Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Modelli educativi per favorire integrazione a scuola

U.E. - ITALIA
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Nelle scuole umbre aumenta sempre di piu' il numero di studenti immigrati: per favorire la loro integrazione e prevenire un eventuale disagio giovanile, la Regione Umbria e l'Ufficio scolastico regionale studiano nuovi modelli educativi.
L'argomento - informa una nota - e' stato affrontato a Perugia durante un convegno dal titolo, 'La scuola che cambia: alunni di tutto il mondo in Umbria', al quale hanno partecipato, oltre agli assessori regionali alle politiche sociali ed alla formazione, Damiano Stufara e Maria Prodi, il presidente del Consiglio regionale, Mauro Tippolotti, il Rettore dell'Universita' per Stranieri, Stefania Giannini, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ugo Panetta, ed i rappresentanti delle Province di Perugia e di Terni, dell'Anci Umbria e del Cidis.
Dai dati elaborati dall'Ufficio scolastico regionale e resi noti nel corso dell'incontro, emerge che nel marzo 2006 gli alunni stranieri iscritti nelle scuole umbre erano 10mila 393 su una popolazione scolastica totale di 110 mila 684 unita', circa il 9,39 per cento della popolazione complessiva. La percentuale sale nelle scuole d'infanzia dove la presenza di stranieri e' dell'11,86 per cento (2 mila 37 su 17mila 172), mentre nelle elementari si contano 3mila 997 bambini stranieri su 35mila 324(11,32 per cento), nella scuola secondaria di primo grado la presenza di stranieri e' del 10,53 per cento, (2 mila 341 su 22mila 233), nella secondaria di secondaria di secondo grado la percentuale e' del 5,61 per cento (2 mila 18 su 35mila 955). Gli alunni stranieri che frequentano le scuole della provincia di Perugia sono 8 mila 409, circa il 10,1 per cento, mentre nelle scuole del Ternano la percentuale di giovani immigrati e' del 7,43 per cento (1.984 su 26 mila 716).
'L'Umbria e' la seconda regione italiana per presenza di alunni stranieri nelle scuole - ha detto il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ugo Panetta - Per questo motivo e' indispensabile prevedere una politica di inserimento che non li faccia sentire diversi ma, al contrario, trasformi le differenze in un fattore positivo. A proposito le scuole umbre stanno sperimentando nuovi modelli d'integrazione anche grazie all'assistenza dei Comuni ed al coinvolgimento delle famiglie'.
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