Italia. Il ministro Mussi leva il sostengo alla dichiarazione etica contro le staminali embrionali (4)
continua Interviene Fassino
"Come da copione l'armata brancaleone della sinistra va all'attacco per stravolgere alcuni punti fondamentali delle regole vigenti nel nostro paese. Fassino annuncia modifiche alla legge sulla fecondazione assistita, ignorando gli esiti eclatanti del referendum dello scorso anno e le palesi divisioni sul tema che emergono anche nel suo schieramento". Lo afferma l'esponente di An Maurizio Gasparri.
"Bene l'apertura di Fassino dopo quella di Mussi: la mediazione si puo' cercare, le basi ci sono. Serve buon senso e buona volonta', non le lobby che sono sempre pericolose". Cosi' il ginecologo, pioniere della fecondazione assistita Carlo Flamigni apprezza l'apertura-invito del leader dei Ds sulla rivisitazione della legge 40/05. "Si apra un tavolo di confronto ed una mediazione e' possibile trovarla perche' ci sono le basi: serve buon senso e buona volonta', non le lobby che sono sempre pericolose". E il riferimento e' al 'Manifesto' dei 60 deputati cattolici del centro sinistra. "Si puo' iniziare con le linee-guida della legge 40 che si possono rivedere ogni tre anni: si possono apportare modifiche e non stravolgere la legge". Un esempio? "Trovando la definizione condivisa di embrionedi impianto donazione dei gameti e via dicendo". E quale potrebbe essere la definizione condivisa di embrione? "Non coincidente con l'inizio della vita personale e con l'inizio della fecondazione: in tal modo si riconosce la fase pre-embrionale e questo consente una parte della diagnosi pre-impianto vietata".
"Fassino pone il problema di un primo bilancio della legge sulla fecondazione. Secondo me se ne deve discutere senza scomuniche e senza dogmi, semplicemente bisogna vedere se la legge permette i risultati scientifici o se determina le fughe di utenti all'estero di cui parla la sinistra". Lo afferma il leader della Dc Gianfranco Rotondi. "Aggiungo che fecondazione assistita, cellule staminali, unioni di fatto sono una griglia di temi che merita la costituzione di una commissione parlamentare speciale una volta tanto utile visto che se ne fanno tante per temi inutili. Sarebbe il luogo ideale- conclude- per discutere serenamente e senza steccati tra laici e cattolici che ai tempi della Democrazia Cristiana non ci furono mai".
"La posizione di Fassino e' coerente con l'impegno profuso nella campagna referendaria: mi fa piacere la sua posizione ma non mi meraviglia: e' giusto cambiare una legge che e' fortemente punitiva per la donna e per la ricerca". Lo dice il capo-gruppo di Rifondazione alla Camera Gennaro Migliore per il quale, "va restituita alla donna la liberta' di scelta ed il suo diritto alla maternita'". Aggiunge la senatrice di Rifondazione, Rina Gagliardi: "c'e' necessita' di una svolta laica su materie cosi' delicate smettendola con le guerre di religione. Per la legge 40 e' tempo di bilancio per vedere quali risultati ha dato". Insomma, la legge va cambiata? "Assolutamente - risponde Migliore - ricercando una preventiva intesa nel centro-sinistra e poi una convergenza in Parlamento per togliere tutti quei divieti che penalizzano la donna e la ricerca".
"Considerato che l'Ulivo aspira a farsi partito, il Partito democratico, penso meriti di essere raccolta la proposta di Fassino di un gruppo di lavoro dell'Ulivo per discutere le questioni bioetiche". Lo dice Franco Monaco (Margherita), che aggiunge: "Compreso il problema del se ed eventualmente come migliorare e correggere la legge 40. Anche perche' il responso del referendum e' indecifrabile. Si misura qui l'errore della predicazione e della strategia astensionistica: e' impossibile distinguere, nel vasto bacino di chi non ha votato, quanti lo hanno fatto motivatamente come fosse un no e quanti per ignavia, pigrizia, indifferenza. Mentre i si'sono stati decisamente piu' numerosi tra quanti si sono presi la briga di votare. Ne'gli uni ne' gli altri possono intestarsi la vittoria in una partita non valida".
"La seconda prova della deriva zapatera di Prodi? L'intervista di Fassino di oggi". Lo dice Luca Volonte', capogruppo Udc alla Camera, a proposito delle proposte del leader della Quercia in materia di bioetica. Secondo Volonte': "Chi ha perso il referendum di un anno fa non puo' sovvertire quel plebiscito popolare con blitz, fuori dallo stesso programma del'Unione. E' una colossale truffa,un meschino inganno elettorale, smascherato prima da Mussi, ora da Fassino" e "Prodi, garante del programma e leader di coalizione ha il dovere di intervenire. Dopo la sua ignavia sul caso Mussi-Bonino, abbia il coraggio di dare un cenno di vita. La CdL,con le forze politiche e i singoli parlamentari della Unione, sapranno impedire ogni tentativo di violare l'esito referendario. Fassino ricordi che sta creando una spaccatura e un precedente inusuale e grave per il Paese".
"Per Fassino il dialogo c'e' solo quando gli e' utile, ha una singolare nozione di dialogo. E' da respingere prima di un referendum, benche' egli riconosca l'opportunita' di un lavoro condiviso in materia. E' invece da avviare dopo un referendum - quello sulla legge 40, da lui rovinosamente perduto - per modificare cio' che va bene per il 75% degli italiani". Lo dicono Alfredo Mantovano (An) e Gaetano Quagliariello (FI), che aggiungono "E' una nozione di dialogo simile a quella manifestata dal suo collega di partito, il ministro Mussi, che a Bruxelles, da solo e senza accordo col governo di cui fa parte, ha modificato la posizione dell'Italia in materia di ricerca sulle staminali embrionali. Se per la sinistra il dialogo e' lo strumento per aggirare la collegialita' e la volonta' democraticamente espressa, la discussione e il voto sulla mozione da noi presentata al Senato proprio in ordine all'adesione dell'Italia alla 'dichiarazione etica' (sulla quale chiediamo condivisione e impegno comune ai colleghi della Margherita) e' lo strumento per riportare serieta' in una materia delicatissima, che chiama in causa il rispetto dei diritti fondamentali".
"Fassino chiede di aggiungere all'agenda politica la revisione della legge sulla fecondazione assistita e aggiunge cosi' un tema ad alto rischio di divisione in un inizio di legislatura che deve fare i conti con altre priorita', dall'economia alle questioni istituzionali e del sistema elettorale". Lo afferma Enzo Carra della Margherita. "Il funzionamento della legge va considerato nel suo complesso, dopo un certo tempo dalla sua entrata in vigore. Sul significato del referendum poi non ci possono essere dubbi. E' stato in termini di partecipazione il piu' disertato dell'intera storia repubblicana. Cio' significa almeno che non e' in cima alle preoccupazione e alle attese degli italiani. Chi l'ha promosso dovrebbe analizzare i motivi della sconfitta prima di ripartire per nuove campagne. Infine, se e' opportuno e utile aprire un dibattito all'interno dell'Ulivo sui temi della bioetica e' necessario chiarire prima che le posizioni diverse e distanti hanno ciascuno diritto di rappresentanza e di ascolto. Queste diverse posizioni del resto convivono e devono avere diritti di cittadinanza anche all'interno dei partiti. Oltretutto, i firmatari, cattolici e no, della recente lettera a Rutelli non pretendono di rappresentare tutto un partito nel quale, anzi, vengono rappresentanti e difesi orientamenti in tutto o in parte opposti ai loro. E' dunque imbarazzante constatare ancora una volta che un partito, i DS, si schiera compatto su delicatissimi temi di bioetica pensando di aprire un confronto con gli altri che, invece, rispettano il loro pluralismo interno. Un pluralismo che iniziative come quella di un ministro della Repubblica in tema di ricerca sulle staminali ha contraddetto e umiliato. Ed e' bene porre anche questo tema al centro della piu' ampia riflessione".
"La mozione Mantovano-Quagliarello in tema di fecondazione assistita sancisca anche l'impegno al rispetto pieno della legge 40 da parte del ministro Turco, di cui si segnala l'assenza di un qualsiasi intervento rispetto alla figuraccia che ci ha fatto fare in Europa e di fronte al 75% degli elettori italiani il suo collega Mussi": lo ha dichiarato il senatore Francesco Storace, dell'esecutivo politico di an.
"Senza aprire polemiche su una materia molto delicata, vorrei ricordare che la pessima legge sulla fecondazione non e' certo un dogma". Lo ha detto il presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, intervenendo del dibattito sulla revisione della legge sulla fecondazione assisitita. "Ho apprezzato le parole di Fassino e mi auguro sia possibile avere nel nostro paese un dibattito sereno e non ideologico sulla materia. La legge 40 contiene peraltro norme abberranti criticate anche da una parte consistente del mondo cattolico. Quanto al referendum, e' bene ricordare che la furbizia astensionista non puo' essere spacciata per una vittoria dei no. Solo quest'ultima sarebbe stata la chiara espressione della volonta' popolare. Ma cosi' non e' stato".
"Sulla procreazione assistita, i protagonisti dell'Unione stanno facendo il gioco delle tre carte. Ogni esponente finge di credere che le dichiarazione degli altri rispecchino le proprie opinioni quando e' chiaro che non e' cosi". Lo dice Lucio Malan (FI), che aggiunge: "Questo e' ormai consuetudine nel guazzabuglio della coalizione prodiana, ma e' particolarmente squallido che cio' avvenga su un tema cosi' delicato. Primeggia l'on. Monaco il quale, ha la faccia tosta di definire indecifrabile l'esito del referendum, nel quale appena un elettore su cinque ha votato per modificare la legge. Ma prima o poi i nodi verranno al pettine ed emergera' che nell'Unione, pur prevalendo le posizioni contrarie alla maggioranza dei cittadini, non c'e' alcuna posizione comune".
