa' Genetica del Cile, avverte, "ci dovrebbe essere da parte del mondo cattolico sensibilita' ed intelligenza per consentire l'utilizzazione degli embrioni crioconservati, quelli sovrannumerari, destinati a morte certa, per la ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali".
E sull'argomento interviene infine la Consulta di Bioetica che esprime "soddisfazione" per la posizione del Ministro Mussi: "il ritiro dell'Italia dal veto - dice il Presidente Maurizio Mori - alla ricerca europea sulle staminali, rappresenta un segnale forte atteso dagli italiani, una scelta di civilta' che restituisce respiro alle attivita' di ricerca". Con questa apertura, "il Governo fornisce buona prova di se' per l'innovazione del paese riportandoci nell'Europa che traina la ricerca e il progresso della scienza".
"Siamo convinti che i valori etici e morali siano i confini entro cui lo Stato laico abbia il dovere di portare avanti la ricerca scientifica, per il miglioramento della salute dei cittadini, della tutela della vita e dell'aspirazione al progresso e alla crescita". Lo ha dichiarato Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Italia dei valori. "Pertanto concordiamo con la scelta del ministro Mussi sul ritiro della firma dell'Italia a livello europeo alla pregiudiziale etica sulla ricerca sulle staminali, che non comporta una modifica della legge 40, di cui invece si discutera' a livello collegiale, ma non impedisce all'Italia di appoggiare la ricerca in altri paesi, facendola uscire da quella minoranza di blocco in cui si era venuta a trovare a livello europeo".
"Mussi ha fatto benissimo a ritirare la firma dalla 'pregiudiziale etica' che isolava l'Italia in Europa, relegandola in uno sparuto gruppetto di nazioni contrarie alla ricerca sugli embrioni e ha il pieno sostegno della Rosa nel Pugno". E' la posizione di Enrico Boselli, secondo il quale "la decisione di Mussi puo' aiutarci a destinare alla ricerca le cellule staminali ricavate dagli embrioni sovranumerari che sarebbero destinati altrimenti a finire nella spazzatura. Non possiamo che essere contenti se questa decisione puo' servire a riaprire il dibattito sulla legge 40, una legge oscurantista e profondamente sbagliata. Ed e' un peccato che autorevoli esponenti dell'opposizione, a cominciare da Casini, continuino a sostenere che Mussi sarebbe andato contro una legge confermata anche da un referendum. E' vero esattamente il contrario. Il referendum era abrogativo e falli' per insufficienza di votanti ma chi voto', si espresse nella stragrande maggioranza a favore dell'uso delle cellule staminali".
"La decisione del Ministro Mussi di sfilare l'Italia dal fronte dei Paesi che si oppongono alla finanziabilita' della ricerca sulle staminali embrionali non e' soltanto una ottima notizia per il mondo della ricerca europea. Si tratta anche di una decisione ineccepibile da un punto di vista formale". Lo affermano, in una nota congiunta, i co-Presidenti dell'Associazione Coscioni, Piergiorgio Strata, Gilberto Corbellini, Maria Antonietta Coscioni, Piero Welby. "Infatti i progetti di ricerca che utilizzano le cellule staminali embrionali sono gia' finanziati dall'Unione europea (ce ne sono attualmente 8 finanziati, piu' altri in via di finanziamento); non e' vero che tale ricerca e' vietata in Italia; nel nostro Paese e' vietato dalla legge 40 estrarre le linee cellulari dagli embrioni, ma non e' vietata la ricerca su linee cellulari importate dall'estero; non essendo in alcun modo violata la legge 40, ne' autorizzato in sede europea qualcosa di contraddittorio con la legge 40, non ha alcun senso invocare il rispetto di quella legge; ancora meno senso ha il richiamo, fatto da autorevolissime fonti del blocco proibizionista, al rispetto dell'esito referendario: come tutti sanno, infatti, il referendum, non avendo raggiunto il quorum, e' semplicemente nullo. Come associazione Coscioni, ci auguriamo, naturalmente, che anche la legge 40 possa essere presto riformata, sia per autorizzare l'estrazione di linee cellulari di origine embrionaria (ottenute da embrioni sovrannumerari o attraverso la tecnica della cosiddetta clonazione terapeutica) sia per eliminare le irragionevoli proibizioni e restrizioni al ricorso alla fecondazione assistita. Ma questa e' altra cosa rispetto alla benvenuta decisione del Ministro Mussi".
"Il Governo del Paese e un Ministro della Repubblica dovrebbero rispettare l'esito incontestabile del referendum sulla legge 40, rispettando la volonta' del popolo italiano". Lo afferma Sveva Dalmasso, presidente del Gruppo Per la Lombardia, consigliere regionale, promotrice lo scorso anno del comitato di consiglieri e assessori regionali per l'astensione al referendum sulla legge 40. "Con responsabilita', non recandosi in massa alle urne i cittadini italiani hanno mostrato al di la' di ogni ragionevole dubbio di voler mantenere nell'ordinamento giuridico prescrizioni e limiti chiari nei campi eticamente sensibili della fecondazione artificiale e della ricerca scientifica. Come abbiamo detto nel corso della campagna per l'astensione al Referendum, la legge 40 va difesa non perche' e' perfetta, tanto meno perche' e' una legge 'vaticana', ma perche' ha messo fine ad un pericoloso vuoto normativo, tutelando la dignita' della persona umana e della vita nascente. Senza voler entrare nel merito del dibattito scientifico sembra conforme agli indirizzi espressi dal Parlamento e dal popolo italiano, la volonta' politica di sostenere con tutte le risorse disponibili le ricerche sulle cellule staminali adulte, come a suo tempo proposto anche dall'On. Rutelli, ora vicepresidente del Consiglio".
