Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Il ministro Mussi leva il sostengo alla dichiarazione etica contro le staminali embrionali (3)

U.E. - ITALIA
Notizia ·
RETROSCENA E ALTRE REAZIONI
Chi ha parlato con il vice-premier Francesco Rutelli dopo la decisione di Mussi non usa giri di parole per descriverne lo stato d'animo: "Rutelli e' molto irritato, e' arrabbiato". La sortita del ministro per l'Universita' Fabio Mussi sulle staminali non e' piaciuta affatto al presidente della Margherita e Rutelli non avrebbe risparmiato le critiche al collega diessino, sia nel colloquio avuto gia' ieri sera con Romano Prodi in vista del 'question time', sia con il ministro per il Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, con il quale si e' incontrato oggi appena prima di entrare in Aula per registrare gli ultimi dettagli della posizione da esporre pubblicamente. Un malumore, peraltro, che deve avere trovato orecchie attente in Prodi, visto che in ambienti di palazzo Chigi si ripete che il premier nulla sapeva delle intenzioni del ministro per l'Universita'.
Il presidente della Margherita ha lamentato l'iniziativa solitaria di Mussi, sapendo che su questo tema Prodi non puo' che condividere, visto che ha convocato il seminario di domenica e lunedi' prossimi proprio per cercare di ottenere un po' di 'disciplina' dai ministri.
Nelle dichiarazioni ufficiali, ovviamente, Rutelli non ha rivolto critiche esplicite a Mussi, ma bastano le parole di Renzo Lusetti a far capire l'umore della Margherita: "Mussi ha agito di testa sua, senza cercare nessuna concertazione. Ci vorrebbe piu' prudenza, Mussi rifletta bene". Nella Margherita, in realta', c'era chi spingeva perche' si costringesse Mussi a rivedere la sua posizione, ma si e' quasi subito capito che ormai non si poteva riapporre la firma sulla 'dichiarazione etica'. La firma pero' ormai era stata ritirata e "non potevamo certo aprire un fronte ora", spiega un altro dirigente Dl. "Ci siamo accontentati di chiarire, anche per mandare un messaggio alla Chiesa, che la legge 40 per noi non si tocca".
Dunque, incassato il 'blitz' sulla 'dichiarazione etica' europea, Francesco Rutelli ha voluto mettere il paletto in difesa della legge 40: "La legge in vigore non cambia", ha sottolineato intervenendo a Montecitorio a nome del Governo. Una posizione, dunque, che rispecchia anche il pensiero di Prodi e che significa soprattutto una cosa: il Governo non deve occuparsi di questioni eticamente sensibili, sono materie che e' meglio affrontare a maggioranza.
Una linea alla quale anche il diessino Vannino Chiti si e' attenuto: "La legislazione su questi temi si cambia solo a larghissima maggioranza, meglio se partendo da un'iniziativa parlamentare". D'altro canto, ha aggiunto Chiti in difesa di Mussi, "non crediamo che le scelte legislative italiane possano condizionare le scelte degli altri Paesi".
Peraltro, anche su quest'ultimo punto c'e' una doppia lettura, come suggerisce il vice-presidente della Camera Pierluigi Castagnetti: "Rutelli non l'ha detto, ma era implicito: la sua preoccupazione e' che non ci siano interferenze sulla legislazione italiana, esattamente nello stesso spirito con cui noi non vogliamo interferire nella legislazione di altri Paesi. Il caso e' chiuso".

