Italia. Minorenne in gravidanza: preferisco il carcere alla comunita'
Se non venisse accolta l'istanza di concessione degli arresti domiciliari presso la casa della nonna materna, sceglierebbe di rimanere in carcere piuttosto che tornare in una comunita'. Lo ha detto oggi al gip del tribunale dei minori di Ancona Giovanni Manzoni la sedicenne anconetana all'ottavo mese di gravidanza arrestata nel gennaio scorso dai carabinieri in stazione, con 80 grammi di eroina in ovuli nascosti nelle parti intime.Al termine dell'udienza, il giudice si e' riservato la decisione sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dal difensore, l'avv. Ennio Tommassoni, che ha sostenuto l'incompatibilita' della sua assistita con il regime carcerario, in virtu' della gravidanza. Il provvedimento potrebbe essere adottato gia' domani. Attualmente la sedicenne e' detenuta presso l'Istituto penale per minori Casal del Marmo di Roma. Il processo a suo carico per detenzione di droga a fine di spaccio si celebrera' con rito immediato il 6 luglio prossimo davanti al Tribunale dei minori.
In passato la sedicenne era stata ospite di diverse comunita' di prima accoglienza per minori dopo la sospensione della potesta' dei genitori, ma era sempre scappata. Nel frattempo e' rimasta incinta di un figlio del compagno tunisino. Vicende che hanno segnato la minore, che non vorrebbe piu' rientrare in strutture protette, preferendo addirittura la cella del carcere.
L'ultima sua fuga si era conclusa l'11 gennaio scorso presso la stazione di Ancona: la giovane era stata fermata in compagnia di un altro tunisino, poi anch'egli arrestato per possesso di droga. Cinque giorni dopo, mentre era ospite di una casa d'accoglienza di Fano, i carabinieri l'avevano fermata di nuovo perche' sorpresa a lanciare dalla finestra un involucro con 20 gr. di eroina al fidanzato tunisino e a un marocchino, finiti in manette.
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