"Intervenire su questa materia e' difficile e credo che un atteggiamento prudente, cosi' come suggerito da Prodi, avrebbe evitato la confusione di queste ore'. Lo dice Renzo Lusetti, parlamentare dell'Ulivo. "La decisione del ministro Mussi, che personalmente trovo sbagliata nel merito e nel metodo, va ad incidere in un dibattito etico ancora aperto in Italia e che fa discutere, nonostante la legge 40 e l'esito del referendum abbiano chiaramente indicato il sentire degli italiani: e' stato deciso che il diritto alla vita non e' un diritto negoziabile. Mussi ha poi completamente ignorato che sui temi etici prevale ancora la liberta' di coscienza e che la sperimentazione sugli embrioni non e' ammessa dalla legge 40".
"I fondi europei devono sostenere tutte quelle ricerche che possono dare risultati e nuove speranze per la salute umana, ma tali ricerche devono rispettare il valore assoluto della vita". Lo dichiara l'eurodeputato della Margherita Patrizia Toia, che afferma di non condividere "la posizione assunta dal ministro Fabio Mussi. Devono avere totale priorita' le ricerche che impegnano cellule staminali adulte e ogni altra possibile alternativa che oggi esiste, senza pero' utilizzare e distruggere embrioni. In relazione alla decisione assunta dal ministro Mussi, spiace che tale passaggio in un campo cosi' importante e sensibile non sia stata preceduto da un adeguato dibattito in sede politica, culturale e scientifica. La precedente posizione assunta dall'Italia nell'ambito del Consiglio Ue non impediva agli altri paesi di effettuare loro ricerche in tale ambito, ma si riferiva all'utilizzo dei fondi comunitari. Personalmente proseguiro' a difendere tale posizione in sede di Parlamento Europeo, in linea con la normativa italiana e assegnando peso e voce politica a quella che si e' rivelata la sensibilita' prevalente della nostra opinione pubblica. Il Parlamento Europeo, infatti, sta discutendo del VII Programma quadro per la ricerca. Siamo, ovviamente, tutti d'accordo nel vietare ricerche sulla clonazione umana a fini riproduttivi, sulla modifica sul patrimonio genetico e ricerche mirate a creare embrioni umani solamente per produrre cellule staminali. Ma la posizione che io, con altri colleghi, sostengo e' contraria anche all'utilizzo delle cellule staminali embrionali con il rischio che si producano (e si continuino a produrre) embrioni ad hoc al solo scopo di impiegarli (distruggendoli) nella ricerca: e' altissimo il rischio che si sfugga ad ogni controllo. Per questo ritengo auspicabile l'applicazione del 'principio di precauzione'. C'e' poi un aspetto ulteriore che la Commissione giuridica del Parlamento ha affrontato prendendo posizione affinche' gli Stati membri, in cui certe attivita' di ricerca sono vietate, non si trovino 'costretti' a finanziare indirettamente in altri Stati tali esperimenti attraverso i loro contributi al bilancio dell'Unione. Cio' in coerenza con il fondamentale principio di sussidiarieta'".
Il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha scritto due lettere identiche al Presidente del Consiglio Romano Prodi ed al leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi, per invitare i Governi a rimettersi alle scelte del Parlamento sui temi eticamente sensibili, come divorzio, aborto, ricerca sugli embrioni.
Caro Prodi scrivo a te, quale Presidente leader de L'Unione e Presidente del Consiglio dei Ministri, e scrivo anche una analoga lettera all'onorevole Silvio Berlusconi, quale leader della Casa delle Liberta', per interessarti da cattolico, da democratico e da cattolico-liberale ad un problema, che non e' solo politico, ma che riguarda la societa' civile del nostro Paese, religiosamente pacificata in forma democratica dalla Costituzione della Repubblica e dai successivi accordi tra la Santa Sede e la Repubblica italiana promossi dal Governo presieduto dal socialista On. Bettino Craxi, dopo lunghi decenni di contrapposizione tra cattolici e laicisti, e dopo un lungo periodo di predominio politico, culturale e sociale dell'anticlericalismo, determinato anche da dolorosi errori della Chiesa, con le sue condanne del cattolicesimo liberale e del sistema di liberta' civili e politiche proprio del modello di Stato costituzionale affermatosi nel secolo XIX.