"Dopo l'odierno, ennesimo rilancio di Fassino, e' ora che il leader dell'Unione e presidente del Consiglio, il cattolico adulto Prodi, si assuma le sue responsabilita' e faccia sapere agli italiani qual e' la sua posizione e la posizione ufficiale della maggioranza e del governo in merito alla legge sulla procreazione medicalmente assistita". Lo dice Riccardo Pedrizzi (An), che aggiunge: "Fassino si rassegni: l'esito dei referendum di un anno fa, falliti grazie alla piu' alta quota di non voto della storia, ha dimostrato che nel Paese non esiste una maggioranza di cittadini contrari alla legge 40. Ha certificato che non esiste una maggioranza di cittadini che dica si' al grave peggioramento della normativa, per cui non e' pensabile che a peggiorarla gravemente possa essere il Parlamento. La vittoria schiacciante del non voto, insomma ha avuto un significato chiaro, preciso e inequivocabile: il popolo sovrano non ha creduto alla campagna di denigrazione e diffamazione della legge 40 portata avanti con ferocia dai referendari. Comunque, in questo periodo abbiamo gia' visto che la legge 40 funziona, contrariamente a quanto ci vorrebbero far credere i nostalgici del far west e del business. La legge 40 ha ridotto la strage degli innocenti insita nelle tecniche di fecondazione extracorporea. E questo non lo diciamo noi, ma i dati sull'applicazione della legge 40 presentati nel marzo scorso da un organismo tecnico autonomo e indipendente quale l'Istituto superiore di sanita'".
"Dobbiamo affrontare con coraggio la ricerca di un confronto e di una sintesi sui temi etici". Lo dice al 'Corriere della Sera' il capogruppo dell'Ulivo alla Camera, Dario Franceschini, che aggiunge: "e' troppo comodo parlare di argomenti su cui la pensiamo allo stesso modo. Se vogliamo davvero fare il partito democratico, dobbiamo ascoltarci e smetterla di irrigidirci sulle nostre posizioni". Dicendosi d'accordo con il segretario dei Ds, Piero Fassino, sulla necessita' di cambiare la legge sulla fecondazione assistita, Franceschini afferma che "non deve essere un tabu', si puo' pensare di introdurre modifiche ma solo dopo un percorso comune di dialogo e approfondimento". Tra gli altri temi da affrontare, dice, "la pillola abortiva e la ricerca sulle cellule staminali", ma "nei prossimi anni arriveranno temi piu' difficili. Intanto partiamo dall'Ulivo poi e' certamente necessario avviare un confronto con gli altri partiti, anche se questi temi non sono oggetto del programma del governo".
"Ogni volta che mi trovo a leggere una mia intervista non mi rassegno al fatto che ormai il lavoro del giornalista o le idee dell'intervistato vengano travolte dalle scelte del titolista. Non ci possono essere ragioni di semplificazione o di spazio tipografico che autorizzino ad attribuire, magari tra virgolette, cose mai dette o pensate". Dario Franceschini ha scritto una lettera al direttore del 'Corriere della sera' a proposito della sua intervista sulla fecondazione pubblicata oggi dal quotidiano. "Quando poi, come nella mia intervista di oggi a Livia Michilli, si affrontano temi delicati e difficili penso servirebbe un po' di scrupolo in piu'. Passi che, a fronte di un testo corretto, la mia affermazione sulla legge 40: 'Si puo' pensare a introdurre delle modifiche ma solo dopo un percorso comune di dialogo e approfondimento' diventi un ben diverso 'si' a modifiche', ma trasmettere l'idea che il sottoscritto, colto da improvviso raptus, apra alla clonazione e all'eutanasia e' francamente per me insopportabile. Alla domanda della giornalista sulla possibilita' che nei prossimi anni possano arrivare di fronte al legislatore anche temi come la clonazione e l'eutanasia, la mia risposta infatti e' stata: 'Potrebbe accadere. E quando la scienza chiamera' il legislatore a scrivere divieti e regole non dovremo farci trovare impreparati e divisi'. Tutto cio' e' diventato nel titolo, per altro virgolettato: 'In futuro potremmo parlare di eutanasia e clonazione' che sembra voler trasmettere l'idea di mie aperture su due temi su cui appunto serviranno invece 'divieti e regole".
"L'inaspettata apertura del cattolico devoto alla Gerarchia Dario Franceschini su temi quali la revisione della legge sulla procreazione assistita nel senso indicato dal leader Ds Piero Fassino, la ammissibilita' della pillola abortiva nel senso indicato dal ministro diessino Livia Turco, la approvazione del ritiro alla dichiarazione etica sulla ricerca delle cellule staminali e sugli esperimenti in embrioni umani espresso in sede Ue dal ministro diessino Mussi indicano che questa e' la linea della maggioranza di governo, e rappresenta anche una dura reprimenda a quei cattolici dalla Binetti a Bobba a Enzo Carra che avevano espresso il loro dissenso". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga commentando l'intervista del capogruppo dell'Ulivo alla Camera pubblicata dal 'Corriere della sera'. "Non e' pensabile che il cattolico Dario Franceschini abbia assunto queste posizioni senza essersi consultato con la Cei, che evidentemente ha preso atto della impossibilita' da parte dei cattolici come gia' fu per il divorzio e l'aborto di vincere la battaglia su questi temi eticamente sensibili e su questi valori anche se 'non negoziabili', ed ha deciso di non impegnarsi in questa battaglia. Ma evidentemente sulla base della 'politica del male minore' la Cei deve aver ottenuto assicurazioni su altri piani: il rispetto o l'aumento del finanziamento alle scuole cattoliche, la intoccabilita' della legge che accolla al bilancio dello Stato il pagamento degli insegnanti di religione cattolica nelle scuole pubbliche assicurando ad essi in una forma facile la collocazione in ruolo e magari un piccolo ritocco in su della quota dell'8 per mille.
Ma a me che sono un cattolico liberale ma infante e un democristiano indipendente e che non sono quindi legato alla disciplina dell'Unione anche se per il momento ho votato per il suo governo, il silenzio della Cei su questi temi non basta. E se questi temi verranno in discussione in Parlamento, pur in mancanza di indicazioni della Cei io seguiro' gli insegnamenti del Papa. Mi rendo conto ora e non lo avevo compreso prima nella mia cortese polemica con Franceschini che il progettato partito democratico avra' alla base come fattore unitario il laicismo di Stato. D'altronde ben comprendo come le concessioni in questo campo da parte di Prodi siano l'unica strada per attutire la resistenza di Prc, Pdci e di gran parte del correntone Ds all'adozione delle pesanti misure economiche per la ripresa dell'economia secondo le linee indicate dal governatore di Bankitalia Draghi, proprie del pensiero economico da europeista alla Maastricht del ministro dell'Economia Padoa-Schioppa e che ci sono state o ci verranno richieste in forma ultimativa dalla Commissione Ue".
"La legge sulla fecondazione assistita va rivisitata". e' passato appena un anno dal fallimento del referendum che aveva come obbiettivo la cancellazione della legge 40 che regolamenta la riproduzione assistita. La consultazione popolare - scrive il GIORNALE - non raggiunse il quorum e i suoi promotori, radicali e ds, fecero un buco nell'acqua. Adesso pero' Piero Fassino rilancia. Il segretario della Quercia dopo aver dato il suo sostegno alla decisione del ministro dell'Universita', Fabio Mussi, che ha ritirato la firma dell'Italia dalla dichiarazione etica che aveva bloccato i finanziamenti europei alla sperimentazione sugli embrioni, aggiusta ulteriormente il tiro e invoca la modifica della legge. E il risultato del referendum? Per Fassino 'non essendo stato raggiunto il quorum non e' stato possibile conoscere l'effettiva volonta' della maggioranza degli italiani'. Il segretario non concede neppure il beneficio del dubbio alla tesi, non peregrina, che forse gli italiani non sono andati a votare perche' quella legge non volevano cambiarla. Tenuto anche conto del fatto che si era creato un forte movimento astensionista, un vero e proprio 'partito' a maggioranza, non esclusiva, cattolica. 'In ogni caso - insiste Fassino - il referendum non ha risolto tutti gli interrogativi e i dubbi che la legge pone'. La proposta e' di 'confrontarsi con spirito libero tra maggioranza e opposizione per vedere come migliorarla'. Secco il 'no' della Cdl. Certamente il primo confronto pero' Fassino lo dovra' avere all'interno della maggioranza dove molti sono contrari alla modifica della legge. Fassino conclude dicendosi 'convinto che sulle questioni etiche sia meglio non creare spaccature e divisioni e che si debba ricercare il consenso piu' ampio possibile'. Attestazione pregevole che pero' appare in netta contraddizione con l'agire del ministro Mussi che non ha cercato consenso prima di prendere da solo su una questione etica una decisione gravida di conseguenze. Giusta o sbagliata che fosse".
"All'interno della Margherita e dell'Udeur inevitabilmente cresce il malumore per gli exploit 'laicisti' di alcuni ministri ai quali ora si aggiunge l'attacco alla legge 40 di Fassino. Per il capogruppo dei Popolari Udeur alla Camera, Mauro Fabris, Fassino 'sbaglia a dire che con il referendum gli italiani non hanno scelto. Sbaglia Fassino a dire che l'uomo puo' incidere sulla vita e la morte'. A Fassino l'Udeur ricorda che 'non sono queste le priorita' del Paese, che appuntamenti ben piu' impegnativi attendono questa maggioranza e che, sui valori della vita, non accetteremo mai logiche di schieramento. Siamo del tutto contrari e in Parlamento faremo fino in fondo la nostra battaglia'. Opposto il giudizio del presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che apprezza le parole di Fassino e concorda con lui sullo scarso peso del referendum perche', dice, 'la furbizia astensionista non puo' essere spacciata per una vittoria dei no. Solo quest'ultima sarebbe stata la chiara espressione della volonta' popolare. Ma cosi' non e' stato'. Franco Monaco della Margherita invece apprezza la volonta' di Fassino di creare un gruppo di lavoro dell'Ulivo sulle questioni bioetiche".