Romano Prodi e Francesco Rutelli frenano Fabio Mussi. La posizione del ministro Ds sulla liberta' di ricerca sulle cellule staminali e' precisata e corretta dal vicepremier, il quale sottolinea che su materie 'di tanta sensibilita' e rilevanza etica sara' un orientamento collegiale ad esprimere la posizione del governo'. Rutelli, parlando alla Camera a nome del governo, evita comunque qualsiasi polemica con Mussi. Prodi, per parte sua, ribadisce (lo aveva gia' fatto nel suo discorso per il voto di fiducia) che sui temi etici vanno ricercate larghe intese in Parlamento, cosi' come preferirebbe che i singoli ministri prendessero decisioni o esprimessero opinioni solo dopo scelte collegiali del governo. La Cdl intanto attacca, parla di un ministro sconfessato e di un esecutivo diviso e in imbarazzo.
Mussi, ministro per la Ricerca e l'Universita', annuncia che l'Italia ritira il proprio sostegno alla dichiarazione etica contro lo sviluppo della ricerca sulle staminali all'interno dell'Ue. Oggi il dibattito si sposta alla Camera. L'Udc, in occasione del primo 'Question time' di questa legislatura, chiede se le parole di Mussi non siano 'in aperto contrasto con lo schiacciante esito del referendum sulla legge 40'. I centristi della Cdl vogliono inoltre sapere se si tratti dell'orientamento del governo oppure dell'opinione personale del ministro.
In Aula risponde Rutelli, che ha precedentemente concordato l'intervento con il presidente del Consiglio. "La legislazione italiana non cambia e' in vigore e per quanto riguarda materie eticamente sensibili la mia opinione e' che sia sconsigliabile che ci sia una posizione unitaria dell'Europa proprio perche' e' evidente che le legislazioni nazionali sono differenti da paese a paese'. Il ministro per i Beni culturali aggiunge che, vista la delicatezza del tema, non e' consigliabile decidere a maggioranza: 'Su materie di tanta sensibilita' e rilevanza etica sara' un orientamento collegiale ad esprimere la posizione della maggioranza e del governo".
Prodi e' sulla stessa linea, tanto che chi ha avuto modo di parlare con lui nelle ultime ventiquattro ore racconta che il premier ribadisce le parole gia' pronunciate al Senato in occasione del dibattito sulla fiducia al governo: "Ricercheremo in Parlamento larghe intese su temi che coinvolgono le coscienze e i valori etici di tutti noi". Sicuramente Prodi rimarca anche il fatto che la posizione di Mussi non sia arrivata dopo una decisione collegiale e il seminario con i ministri di San Martino in Campo sara' l'occasione per ribadire una volta di piu' un concetto espresso dal Professore la settimana scorsa: i membri del governo, insomma, dovranno parlare di decisioni prese e di scelte collegiali del Consiglio dei ministri.
Se la volonta' dell'Ulivo sembra chiara, quella cioe' di chiudere la polemica e di tenere bassi i toni, qualche frizione nell'Unione ancora resta. Verdi, Comunisti italiani e Rosa nel pugno apprezzano la decisione di Mussi e applaudono, mentre l'Udeur, con Mauro Fabris, chiede a Prodi di richiamare il ministro della Ricerca, ricordando che la decisione di Mussi 'non e' stata concordata ed e' fuori dalle intese che prevedono sui temi etici la condivisione da parte di tutti gli alleati'.
Anche la Margherita (e diversi esponenti Dl hanno avuto modo ieri di rendere nota la loro posizione) non ha gradito. Nei Dl c'e' irritazione e diversi dirigenti avrebbero preferito una reprimenda piu' netta contro il ministro Ds. Alla fine prevale la volonta' di chiudere il caso.
I Ds si mostrano prudenti, impegnati anche loro a non alimentare le polemiche. La posizione del partito e' pero' vicina a quella di Mussi. Vittoria Franco, senatrice e dirigente della Segreteria della Quercia, osserva: "Ha fatto benissimo a ritirare la firma dell'Italia alla dichiarazione etica sulla ricerca sulle staminali". E Livia Turco, ministro della Salute, anche lei Ds, ribadisce che la posizione del titolare della Ricerca e dell'Universita' non mette in discussione la legge sulla fecondazione assistita, precisando che ogni paese dell'Ue "con una legislazione diversa dalla nostra e' libero di rispettare la propria". Una valutazione che fa anche lo stesso Mussi, il quale, riferiscono ambienti del ministero, avrebbe gradito la posizione espressa da Rutelli alla Camera, osservando che nel governo non c'e' la volonta' di porre veti all'Europa.
Insomma, nel centrosinistra ancora si discute, ma sembra che prevalga la volonta' di chiudere in fretta la parentesi. Non e', ovviamente, la stessa intenzione della Cdl, che prova a infilarsi nelle polemiche. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, rispondendo in Aula, nota che 'Rutelli non ha difeso Mussi', ricorda l'esito del referendum sulla procreazione e auspica un impegno comune dei poli su temi cosi delicati, aggiungendo che la scelta di Mussi "e' molto grave'. Enrico La Loggia (Forza Italia) parla di un'iniziativa 'estremamente inopportuna', mentre secondo Maurizio Gasparri (Alleanza Nazionale) Rutelli ha di fatto contraddetto Mussi: 'E' ormai chiaro a tutti che questo e' il governo della confusione, mosso solo da una grande ansia di prestazione da parte dei suoi esponenti"

"Perche'?far partire il Partito Democratico con questi temi? Chi ce l'ha consigliato? Cosi'?si comincia male". Renzo Lusetti, uno degli esponenti di punta della Margherita, ribadisce la sua convinzione: "Meglio lasciar stare" materie complesse come la fecondazione assistita. "Sono temi etici e come tali riguardano la coscienza della persona. Il Parlamento ha gia'?approvato la legge e un referendum l'ha confermata. Non ?certo una priorita'?rimetterla in discussione". All'Ulivo "farebbe bene affrontare altri temi che sono ben piu' urgenti. Ne dico uno per tutti: la crescita economica, lo sviluppo. Facciamo prevalere la prudenza e lo spirito costruttivo, piuttosto che dar corso a distinzioni all'interno della coalizione".

"Il Consiglio Europeo sulla Competitivita' a cui ho partecipato a Bruxelles il 30 maggio scorso ha affrontato questioni cruciali per l'avvenire dell'Ue e del nostro Paese. Ho trovato l'Italia in un imbarazzante situazione di isolamento. Ed ho provato, credo con qualche successo, a rimetterla sulle gambe dell'Europa". Lo sottolinea in una lettera al Direttore del quotidiano 'La Repubblica', Ezio Mauro, il ministro dell'Universita' e della Ricerca, Fabio Mussi, in merito all'incontro tenutosi a Bruxelles questa settimana che ha provocato accese polemiche a causa della decisione di Mussi di superare le chiusure del nostro paese a livello europeo in merito alla sperimentazione sulle cellule staminali.
"Il Consiglio ha dato il via libera al Settimo Programma Quadro per la ricerca. Se ci saranno le dovute conferme della Commissione e del Parlamento, si partira' all'inizio del 2007. Si tratta di 53 miliardi di euro per sette anni una grande massa di risorse che non verranno assegnate secondo un capitolato nazionale ma sulla base di progetti presentati dalle Universita', dai centri di ricerca, delle imprese. Una grande, grandissima opportunita' rispetto alla quale bisogna da subito organizzare e mobilitare tutte le nostre energie economiche, intellettuali, scientifiche, cui faccio qui appello per un impegno nuovo e straordinario.
Io ho aperto su questo tema dichiarando il pieno consenso dell'Italia al Programma 'Ideas' e alla costituzione del Consiglio Europeo della Ricerca, che si appresta a diventare una vera e propria Agenzia. Quest'apertura ha rimosso le forti obiezioni, venute soprattutto dai paesi del centro e nord Europa, al finanziamento alle Pmi, contenuto nel programma 'Capacities', di particolare interesse per l'Italia ed equivalente a 1.336 milioni di euro.
In questo quadro ho annunciato di non voler insistere sulla 'dichiarazione etica', mai discussa in nessuna sede, con cui il precedente governo puntava a formare una 'minoranza di blocco' per impedire su scala continentale qualsiasi ricerca sulle cellule staminali embrionali".
"Questa posizione non tocca la legge 40 che puo' piacere o non piacere, ma che oggi e' legge dello Stato italiano e in quanto tale va attuata. Le norme europee prevedono, come e' noto, il rispetto delle legislazioni nazionali, ma non mi sembrava il caso di imporre a tutta l'Europa una sola legge, la nostra". Poi, in riferimento alle posizioni della Chiesa sulla sperimentazione, il ministro precisa: ''Rispetto le posizioni della Chiesa, ma lo spazio di laicita' degli stati deve tener presente numerosi punti di vista, e scommettere al tempo stesso sul principio di liberta' della ricerca e di responsabilita' della scienza. Condivido i richiami alla collegialita' del governo - precisa penso, pero', di aver fatto l'interesse del Paese e onorato la responsabilita' di Ministro dell'Universita' e della Ricerca scientifica. Teniamo aperto il dialogo etico non chiudiamo la porta elle speranze umane".