Il problema di cui ti interesso e' quello della trattazione e della decisione in Parlamento delle cosi' dette materie eticamente sensibili, e della posizione del Governo nei confronti di esse, ad evitare nel Parlamento e nel Paese 'guerre di religione' tra cattolici e laici che credono nei valori tradizionali della cultura cristiana e dell'ordine naturale, classicamente inteso, da una parte ed agnostici e laicisti dall'altra parte. Il problema e' stato posto con drammatica attualita' dalla posizione assunta a nome del Governo italiano dal ministro dell'Universita' e Ricerca onorevole Fabio Mussi, che ha mutato in sede di Unione Europea la posizione gia' assunta dall'Italia, insieme agli altri paesi del 'gruppo di blocco' : Austria, Germania, allora governata dal governo 'rosso-verde' del Cancelliere Schroeder - Nazione memore delle criminali sperimentazioni della scienza nazista -, Polonia, Malta e Slovacchia, il sostegno alla dichiarazione etica in materia di ricerca sulle cellule staminali e sulla sperimentazione sull'embrione umano.
Personalmente respingo la posizione assunta a nome del Governo Italiano dal ministro Mussi, come cattolico certo, ma anche come democratico, perche' in aperta contraddizione al recente ed amplissimo risultato negativo di alcuni referendum proposti per l'abrogazione di norme della legge sulla fecondazione assistita, legge che era stato il frutto di un prudente confronto ed accordo in Parlamento. La Repubblica italiana e' uno Stato laico, ed e' certo competenza del Parlamento approvare le leggi, ed al Governo proporle, cosi' come esprimere la posizione del Paese nelle sedi internazionali e comunitarie, senza intromissioni di altri soggetti, chiesa e confessioni religiose comprese. Ma in uno Stato nel quale vige la liberta' religiosa dei cittadini e la liberta' dei soggetti ecclesiali e religiosi, quale e' il nostro, nonche' nel diritto internazionale ecclesiastico, non costituiscono certo 'inframmettenze' le dichiarazioni della chiese e delle confessioni religiose e le loro direttive nell'ambito dei propri ordinamenti a coloro che ad esse appartengono. anche in materie soggette alle decisioni dei parlamenti e dei governi civili; ed e' poi certo sempre garantita la liberta' dei cittadini, compresi i membri del Parlamento, di conformare le proprie decisioni ai propri sistemi di valori ed alla propria coscienza, anche nella libera obbedienza all'insegnamento ed alle direttive della chiesa e delle comunita' religiosa cui essi appartengano.
Il pluralismo proprio dello Stato laico e democratico, non puo' certo significare la "fondazione" alla base di esso di una 'eticita' statale laicista', di fronte alla quale dovrebbero cedere i diritti di liberta' religiosa e di pensiero ed il primato della coscienza individuale.
Al fine di evitare 'guerre di religione ed anche strumentalizzazioni politiche di parte dei valori religiosi ed etici, sono qui a proporre da democratico e da cattolico liberale, che nelle materie 'eticamente sensibili': eventuale tutela giuridica dei diritti, prerogative e facolta' delle persone che, anche non eterosessuali vivono in unioni di fatto e forme di essa, ricerca scientifica sulle cellule staminali, ricerca su gli embrioni umani, forme e modi di assistenza alla procreazione, disciplina ulteriore del divorzio e dell'aborto 'et similia', il Governo della Repubblica, quale governo di tutti gli italiani, si astenga dal formulare proposte o prendere iniziative, e si rimetta interamente al Parlamento, 'sovrano legale' dello Stato repubblicano; che le coalizioni ed i partiti che le formano, della maggioranza e dell'opposizione, salvo il loro diritto di prendere iniziative e di formulare proposte, si astengano da obbligare con vincolo di disciplina ad una adesione ad esse, anche in sede di eventuali votazioni parlamentari, i propri appartenenti; e che dopo un sereno e costruttivo confronto, sia rispettato e garantito, anche nei confronti di soluzioni che ne siano eventualmente frutto, sempre e comunque, anche sotto il profilo della disciplina di gruppo, piena liberta' di voto ai propri parlamentari.
Ritengo che un eventuale consenso su questi principi tra Governo, maggioranza ed opposizione, costituirebbe un primo ma decisivo passo verso un confronto ed una piena reciproca legittimazione nel Parlamento e nel Paese. Con viva cordialita' ed amicizia.
"Una scelta di civilta' che riporta l'Italia nell'Europa della ricerca". Cosi' la Consulta di Bioetica onlus di Milano esprime soddisfazione per le dichiarazioni di Fabio Mussi. "Il ritiro dell'Italia dal 'veto' alla ricerca europea sulle cellule staminali rappresenta un segnale forte atteso dagli italiani, una scelta di civilta' che restituisce respiro alle attivita' di ricerca". La Consulta di Bioetica onlus "coglie l'occasione per ribadire come l'etica non vada intesa quale una serie di no, quanto, piuttosto, un insieme di norme e valori che consentono l'aumento di conoscenze e felicita', nel rispetto della liberta' e dignita' di tutti. Con questa apertura, il Governo fornisce buona prova di se' per l'innovazione del Paese, riportandoci nell'Europa che traina la ricerca e il progresso della scienza".