"E' inutile che i Ds insistano su temi etici sui quali non ci sara' mai una maggioranza in Parlamento. La Quercia ha promosso e gestito da sola un referendum, ha subito una pesantissima sconfitta e ancora non si e' chiesta le ragioni di quel fallimento. Anzi insiste sulla fecondazione, un tema decisamente a rischio". Lo dice al 'Giornale' Enzo Carra (Margherita), uno dei 60 firmatari della lettera a Francesco Rutelli per chiedere che venga rispettata e ascoltata l'ala moderata e cattolica del centrosinistra. Un documento inviato, dice "per un confronto. Io l'ho firmata a titolo personale e so che non tutti nella Margherita la pensano come me. La Margherita ha anime diverse. Comincio invece davvero a preoccuparmi di cosa succede nella Quercia. I Ds hanno proposto un referendum senza dirci nulla, l'hanno gestito da soli e hanno subito una sconfitta pesantissima che evidentemente non e' bastata se continuano a insistere sulla fecondazione. Io vorrei sapere come hanno elaborato quella sconfitta politica. Forse al di la' degli schieramenti per gli italiani ci sono altre priorita'. I Ds non ascoltano le ragioni degli altri, non si interrogano su quanto e' successo. Ma che facciamo i guelfi e i ghibellini dentro l'Ulivo?".
"La Margherita e' prontissima a sedersi al tavolo dell'Ulivo, ma non si possono suggerire soluzioni a priori. Per noi la legge 40 va bene. Siamo disponibili solo a piccolissimi miglioramenti". Lo afferma al 'Messaggero' Renzo Lusetti, che aggiunge come la proposta del segretario dei Ds Piero Fassino "ci lascia stupefatti anche perche' il tema della modifica della legge 40 non e' contemplato nel programma dell'Unione. In un momento in cui il governo affronta l'emergenza di conti pubblici e si prepara a una svolta sulla nostra presenza in Iraq mi sembra francamente autolesionista esternare sui temi etici, che rimandano alla liberta' di coscienza e alle convinzioni personali di ciascuno di noi. Anche la polemica sui Pacs sembra solo un modo per farsi notare".
"Mi auguro che lo stupore che Prodi promette per il futuro sia il contrario di questa gran confusione": cosi' Michele Vietti portavoce dell'Udc commenta ai microfoni del Gr3 le decisioni prese dal 'conclave' dei ministri dell'Unione. "La parola d'ordine riassuntiva e' coraggio di stupire e mi pare che sia in linea con quello che e' accaduto nei primi 15 giorni di governo, quando ci e' stato proposto di sopprimere la legge Biagi sul lavoro, di cambiare la riforma sulla scuola della Moratti, di modificare la legge sulla fecondazione assistita, di imporre Pacs a tutti, di abolire infrastrutture che il governo Berlusconi aveva previsto e di cambiare la Bossi-Fini sull'immigrazione". Quanto all'esortazione di Prodi ai ministri a comportarsi da governanti e non da uomini di partito "mi sembra un invito alla responsabilita' che spero vengo accolto".
Una iniziativa legislativa da parte del Consiglio dei ministri allo scopo di modificare la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. E' l'appello al governo Prodi lanciato oggi dal coordinamento delle associazioni pazienti sterili e coppie con problemi di accesso alla genitorialita'. Una richiesta anche "alla luce di recenti posizioni di giusta considerazione nei nostri confronti da parte del Cardinale Martini e le aperture della neo Ministro alla famiglia On. Bindi, delle dichiarazioni dell'On. Fassino, e di tutti i Parlamentari che si sono dichiarati favorevoli alle modifiche della legge 40/04, al fine di soddisfare milioni di elettori della attuale coalizione governativa. La legge 40 oggetto di un referendum dove non sono prevalsi i no o i si, ma dove i cittadini non hanno scelto, ha creato una situazione di disparita' di trattamento tra cittadini e una grave limitazione alla pratica medica. Infatti, i cittadini con possibilita' economiche, si sono rivolti a centri esteri per accedere a tecniche mediche con il rispetto del principio di tutela della Salute all'art. 32 della Costituzione, e la classe medica italiana che ha un ruolo importantissimo nella ricerca e cura della infertilita' e' rimasta esclusa dalle ricerche di avanguardia del mondo scientifico. Inoltre, le statistiche confermano un forte calo con le attuali limitazioni, delle gravidanze con tecniche di procreazione medicalmente assistite, e un aumento degli effetti indesiderati che scaturiscono a seguito della legge 40. In particolare, le associazione chiedono: accesso alle tecniche anche per coloro che pur non essendo sterili sono portatori di patologie genetiche e virali; revisione dell'obbligo dell'impianto di tre embrioni e del divieto di crioconservazione; ridefinizione della diagnosi embrionaria preimpianto; possibilita' di praticare la donazione di gameti maschili e femminili con particolare attenzione alla donazione di embrioni. Tra le richieste anche la possibilita' di utilizzo degli embrioni non idonei per una gravidanza per la ricerca scientifica, piuttosto che la possibilita' di 'estinzione naturale nel terreno di cultura' come previsto dalle attuali linee guida. Ed ancora: opportunita' di parificare le strutture che praticano tecniche di fecondazione assistita, convenzionando con il Servizio Sanitario Nazionale le strutture private, e possibilita' di rimborso delle tecniche eseguite all'estero come avviene per tutte le patologie curate all'estero. Risulta urgente e indispensabile rispondere con un provvedimento legislativo capace di riallineare il nostro Paese a quelli che si sono dotati di strumenti moderni e di avanguardia allo scopo di limitare la denatalita', che nei prossimi anni raggiungera' livelli insopportabili, nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini siano essi capaci di procreare o no". Le associazioni si augurano quindi che "una iniziativa Governativa cancelli ogni polemica tra pareri contrastanti e porti al riconoscimento di diritti fondamentali per la persona senza profanare alcun sentimento religioso".
"Mi sembra che questo governo non abbia le idee chiare su nulla. E' servito una sorta di conclave, ma non bastano pochi giorni, avrebbero bisogno di mesi per trovare un accordo vista la conflittualita' interna che esiste". Cosi' Antonio Tajani, presidente dei deputati europei di Forza Italia. "Stiamo parlando di riforme costituzionali, tema su cui si puo' discutere anche con la sinistra. Dopo i referendum ci auguriamo ci sia un successo per la riforma e soprattutto che sia respinto il tentativo della sinistra di abrogarla. Questo non vuol dire che non ci sia la possibilita' di affrontare temi importanti che riguardano l'organizzazione delle istituzioni". L'europarlamentare di Fi tocca anche l'argomento fecondazione. "Abbiamo approvato nel Parlamento nazionale una legge che, di fatto, e' stata difesa dai cittadini italiani con l'esito del referendum; il governo ha sottoscritto un documento insieme alla Germania, all'Austria, e ad altri Paesi, sull'etica in questo settore di ricerca. Ora il governo di sinistra fa marcia indietro facendoci fare una pessima figura in Europa. L'ennesima prova che su tanti argomenti, compresi quelli etici e della ricerca, i signori della sinistra sono divisi tra di loro".
"Con la sua intervista al Corriere della Sera il capogruppo dell'Ulivo alla Camera Dario Franceschini conferma quello che noi andiamo dicendo da tempo: un partito unico del centrosinistra puo' esistere solo a patto che chi ne fa parte rinunci alla propria identita' e ai propri valori". Questo il commento di Maurizio Lupi, responsabile territoriale di Forza Italia. "Franceschini forse un po' ingenuamente ammette che, per dar vita al partito democratico occorre un tessuto di valori condivisi. Ha ragione. La domanda e' semmai: quali valori? Purtroppo Franceschini sembra aver gia' risposto a questa domanda quando si dice possibilista su modifiche alla legge 40 in materia di fecondazione assistita e apre addirittura ad una discussione su eutanasia e clonazione. Evidentemente l'unica piattaforma di valori condivisi su cui puo' essere costruito il partito democratico e' quella in cui i cattolici annacquano la propria identita' per arrivare ad un compromesso che gli permetta di giustificare l'alleanza con le forze laiciste del centrosinistra. Insomma, un partito del pensiero debole, dove l'unica preoccupazione e' quella di rimanere insieme ad ogni costo e dove tutto puo' essere rimesso in discussione. La deriva zapaterista e' gia' alle porte?".
"Rispettare la volonta' espressa dagli italiani sulla procreazione assistita come emerso dal referendum sulla legge 40 dello scorso giugno". Questa la richiesta al Governo da parte dei capigruppo della maggioranza di centrodestra lombarda, che hanno firmato la mozione, presentata da Sveva Dalmasso (gruppo Per la Lombardia).
Roberto Alboni(An), Giulio Boscagli (Fi), Mario Scotti(Udc) e Massimo Zanello (Lega), assieme alla Dalmasso, invitano la giunta regionale ad intervenire affinche' il Governo non adotti provvedimenti in materia di procreazione medicalmente assistita e di ricerca scientifica su cellule embrionali "in evidente contrasto con la legislazione italiana". I capigruppo di maggioranza invitano inoltre la Giunta a "promuovere adeguati strumenti programmatici e legislativi utili a sostenere la ricerca scientifica a fini terapeutici sulle cellule staminali fetali, da cordone ombelicale e adulte".
"Scimmiottare Zapatero non puo' essere considerata una priorita' per il Paese". Cosi' l'ex presidente del Senato, Marcello Pera, in un'intervista al mensile Pocket, critica "le prime uscite" del governo Prodi in tema di bioetica. "Prodi difficilmente avra' i numeri per trasformare questi cosiddetti 'nuovi diritti' in leggi. La democrazia rischia di essere usata come strumento per mettere ai voti anche la vita e la dignita' della persona. Sarebbe una deriva fatale. Sempre piu' spesso le richieste delle minoranze si trasformano in diritti, perche' trovano sponda in una maggioranza distratta e affetta dal relativismo, una maggioranza che si sente in colpa, e finisce con l'accettare passivamente che qualsiasi richiesta, qualsivoglia capriccio si trasformi in nuovi diritti". Pera torna poi ad attaccare il laicismo del centrosinistra: "La laicita' che oggi viene propugnata e' in realta' un anticlericalismo che intende espellere la religione dalla sfera pubblica, o comunque ridimensionarla a fenomeno di carattere privato e domestico. L'unica invadenza e' quella della religione laicista, che si spinge al punto di opporsi alla libera espressione dei pensieri di Papa Benedetto XVI".