"Grave atto di scorrettezza costituzionale" viene definito dal quotidiano Avvenire la decisione del ministro dell'Universita' e Ricerca scientifica Fabio Mussi, di ritirare la firma dell'Italia alla pregiudiziale etica sulla ricerca europea sulle staminali. Il giudizio negativo e' espresso da Marco Olivetti nella pagina che il giornale dedica agli editoriali. Il ministro ha agito da solo e per di piu' in senso contrario alla legge italiana, anche se il suo atto ha riflessi solo in sede europea: questo in sostanza il capo d'imputazione al ministro. "La decisione di Mussi e' stata presa d'accordo con il solo ministro per le politiche comunitarie Bonino, e non vi e' stata una presa di posizione collegiale del governo; ne' si ha notizia di un accordo preventivo del ministro col presidente del Consiglio, tantomeno di una previa discussione parlamentare". Il ragionamento che il provvedimento e' stato dettato da scadenze europee non e' accettato da 'Avvenire' che obietta che "la posizione del ministro contrasta con l'orientamento della legge del suo paese, oltretutto confermata attraverso l'astensione meno di un anno fa da un referendum". Di qui il giudizio di grave scorrettezza costituzionale e del rilievo che "eloquente sembra la successione di parole e di silenzi da parte del vicepresidente Rutelli nel suo intervento alla Camera".

Faticosamente, stiamo uscendo dalle secche ideologiche avvicinandoci cosi' all'Europa: a nessuno e' vietato esprimere le proprie opinioni ma non per questo ha il diritto di veto, neanche Rutelli. A parlare e' il ginecologo, promotore della sperimentazione della pillola RU486 all'ospedale Sant'Anna di Torino e dirigente della 'Rnp', Silvio Viale che apprezza "l'iniziativa coraggiosa" del Ministro dell'Universita' e Ricerca: "bravo Mussi il suo e' stato un atto dovuto col quale ha tolto l'Italia dalla posizione minoritaria nella Ue ostile a ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali". Un atto, quello del Ministro Mussi, che non modifica la legislazione italiana, la legge 40 che "pure dovra' essere ridiscussa a breve per le verifiche in essa previste". Rispetto alle posizioni critiche, il ginecologo osserva: "Rutelli ha il diritto di manifestare le sue opinioni ma non ha diritto di veto: non esistono argomenti tabu' in un paese democratico, ne' la legge 40, ne' la Ru486, ne' i Pacs, ne' l'uso degli embrioni congelati per la ricerca, ne' la ricerca sulle staminali embrionali".
Viale registra, comunque, il mutamento del 'clima politico': "si e' riaperta la dialettica, bloccata dal centro-destra, tra posizioni diverse e il merito e' delle aperture di Mussi ma anche della Turco e della Bindi non so dove il dibattito sulle singole materie approdera', mi auguro alle soluzioni piu' corrette ed avanzate possibili".
Ed intanto, rivolto al Ministro della Salute, Viale chiede di adottare provvedimenti "non rivoluzionari ma in vigore gia' negli altri paesi europei, come la vendita dei farmaci fuori delle farmacie, la vendita della pillola del giorno dopo senza la prescrizione medica, l'abolizione del ricettario speciale per la prescrizione dei farmaci per la terapia del dolore ed infine non ostacolo alle procedure per l'accesso alla RU486".

"Disinvoltura'' e ''strappo'': usa queste espressioni Margherita Boniver, socialista approdata a Forza Italia per criticare la decisione del ministro Fabio Mussi. "Sono rimasta sconcertata dall'iniziativa di Mussi che ha operato con grande disinvoltura uno strappo nei confronti della tradizionale posizione italiana sulla ricerca sugli embrioni. Posizione che ci vedeva allineati con un paese fondamentale per l'Europa come la Germania". La decisione di Mussi mostra "l'incapacita' all'interno della coalizione di centrosinistra di trovare una posizione ragionata, perche' all'interno della coalizione convivono visioni diverse su questa delicata questione. La ricerca sulle staminale e' cosa troppo seria per essere trattata in modo cosi' episodico". La Boniver critica inoltre il fatto che le competenze sulla ricerca in materia di sanita', ricerca scientifica, industria e pari opportunita', ma anche la Farnesina, "sono tutte in mano a ministri appartenenti ai Ds".

"I repubblicani condividono nel merito la posizione del ministro Mussi sulle cellule staminali, in quanto ritengono sbagliato porre dei limiti alla ricerca scientifica, e bloccare quella degli altri paesi a causa della legislazione italiana". Lo ha affermato Giorgio La Malfa, segretario del Partito Repubblicano sottolineando pero' che "la decisione del ministro Mussi pone un problema politico istituzionale non eludibile, in quanto nei consigli europei i ministri esprimono le loro posizioni a nome del governo e le rappresentano. Se la decisione del governo corrisponde a quella di Mussi, e' inutile che altri esponenti se ne distinguano. Altrimenti il governo ha una posizione diversa e allora occorre conseguentemente rettificare la presa di posizione del ministro della Ricerca. Quello che e' certo e' che dal problema non si esce senza una dichiarazione formale ed univoca del governo italiano. Cosa che per ora manca completamente".