"Un ministro puo' legittimamente avere le sue idee, ma quando prende posizioni ufficiali specie in ambito internazionale, deve garantire la rappresentanza del proprio Paese. Il ministro Mussi, in sede Ue, ha smentito la volonta' del popolo italiano". E' il commento del Forum delle associazioni familiari alla scelta italiana di ritirare la "pregiudiziale etica" sui finanziamenti alle ricerche sulle staminali embrionali. "Gli italiani hanno espresso senza dubbio di sorta la propria volonta' in materia. Meno di un italiano su cinque, nel referendum dello scorso anno, si e' infatti pronunciato per la modifica della legge 40 sulla fecondazione artificiale. Ed uno dei punti piu' dibattuti era proprio quello riguardante le cellule staminali embrionali. Il ministro Mussi ha invece agito in senso esattamente opposto, incurante delle indicazioni chiare ed evidenti ricevute, neppure un anno fa, anche da larga parte dei suoi elettori. Le famiglie italiane chiedono al governo nella sua collegialita' di esprimersi sulla scelta del ministro Mussi: si tratta di una scelta condivisa o di una inopinata ed infelice iniziativa personale? Abbiamo almeno il diritto di sapere chi e perche' calpesta la volonta' popolare".
"La decisione presa ieri dal Ministro Fabio Mussi e' sacrosanta e ragionevole: se l'Italia, in materia di ricerca sulle staminali embrionali, 'non fa', non puo' pero' perfino pretendere di 'non far fare' agli altri, ponendo il veto sui fondi Ue per la ricerca". Lo dichiaria Daniele Capezzone, della segreteria Rnp. "Quanto alla legge 40 (questione separata dalla decisione di ieri di Mussi), per noi della Rosa nel pugno una sua radicale modifica resta una priorita', come testimoniano le due proposte (rispettivamente, a prime firme Turci e Cappato) presentate a inizio legislatura. E' la battaglia di Luca Coscioni che prosegue, ed e' la battaglia dell'Associazione che porta il suo nome, e a cui i radicali, i laici, i liberali e i socialisti della Rosa nel pugno vogliono contribuire. Oggi l'Italia ha la legge piu' arretrata di tutto l'Occidente (qualcosa di simile c'e' solo in Costarica), e quando verra' una speranza (sottolineo: una speranza) di cura e di guarigione per milioni di malati, gli italiani ricchi andranno all'estero, mentre i poveri rimarranno qui con il loro problema, o il loro dramma".
IL QUESTION TIME
Duello a Montecitorio tra Francesco Rutelli e Pier FerdinandoCasini nel corso del question time sulla decisione del ministro Fabio Mussi di ritirare la pregiudiziale italiana, in ambito europeo, sull'utilizzo delle cellule staminali nella ricerca.
Il vicepresidente del Consiglio, rispondendo ad una interrogazione dell'Udc, ha spiegato che la normativa italiana in vigore sulla legge 40 "non cambia", e che su "materie sensibili, rilevati e di delicatezza etica, sara' un orientamento collegiale ad esprimere la posizione della maggioranza e del governo". Rutelli ha definito la questione "estremamente delicata", ed ha sottolineato che a suo avviso "e' sconsigliabile decidere a maggioranza e che ci sia una posizione unitaria dell'Europa, proprio perche' e' evidente che le legislazioni nazionali sono differenti da paese a paese".
Secca la replica dell'ex presidente della Camera, che definisce la scelta del governo "molto grave: il ministro Mussi deve rispettare la legge. Prendo atto -rivolgendosi direttamente a Rutelli- che lei nella veste di vicepremier non ha difeso la decisione di Mussi". Il leader dell'Udc ha poi spiegato: "noi non intendiamo bloccare la ricerca ma vogliamo una ricerca che rispetti la vita e che si incanali su binari etici".
Il presidente dei deputati dell'Udc, Luca Volonte' , aggiunge: "Il fatto che il governo abbia sconfessato il ministro Mussi sta a significare che la legge 40 va applicata e che la volonta' popolare va rispettata".
Anche secondo Maurizio Gasparri di An Rutelli ha "contraddetto Mussi: prendiamo atto del grande imbarazzo che ha colto il vicepresidente del Consiglio Rutelli che, non rispondendo alla domanda relativa alla posizione del governo sulla ricerca sulle staminali, ha di fatto contraddetto la posizione dell'outsider ministro Mussi".
Forza Italia denuncia invece il silenzio di Romano Prodi: "Il blitz del ministro Mussi - spiega Isabella Bertolini - ha mandato nel caos la baracca del centro sinistra. Prodi, anche oggi, si distingue per il suo fragoroso silenzio. Conta meno di zero. Ormai e' una figura patetica".
Quella del ministro "e' un'iniziativa che va bloccata con tutti gli strumenti che la democrazia parlamentare mette a disposizione, cominciando con il forte dissenso culturale e politico" dice Angelo Sanza di Forza Italia che pronostica: "Sara' dura per i cattolici convivere nel nascente partito democratico". Alfredo Mantovano di An ricalca la posizione di Casini: "Quella di Rutelli e' in realta' una non risposta: risulta chiaro solo che il ministro Mussi ha fatto tutto da solo e non ha consultato il governo di cui fa parte. Resta pero' in piedi il seguente interrogativo: proprio perche' in Italia esiste la legge che vieta la distruzione degli embrioni per scopi di ricerca e il Consiglio dei ministri non ha affrontato collegialmente la questione, la decisione di Mussi di ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica conforme a quel divieto e' confermata o no?".