"Sulle grandi questioni etiche, quelle che toccano il rispetto della vita umana, gli spazi di mediazione sono ristretti e quando i valori fondamentali entrano nelle aule parlamentari chi crede in quei valori non puo' non condurre una battaglia comune". Lo pensa il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione. "La posizione italiana in materia di ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali e' lungi dall'essere isolata in Europa e nel mondo. E' una posizione condivisa da Germania, Austria, Polonia, Slovacchia e Malta. Insieme sono circa 200 milioni di abitanti sui 450 dei complessivi dell'Unione. E' una posizione assai simile a quella degli Stati Uniti. E' una posizione che non blocca la ricerca ma la indirizza su di un percorso eticamente sicuro che e' anche quello dal quale sono arrivati i piu' promettenti risultati scientifici. I cattolici nella maggioranza non possono e non debbono lasciarsi intimidire dalla campagna che si e' scatenata contro di loro. Non e' possibile accettare in coscienza una politica prepotente che vuole fare passare le ragioni del potere sacrificando quelle della vita e della coscienza".
Ci sara' un "pieno rispetto della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita". E' quanto afferma in una nota Cesare Cursi, coordinatore del dipartimento Sanita' di Alleanza Nazionale, che ricorda come "sull'argomento vi e' stato un referendum, i cui risultati vanno rispettati e seguiti. Quando nella scorsa legislatura alcuni gruppi parlamentari e della commissione Affari Sociali del Senato presentarono proposte di rivisitazione della legge 40, l'allora opposizione, in particolare i Ds, affermarono che non era opportuno procedere oltre perche' era in corso il referendum e quindi occorreva essere rispettosi della volonta' popolare. Si e' seguita la strada del referendum e i risultati sono stati sufficientemente chiari. D'altra parte mi sembra che anche all'interno della stessa maggioranza le nostre opinioni non sono isolate: basterebbe infatti leggere cio' che dichiarano alcuni esponenti della Margherita e anche di altre formazioni. E lo stesso Ministro della Salute Livia Turco si e' espressa nel senso di non modificare la legge 40. Sarebbe alquanto strano che un cambio di maggioranza faccia anche cambiare le opinioni sui temi, quali quello del diritto alla vita, che non possono far parte di posizioni neutrali, ma che invece sono principi fondamentali sui quali non possiamo ne' accettiamo di fare transazioni o mediazioni".
"La legge 40 sulla fecondazione assistita nonostante le polemiche superficiali di cui e' stata oggetto ha raggiunto un delicato punto d'equilibrio tra tutela della vita umana e ricerca scientifica; e' chiaro che puo' essere migliorata, ma non a scapito di valori fondamentali che toccano la dignita' della persona, della donna in particolare, e che rischierebbero se violati di portare a conseguenze imprevedibili": e' quanto afferma il deputato bolognese di Forza Italia Fabio Garagnani, del Comitato Scienza e Vita.
A proposito di una eventuale rivisitazione della legge, Garagnani richiama invece un "rischio evidente: che se si apre un varco su questa legge inevitabilmente s'innescherebbe una china pericolosa che potrebbe portare ad aberrazioni come l'eutanasia". Garagnani, ricordando che i richiami del Papa e dei Vescovi "costituiscono un oggettivo spunto di riflessione per tutte le componenti della societa' italiana al di la' delle divisioni partitiche", dice poi che "Le fughe in avanti del ministro Mussi, in sede europea, e il colpevole silenzio del presidente Prodi, in questo contesto sono ulteriori momenti di confusione dei quali non si avverte il bisogno".
Un appello contro il finanziamento per la ricerca europea sulle cellule staminali. Lo ha rivolto Mario Mauro(Fi), vice presidente del Parlamento europeo, in vista del voto con cui il 15 giugno prossimo il Parlamento europeo sara' chiamato ad esprimersi sulla relazione inerente al Settimo Programma quadro 2007-2013, sulle cellule staminali. L'appello di Mauro ai propri colleghi sottolinea la necessita' di dare "pieno sostegno a tutti gli emendamenti in cui si chiede che nell'ambito del settimo programma quadro non possano essere finanziate attivita' di ricerca che comprendano l'impiego o la distruzione di embrioni umani o di cellule staminali embrionali umane. La ricerca sugli embrioni umani non deve essere finanziata dall'Ue poiche' e' vietata in numerosi Stati membri. "Il Parlamento europeo ha gia' espresso la sua posizione in materia e i fondi pubblici comunitari devono essere destinati alle ricerche accettate in tutti gli Stati membri e non a quelle che sono vietate in alcuni di essi e rigorosamente regolamentate in altri, in conformita' del principio di sussidiarieta' previsto dall'articolo 5 del trattato".
Il ritiro dell'adesione dell'Italia alla Dichiarazione etica che impediva il finanziamento comunitario di programmi di ricerca su cellule staminali embrionali rappresenta "un grave arbitrio, dal momento, che su questo punto, l'Italia ha una sensibilita' diversa". Lo scrive il Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana, in una nota a firma del teologo Marco Doldi. "Al di la' degli slogan, ripetuti per confondere, a livello scientifico, non vi e' oggi alcun consenso sul reale beneficio di un prelievo di staminali da embrione. Viviamo nel 'mito del progresso': sembra che presto tutte le malattie vengano debellate, le patologie prevenute, la vita allungata e questioni gravi legate alla sperimentazione sono affrontate senza la necessaria prudenza', mentre 'ingenti somme di denaro muovono gli studi in un versante, piuttosto che in un altro. La ricerca, oggi piu' che mai, va governata, in modo che persegua il vero bene dell'uomo e di ogni uomo, dall'inizio al termine del suo ciclo. Il progresso scientifico, l'avanzamento tecnologico creano straordinarie opportunita' di crescita per tutti ma, allo stesso tempo, mettono nelle mani di ricercatori e scienziati un grande potere e, quindi, una grave responsabilita".
Con il documento su 'Famiglia e procreazione umana', diffuso ieri dal competente Pontificio Consiglio, la Chiesa ci consegna uno studio attento, preciso nella prospettazione dei problemi e nella enunciazione dei rimedi, uno specchio completo del magistero papale, con lo sguardo gia' proteso sul futuro. Un testo - scrive Ersilio Tonini nell'editoriale de l'AVVENIRE - che restituisce il profilo autentico della persona, cui la Chiesa sente il dovere di restare fedele ma che noi credenti non riusciamo forse a comunicare in modo efficace alla nostra societa'. Ne' il sistema mediatico pare in grado di cogliere come, accanto a ripetuti strappi, vi siano segnali di ripensamento sui grandi temi etici proprio in Paesi (come la Gran Bretagna, la Norvegia, la Svezia) che avevano scelto la massima liberta' in fatto - ad esempio - di fecondazione assistita. Da noi invece, dopo la recente sortita del ministro Mussi in fatto di staminali embrionali, e' partito un coro di lodi nel nome della falsa convinzione che con la legge 40 l'Italia si sarebbe posta fuori dall'Europa. Piu' ancora della confusione di idee, pure enorme, a far paura e' la mancanza di conoscenza vera delle materie di cui si continua a parlare.
Se questa vi fosse, scatterebbe forse una qualche reazione di ripulsa - ad esempio - di fronte a proposte di legge come quella depositata tempo fa da cinque deputati inglesi presso la Camera dei Comuni per consentire ai ricercatori la creazione di ibridi, fecondando ovociti umani con seme animale o viceversa, beninteso, 'a scopo di ricerca' e premettendo che 'non si puo' escludere a priori' un'eventualita' di questo tipo, che 'bisogna discuterne'... Saper comunicare la visione dell'uomo cui e' cosi' felicemente ispirato il nuovo documento vaticano significa anzitutto riattivare la nostra capacita' di reazione. Non e' forse vero che in occasione dei referendum di un anno fa e' bastata un'opera tenace di comunicazione delle autentiche ragioni dell'uomo per far scattare qualcosa in cosi' tante coscienze?.
Nel succedersi a volte sconcertante di notizie sui fronti piu' caldi dell'etica quel che piu' preoccupa sono le motivazioni addotte per giustificare le continue fughe in avanti. Piu' che le proposte in se', sono questi argomenti che dovrebbero farci orrore: si dice che alterando o stravolgendo il modello naturale di famiglia e di procreazione l'uomo 'e' piu' libero', mentre in realta' non fa che distruggere se stesso e la propria dignita'. Perche' - ci si chiede oggi - deve affidarsi alla lotteria della natura quando ha la possibilita' tecnica di disporre liberamente di se'? La nostra generazione cristiana si deve rendere conto che e' in gioco l'uomo come bene di Dio, nella sfida lanciata al Creatore per distruggere e umiliare il suo stesso bene piu' caro. Abbiamo una responsabilita' senza precedenti, davanti all'umanita' e davanti a Dio. Sin dai greci, infatti, la liberta' non e' quella di disporre di se' a piacimento ma di costruire se stessi aderendo al modello della persona umana, vale a dire l'architrave della nostra civilta'. L'azione che oggi s'impone a fronte di questa straordinaria sfida e' anzitutto - mi verrebbe da dire - quella umile della preghiera del mattino: al bimbo che, appena alzato, sa mettersi a pregare si e' insegnato il senso dell'adorazione e della riconoscenza, cioe' del proprio limite. Dio diventa per lui fonte di un dono e non di un limite. Ognuno di noi si deve rendere conto che ha una missione da compiere, un'origine certa e una destinazione forte che lo determinano. 'Preparati ragazzo - mi diceva mia madre - perche' il Signore ha del bene da farti fare'.
Ricordiamolo: per mettere insieme ciascuno di noi c'e' voluto il Creatore dell'universo, l'uomo ha una dignita' tale che Cristo - dice Agostino - ha stimato grande cosa farsi suo figlio. Nel nome di questo vale la pena oggi piu' che mai far conoscere una parola chiara sulla famiglia e la procreazione umana, perche' l'uomo sia il fine e mai il mezzo di nessuno.
