Italia. Ministro Turco: solo le banche pubbliche garantiscono raccolta tessuti e staminali
"La scelta dell'Italia di valorizzare il pubblico e' motivata dal fatto che solo la banca pubblica puo' assicurare la correttezza nella raccolta e nella assegnazione delle cellule e dei tessuti donati senza condizionamenti esercitati da capitali privati che in modo evidente o meno evidente possono condizionare la policy della banca". Lo afferma il ministro della Salute, Livia Turco, spiegando i contenuti del decreto legislativo con cui il Consiglio dei Ministri lo scorso 27 luglio ha recepito la direttiva europea "per la definizione di norme di qualita' e di sicurezza per la donazione, l'approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani".
"In questo quadro abbiamo ribadito i valori etici in gioco -equita', qualita' e trasparenza- che possono essere meglio assicurati da un sistema pubblico che escluda qualsiasi forma di profitto diretto o indiretto. La struttura pubblica, inoltre, puo' garantire sempre una reale informazione sui limiti e sulla possibilita' delle cure, anche quando non esistono certezze scientifiche, come nel caso dell'uso autologo del cordone ombelicale. Voglio infine sottolineare che in Italia sono gia' operative 30 banche pubbliche per i tessuti, oltre 100 centri pubblici di conservazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche, 16 banche per il cordone ombelicale e 5 per la conservazione delle beta cellule pancreatiche ed epatociti. Una rete che e' nostra intenzione implementare come gia' annunciato in occasione della presentazione della recente ordinanza sul cordone ombelicale".
"Abbiamo perso una buona occasione per allinearci alla maggioranza dei Paesi dell'Unione europea su un tema tanto delicato quanto attuale'. Ha commentato cosi' Emma Bonino, ministro per le Politiche europee.
Nello schema del provvedimento, infatti, si poteva superare il divieto all'uso di banche private, ma cosi' non e' stato.
'Ben 16 Paesi membri su 27 ammettono nel loro ordinamento banche private per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. Il recepimento di questa direttiva costituiva l'occasione per superare, in questo settore, un ingiustificato monopolio della sanita' pubblica, che si e' dimostrata finora incapace di offrire un servizio efficiente ai cittadini.
Attualmente in Italia le banche autorizzate alla raccolta e alla conservazione di queste cellule realmente funzionanti sono solo cinque, di cui quattro al Nord'.
'L'intero centro-sud del Paese e' praticamente sprovvisto di tale servizio. Non a caso finora la maggior parte di coloro intenzionati a donare o conservare il cordone ombelicale, sono stati costretti a rivolgersi a centri esteri".
Per questo motivo, sottolinea la Bonino, "per venire incontro a un'esigenza sempre piu' diffusa ho proposto al Consiglio dei ministri di ammettere anche in Italia, accanto alle strutture pubbliche, l'apertura di banche private, ma e' prevalsa la diversa posizione sostenuta, invece, dal ministero della Salute. Per senso di responsabilita', vista l'imminente scadenza della delega, non mi sono formalmente opposta all'approvazione di un testo che, in questo punto, non condivido. Mi auguro che la decisione di oggi possa essere rivista e si possa cosi' recepire lo spirito della direttiva europea, adeguandoci a quanto succede nella maggioranza degli altri Paesi, per mettere fine a questa inaccettabile necessita' dell'esportazione dei cordoni''.
"Bene ha fatto il ministro Livia Turco a richiamare l'attenzione sulle contrastanti evidenze scientifiche relative alle applicazioni terapeutiche delle cellule staminali cordonali". Cosi' il vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb), Luca Marini, autore della mozione sulle cellule staminali cordonali approvata dal Cnb stesso il 13 luglio scorso, commenta le dichiarazioni del ministro della Salute. "E' indispensabile che il pubblico prenda coscienza di tale stato di incertezza scientifica, prima di chiedere, magari sulla scorta di informazioni ambigue o capziose, la conservazione del sangue cordonale, in Italia come all'estero".
Appare tuttavia "sorprendente", secondo Marini, che e' anche presidente del Centro di studi biogiuridici Ecsel e delegato italiano al Forum dei Comitati etici dell'Unione europea, "l'affermazione del ministro relativa all'ipocrisia insita nel divieto di istituire biobanche private, dal momento che lo stesso ministro ha ritenuto di ribadire tale divieto nella propria ordinanza del 4 maggio scorso".