La Cdl e' compatta nel criticare la posizione del ministro al quale arrivano critiche dal suo stesso schieramento: "Intervenire su questa materia e' difficile e credo che un atteggiamento prudente, cosi' come suggerito da Prodi, avrebbe evitato la confusione di queste ore. La decisione del ministro Mussi, che personalmente trovo sbagliata nel merito e nel metodo, va ad incidere in un dibattito etico ancora aperto in Italia e che fa discutere, nonostante la legge 40 e l'esito del referendum abbiano chiaramente indicato il sentire degli italiani: e' stato deciso che il diritto alla vita non e' un diritto negoziabile" - afferma Renzo Lusetti, della Margherita - Mussi ha poi completamente ignorato che sui temi etici prevale ancora la liberta' di coscienza e che la sperimentazione sugli embrioni non e' ammessa dalla legge 40". Dalla parte del ministro si schierano invece i Verdi e la Rosa nel pugno. "Non possiamo che essere contenti se questa decisione puo' servire a riaprire il dibattito sulla legge 40, una legge oscurantista e profondamente sbagliata - dice Enrico Boselli -. Ed e' un peccato che autorevoli esponenti dell'opposizione, a cominciare da Casini, continuino a sostenere che Mussi sarebbe andato contro una legge confermata anche da un referendum. e' vero esattamente il contrario. Il referendum era abrogativo e falli' per insufficienza di votanti ma chi voto', si espresse nella stragrande maggioranza a favore dell'uso delle cellule staminali".
L'ala radicale della coalizione di maggioranza spinge dunque per superare non solo la dichiarazione etica ma anche la legge 40 sulla procreazione assistita. Il Pdci concorda con la posizione del ministro diessino: "E' stato coraggioso - spiega Marco Rizzo - La ricerca deve essere libera ed autonoma, e non subalterna a concezione religiose".
Sulla stessa linea il segretario dei Radicali Italiani, Daniele Capezzone, secondo il quale la decisione di Mussi "e' sacrosanta e ragionevole: se l'Italia, in materia di ricerca sulle staminali embrionali, non fa, non puo', pero', perfino pretendere di 'non far fare' agli altri, ponendo il veto sui fondi Ue per la ricerca".
Una linea che trova la dura opposizione del centrodestra: da un gruppo di senatori della Cdl arriva, infatti, una mozione che impegna "il governo a ridare l'assenso dell'Italia" alla dichiarazione dei principi etici nonche' a non votare in sede europea direttive, decisioni o provvedimenti in contrasto con la legislazione vigente in tale materia e in particolare con i principi ispiratori della legge 40". La mozione impegna inoltre "il governo a non assumere iniziative e a non prendere decisioni senza un preventivo mandato parlamentare".
Mussi e' tornato a parlare per spiegare la sua decisione: "Io ho espresso a Bruxelles una posizione alla quale credo profondamente. Una posizione che non tocca la legge 40 e le regole comunitarie che rispettano le restrizioni nazionali, come ha ribadito anche il voto della Commissione del Parlamento europeo". E' quanto dichiara Fabio Mussi, ministro dell'Universita' e della Ricerca in seguito alle polemiche sulle cellule staminali embrionali. "Non mi sembrava giusto confermare la posizione del governo Berlusconi, che poneva l'Italia in una 'minoranza di blocco', capace di impedire il finanziamento della ricerca in altri paesi. Naturalmente i passi successivi spettano al governo nella sua collegialita' e al parlamento italiano"
"Ancor prima del disprezzo per l'embrione, il neo ministro Fabio Mussi dimostra un profondo disprezzo per i cittadini italiani che, in larga maggioranza, hanno bocciato meno un anno fa un referendum teso a modificare la legge sulla fecondazione assistita nel senso di utilizzare gli embrioni per la sperimentazione scientifica". Cosi' Patrizia Paoletti Tangheroni di Forza Italia, commenta le dichiarazioni del ministro Mussi. "Ritirare l'Italia dai sottoscrittori della Dichiarazione etica dell'UE, significa ignorare che esiste una normativa precisa votata nel Parlamento italiano, oltretutto con voto trasversale, confermata successivamente da un referendum. Una brutta iniziativa, che pone il nostro paese in una situazione ridicola in Europa. Oggi il vice premier Rutelli rettifica il tiro, ma in modo vago, che certamente non chiarisce il merito perche' nessuno ha compreso come andranno a finire le cose in Europa, ovvero siamo ancora nel novero dei sottoscrittori oppure no? La risposta data al question time dell'on. Rutelli non ci rassicura neppure sul metodo dell'uscita del ministro Mussi: perche', a quanto pare, i ministri del nuovo governo assumono decisioni non confrontate ne' concordate".
"Speriamo che sia davvero questa l'occasione, auspicata da piu' parti, per aprire nel nostro paese un dibattito sulla legge 40 e i suoi inaccettabili divieti, legge da rivedere anche secondo autorevoli esponenti del centro destra". Questo l'auspicio della deputata Ds, Katia Zanotti. "Anche dentro l'Ulivo il confronto e' ormai improcrastinabile su temi che premono inevitabilmente sull'agenda politica e rispetto ai quali ci sono, come e' noto, posizioni anche radicalmente diverse. E' indubbio che non aiutano al confronto i richiami burocratici ai modi delle decisioni o addirittura le minacce di barricate". Sulle polemiche scatenate dalla decisione di Mussi, Zanotti aggiunge che un "polverone c'era da aspettarselo", ma che "piu' sorprendente e' il tono di quanti ritengono di essere, ancora una volta, i portatori della verita' assoluta, con grave sprezzo per il mondo della ricerca e della scienza". Sui temi etici e le scelte che ne conseguono, in politica "il richiamo ai valori di parte non aiuta soprattutto chi, malato, ripone tutte le sue speranze nello sviluppo della ricerca scientifica. Anche quella sulle cellule staminali embrionali, bloccata in Italia da una legge etica di parte e in Europa dal 'pregiudizio' di un gruppo di Stati di cui faceva parte l'Italia".