"Come da copione l'armata brancaleone della sinistra va all'attacco per stravolgere alcuni punti fondamentali delle regole vigenti nel nostro paese. Fassino annuncia modifiche alla legge sulla fecondazione assistita, ignorando gli esiti eclatanti del referendum dello scorso anno e le palesi divisioni sul tema che emergono anche nel suo schieramento". Lo afferma l'esponente di An Maurizio Gasparri.
"Bene l'apertura di Fassino dopo quella di Mussi: la mediazione si puo' cercare, le basi ci sono. Serve buon senso e buona volonta', non le lobby che sono sempre pericolose". Cosi' il ginecologo, pioniere della fecondazione assistita Carlo Flamigni apprezza l'apertura-invito del leader dei Ds sulla rivisitazione della legge 40/05. "Si apra un tavolo di confronto ed una mediazione e' possibile trovarla perche' ci sono le basi: serve buon senso e buona volonta', non le lobby che sono sempre pericolose". E il riferimento e' al 'Manifesto' dei 60 deputati cattolici del centro sinistra. "Si puo' iniziare con le linee-guida della legge 40 che si possono rivedere ogni tre anni: si possono apportare modifiche e non stravolgere la legge". Un esempio? "Trovando la definizione condivisa di embrionedi impianto donazione dei gameti e via dicendo". E quale potrebbe essere la definizione condivisa di embrione? "Non coincidente con l'inizio della vita personale e con l'inizio della fecondazione: in tal modo si riconosce la fase pre-embrionale e questo consente una parte della diagnosi pre-impianto vietata".
"Fassino pone il problema di un primo bilancio della legge sulla fecondazione. Secondo me se ne deve discutere senza scomuniche e senza dogmi, semplicemente bisogna vedere se la legge permette i risultati scientifici o se determina le fughe di utenti all'estero di cui parla la sinistra". Lo afferma il leader della Dc Gianfranco Rotondi. "Aggiungo che fecondazione assistita, cellule staminali, unioni di fatto sono una griglia di temi che merita la costituzione di una commissione parlamentare speciale una volta tanto utile visto che se ne fanno tante per temi inutili. Sarebbe il luogo ideale- conclude- per discutere serenamente e senza steccati tra laici e cattolici che ai tempi della Democrazia Cristiana non ci furono mai".
"La posizione di Fassino e' coerente con l'impegno profuso nella campagna referendaria: mi fa piacere la sua posizione ma non mi meraviglia: e' giusto cambiare una legge che e' fortemente punitiva per la donna e per la ricerca". Lo dice il capo-gruppo di Rifondazione alla Camera Gennaro Migliore per il quale, "va restituita alla donna la liberta' di scelta ed il suo diritto alla maternita'". Aggiunge la senatrice di Rifondazione, Rina Gagliardi: "c'e' necessita' di una svolta laica su materie cosi' delicate smettendola con le guerre di religione. Per la legge 40 e' tempo di bilancio per vedere quali risultati ha dato". Insomma, la legge va cambiata? "Assolutamente - risponde Migliore - ricercando una preventiva intesa nel centro-sinistra e poi una convergenza in Parlamento per togliere tutti quei divieti che penalizzano la donna e la ricerca".
"Considerato che l'Ulivo aspira a farsi partito, il Partito democratico, penso meriti di essere raccolta la proposta di Fassino di un gruppo di lavoro dell'Ulivo per discutere le questioni bioetiche". Lo dice Franco Monaco (Margherita), che aggiunge: "Compreso il problema del se ed eventualmente come migliorare e correggere la legge 40. Anche perche' il responso del referendum e' indecifrabile. Si misura qui l'errore della predicazione e della strategia astensionistica: e' impossibile distinguere, nel vasto bacino di chi non ha votato, quanti lo hanno fatto motivatamente come fosse un no e quanti per ignavia, pigrizia, indifferenza. Mentre i si'sono stati decisamente piu' numerosi tra quanti si sono presi la briga di votare. Ne'gli uni ne' gli altri possono intestarsi la vittoria in una partita non valida".
"La seconda prova della deriva zapatera di Prodi? L'intervista di Fassino di oggi". Lo dice Luca Volonte', capogruppo Udc alla Camera, a proposito delle proposte del leader della Quercia in materia di bioetica. Secondo Volonte': "Chi ha perso il referendum di un anno fa non puo' sovvertire quel plebiscito popolare con blitz, fuori dallo stesso programma del'Unione. E' una colossale truffa,un meschino inganno elettorale, smascherato prima da Mussi, ora da Fassino" e "Prodi, garante del programma e leader di coalizione ha il dovere di intervenire. Dopo la sua ignavia sul caso Mussi-Bonino, abbia il coraggio di dare un cenno di vita. La CdL,con le forze politiche e i singoli parlamentari della Unione, sapranno impedire ogni tentativo di violare l'esito referendario. Fassino ricordi che sta creando una spaccatura e un precedente inusuale e grave per il Paese".
"Per Fassino il dialogo c'e' solo quando gli e' utile, ha una singolare nozione di dialogo. E' da respingere prima di un referendum, benche' egli riconosca l'opportunita' di un lavoro condiviso in materia. E' invece da avviare dopo un referendum - quello sulla legge 40, da lui rovinosamente perduto - per modificare cio' che va bene per il 75% degli italiani". Lo dicono Alfredo Mantovano (An) e Gaetano Quagliariello (FI), che aggiungono "E' una nozione di dialogo simile a quella manifestata dal suo collega di partito, il ministro Mussi, che a Bruxelles, da solo e senza accordo col governo di cui fa parte, ha modificato la posizione dell'Italia in materia di ricerca sulle staminali embrionali. Se per la sinistra il dialogo e' lo strumento per aggirare la collegialita' e la volonta' democraticamente espressa, la discussione e il voto sulla mozione da noi presentata al Senato proprio in ordine all'adesione dell'Italia alla 'dichiarazione etica' (sulla quale chiediamo condivisione e impegno comune ai colleghi della Margherita) e' lo strumento per riportare serieta' in una materia delicatissima, che chiama in causa il rispetto dei diritti fondamentali".
"Fassino chiede di aggiungere all'agenda politica la revisione della legge sulla fecondazione assistita e aggiunge cosi' un tema ad alto rischio di divisione in un inizio di legislatura che deve fare i conti con altre priorita', dall'economia alle questioni istituzionali e del sistema elettorale". Lo afferma Enzo Carra della Margherita. "Il funzionamento della legge va considerato nel suo complesso, dopo un certo tempo dalla sua entrata in vigore. Sul significato del referendum poi non ci possono essere dubbi. E' stato in termini di partecipazione il piu' disertato dell'intera storia repubblicana. Cio' significa almeno che non e' in cima alle preoccupazione e alle attese degli italiani. Chi l'ha promosso dovrebbe analizzare i motivi della sconfitta prima di ripartire per nuove campagne. Infine, se e' opportuno e utile aprire un dibattito all'interno dell'Ulivo sui temi della bioetica e' necessario chiarire prima che le posizioni diverse e distanti hanno ciascuno diritto di rappresentanza e di ascolto. Queste diverse posizioni del resto convivono e devono avere diritti di cittadinanza anche all'interno dei partiti. Oltretutto, i firmatari, cattolici e no, della recente lettera a Rutelli non pretendono di rappresentare tutto un partito nel quale, anzi, vengono rappresentanti e difesi orientamenti in tutto o in parte opposti ai loro. E' dunque imbarazzante constatare ancora una volta che un partito, i DS, si schiera compatto su delicatissimi temi di bioetica pensando di aprire un confronto con gli altri che, invece, rispettano il loro pluralismo interno. Un pluralismo che iniziative come quella di un ministro della Repubblica in tema di ricerca sulle staminali ha contraddetto e umiliato. Ed e' bene porre anche questo tema al centro della piu' ampia riflessione".
"La mozione Mantovano-Quagliarello in tema di fecondazione assistita sancisca anche l'impegno al rispetto pieno della legge 40 da parte del ministro Turco, di cui si segnala l'assenza di un qualsiasi intervento rispetto alla figuraccia che ci ha fatto fare in Europa e di fronte al 75% degli elettori italiani il suo collega Mussi": lo ha dichiarato il senatore Francesco Storace, dell'esecutivo politico di an.
"Senza aprire polemiche su una materia molto delicata, vorrei ricordare che la pessima legge sulla fecondazione non e' certo un dogma". Lo ha detto il presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, intervenendo del dibattito sulla revisione della legge sulla fecondazione assisitita. "Ho apprezzato le parole di Fassino e mi auguro sia possibile avere nel nostro paese un dibattito sereno e non ideologico sulla materia. La legge 40 contiene peraltro norme abberranti criticate anche da una parte consistente del mondo cattolico. Quanto al referendum, e' bene ricordare che la furbizia astensionista non puo' essere spacciata per una vittoria dei no. Solo quest'ultima sarebbe stata la chiara espressione della volonta' popolare. Ma cosi' non e' stato".
"Sulla procreazione assistita, i protagonisti dell'Unione stanno facendo il gioco delle tre carte. Ogni esponente finge di credere che le dichiarazione degli altri rispecchino le proprie opinioni quando e' chiaro che non e' cosi". Lo dice Lucio Malan (FI), che aggiunge: "Questo e' ormai consuetudine nel guazzabuglio della coalizione prodiana, ma e' particolarmente squallido che cio' avvenga su un tema cosi' delicato. Primeggia l'on. Monaco il quale, ha la faccia tosta di definire indecifrabile l'esito del referendum, nel quale appena un elettore su cinque ha votato per modificare la legge. Ma prima o poi i nodi verranno al pettine ed emergera' che nell'Unione, pur prevalendo le posizioni contrarie alla maggioranza dei cittadini, non c'e' alcuna posizione comune".