"Per quanto ci riguarda la vicenda e' chiusa come, del resto, hanno detto sia il presidente del Consiglio Prodi che il vice premier Rutelli". Lo ha detto il capogruppo dei Popolari-Udeur alla Camera, Mauro Fabris, commentando la lettera inviata al direttore del quotidiano 'La Repubblica', Ezio Mauro, dal ministro dell'Universita' e della Ricerca, Fabio Mussi. "A questo punto, il ministro Mussi e' libero di decidere se intende continuare a far parte di una squadra di governo che poggia la sua ragion d'essere e la propria azione di governo su un programma condiviso da tutte le forze che lo sostengono. Non c'e' altro da dire e speriamo che anche il ministro Mussi nel caso decida di continuare a far parte dell'esecutivo, non abbia altro da aggiungere".

"Va bene l'iniziativa del Ministro Mussi ma la sinistra deve far chiarezza al suo interno: se e' d'accordo o meno a finanziare istituti privati per la ricerca sulle cellule staminali adulte tagliando fuori quelle embrionali su cui molti paesi stanno investendo tantissime risorse". A formulare questa richiesta e' il neurofisiologo direttore del 'Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair', Pier Giorgio Strata riferendosi al ddl sulla fecondazione assistita presentato dalla Margherita. "Prevedere uno stanziamento di 100 miliardi di vecchie lire solo per le cellule staminali adulte e' un assurdo: tagliare dalla ricerca le staminali embrionali e' privarsi di uno studio e conoscenza fondamentale per la scienza quando invece sarebbe necessario studiarle entrambe integrando le conoscenze delle une e delle altre" Gli Usa hanno stanziato "ben 6 mila miliardi di vecchie lire sulle cellule staminali embrionali ed analoghi investimenti sono stati fatti o sono in atto in altri paesi: segno evidente che una prospettiva interessante c'e' in questo settore". Altrettanto inaccettabile e' "prevedere che i 100 miliardi siano ripartiti tra alcuni istituti privati dove, guarda caso, si fa ricerca sulle staminali adulte tagliando fuori gli istituti pubblici". Ma quanti sono e quali sono gli istituti privati? Nel ddl non si fanno nomi. "Sono tre gli istituti privati ai quali dovrebbero esser ripartiti gli investimenti previsti", risponde Strata. E quali sono? "Posso dire che se tra i prescelti ci fosse il Mendel di Roma (diretto da Dalla Piccola) o la Fondazione per la promozione della ricerca sulle staminali di Terni (presieduta da Garaci e diretta da Vescovi) non sarei per niente d'accordo, cosi' come trovo iniquo stanziare risorse per informare il pubblico sulle staminali adulte: l'informazione deve riguardare adulte ed embrionali". Insomma, "se a destra piove a sinistra il sole deve ancora sorgere occorre che si faccia chiarezza e presto per portare l'Italia fuori dal preoccupante isolamento dal resto del mondo e della Ue: siamo il solo paese insieme al Costarica che vieta l'uso degli embrioni sovrannumerari congelati e destinati a morte certa per la ricerca e sperimentazione".

La lettera di Mussi sulle cellule staminali embrionali, "dimostra che nel governo e' in atto un ipocrita gioco delle parti, con il ministro della Ricerca e dell'Universita' che va avanti imperterrito per la sua strada; il vicepresidente del Consiglio, Rutelli, che, a nome dell'esecutivo, fa finta di sconfessarlo davanti al Parlamento; e il presidente del Consiglio, Prodi, che, a parte tanto fantomatici quanto inutili 'richiami' al ministro in privata sede, pubblicamente si ostina a mantenere sulla delicata questione un silenzio assordante e pavido". Lo dichiara l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito. "Sono pertanto non solo necessarie, ma indispensabili le mozioni presentate in Parlamento da AN e dalla Cdl per impegnare il governo ad assumere una posizione univoca e ufficiale in materia, ripristinando il no dell'Italia al finanziamento della vivisezione sull'uomo, in conformita' con una legge dello Stato e con la democrazia, cioe' con la volonta' popolare espressasi chiaramente e inequivocabilmente ai referendum". Quanto ai contenuti della lettera, per Pedrizzi "non si tratta di imporre la nostra legge a tutta l'Europa, ma di evitare che i soldi dei contribuenti italiani vadano a finanziare pratiche che la stragrande maggioranza dei cittadini di questo Paese non condivide, come ha dimostrato facendo fallire in modo clamoroso i referendum. Quando inoltre Mussi sostiene di aver messo fine, con il suo atto, all'isolamento dell'Italia in Europa, non dice il vero e conferma di non aver compreso la posta in gioco in questa vicenda. L'Italia, infatti,era in buona compagnia, perche' la dichiarazione etica l'aveva sottoscritta insieme alla Germania (non a caso), la Polonia, la Slovacchia, l'Austria e Malta".

Sul dibattito riguardante le cellule staminali il ministro della salute Livia Turco preferisce per il momento non intervenire. Alla richiesta di un commento a Lussemburgo dove partecipava alla riunione del consiglio dei ministri della sanita' dell'UE, risponde cosi'. "No, no, no. Comunichiamo con le decisioni, non con le opinioni".

"La trovo una presa di posizione assolutamente inaccettabile, e comunque improvvida". Marcello Pera, ex presidente del Senato, parla cosi'?dell'apertura del ministro Fabio Mussi. "Non credevo che questo Governo volesse cominciare con un tema che divide la stessa maggioranza mi rendo conto che la parte cosiddetta centrista e moderata del centrosinistra ?stata immediatamente sconfitta".