Sulle cellule staminali "non condivido le posizioni assunte da Mussi" ha dichiarato l'eurodeputato della Margherita Patrizia Toia, aggiungendo: "spiace che, da parte del ministro, tale passaggio in un campo cosi' importante e sensibile non sia stato preceduto da un adeguato dibattito in sede politica, culturale, scientifica". Toia, ricordando di aver "gia' votato contro il compromesso in commissione Industria, Ricerca ed Energia" e spiegando che "anche in Parlamento continuero' coerentemente a mantenere la mia posizione", spiega: "i fondi europei devono sostenere tutte quelle ricerche che possono dare risultati e nuove speranze per la salute umana, ma tali ricerche devono rispettare il valore assoluto della vita. Ecco perche' devono avere totale priorita' le ricerche che impegnano cellule staminali adulte e ogni altra possibile alternativa oggi esistente, senza pero' utilizzare e distruggere embrioni. La posizione che io e altri colleghi sosteniamo - precisa Toia riferendosi alla discussione europea sul VII Programma Quadro per la Ricerca - e' contraria all'utilizzo delle cellule staminali embrionali con il rischio che si producano, e si continuino a produrre, embrioni ad hoc, al solo scopo di impiegarli (distruggendoli) nella ricerca: e' altissimo il rischio che si sfugga a ogni controllo. Per questo ritengo auspicabile l'applicazione del principio di precauzione".
Infine "c'e' un aspetto ulteriore, che la commissione Giuridica del Parlamento ha affrontato, prendendo posizione affinche' gli stati membri, in cui certe attivita' di ricerca sono vietate, non si trovino costretti a finanziare indirettamente in altri Stati tali esperimenti attraverso i loro contributi al bilancio dell'Unione. Cio' in coerenza con il fondamentale principio di sussidiarieta".
"Estremamente inopportuna l'iniziativa sulle cellule staminali di Mussi, autorevole esponente del centro sinistra". Questo il commento di Enrico La Loggia, deputato di Forza Italia e membro del comitato Scienza e Vita. "Dopo la legge approvata in Italia e sottoposta a referendum, che ne ha confermato la validita', mi aspetto che i cattolici all'interno del centro sinistra sappiano reagire adeguatamente cosi' come mi aspetto che Prodi a nome della maggioranza chiarisca qual e' la linea che vogliono tenere su questo argomento".
"La decisione di ritirare la 'pregiudiziale etica' sul finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e' la perfetta dimostrazione del metodo dirigista della nuova compagine di governo che in questo modo eredita i vecchi vizi del comunismo". E' il commento di Pietro Macconi, presidente della commissione Sanita' della Regione Lombardia di Alleanza Nazionale in merito all'annuncio del ministro Fabio Mussi del ritiro della firma dalla dichiarazione etica con cui cinque Stati membri avevano esposto una posizione contraria alla ricerca sulle cellule embrionali staminali. "Uno dei punti del recente referendum sulla legge 40 relativa alla fecondazione artificiale riguardava proprio le cellule staminali embrionali. E sull'argomento gli italiani hanno espresso chiaramente la loro decisione di non procedere a sperimentazioni. Aprire questo nuovo fronte contrasta con la volonta' popolare che, a quanto pare, per la sinistra rappresenta nient'altro che carta straccia. Il fatto che Rutelli abbia assicurato che la legge italiana in materia di cellule staminali non sara' cambiata non rassicura a sufficienza, ma fa pensare piuttosto a un gioco delle parti il cui obiettivo e' sondare l'umore della gente".
"Il fatto che il governo abbia sconfessato il ministro Mussi, su quanto dichiarato ieri, sta a significare che la legge 40 va applicata e che la volonta' popolare va rispettata". Lo dichiara il capogruppo Udc alla Camera, onorevole Luca Volonte'. "Del resto, l'art. 14, comma 1, della legge n. 40/04 vieta la sperimentazione sugli embrioni umani e il Referendum del 12 e 13 giugno 2005 aveva ribadito il benestare degli italiani alla legge 40. Perche' insistere ancora con queste tecniche di ricerca, orrende e assassine, quando gli unici risultati finora attendibili sono venuti dall'utilizzo di quelle adulte o da sangue di cordone ombelicale? Perche', nonostante il 74,1% degli italiani abbia detto che la legge 40 va bene cosi' com'e', qualcuno insiste ancora su questo tipo di ricerche? Perche' si insiste con una tecnica che uccide un uomo sperando di salvarne un altro? Il governo ha detto che la legislazione non cambia. Tuttavia lo stesso governo deve decidere se firmare nuovamente il patto etico o meno. Rimane il fatto che il ritiro dell'adesione italiana, da parte di Mussi, costituisce un grave pregiudizio verso ricercatori e malati italiani ,che avranno meno fondi per la loro ricerca sulle staminali adulte. E' lecito attendersi che, su questi temi, non ci sia il balbettio dimostrato oggi, piuttosto una posizione chiara e inequivoca in conformita' con la volonta' popolare espressa nel referendum di un anno fa".