"Dopo l'odierno, ennesimo rilancio di Fassino, e' ora che il leader dell'Unione e presidente del Consiglio, il cattolico adulto Prodi, si assuma le sue responsabilita' e faccia sapere agli italiani qual e' la sua posizione e la posizione ufficiale della maggioranza e del governo in merito alla legge sulla procreazione medicalmente assistita". Lo dice Riccardo Pedrizzi (An), che aggiunge: "Fassino si rassegni: l'esito dei referendum di un anno fa, falliti grazie alla piu' alta quota di non voto della storia, ha dimostrato che nel Paese non esiste una maggioranza di cittadini contrari alla legge 40. Ha certificato che non esiste una maggioranza di cittadini che dica si' al grave peggioramento della normativa, per cui non e' pensabile che a peggiorarla gravemente possa essere il Parlamento. La vittoria schiacciante del non voto, insomma ha avuto un significato chiaro, preciso e inequivocabile: il popolo sovrano non ha creduto alla campagna di denigrazione e diffamazione della legge 40 portata avanti con ferocia dai referendari. Comunque, in questo periodo abbiamo gia' visto che la legge 40 funziona, contrariamente a quanto ci vorrebbero far credere i nostalgici del far west e del business. La legge 40 ha ridotto la strage degli innocenti insita nelle tecniche di fecondazione extracorporea. E questo non lo diciamo noi, ma i dati sull'applicazione della legge 40 presentati nel marzo scorso da un organismo tecnico autonomo e indipendente quale l'Istituto superiore di sanita'".
"Dobbiamo affrontare con coraggio la ricerca di un confronto e di una sintesi sui temi etici". Lo dice al 'Corriere della Sera' il capogruppo dell'Ulivo alla Camera, Dario Franceschini, che aggiunge: "e' troppo comodo parlare di argomenti su cui la pensiamo allo stesso modo. Se vogliamo davvero fare il partito democratico, dobbiamo ascoltarci e smetterla di irrigidirci sulle nostre posizioni". Dicendosi d'accordo con il segretario dei Ds, Piero Fassino, sulla necessita' di cambiare la legge sulla fecondazione assistita, Franceschini afferma che "non deve essere un tabu', si puo' pensare di introdurre modifiche ma solo dopo un percorso comune di dialogo e approfondimento". Tra gli altri temi da affrontare, dice, "la pillola abortiva e la ricerca sulle cellule staminali", ma "nei prossimi anni arriveranno temi piu' difficili. Intanto partiamo dall'Ulivo poi e' certamente necessario avviare un confronto con gli altri partiti, anche se questi temi non sono oggetto del programma del governo".
"Ogni volta che mi trovo a leggere una mia intervista non mi rassegno al fatto che ormai il lavoro del giornalista o le idee dell'intervistato vengano travolte dalle scelte del titolista. Non ci possono essere ragioni di semplificazione o di spazio tipografico che autorizzino ad attribuire, magari tra virgolette, cose mai dette o pensate". Dario Franceschini ha scritto una lettera al direttore del 'Corriere della sera' a proposito della sua intervista sulla fecondazione pubblicata oggi dal quotidiano. "Quando poi, come nella mia intervista di oggi a Livia Michilli, si affrontano temi delicati e difficili penso servirebbe un po' di scrupolo in piu'. Passi che, a fronte di un testo corretto, la mia affermazione sulla legge 40: 'Si puo' pensare a introdurre delle modifiche ma solo dopo un percorso comune di dialogo e approfondimento' diventi un ben diverso 'si' a modifiche', ma trasmettere l'idea che il sottoscritto, colto da improvviso raptus, apra alla clonazione e all'eutanasia e' francamente per me insopportabile. Alla domanda della giornalista sulla possibilita' che nei prossimi anni possano arrivare di fronte al legislatore anche temi come la clonazione e l'eutanasia, la mia risposta infatti e' stata: 'Potrebbe accadere. E quando la scienza chiamera' il legislatore a scrivere divieti e regole non dovremo farci trovare impreparati e divisi'. Tutto cio' e' diventato nel titolo, per altro virgolettato: 'In futuro potremmo parlare di eutanasia e clonazione' che sembra voler trasmettere l'idea di mie aperture su due temi su cui appunto serviranno invece 'divieti e regole".
"L'inaspettata apertura del cattolico devoto alla Gerarchia Dario Franceschini su temi quali la revisione della legge sulla procreazione assistita nel senso indicato dal leader Ds Piero Fassino, la ammissibilita' della pillola abortiva nel senso indicato dal ministro diessino Livia Turco, la approvazione del ritiro alla dichiarazione etica sulla ricerca delle cellule staminali e sugli esperimenti in embrioni umani espresso in sede Ue dal ministro diessino Mussi indicano che questa e' la linea della maggioranza di governo, e rappresenta anche una dura reprimenda a quei cattolici dalla Binetti a Bobba a Enzo Carra che avevano espresso il loro dissenso". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga commentando l'intervista del capogruppo dell'Ulivo alla Camera pubblicata dal 'Corriere della sera'. "Non e' pensabile che il cattolico Dario Franceschini abbia assunto queste posizioni senza essersi consultato con la Cei, che evidentemente ha preso atto della impossibilita' da parte dei cattolici come gia' fu per il divorzio e l'aborto di vincere la battaglia su questi temi eticamente sensibili e su questi valori anche se 'non negoziabili', ed ha deciso di non impegnarsi in questa battaglia. Ma evidentemente sulla base della 'politica del male minore' la Cei deve aver ottenuto assicurazioni su altri piani: il rispetto o l'aumento del finanziamento alle scuole cattoliche, la intoccabilita' della legge che accolla al bilancio dello Stato il pagamento degli insegnanti di religione cattolica nelle scuole pubbliche assicurando ad essi in una forma facile la collocazione in ruolo e magari un piccolo ritocco in su della quota dell'8 per mille.
Ma a me che sono un cattolico liberale ma infante e un democristiano indipendente e che non sono quindi legato alla disciplina dell'Unione anche se per il momento ho votato per il suo governo, il silenzio della Cei su questi temi non basta. E se questi temi verranno in discussione in Parlamento, pur in mancanza di indicazioni della Cei io seguiro' gli insegnamenti del Papa. Mi rendo conto ora e non lo avevo compreso prima nella mia cortese polemica con Franceschini che il progettato partito democratico avra' alla base come fattore unitario il laicismo di Stato. D'altronde ben comprendo come le concessioni in questo campo da parte di Prodi siano l'unica strada per attutire la resistenza di Prc, Pdci e di gran parte del correntone Ds all'adozione delle pesanti misure economiche per la ripresa dell'economia secondo le linee indicate dal governatore di Bankitalia Draghi, proprie del pensiero economico da europeista alla Maastricht del ministro dell'Economia Padoa-Schioppa e che ci sono state o ci verranno richieste in forma ultimativa dalla Commissione Ue".
"La legge sulla fecondazione assistita va rivisitata". e' passato appena un anno dal fallimento del referendum che aveva come obbiettivo la cancellazione della legge 40 che regolamenta la riproduzione assistita. La consultazione popolare - scrive il GIORNALE - non raggiunse il quorum e i suoi promotori, radicali e ds, fecero un buco nell'acqua. Adesso pero' Piero Fassino rilancia. Il segretario della Quercia dopo aver dato il suo sostegno alla decisione del ministro dell'Universita', Fabio Mussi, che ha ritirato la firma dell'Italia dalla dichiarazione etica che aveva bloccato i finanziamenti europei alla sperimentazione sugli embrioni, aggiusta ulteriormente il tiro e invoca la modifica della legge. E il risultato del referendum? Per Fassino 'non essendo stato raggiunto il quorum non e' stato possibile conoscere l'effettiva volonta' della maggioranza degli italiani'. Il segretario non concede neppure il beneficio del dubbio alla tesi, non peregrina, che forse gli italiani non sono andati a votare perche' quella legge non volevano cambiarla. Tenuto anche conto del fatto che si era creato un forte movimento astensionista, un vero e proprio 'partito' a maggioranza, non esclusiva, cattolica. 'In ogni caso - insiste Fassino - il referendum non ha risolto tutti gli interrogativi e i dubbi che la legge pone'. La proposta e' di 'confrontarsi con spirito libero tra maggioranza e opposizione per vedere come migliorarla'. Secco il 'no' della Cdl. Certamente il primo confronto pero' Fassino lo dovra' avere all'interno della maggioranza dove molti sono contrari alla modifica della legge. Fassino conclude dicendosi 'convinto che sulle questioni etiche sia meglio non creare spaccature e divisioni e che si debba ricercare il consenso piu' ampio possibile'. Attestazione pregevole che pero' appare in netta contraddizione con l'agire del ministro Mussi che non ha cercato consenso prima di prendere da solo su una questione etica una decisione gravida di conseguenze. Giusta o sbagliata che fosse".
"All'interno della Margherita e dell'Udeur inevitabilmente cresce il malumore per gli exploit 'laicisti' di alcuni ministri ai quali ora si aggiunge l'attacco alla legge 40 di Fassino. Per il capogruppo dei Popolari Udeur alla Camera, Mauro Fabris, Fassino 'sbaglia a dire che con il referendum gli italiani non hanno scelto. Sbaglia Fassino a dire che l'uomo puo' incidere sulla vita e la morte'. A Fassino l'Udeur ricorda che 'non sono queste le priorita' del Paese, che appuntamenti ben piu' impegnativi attendono questa maggioranza e che, sui valori della vita, non accetteremo mai logiche di schieramento. Siamo del tutto contrari e in Parlamento faremo fino in fondo la nostra battaglia'. Opposto il giudizio del presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che apprezza le parole di Fassino e concorda con lui sullo scarso peso del referendum perche', dice, 'la furbizia astensionista non puo' essere spacciata per una vittoria dei no. Solo quest'ultima sarebbe stata la chiara espressione della volonta' popolare. Ma cosi' non e' stato'. Franco Monaco della Margherita invece apprezza la volonta' di Fassino di creare un gruppo di lavoro dell'Ulivo sulle questioni bioetiche".
