Italia. Minniti: non e' praticabile l'inespugnabilita' delle frontiere
"L'idea di inespugnabilita' delle frontiere poteva essere sostenuta come propaganda politica dal centrodestra. Ma non e' governabile". Serve governare i flussi d'ingresso per "pensare a una immigrazione di qualita'". A dichiararlo, in una intervista a 'l'Espresso', e' il vice ministro dell'Interno, Marco Minniti dopo l'inchiesta pubblicata dal settimanale sui casi di sfruttamento di immigrati clandestini nelle campagne del foggiano.
"La risposta che, con il ministro Amato e il governo, vogliano dare - dice Minniti - e' quella di considerare l'aspetto dello sfruttamento della clandestinita' per arrivare ad una rilettura complessiva del fenomeno immigrazione". Secondo il vice ministro, infatti, la motivazione di chi parte per cercare lavoro in Italia e' talmente forte che "qualunque deterrente non scoraggia la determinazione all'ingresso". Dunque, "serve una forte programmazione sul terreno dei flussi regolari. Se succede - sottolinea Minniti - che ho 500 mila domande di regolarizzazione da persone che hanno gia' lavoro e alloggio in Italia e il flusso permette soltanto 180 mila ingressi, e' chiaro che spingo gli altri verso la clandestinita'".
Secondo, Minniti, quindi, e' importante discutere "la riforma della Bossi-Fini in Parlamento. Ma intanto si puo' pensare a una immigrazione di qualita'" e saper distinguere tra "uno spacciatore e un lavoratore sfruttato". Per questo il ministro Amato, ricorda Minniti, "e' intervenuto per correggere l'espulsione automatica di chi ha compiuto atti eroici" ed anche per aggiornare l'art.18 del testo unico sull'immigrazione tutelando chi collaborando denuncia gli sfruttatori.
"La nostra - conclude Minniti - non e' un'impostazione lassista. E' un'impostazione organica capace di commisurare la prevenzione e la repressione con l'integrazione. E in questo disegno organico e' naturale che si affronti anche il tema della cittadinanza".
"La risposta che, con il ministro Amato e il governo, vogliano dare - dice Minniti - e' quella di considerare l'aspetto dello sfruttamento della clandestinita' per arrivare ad una rilettura complessiva del fenomeno immigrazione". Secondo il vice ministro, infatti, la motivazione di chi parte per cercare lavoro in Italia e' talmente forte che "qualunque deterrente non scoraggia la determinazione all'ingresso". Dunque, "serve una forte programmazione sul terreno dei flussi regolari. Se succede - sottolinea Minniti - che ho 500 mila domande di regolarizzazione da persone che hanno gia' lavoro e alloggio in Italia e il flusso permette soltanto 180 mila ingressi, e' chiaro che spingo gli altri verso la clandestinita'".
Secondo, Minniti, quindi, e' importante discutere "la riforma della Bossi-Fini in Parlamento. Ma intanto si puo' pensare a una immigrazione di qualita'" e saper distinguere tra "uno spacciatore e un lavoratore sfruttato". Per questo il ministro Amato, ricorda Minniti, "e' intervenuto per correggere l'espulsione automatica di chi ha compiuto atti eroici" ed anche per aggiornare l'art.18 del testo unico sull'immigrazione tutelando chi collaborando denuncia gli sfruttatori.
"La nostra - conclude Minniti - non e' un'impostazione lassista. E' un'impostazione organica capace di commisurare la prevenzione e la repressione con l'integrazione. E in questo disegno organico e' naturale che si affronti anche il tema della cittadinanza".
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