"Bollettino di venerdi': sull'uso delle staminali embrionali il ministro Mussi non solo non e' pentito, ma rilancia. Il governo non dice piu' nulla. La firma dell'Italla alla 'dichiarazione etica' risulta ritirata. Per questo e' obbligatorio che non Rutelli, ma Prodi, venga in Parlamento e prenda atto della volonta' che lo stesso esprimera' in proposito. E' questo il senso della mozione che ieri abbiamo proposto, insieme al sen. Quagliarello". Cosi' Alfredo Mantovano, senatore di An.

Due visioni e due prospettive di centrosinistra tra loro "inconciliabili". Questa l'opinione espressa dall'ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini che in un'intervista a 'la Repubblica' attacca la maggioranza che, dice, ha idee "antitetiche". "Lo vediamo sull'alta velocita', sulla fecondazione come sulle staminali e presto lo vedremo sui conti pubblici". Tuttavia attenzione, avverte Casini, a illusioni di spallate come quelle evocate dall'ex presidente del Consiglio, Berlusconi. "Un buon comandante non deve illudere le sue truppe prospettando continuamente la battaglia decisiva per il giorno dopo, altrimenti alla terza volta nessuno gli crede piu'. Dobbiamo usare la nostra forza parlamentare per far esplodere le loro contraddizioni", continua Casini la cui idea di opposizione e' fatta da un centrodestra "che punti sulla centralita' del Parlamento e che si opponga all'idea del governo di ricorrere continuamente alle deleghe per evitare pericolosi voti in aula".

"Alla prossima riunione di Bruxelles Mussi ritiri quell'atto". Questo il monito al ministro dell'Universita' e della Ricerca, Fabio Mussi, lanciato in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica' da Luigi Bobba, ex presidente delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) e senatore della Margherita. "L'Italia deve mantenere la sua adesione alla 'pregiudiziale etica' poiche' il paese non puo' rischiare di 'procedere per 'strappi' sulle materie eticamente sensibili. Il ministro dell'Universita' e Ricerca ha preso una posizione a titolo personale, quella del governo non c'e' ancora. Sono contrario a far cadere la 'pregiudiziale etica' per tre ragioni la prima e' che se all'embrione si riconosce uno statuto di persona, allora non se possono utilizzare le cellule staminali per curare un'altra persona. L'embrione non va usato". Poi, rispondendo alle accuse mosse all'Italia di aver posto di fatto un 'veto', assieme ad altri cinque paesi, alla liberta' di ricerca dell'Ue, commenta: "Semplicemente impediamo che con i soldi di tutti, quindi anche con i nostri, l'Europa possa svolgere queste linee di ricerca. Ricordo il principio di sussidiarieta', cioe' non e' pensabile che l'Ue si sostituisca allo Stato Nazionale prendendo, in questo caso, decisioni in contraddizione con la legislazione italiana, con la nostra legge 40. Del gruppo di paesi che hanno deciso di aderire alla 'pregiudiziale etica' fanno parte la Germania, la Polonia, la Slovacchia, l'Austria e Malta, per un totale di quasi '200 milioni di cittadini europei, non quattro gatti. Altro che restare isolati dall'Ue quasi meta' Europa si e' pronunciata per la pregiudiziale etica". Sul futuro della legge 40 sulla fecondazione assistita, dichiara: "Non sono temi prioritari ne' per me e neppure nel programma dell'Unione, dove di legge 40 non si parla affatto. Penso, poi , che su queste questioni bisognerebbe legiferare con una maggioranza qualificata, ad esempio dei due terzi. Non sono materie reversibili che si fanno e si disfano da una maggioranza all'altra". E sul rischio di una mancanza di laicita' nella politica della Margherita il senatore assicura: "Non mi sento meno laico di Mussi. La tradizione del cattolicesimo sociale e democratico a cui a cui appartengo ha la laicita' nel suo dna. La laicita' non puo' essere sequestrata da qualcuno".

"Sono pienamente d'accordo con la posizione del ministro Mussi per consentire finalmente la ricerca sulle cellule staminali". Il premio Nobel Rita Levi Montalcini si esprime cosi' in una intervista sul Corriere della Sera nella quale, oltre a definire eccellente il principio approvato in Danimarca che permette la fecondazione assistita anche alle single e alle lesbiche, prende posizione sull'altro tema etico di maggior rilevanza in discussione in questi giorni in Italia, quello appunto della ricerca sulle cellule staminali e sulla nuova posizione dell'Italia espressa in Europa. "C'e' la necessita' di avanzare su questo fronte per aiutare o risolvere i problemi sulle patologie che potrebbero essere aggredite con il loro utilizzo. Ora il nostro governo deve andare avanti su questa linea.L'Italia non puo' continuare a rivestire il ruolo di Cenerentola di una situazione che a livello internazionale e' gia' maturata in modo ben diverso e consapevole, adottando tutte le cautele possibili". Il Nobel, ad esempio, si chiede perche' non sia giunto usare gli embrioni in sovrannumero, "se sono gia' destinati alla distruzione' ma ha anche aggiunto di essere contraria a crearne apposta per la ricerca. In ogni caso la scienziata non ha dubbi: le cellule staminali embrionali e quelle adulte non sono uguali. 'Hanno diverse potenzialita' perche' quelle embrionali a differenza delle adulte sono totipotenti, quindi consentono la massima espressione. Bisogna quindi valutare a seconda del caso".