"E' inutile che i Ds insistano su temi etici sui quali non ci sara' mai una maggioranza in Parlamento. La Quercia ha promosso e gestito da sola un referendum, ha subito una pesantissima sconfitta e ancora non si e' chiesta le ragioni di quel fallimento. Anzi insiste sulla fecondazione, un tema decisamente a rischio". Lo dice al 'Giornale' Enzo Carra (Margherita), uno dei 60 firmatari della lettera a Francesco Rutelli per chiedere che venga rispettata e ascoltata l'ala moderata e cattolica del centrosinistra. Un documento inviato, dice "per un confronto. Io l'ho firmata a titolo personale e so che non tutti nella Margherita la pensano come me. La Margherita ha anime diverse. Comincio invece davvero a preoccuparmi di cosa succede nella Quercia. I Ds hanno proposto un referendum senza dirci nulla, l'hanno gestito da soli e hanno subito una sconfitta pesantissima che evidentemente non e' bastata se continuano a insistere sulla fecondazione. Io vorrei sapere come hanno elaborato quella sconfitta politica. Forse al di la' degli schieramenti per gli italiani ci sono altre priorita'. I Ds non ascoltano le ragioni degli altri, non si interrogano su quanto e' successo. Ma che facciamo i guelfi e i ghibellini dentro l'Ulivo?".
"La Margherita e' prontissima a sedersi al tavolo dell'Ulivo, ma non si possono suggerire soluzioni a priori. Per noi la legge 40 va bene. Siamo disponibili solo a piccolissimi miglioramenti". Lo afferma al 'Messaggero' Renzo Lusetti, che aggiunge come la proposta del segretario dei Ds Piero Fassino "ci lascia stupefatti anche perche' il tema della modifica della legge 40 non e' contemplato nel programma dell'Unione. In un momento in cui il governo affronta l'emergenza di conti pubblici e si prepara a una svolta sulla nostra presenza in Iraq mi sembra francamente autolesionista esternare sui temi etici, che rimandano alla liberta' di coscienza e alle convinzioni personali di ciascuno di noi. Anche la polemica sui Pacs sembra solo un modo per farsi notare".
"Mi auguro che lo stupore che Prodi promette per il futuro sia il contrario di questa gran confusione": cosi' Michele Vietti portavoce dell'Udc commenta ai microfoni del Gr3 le decisioni prese dal 'conclave' dei ministri dell'Unione. "La parola d'ordine riassuntiva e' coraggio di stupire e mi pare che sia in linea con quello che e' accaduto nei primi 15 giorni di governo, quando ci e' stato proposto di sopprimere la legge Biagi sul lavoro, di cambiare la riforma sulla scuola della Moratti, di modificare la legge sulla fecondazione assistita, di imporre Pacs a tutti, di abolire infrastrutture che il governo Berlusconi aveva previsto e di cambiare la Bossi-Fini sull'immigrazione". Quanto all'esortazione di Prodi ai ministri a comportarsi da governanti e non da uomini di partito "mi sembra un invito alla responsabilita' che spero vengo accolto".
Una iniziativa legislativa da parte del Consiglio dei ministri allo scopo di modificare la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. E' l'appello al governo Prodi lanciato oggi dal coordinamento delle associazioni pazienti sterili e coppie con problemi di accesso alla genitorialita'. Una richiesta anche "alla luce di recenti posizioni di giusta considerazione nei nostri confronti da parte del Cardinale Martini e le aperture della neo Ministro alla famiglia On. Bindi, delle dichiarazioni dell'On. Fassino, e di tutti i Parlamentari che si sono dichiarati favorevoli alle modifiche della legge 40/04, al fine di soddisfare milioni di elettori della attuale coalizione governativa. La legge 40 oggetto di un referendum dove non sono prevalsi i no o i si, ma dove i cittadini non hanno scelto, ha creato una situazione di disparita' di trattamento tra cittadini e una grave limitazione alla pratica medica. Infatti, i cittadini con possibilita' economiche, si sono rivolti a centri esteri per accedere a tecniche mediche con il rispetto del principio di tutela della Salute all'art. 32 della Costituzione, e la classe medica italiana che ha un ruolo importantissimo nella ricerca e cura della infertilita' e' rimasta esclusa dalle ricerche di avanguardia del mondo scientifico. Inoltre, le statistiche confermano un forte calo con le attuali limitazioni, delle gravidanze con tecniche di procreazione medicalmente assistite, e un aumento degli effetti indesiderati che scaturiscono a seguito della legge 40. In particolare, le associazione chiedono: accesso alle tecniche anche per coloro che pur non essendo sterili sono portatori di patologie genetiche e virali; revisione dell'obbligo dell'impianto di tre embrioni e del divieto di crioconservazione; ridefinizione della diagnosi embrionaria preimpianto; possibilita' di praticare la donazione di gameti maschili e femminili con particolare attenzione alla donazione di embrioni. Tra le richieste anche la possibilita' di utilizzo degli embrioni non idonei per una gravidanza per la ricerca scientifica, piuttosto che la possibilita' di 'estinzione naturale nel terreno di cultura' come previsto dalle attuali linee guida. Ed ancora: opportunita' di parificare le strutture che praticano tecniche di fecondazione assistita, convenzionando con il Servizio Sanitario Nazionale le strutture private, e possibilita' di rimborso delle tecniche eseguite all'estero come avviene per tutte le patologie curate all'estero. Risulta urgente e indispensabile rispondere con un provvedimento legislativo capace di riallineare il nostro Paese a quelli che si sono dotati di strumenti moderni e di avanguardia allo scopo di limitare la denatalita', che nei prossimi anni raggiungera' livelli insopportabili, nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini siano essi capaci di procreare o no". Le associazioni si augurano quindi che "una iniziativa Governativa cancelli ogni polemica tra pareri contrastanti e porti al riconoscimento di diritti fondamentali per la persona senza profanare alcun sentimento religioso".
"Mi sembra che questo governo non abbia le idee chiare su nulla. E' servito una sorta di conclave, ma non bastano pochi giorni, avrebbero bisogno di mesi per trovare un accordo vista la conflittualita' interna che esiste". Cosi' Antonio Tajani, presidente dei deputati europei di Forza Italia. "Stiamo parlando di riforme costituzionali, tema su cui si puo' discutere anche con la sinistra. Dopo i referendum ci auguriamo ci sia un successo per la riforma e soprattutto che sia respinto il tentativo della sinistra di abrogarla. Questo non vuol dire che non ci sia la possibilita' di affrontare temi importanti che riguardano l'organizzazione delle istituzioni". L'europarlamentare di Fi tocca anche l'argomento fecondazione. "Abbiamo approvato nel Parlamento nazionale una legge che, di fatto, e' stata difesa dai cittadini italiani con l'esito del referendum; il governo ha sottoscritto un documento insieme alla Germania, all'Austria, e ad altri Paesi, sull'etica in questo settore di ricerca. Ora il governo di sinistra fa marcia indietro facendoci fare una pessima figura in Europa. L'ennesima prova che su tanti argomenti, compresi quelli etici e della ricerca, i signori della sinistra sono divisi tra di loro".
"Con la sua intervista al Corriere della Sera il capogruppo dell'Ulivo alla Camera Dario Franceschini conferma quello che noi andiamo dicendo da tempo: un partito unico del centrosinistra puo' esistere solo a patto che chi ne fa parte rinunci alla propria identita' e ai propri valori". Questo il commento di Maurizio Lupi, responsabile territoriale di Forza Italia. "Franceschini forse un po' ingenuamente ammette che, per dar vita al partito democratico occorre un tessuto di valori condivisi. Ha ragione. La domanda e' semmai: quali valori? Purtroppo Franceschini sembra aver gia' risposto a questa domanda quando si dice possibilista su modifiche alla legge 40 in materia di fecondazione assistita e apre addirittura ad una discussione su eutanasia e clonazione. Evidentemente l'unica piattaforma di valori condivisi su cui puo' essere costruito il partito democratico e' quella in cui i cattolici annacquano la propria identita' per arrivare ad un compromesso che gli permetta di giustificare l'alleanza con le forze laiciste del centrosinistra. Insomma, un partito del pensiero debole, dove l'unica preoccupazione e' quella di rimanere insieme ad ogni costo e dove tutto puo' essere rimesso in discussione. La deriva zapaterista e' gia' alle porte?".
"Rispettare la volonta' espressa dagli italiani sulla procreazione assistita come emerso dal referendum sulla legge 40 dello scorso giugno". Questa la richiesta al Governo da parte dei capigruppo della maggioranza di centrodestra lombarda, che hanno firmato la mozione, presentata da Sveva Dalmasso (gruppo Per la Lombardia).
Roberto Alboni(An), Giulio Boscagli (Fi), Mario Scotti(Udc) e Massimo Zanello (Lega), assieme alla Dalmasso, invitano la giunta regionale ad intervenire affinche' il Governo non adotti provvedimenti in materia di procreazione medicalmente assistita e di ricerca scientifica su cellule embrionali "in evidente contrasto con la legislazione italiana". I capigruppo di maggioranza invitano inoltre la Giunta a "promuovere adeguati strumenti programmatici e legislativi utili a sostenere la ricerca scientifica a fini terapeutici sulle cellule staminali fetali, da cordone ombelicale e adulte".
"Scimmiottare Zapatero non puo' essere considerata una priorita' per il Paese". Cosi' l'ex presidente del Senato, Marcello Pera, in un'intervista al mensile Pocket, critica "le prime uscite" del governo Prodi in tema di bioetica. "Prodi difficilmente avra' i numeri per trasformare questi cosiddetti 'nuovi diritti' in leggi. La democrazia rischia di essere usata come strumento per mettere ai voti anche la vita e la dignita' della persona. Sarebbe una deriva fatale. Sempre piu' spesso le richieste delle minoranze si trasformano in diritti, perche' trovano sponda in una maggioranza distratta e affetta dal relativismo, una maggioranza che si sente in colpa, e finisce con l'accettare passivamente che qualsiasi richiesta, qualsivoglia capriccio si trasformi in nuovi diritti". Pera torna poi ad attaccare il laicismo del centrosinistra: "La laicita' che oggi viene propugnata e' in realta' un anticlericalismo che intende espellere la religione dalla sfera pubblica, o comunque ridimensionarla a fenomeno di carattere privato e domestico. L'unica invadenza e' quella della religione laicista, che si spinge al punto di opporsi alla libera espressione dei pensieri di Papa Benedetto XVI".