"Prendiamo atto del grande imbarazzo che ha colto il vicepresidente del Consiglio Rutelli che, non rispondendo alla domanda relativa alla posizione del governo sulla ricerca sulle staminali, ha di fatto contraddetto la posizione dell'outsider ministro Mussi". Lo dichiara Maurizio Gasparri dell'esecutivo politico di Alleanza Nazionale. "Arrampicarsi sugli specchi non serve. E' ormai chiaro a tutti che questo e' il governo della confusione, mosso solo da una grande ansia di prestazione da parte dei suoi esponenti. Rutelli fa il reticente, prova ad eludere la domanda dicendo che non sara' modificata la legge 40, approvata anche con i voti della Margherita, ma il risultato non cambia. Questo e' un governo delle grandi contraddizioni, in cui c'e' chi preme per salvaguardare valori sacrosanti come la vita e chi, invece, ne da un significato a fase alternata".
"Fa bene il vicepremier Francesco Rutelli a prendere le distanze dal ministro Mussi sul delicato problema sulla ricerca sulle staminali". Lo dice il senatore di An Learco Saporito. "Mussi probabilmente non ha presente che la volonta' del popolo italiano si e' espressa su questo delicato tema in maniera quasi plebiscitaria a difesa della vita e cio' e' un vincolo non solo per il Parlamento ma anche per il governo. Mussi non puo' non tener conto della volonta' popolare che si e' espressa in modo esattamente contrario rispetto a quello che Mussi ha tenuto a Bruxelles".
"Ha fatto bene il vicepresidente Francesco Rutelli a dare garanzie alla Camera dei Deputati rispetto al fatto che la normativa italiana sulla ricerca delle staminali non deve essere violata e che qualsiasi scelta in questo campo deve passare per orientamenti attenti e meditati". Lo ha ha dichiarato l'onorevole Gianni Alemanno di Alleanza Nazionale. "Importante, inoltre e' che queste scelte cosi' delicate siano adottate in maniera collegiale, investendo non solo il Governo ma tutto il Parlamento".
"Un dato di fatto: il vice-premier Rutelli ha sconfessato il ministro Mussi che si era avventurato, con le sue esternazioni, su un campo delicatissimo e minatissimo, quello delle cellule staminali. Su questi temi ci vuole il massimo della prudenza, dell'accortezza e della saggezza, evitando il piu' possibile incursioni pericolose e avventuristiche, altrimenti il rischio e' quello di farne delle crociate". Lo dichiara il segretario della Democrazia Cristiana Gianfranco Rotondi.
"Prendiamo atto che il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, parlando dinnanzi al Parlamento a nome del governo, ha sostanzialmente sconfessato il colpo di mano, l'inaccettabile strappo operato dal ministro della Ricerca e dell'universita', Fabio Mussi, dicendo, in pratica, che si e' trattato di un gesto compiuto a titolo personale, non discendente da un orientamento e da una posizione collegiale e ufficiale dell'esecutivo". Lo dichiara l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della Famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito, commentando la risposta che il vicepremier Francesco Rutelli ha dato al question time della Camera. "Il governo, pero' non puo' pensare di cavarsela cosi', assicurando, bonta' sua, che una legge dello Stato ratificata dall'80 per cento degli italiani in una consultazione referendaria, resta in vigore. Deve muoversi coerentemente e conseguentemente, facendo si' che il ministro Mussi torni sui propri passi e confermi il 'no' dell'Italia al finanziamento della vivisezione sull'uomo, che mai puo' essere trasformato in cavia, nemmeno per ragioni di quattrini. Altrimenti, di fatto viene calpestata la legge 40, la volonta' popolare espressasi in maniera chiara e inequivocabile alle urne e, quindi, la stessa democrazia. Quanto all'Ue noi, con la legge 40, una normativa che non e' strumento dei piu' forti, ma si ispira, al contrario, al rispetto dei diritti dei piu' deboli tra i deboli, cioe' i bambini non ancora nati, abbiamo la possibilita' di costruire la vera Europa. Abbiamo la possibilita' di essere il faro, la stella polare del vecchio continente, indicandogli la rotta invece di farcela indicare. E la rotta e' investire, finanziandola, nella ricerca sulle cellule staminali non embrionali, le uniche che, a tutt'oggi, hanno dimostrato di poter curare e guarire l'uomo. In tutto questo notiamo ancora una volta l'assenza, la latitanza e l'assordante silenzio di Prodi, che si conferma cattolico 'adulto' e presidente del Consiglio non in grado di assumersi quegli oneri e quelle responsabilita' proprie del suo ufficio".