Probabilmente il ministro Turco manifesta "un orientamento personale che differisce da quello esplicitato nel provvedimento amministrativo", che, peraltro, sottolinea Marini, "e' stato impugnato innanzi al Tar". E aggiunge il vicepresidente: "Il prossimo recepimento della direttiva comunitaria sulle biobanche rischia di aprire a forme di indebita mercificazione del corpo umano".
La questione, quindi, conclude Marini, "non e' quella di favorire le biobanche cordonali pubbliche o quelle private, ma disciplinare la materia senza vanificare il divieto di trarre profitto dal corpo umano sancito dalla Convenzione europea sulla biomedicina".
Dichiarazione di Donatella Poretti della Rosa nel Pugno:
Rimango colpita dalle dichiarazioni del Ministro della Salute, Livia Turco, sull'ipocrisia italiana del divieto di istituire banche private del cordone ombelicale, aggirabile recandosi all'estero.
Mi sembra evidente che l'ipocrisia sia invece del ministro che con la recente ordinanza ha vietato la creazione di biobanche private!
Questo nonostante la legge n.219/2005, all'articolo 10 prevede che il Governo con un decreto crei una rete nazionale di banche pubbliche e private accreditate per la conservazione. Mi sembra paradossale che sia il ministro Turco a parlare di ipocrisia quando il Governo non ha ancora emanato il decreto dopo 12 mesi dalla sua scadenza e l'ordinanza della stessa Turco chiede al Parlamento, in evidente violazione della precedente legge, di farne un'altra che gia' c'e' ma che non ha applicato!
A riguardo ho presentato un'interrogazione (1) e la settimana passata l'Associazione Osidea ha presentato un ricorso al Tar per fare sospendere l'ordinanza.
Il ministro avrebbe gli strumenti per permettere l'esistenza di banche private: entro agosto 2007 deve essere recepita la Direttiva Europea 2004/23/CE, che prevede per la regolamentazione delle cellule staminali una normativa diversa da quella del sangue: vengono sollecitati gli Stati membri a promuovere la donazione di cellule (tra cui quelle del cordone) e tessuti, uniformando gli standard per la raccolta e conservazione, ma senza impedirne la conservazione autologa e la nascita di strutture private.
Ecco risolto il problema e eliminata l'ipocrisia!
Basta solo che il ministro accolga le indicazioni europee. Se cosi' non fosse, in extremis confido che il Tar accolga il ricorso dell'Associazione Osidea per sospendere l'ordinanza.
L'esistenza di banche private non e' sinonimo di discriminazione per il pubblico e per la donazione. Anzi. Il lavoro degli istituti privati renderebbe piu' semplice e praticabile la donazione, oltre che permettere la conservazione autologa!
"In questo quadro abbiamo ribadito i valori etici in gioco -equita', qualita' e trasparenza- che possono essere meglio assicurati da un sistema pubblico che escluda qualsiasi forma di profitto diretto o indiretto. La struttura pubblica, inoltre, puo' garantire sempre una reale informazione sui limiti e sulla possibilita' delle cure, anche quando non esistono certezze scientifiche, come nel caso dell'uso autologo del cordone ombelicale. Voglio infine sottolineare che in Italia sono gia' operative 30 banche pubbliche per i tessuti, oltre 100 centri pubblici di conservazione e trapianto di cellule staminali emopoietiche, 16 banche per il cordone ombelicale e 5 per la conservazione delle beta cellule pancreatiche ed epatociti. Una rete che e' nostra intenzione implementare come gia' annunciato in occasione della presentazione della recente ordinanza sul cordone ombelicale".
"Abbiamo perso una buona occasione per allinearci alla maggioranza dei Paesi dell'Unione europea su un tema tanto delicato quanto attuale'. Ha commentato cosi' Emma Bonino, ministro per le Politiche europee.
Nello schema del provvedimento, infatti, si poteva superare il divieto all'uso di banche private, ma cosi' non e' stato.
'Ben 16 Paesi membri su 27 ammettono nel loro ordinamento banche private per la conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. Il recepimento di questa direttiva costituiva l'occasione per superare, in questo settore, un ingiustificato monopolio della sanita' pubblica, che si e' dimostrata finora incapace di offrire un servizio efficiente ai cittadini.
Attualmente in Italia le banche autorizzate alla raccolta e alla conservazione di queste cellule realmente funzionanti sono solo cinque, di cui quattro al Nord'.
'L'intero centro-sud del Paese e' praticamente sprovvisto di tale servizio. Non a caso finora la maggior parte di coloro intenzionati a donare o conservare il cordone ombelicale, sono stati costretti a rivolgersi a centri esteri".