"Sulle grandi questioni etiche, quelle che toccano il rispetto della vita umana, gli spazi di mediazione sono ristretti e quando i valori fondamentali entrano nelle aule parlamentari chi crede in quei valori non puo' non condurre una battaglia comune". Lo pensa il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione. "La posizione italiana in materia di ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali e' lungi dall'essere isolata in Europa e nel mondo. E' una posizione condivisa da Germania, Austria, Polonia, Slovacchia e Malta. Insieme sono circa 200 milioni di abitanti sui 450 dei complessivi dell'Unione. E' una posizione assai simile a quella degli Stati Uniti. E' una posizione che non blocca la ricerca ma la indirizza su di un percorso eticamente sicuro che e' anche quello dal quale sono arrivati i piu' promettenti risultati scientifici. I cattolici nella maggioranza non possono e non debbono lasciarsi intimidire dalla campagna che si e' scatenata contro di loro. Non e' possibile accettare in coscienza una politica prepotente che vuole fare passare le ragioni del potere sacrificando quelle della vita e della coscienza".
Ci sara' un "pieno rispetto della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita". E' quanto afferma in una nota Cesare Cursi, coordinatore del dipartimento Sanita' di Alleanza Nazionale, che ricorda come "sull'argomento vi e' stato un referendum, i cui risultati vanno rispettati e seguiti. Quando nella scorsa legislatura alcuni gruppi parlamentari e della commissione Affari Sociali del Senato presentarono proposte di rivisitazione della legge 40, l'allora opposizione, in particolare i Ds, affermarono che non era opportuno procedere oltre perche' era in corso il referendum e quindi occorreva essere rispettosi della volonta' popolare. Si e' seguita la strada del referendum e i risultati sono stati sufficientemente chiari. D'altra parte mi sembra che anche all'interno della stessa maggioranza le nostre opinioni non sono isolate: basterebbe infatti leggere cio' che dichiarano alcuni esponenti della Margherita e anche di altre formazioni. E lo stesso Ministro della Salute Livia Turco si e' espressa nel senso di non modificare la legge 40. Sarebbe alquanto strano che un cambio di maggioranza faccia anche cambiare le opinioni sui temi, quali quello del diritto alla vita, che non possono far parte di posizioni neutrali, ma che invece sono principi fondamentali sui quali non possiamo ne' accettiamo di fare transazioni o mediazioni".
"La legge 40 sulla fecondazione assistita nonostante le polemiche superficiali di cui e' stata oggetto ha raggiunto un delicato punto d'equilibrio tra tutela della vita umana e ricerca scientifica; e' chiaro che puo' essere migliorata, ma non a scapito di valori fondamentali che toccano la dignita' della persona, della donna in particolare, e che rischierebbero se violati di portare a conseguenze imprevedibili": e' quanto afferma il deputato bolognese di Forza Italia Fabio Garagnani, del Comitato Scienza e Vita.
A proposito di una eventuale rivisitazione della legge, Garagnani richiama invece un "rischio evidente: che se si apre un varco su questa legge inevitabilmente s'innescherebbe una china pericolosa che potrebbe portare ad aberrazioni come l'eutanasia". Garagnani, ricordando che i richiami del Papa e dei Vescovi "costituiscono un oggettivo spunto di riflessione per tutte le componenti della societa' italiana al di la' delle divisioni partitiche", dice poi che "Le fughe in avanti del ministro Mussi, in sede europea, e il colpevole silenzio del presidente Prodi, in questo contesto sono ulteriori momenti di confusione dei quali non si avverte il bisogno".
Un appello contro il finanziamento per la ricerca europea sulle cellule staminali. Lo ha rivolto Mario Mauro(Fi), vice presidente del Parlamento europeo, in vista del voto con cui il 15 giugno prossimo il Parlamento europeo sara' chiamato ad esprimersi sulla relazione inerente al Settimo Programma quadro 2007-2013, sulle cellule staminali. L'appello di Mauro ai propri colleghi sottolinea la necessita' di dare "pieno sostegno a tutti gli emendamenti in cui si chiede che nell'ambito del settimo programma quadro non possano essere finanziate attivita' di ricerca che comprendano l'impiego o la distruzione di embrioni umani o di cellule staminali embrionali umane. La ricerca sugli embrioni umani non deve essere finanziata dall'Ue poiche' e' vietata in numerosi Stati membri. "Il Parlamento europeo ha gia' espresso la sua posizione in materia e i fondi pubblici comunitari devono essere destinati alle ricerche accettate in tutti gli Stati membri e non a quelle che sono vietate in alcuni di essi e rigorosamente regolamentate in altri, in conformita' del principio di sussidiarieta' previsto dall'articolo 5 del trattato".
Il ritiro dell'adesione dell'Italia alla Dichiarazione etica che impediva il finanziamento comunitario di programmi di ricerca su cellule staminali embrionali rappresenta "un grave arbitrio, dal momento, che su questo punto, l'Italia ha una sensibilita' diversa". Lo scrive il Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana, in una nota a firma del teologo Marco Doldi. "Al di la' degli slogan, ripetuti per confondere, a livello scientifico, non vi e' oggi alcun consenso sul reale beneficio di un prelievo di staminali da embrione. Viviamo nel 'mito del progresso': sembra che presto tutte le malattie vengano debellate, le patologie prevenute, la vita allungata e questioni gravi legate alla sperimentazione sono affrontate senza la necessaria prudenza', mentre 'ingenti somme di denaro muovono gli studi in un versante, piuttosto che in un altro. La ricerca, oggi piu' che mai, va governata, in modo che persegua il vero bene dell'uomo e di ogni uomo, dall'inizio al termine del suo ciclo. Il progresso scientifico, l'avanzamento tecnologico creano straordinarie opportunita' di crescita per tutti ma, allo stesso tempo, mettono nelle mani di ricercatori e scienziati un grande potere e, quindi, una grave responsabilita".
Con il documento su 'Famiglia e procreazione umana', diffuso ieri dal competente Pontificio Consiglio, la Chiesa ci consegna uno studio attento, preciso nella prospettazione dei problemi e nella enunciazione dei rimedi, uno specchio completo del magistero papale, con lo sguardo gia' proteso sul futuro. Un testo - scrive Ersilio Tonini nell'editoriale de l'AVVENIRE - che restituisce il profilo autentico della persona, cui la Chiesa sente il dovere di restare fedele ma che noi credenti non riusciamo forse a comunicare in modo efficace alla nostra societa'. Ne' il sistema mediatico pare in grado di cogliere come, accanto a ripetuti strappi, vi siano segnali di ripensamento sui grandi temi etici proprio in Paesi (come la Gran Bretagna, la Norvegia, la Svezia) che avevano scelto la massima liberta' in fatto - ad esempio - di fecondazione assistita. Da noi invece, dopo la recente sortita del ministro Mussi in fatto di staminali embrionali, e' partito un coro di lodi nel nome della falsa convinzione che con la legge 40 l'Italia si sarebbe posta fuori dall'Europa. Piu' ancora della confusione di idee, pure enorme, a far paura e' la mancanza di conoscenza vera delle materie di cui si continua a parlare.
Se questa vi fosse, scatterebbe forse una qualche reazione di ripulsa - ad esempio - di fronte a proposte di legge come quella depositata tempo fa da cinque deputati inglesi presso la Camera dei Comuni per consentire ai ricercatori la creazione di ibridi, fecondando ovociti umani con seme animale o viceversa, beninteso, 'a scopo di ricerca' e premettendo che 'non si puo' escludere a priori' un'eventualita' di questo tipo, che 'bisogna discuterne'... Saper comunicare la visione dell'uomo cui e' cosi' felicemente ispirato il nuovo documento vaticano significa anzitutto riattivare la nostra capacita' di reazione. Non e' forse vero che in occasione dei referendum di un anno fa e' bastata un'opera tenace di comunicazione delle autentiche ragioni dell'uomo per far scattare qualcosa in cosi' tante coscienze?.
Nel succedersi a volte sconcertante di notizie sui fronti piu' caldi dell'etica quel che piu' preoccupa sono le motivazioni addotte per giustificare le continue fughe in avanti. Piu' che le proposte in se', sono questi argomenti che dovrebbero farci orrore: si dice che alterando o stravolgendo il modello naturale di famiglia e di procreazione l'uomo 'e' piu' libero', mentre in realta' non fa che distruggere se stesso e la propria dignita'. Perche' - ci si chiede oggi - deve affidarsi alla lotteria della natura quando ha la possibilita' tecnica di disporre liberamente di se'? La nostra generazione cristiana si deve rendere conto che e' in gioco l'uomo come bene di Dio, nella sfida lanciata al Creatore per distruggere e umiliare il suo stesso bene piu' caro. Abbiamo una responsabilita' senza precedenti, davanti all'umanita' e davanti a Dio. Sin dai greci, infatti, la liberta' non e' quella di disporre di se' a piacimento ma di costruire se stessi aderendo al modello della persona umana, vale a dire l'architrave della nostra civilta'. L'azione che oggi s'impone a fronte di questa straordinaria sfida e' anzitutto - mi verrebbe da dire - quella umile della preghiera del mattino: al bimbo che, appena alzato, sa mettersi a pregare si e' insegnato il senso dell'adorazione e della riconoscenza, cioe' del proprio limite. Dio diventa per lui fonte di un dono e non di un limite. Ognuno di noi si deve rendere conto che ha una missione da compiere, un'origine certa e una destinazione forte che lo determinano. 'Preparati ragazzo - mi diceva mia madre - perche' il Signore ha del bene da farti fare'.
Ricordiamolo: per mettere insieme ciascuno di noi c'e' voluto il Creatore dell'universo, l'uomo ha una dignita' tale che Cristo - dice Agostino - ha stimato grande cosa farsi suo figlio. Nel nome di questo vale la pena oggi piu' che mai far conoscere una parola chiara sulla famiglia e la procreazione umana, perche' l'uomo sia il fine e mai il mezzo di nessuno.
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