L'Avvenire continua a mostrare preoccupazione per le dichiarazioni del ministro della Ricerca, Fabio Mussi che, nei giorni scorsi, si era pronunciato a favore del ritiro del sostegno italiano alla Dichiarazione etica contro la ricerca sulle staminali embrionali. "Una possibilita' di tornare indietro c'e' ancora" si legge in un editoriale in cui il quotidiano dei vescovi mette in evidenza che dietro le parole di Mussi c'e' una "precisa scelta politica" e non tanto un dilemma personale di natura etica. "Tra qualche settimana al Senato si aprira' il dibattito sulla mozione presentata da Alfredo Mantovano e Gaetano Quagliariello, con cui si chiede in coerenza con la legge 40, di confermare il sostegno alla Dichiarazione etica. Allora si vedra' se le assicurazioni offerte dal governo in questi giorni salvaguardano gli italiani dagli infelici esiti dei dilemmi personali del ministro Mussi'. Infine una aggiunta: 'chi vuole sviluppare la ricerca sulle staminali embrionali lo faccia pure, ma a spese proprie".

"La distinzione dei sessi e' scritta nella costituzione del corpo. E riconoscere un'unione tra due uomini o tra due donne e' una fuga dalla realta' antropologica". Sono queste le parole utilizzate da Monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, in un'intervista a 'Il Messaggero', dopo che la Danimarca ha varato la legge che consente l'inseminazione aritificiale alle coppie lesbiche. Monsignor Sgreccia dichiara di non negare che "esistano le convivenze di fatto, dico pero' che volerne fare un modello di unione alternativo e parallelo al matrimonio e' fuori dalla realta' e dal bene sociale, Sottolineando invece la differenza tra tolleranza e promozione di questa tipologia di unioni: "La tolleranza e' un fatto che si riferisce al bene pubblico e non al giudizio etico, che deve essere corrispondente al bene in se'; mentre riconoscere e' molto piu' che tollerare, vuol dire approvare". Quanto all'apertura di certe democrazie occidentali su fecondazione, eutanasia e Pacs, dichiara: "Sono fiducioso che il buon senso, la razionalita' e il desiderio di dialogo finiscano per prevalere sulle manifestazioni ideologiche, che sembrano riacutizzarsi in qualche paese".

Il presidente della Societa' Italiana Farmacologia, Giovanni Biggio, si associa alle dichiarazioni del Nobel Rita Levi Montalcini, d'accordo con la posizione del ministro della Ricerca Mussi, affinche' la ricerca sulle cellule staminali embrionali possa andare avanti in Italia. Biggio, come Montalcini, riconosce la necessita' di rispettare alcuni limiti etici ma matte sull'altro piatto della bilancia le enormi potenzialita' di cura delle staminali embrionali. "Tanti sono i filoni di studio e molto diversificati. La ricerca, in questo settore, e' cosi' ampia ed incerta da richiedere il concerto di tutti. Anche si mantenesse intatto il principio ispiratore procedere d'ora in avanti su velocita' differenti, rischierebbe di disperdere tempi ed energie. Non si puo' cancellare un percorso comune gia' avviato. Anche il controllo etico e' parimenti importante ed uguale rispetto a quello scientifico e l'Italia rischia cosi' di ingenerare il sospetto di volersi dare una propria morale e dei traguardi pratici incontrollabili".

Un richiamo all'unita' nel segno del cattolicesimo democratico di Aldo Moro: sui temi eticamente sensibili "dobbiamo andare avanti verso sintesi unitarie e non indietro verso le tradizionali divisioni": ad auspicarlo e' Franco Monaco, deputato dell'Ulivo. "Come dissento dagli strappi di Mussi in tema di staminali cosi' pure non mi convincono le iniziative che portano il segno della regressione alle appartenenze ideologiche o di partito su famiglia e unioni civili". Per questo, "come ho comunicato alla senatrice Binetti, non ho aderito alla lettera indirizzata a Francesco Rutelli da colleghi parlamentari Dl nella quale si propone un'iniziativa distinta di Margherita. Non siamo gia' piu' avanti nell'unita' dentro l'Unione, l'Ulivo e la stessa Margherita? perche' tornare indietro a logiche di parte, di partito, di componenti di partito, di dicotomia tra laici e cattolici, nel tempo in cui lavoriamo per il Partito democratico? Trovo che sia in contraddizione con la ragione fondativa dell'Ulivo e cioe' il proposito di fare cadere storiche barriere". Lo stesso cattolicesimo democratico "nel quale mi riconosco e' quello di Aldo Moro, per il quale l'ispirazione cristiana non erige barriere ma, al contrario, propizia apertura, dialogo, collaborazione con gli uomini di buona volonta' sul piano della laicita".

INTERVIENE FASSINO
Con una decisione di buon senso Mussi ha rimosso il veto italiano che impediva agli altri Paesi europei di condurre la ricerca sulle staminali. Sarebbe aberrante che l'Italia si arrogasse il diritto di decidere anche per altri Stati sovrani'. In una intervista al 'Corriere', Piero Fassino difende il ministro Fabio Mussi e chiede di rivedere la legge sulla fecondazione assistita. In particolare, in segretario Ds invita al dialogo senza integralismi e propone subito nell'Ulivo un gruppo di lavoro per la bioetica. "La legge sulla fecondazione assistita va rivisitata. E' vero che c'e' stato un referendum. Ma, a parte il fatto che non essendo stato raggiunto il quorum non e' stato possibile conoscere l'effettiva volonta' della maggioranza degli italiani, in ogni caso il referendum non ha risolto tutti gli interrogativi e i dubbi che la legge pone. Confrontiamoci con spirito libero tra maggioranza e opposizione per vedere come migliorarla".
Fassino commenta il manifesto dei cattolici della Margherita:"Se servono a piantare una bandiera, i manifesti sono inutili e possono anche essere dannosi. Hanno, invece, una grande utilita' se rappresentano un contributo e una sollecitazione a discutere".