I senatori dell'Udc hanno presentato una mozione con la quale inviano il ministro dell'Universita' e della ricerca, Fabio Mussi, a desistere dalla decisione. Nel documento si premette che "considerata la scelta del Ministro della Universita' e ricerca On. Fabio Mussi di ritirare l'adesione dell'Italia alla dichiarazione dei principi etici gia' sottoscritta dal nostro governo nel novembre 2005 insieme con Germania, Polonia, Austria e Slovacchia. Valutato che tale decisione e' in evidente contrasto con la legislazione italiana vigente ed in modo particolare con la legge 40 del 2004 confermata dalla pronuncia referendaria del 12 giugno 2005. Considerata l'importanza etico-politica di quella dichiarazione, che vede una significativa convergenza con le posizioni della Germania allora governata da una maggioranza socialdemocratica sotto la guida di Gerhard Schroeder e tuttavia particolarmente sensibile, dopo essere passata attraverso l'esperienza barbarica nazional-socialista, alle ragioni della vita e della difesa della dignita' umana; considerato che decisioni di tale portata non possono essere assunte su personale iniziativa da un singolo ministro; sottolineato altresi' che la recente legge 11 del 4 febbraio 2005 sulla partecipazione dell'Italia alla Unione Europea, ha rafforzato le prerogative del Parlamento e i suoi poteri di controllo sulle politiche comunitarie". Si chiede al governo di "ripristinare la situazione precedente e a ridare l'assenso dell'Italia alla sopracitata dichiarazione dei principi etici nonche' a non votare in sede europea direttive, decisioni o provvedimenti in contrasto con la legislazione vigente in tale materia e in particolare con i principi ispiratori della legge 40". Altresi' viene chiesto al Governo di "non assumere iniziative e a non prendere decisioni senza un preventivo mandato parlamentare" in materia. Primo firmatario Rocco Buttiglione che: "invita tutti i cattolici, in particolare quelli della Margherita, e senatori a vita, come Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Emilio Colombo, a ritrovare una forte unita' a difesa della vita al di la' degli schieramenti e delle diverse posizioni politiche".
Sul ritiro del "no" italiano ai finanziamenti europei sulla ricerca su cellule staminali embrionali e' stato chiesto il question time dalle senatrici di Forza Italia Laura Bianconi e Maria Burani Procaccini. Ritenendo "un fatto gravissimo che il neo ministro Mussi abbia preso una decisione di tale portata senza sentire l'esigenza di un adeguato dibattito nelle aule parlamentari" le due senatrici azzurre hanno chiesto al governo di presentarsi in aula per chiarire se la decisione del ministro dell'Universita' e della Ricerca sia effettivamente condivisa dal governo. "Mussi e' intervenuto in modo rozzo e sconsiderato su una problematica che per la sua complessita' avrebbe richiesto ben altro approccio. Ha volutamente dimenticato che l'adesione italiana alla cosiddetta dichiarazione etica dello scorso 29 novembre era la naturale conseguenza del dibattito sulla Legge 40".
"Nella dichiarazione etica sulle staminali, la firma dell'Italia c'e' o non c'e'?". A chiederlo e' il sen. Alfredo Mantovano(An) dopo la risposta del Vice-presidente del Consiglio Rutelli alla question time. "Quella di Rutelli e' in realta' una non risposta: risulta chiaro solo che il ministro Mussi ha fatto tutto da solo e non ha consultato il governo di cui fa parte. Resta pero' in piedi il seguente interrogativo: proprio perche' in Italia esiste la legge che vieta la distruzione degli embrioni per scopi di ricerca e il Consiglio dei ministri non ha affrontato collegialmente la questione, la decisione di Mussi di ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica conforme a quel divieto e' confermata o no?. L'Italia in questo momento risulta firmataria della dichiarazione etica, o non lo e' piu', a seguito della solitaria decisione di Mussi?. L'esito piu' mortificante della vicenda potrebbe essere in presenza di norme votate dal Parlamento 2 anni fa e confermate un anno fa dal 75% di italiani, che, senza alcuna discussione interna al Governo, il gesto di Mussi resista nei fatti, all'insegna del 'la prossima volta staremo piu' attenti. La risposta dell'on. Rutelli non ha chiarito i dubbi in proposito".
L'intervento di Francesco Rutelli alla Camera durante il question time "ha chiarito e il caso, ammesso che ce ne fosse uno, e' chiuso". Il vice-presidente della Camera Pierluigi Castagnetti risponde cosi' ad Apcom quando gli viene chiesdo di commentare la polemica sulle staminali. "Rutelli ha spiegato le posizioni del Governo: ha ribadito che non si puo' che tenere conto delle leggi vigenti, e la legge 40 e' una legge dello Stato, non mi pare il caso di ribadirlo. Al tempo stesso Rutelli ha anche dato una sorta di spiegazione della posizione di Mussi perche' ha ribadito che il Governo italiano non intende partecipare a iniziative che possano configurare un'interferenza nella legislazione di altri Paesi". Ma se l'Italia ritira la firma dalla 'dichiarazione etica' per non interferire nell'ordinamento di altri Paesi, e' anche evidente che non verranno accettate interferenze dall'estero sull'ordinamento italiano: "Rutelli non l'ha detto, ma era implicito la sua preoccupazione e' che non ci siano interferenze sulla legislazione italiana, esattamente nello stesso spirito con cui noi non vogliamo interferire nella legislazione di altri Paesi. Se c'e' qualche settore della maggioranza che intende modificare la legge 40, e' chiaro che potra' farlo attraverso una iniziativa parlamentare". Insomma, chi vuole ritoccare la legge sulla fecondazione rinunci all'idea di un coinvolgimento del Governo.
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