Per questo motivo, sottolinea la Bonino, "per venire incontro a un'esigenza sempre piu' diffusa ho proposto al Consiglio dei ministri di ammettere anche in Italia, accanto alle strutture pubbliche, l'apertura di banche private, ma e' prevalsa la diversa posizione sostenuta, invece, dal ministero della Salute. Per senso di responsabilita', vista l'imminente scadenza della delega, non mi sono formalmente opposta all'approvazione di un testo che, in questo punto, non condivido. Mi auguro che la decisione di oggi possa essere rivista e si possa cosi' recepire lo spirito della direttiva europea, adeguandoci a quanto succede nella maggioranza degli altri Paesi, per mettere fine a questa inaccettabile necessita' dell'esportazione dei cordoni''.
"Bene ha fatto il ministro Livia Turco a richiamare l'attenzione sulle contrastanti evidenze scientifiche relative alle applicazioni terapeutiche delle cellule staminali cordonali". Cosi' il vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb), Luca Marini, autore della mozione sulle cellule staminali cordonali approvata dal Cnb stesso il 13 luglio scorso, commenta le dichiarazioni del ministro della Salute. "E' indispensabile che il pubblico prenda coscienza di tale stato di incertezza scientifica, prima di chiedere, magari sulla scorta di informazioni ambigue o capziose, la conservazione del sangue cordonale, in Italia come all'estero".
Appare tuttavia "sorprendente", secondo Marini, che e' anche presidente del Centro di studi biogiuridici Ecsel e delegato italiano al Forum dei Comitati etici dell'Unione europea, "l'affermazione del ministro relativa all'ipocrisia insita nel divieto di istituire biobanche private, dal momento che lo stesso ministro ha ritenuto di ribadire tale divieto nella propria ordinanza del 4 maggio scorso".
Probabilmente il ministro Turco manifesta "un orientamento personale che differisce da quello esplicitato nel provvedimento amministrativo", che, peraltro, sottolinea Marini, "e' stato impugnato innanzi al Tar". E aggiunge il vicepresidente: "Il prossimo recepimento della direttiva comunitaria sulle biobanche rischia di aprire a forme di indebita mercificazione del corpo umano".
La questione, quindi, conclude Marini, "non e' quella di favorire le biobanche cordonali pubbliche o quelle private, ma disciplinare la materia senza vanificare il divieto di trarre profitto dal corpo umano sancito dalla Convenzione europea sulla biomedicina".
Dichiarazione di Donatella Poretti della Rosa nel Pugno:
Rimango colpita dalle dichiarazioni del Ministro della Salute, Livia Turco, sull'ipocrisia italiana del divieto di istituire banche private del cordone ombelicale, aggirabile recandosi all'estero.
Mi sembra evidente che l'ipocrisia sia invece del ministro che con la recente ordinanza ha vietato la creazione di biobanche private!
Questo nonostante la legge n.219/2005, all'articolo 10 prevede che il Governo con un decreto crei una rete nazionale di banche pubbliche e private accreditate per la conservazione. Mi sembra paradossale che sia il ministro Turco a parlare di ipocrisia quando il Governo non ha ancora emanato il decreto dopo 12 mesi dalla sua scadenza e l'ordinanza della stessa Turco chiede al Parlamento, in evidente violazione della precedente legge, di farne un'altra che gia' c'e' ma che non ha applicato!
A riguardo ho presentato un'interrogazione (1) e la settimana passata l'Associazione Osidea ha presentato un ricorso al Tar per fare sospendere l'ordinanza.
Il ministro avrebbe gli strumenti per permettere l'esistenza di banche private: entro agosto 2007 deve essere recepita la Direttiva Europea 2004/23/CE, che prevede per la regolamentazione delle cellule staminali una normativa diversa da quella del sangue: vengono sollecitati gli Stati membri a promuovere la donazione di cellule (tra cui quelle del cordone) e tessuti, uniformando gli standard per la raccolta e conservazione, ma senza impedirne la conservazione autologa e la nascita di strutture private.
Ecco risolto il problema e eliminata l'ipocrisia!
Basta solo che il ministro accolga le indicazioni europee. Se cosi' non fosse, in extremis confido che il Tar accolga il ricorso dell'Associazione Osidea per sospendere l'ordinanza.
L'esistenza di banche private non e' sinonimo di discriminazione per il pubblico e per la donazione. Anzi. Il lavoro degli istituti privati renderebbe piu' semplice e praticabile la donazione, oltre che permettere la conservazione autologa!
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