Intervista al 'Corriere della Sera' di Paola Binetti, senatore della Margherita, leader del Comitato Scienza & Vita.
"La legge sulla fecondazione? No, un' apertura su questo punto non la porteranno mai a casa. La sacralita' della vita e' un valore non negoziabile. Ci dobbiamo preoccupare che la coalizione regga per 5 anni. Senza un accordo non si tocca. Non avrebbe la maggioranza, non bisogna esporsi", esclude ogni compromesso Paola Binetti, senatore della Margherita, leader del Comitato Scienza & Vita. e' la sua risposta all' apertura di Fassino per la ricerca sulle staminali embrionali. La neuropsichiatra non indietreggia ne' sull' eterologa (ora e' vietata ogni tecnica con l'impiego di ovociti o sperma donati) ne' sulla diagnosi preimpianto sull'embrione: "Una piattaforma comune si puo' trovare solo discutendo un progetto di investimenti per la ricerca su cellule staminali di cordone ombelicale e staminali fetali, quelle cioe' tratte da aborti per le quali esiste gia' parere positivo del Comitato nazionale di bioetica". La Binetti dice di avere il sospetto che un possibile obiettivo, anziche' potenziare la ricerca, "sia quello di mettere in crisi il pensiero cattolico. Mi stupisco che su 100 parlamentari ds non uno abbia criticato l' iniziativa del ministro Mussi a Bruxelles. La loro e' una coesione politicizzata, un monolite. Mi auguro che al loro interno nasca un dibattito, non si puo' pretendere che il dialogo si costruisca solo se noi rinunciamo alle nostre posizioni". Accordo pieno col segretario, invece, per quanto riguarda la creazione di un tavolo dell'Unione dove discutere i temi di bioetica. La senatrice ritiene pero' possibile e auspicabile la nascita del partito democratico anche se «avra' una lunga gestazione. Andra' costruito, non si puo' imporre dall'alto. Soprattutto non si puo' fare reprimendo l'anima cattolica. Se si vuole che il partito democratico sia espressione di una cultura ulivista nuova e' necessario che il pensiero cattolico non venga confinato. Faccio notare che nelle ultime esternazioni i ministri di Prodi ci hanno messi in difficolta'". La Binetti ha firmato per prima la lettera dove 60 parlamentari dl chiedono a Rutelli di spingere verso politiche forti a favore della famiglia: "Non ci ha risposto, ma a me ha detto di averla apprezzata molto".

"Vorrei ricordare all'on. Binetti che e' una eletta della Repubblica italiana e non una nominata dello Stato Vaticano": lo afferma Marco Rizzo, capodelegazione del Pdci al Parlamento europeo, a proposito della polemica sulla ricerca sulle staminali. "Ho molto rispetto dei cattolici che fanno politica, e del loro impegno. Proprio per questo giudico le posizioni integraliste un male nel dibattito tra laici e cattolici in politica. Non e' giusto che una visione legittima che attiene alla sfera privata incida negativamente sulla politica di uno Stato. La ricerca deve essere libera e laica, scevra da condizionamenti".

"Non vorrei inserirmi in quella che potrebbe apparire soltanto una disputa interna al centrosinistra. Ma i termini adoperati dall'europarlamentare comunista Marco Rizzo per criticare il lavoro che sta svolgendo la senatrice Binetti sono inaccettabili per tutti, qualunque sia il partito o lo schieramento di appartenenza". Lo afferma in una dichiarazione il senatore di An Alfredo Mantovano. "Sostenere che la ricerca incontri limiti nel rispetto integrale della persona, e che quindi un essere umano, pur se nella fase embrionale, non possa essere utilizzato come insieme di pezzi di ricambio per fini pur di per se' nobili non equivale a essere ne' 'servi del Vaticano' ne' integralisti; non si tratta di una 'visione privata' che incide nella politica di uno Stato, ma della tutela di diritti, a cominciare a quello a esistere e a non essere manipolato, che si chiamano 'fondamentali' proprio perche' senza di essi lo Stato non ha fondamenta. Non meraviglia che tutto cio' sfugga a chi, come l' onorevole Rizzo, appartiene a una tradizione culturale e politica per la quale l'uomo puo' essere indifferentemente fine e mezzo. La storia ha dimostrato quante atrocita' siano derivate da questa indifferenza".

"Leggendo le dichiarazione di Binetti, come si fa a non vedere che siamo di fronte ad un inquietante caso di 'eterostato', nel senso di Stato estero?". E quanto sostiene Vittorio Sgarbi, che replica al senatore di An, Alfredo Mantovano: "Inutile che provi ad ergersi a difensore dell'onorevole Binetti. Nonostante in passato il comunista Marco Rizzo abbia fatto di tutto per polemizzare con me, per onesta' intellettuale, devo ammettere che sulla Binetti ha proprio ragione lui. E' una polemica che non riguarda il mio schieramento politico, ma, leggendo le dichiarazione dell'onorevole Binetti, come si fa a non vedere che siamo di fronte ad un inquietante caso di 'eterostato', nel senso di Stato estero?" Ricordare, come fa Rizzo, alla senatrice dielle, "che ella rappresenta i cittadini della Repubblica italiana e non lo Stato Vaticano, mi sembra legittimo e non inaccettabile come afferma il strumentalmente il parlamentare di An".

"Nel rinnovarle la nostra stima, esprimiamo tutta la nostra solidarieta' alla malcapitata senatrice Binetti per il trattamento riservatole dai suoi alleati di Sinistracentro che, evidentemente, le imputano di non essere una cattolica 'adulta". Lo afferma Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito. "La verita' e' che in An e nel Centrodestra i cattolici, anche quelli non 'adulti', hanno pieno diritto di cittadinanza e sono anzi la stragrande maggioranza, mentre nella Margherita e nell'Unione sono corpi estranei, sopportati con insofferenza, insolentiti e messi all'angolo. Ecco perche' la senatrice Binetti, come il senatore Bobba, hanno sbagliato schieramento".

"Gli attacchi spropositati che la parte piu' radicale e comunista dell'Unione compie nei confronti di Paola Binetti, e di quella parte dei cattolici e laici dell'Unione impegnata nella difesa dei valori civili della vita e della famiglia, dimostrano dove sia di casa l'intolleranza e il laicismo contrario a ogni sorta di concordia". Lo dichiara Luca Volonte', capogruppo Udc alla Camera. "Il silenzio di Romano Prodi sugli atti compiuti dal ministro Mussi e sui continui attacchi terroristici di cui sono oggetto i cattolici nell'Unione dimostra quale senso di marcia abbia ormai intrapreso non solo il governo, ma anche la guida politica della coalizione di maggioranza. Giuliano Amato, oppositore delle radici cristiane in Europa e abrogazionista della legge 40, presiedera' una commissione del governo, sulla bioetica, che non potra' mistificare la straordinaria volonta' popolare emersa durante il referendum di un anno fa'.

"La senatrice Binetti non e' stata nominata in Parlamento dal Vaticano ma dal medesimo popolo italiano che ha eletto l'on. Rizzo ed ha il diritto di argomentare le proprie ragioni tanto quanto qualunque altro parlamentare". Lo dichiara Rocco Buttiglione, che aggiunge: "gli elettori della senatrice Binetti sono, verosimilmente, una parte di quel variegato e composito elettorato che, in occasione del recente referendum sulla bioetica, ha preso una chiara posizione in difesa della vita, posizione che gli integralisti della sinistra fanno evidentemente ancora fatica a digerire. Senza i voti della senatrice Binetti e di quelli che la pensano come lei la coalizione dell'on. Prodi non avrebbe mai raggiunto la maggioranza e noi ci troveremmo in Italia con un differente governo (cosa che fra l'altro a me farebbe solo piacere). E' politicamente disonesto prendere i voti dei cattolici e di coloro che difendono la vita e poi negare ai loro rappresentanti il diritto alla piena agibilita' politica, con le espressioni di opinioni e di voto conseguenti. Esprimiamo piena solidarieta' alla senatrice Binetti, al di la' della diversa collocazione politica, contro l'aggressione di cui e' oggetto per la testimonianza coraggiosa che rende alle proprie idee ed ai propri convincimenti morali".

L'onorevole Luca Volonte' capogruppo Udc alla Camera, critica "il silenzio di Romano Prodi" in materia di bioetica di fronte alla recente posizione del ministro alla Ricerca, Fabio Mussi (sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali) e agli attacchi alla senatrice Paola Binetti (Margherita) da parte, ad esempio, di Marco Rizzo (Comunisti italiani). "Gli attacchi spropositati che la parte piu' radicale e comunista dell'Unione compie nei confronti di Paola Binetti, e di quella parte dei cattolici e laici dell'Unione impegnata nella difesa dei valori civili della vita e della famiglia dimostrano dove sia di casa l'intolleranza e il laicismo contrario a ogni sorta di concordia. Il silenzio di Romano Prodi sugli atti compiuti dal ministro Mussi e sui continui attacchi terroristici di cui sono oggetto i cattolici nell'Unione dimostra quale senso di marcia abbia ormai intrapreso non solo il governo, ma anche la guida politica della coalizione di maggioranza".

"L'atto del ministro Mussi di ritiro della firma dell'Italia sulla ormai famosa dichiarazione etica, ha messo in subbuglio le gerarchie vaticane e conseguentemente ha scatenato le ire di una minoranza di blocco del centrosinistra. La parte cattolica della Margherita pare, infatti, voglia un immediato dietro front del ministro". Lo sottolinea Rocco Berardo, vice-segretario Associazione Coscioni e membro della direzione della Rosa nel Pugno, tornando a parlare della posizione del ministro Fabio Mussi sulle cellule staminali.
L'esponente radicale si chiede: "Ma per quale motivo Mussi dovrebbe ripetere e sottoscrivere un atto voluto dal governo Berlusconi? Si e' anti-berlusconiani nei fatti o solo a parole? La Margherita, una parte e non tutta a dir il vero, sosterrebbe che Mussi non si doveva 'esprimere' in quel modo senza consultarsi. In realta' Mussi con il ritiro della firma ha semplicemente non fatto 'esprimere' l'Italia su quel tema. Dunque la polemica della Margherita e' del tutto pretestuosa e volta ad ottenere anche questa volta un diritto di veto su una posizione che vede unanime a favore della ricerca sulle staminali la stragrande maggioranza del centrosinistra'. Ora, conclude, 'e' urgente che si facciano passi avanti perche' i liberali di ogni schieramento pongano la parola fine a questa deriva clericale del nostro Paese con una legge europea sui temi della ricerca scientifica".

"Apprezziamo la proposta di Fassino di procedere, ma dopo il referendum, a confrontarsi costruttivamente con l'opposizione sulle riforme costituzionali che servono al Paese. Ma diciamo no alla sua idea di cambiare la legge sulla fecondazione, cosi' come non concordiamo sulle sue tesi relative alla bioetica". Lo afferma in una nota il capogruppo dei Popolari Udeur alla Camera, Mauro Fabris, commentando l'intervista del segretario dei DS. "Sbaglia Fassino a dire che con il referendum gli italiani non hanno scelto. Sbaglia Fassino a dire che l'uomo puo' incidere sulla vita e la morte. Sbaglia Fassino a dire che sui temi della bioetica l'importante e' trovare un accordo solo all'interno dell'Ulivo. Al leader della Quercia ricordiamo che non sono queste le priorita' del Paese, che appuntamenti ben piu' impegnativi attendono questa maggioranza e che, sui valori della vita, non accetteremo mai logiche di schieramento. Siamo del tutto contrari e in Parlamento faremo fino in fondo la nostra battaglia".

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