Italia. Modifica della legge 40; proposta della Rosa nel pugno
Si' alle tecniche di fecondazione assistita di tipo eterologo, alla donazione di gameti e alla maternita' surrogata come "atto di generosita' e di solidarieta' intrafamiliare". Sono alcuni dei principali punti previsti dalla proposta di legge in materia di fecondazione assistita e ricerca presentata dalla Rosa nel pugno e dall'associazione Luca Coscioni. La proposta di legge, presentata nel corso di una conferenza stampa alla Camera lo scorso 25 gennaio, e' composta da 18 articoli e definisce l'embrione come "prodotto della fecondazione". L'articolo 8 della proposta prevede anche la diagnosi pre-impianto e regola una tecnica oggi proibita "esigendo le massime garanzie per la sua efficacia e valorizzando la professionalita' degli operatori". L'obiettivo, hanno spiegato gli estensori della pdl, e' di abrogare "le norme proibizioniste e ideologiche contenute nella legge 40 del 19 febbraio 2004".
La proposta di legge della Rosa nel pugno disciplina anche il trattamento e la cessione degli embrioni per la ricerca scientifica, autorizzando la ricerca sugli embrioni fino al 14/mo giorno. La ricerca sulle cellule staminali embrionali rappresenta infatti, si sottolinea nella pdl "insieme alla ricerca sulle staminali adulte, una delle speranze per la cura di malattie che colpiscono milioni di cittadini". L'obiettivo, ribadisce la Rosa nel pugno, e' dunque quello di abrogare la legge 40: il fine di quella legge, secondo gli estensori della proposta, "non fu quello di assicurare l'aiuto della scienza per coloro che sono affetti da una malattia, ovvero la sterilita', bensi' quello di fissare una serie di ostacoli e divieti, corredati da severe punizioni, rivelando un generale disfavore verso la fecondazione assistita e la liberta' e responsabilita' delle scelte individuali". Da qui la nuova proposta, che mira ad "estendere le possibilita' di ricorso alla fecondazione assistita e ad autorizzare la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali". "Questa proposta -ha affermato Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni- sara' sottoposta ai parlamentari affinche' tale nodo politico venga affrontato. Nel programma dell'Unione non c'e' nulla riguardo a questi temi e per questo, con tale provvedimento, vogliamo rilanciare un fronte trasversale e nella stessa Unione a favore della liberta' di ricerca". Come Rosa nel pugno, ha proseguito Cappato, "faremo questa battaglia nel prossimo Parlamento. Sarebbe controproducente se l'Unione non prendesse posizione su questo tema e rispetto alla proposta di Francesco Rutelli, che e' minoritaria e che porta indietro i confini della ricerca".
Una proposta di legge che "si ispira al principio di uguaglianza e di liberta', poiche' garantisce l'uguaglianza all'accesso delle tecniche per tutti i cittadini, che siano malati o sterili. Una grande battaglia di liberta', di laicita' e responsabilita' individuale". Questa provvedimento, ha affermato Emma Bonino, esponente Radicale della Rosa nel Pugno, "va in direzione di una maggiore liberta' individuale, anche in relazione alla possibilita' di accesso alla fecondazione eterologa. Dunque, i principi fondanti sono liberta' di scelta, liberta' di accesso alle tecniche e uguaglianza. Diciamo anche si' all'utero 'surrogato' ma limitando il ricorso a tale pratica ai gradi di parentela". Secondo Bonino, il punto e' che oggi "lo spirito laico e' in grande sofferenza sia a destra sia in alcune parti della sinistra, ma non nel Paese". Quanto al programma dell'Unione, "non c'e' niente riguardo questi temi. Ed il fatto che non ci sia niente nel programma mi puo' dispiacere dal punto di vista politico, ma dall'altra parte e' anche una dichiarazione chiara che qualunque posizione ha legittimita' di battaglia politica. Il programma dell'Unione, cioe' non sposa la proposta Rutelli e io non chiedo che sposi la mia, quindi tutte le posizioni sono legittime". Questi temi, ha ancora rilevato Bonino, "rappresentano una battaglia da portare avanti nel paese e nelle istituzioni a partire dalla campagna elettorale. Oggi viviamo in un clima completamente irrazionale e di epidemia contagiosa antiscientifica, con una classe politica che si improvvisa tutore della morale. Ma il tema della laicita' non e' legato solo a tali questioni specifiche, essendo una concezione diversa di governare il Paese".
'No' alla proposta di legge Rutelli sulla ricerca, che proibisce quella sulle linee cellulari embrionali gia' esistenti. A ribadire la bocciatura del provvedimento sono stati alcuni importanti scienziati italiani. "Sono contrario -ha affermato il direttore dell'istituto per le cellule staminali del San Raffaele di Milano, Giulio Cossu- a posizioni assolutistiche e dogmatiche come quelle espresse nella proposta di legge Rutelli, che va solo a peggiorare la legge 40. Quest'ultima cioe' e' una cattiva legge, ma la proposta di Rutelli la peggiora, mentre considero moderna e razionale la pdl presentata oggi dalla Rosa nel Pugno". Cossu ha quindi ribadito l'importanza della ricerca sulle cellule staminali embrionali, sottolineando come per attuare tale ricerca non ci sia bisogno di "sacrificare gli embrioni, dal momento che tali cellule sono riproducibili in laboratorio". Una posizione pienamente condivisa anche dal direttore del 'Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair', Piergiorgio Strata, e dal genetista dell'Universita' di Modena e Reggio Emilia, Antonino Forabosco: entrambi hanno sottolineato la posizione "dogmatica e antiscientifica" alla base del provvedimento. Bocciatura senza appello anche da parte dell'Associazione Amica cicogna: "La proposta di legge Rutelli -ha commentato la presidente Filomena Gallo- va ad offendere l'intelligenza di tutti noie mira solo a controllare la ricerca scientifica".
La proposta di legge della Rosa nel pugno disciplina anche il trattamento e la cessione degli embrioni per la ricerca scientifica, autorizzando la ricerca sugli embrioni fino al 14/mo giorno. La ricerca sulle cellule staminali embrionali rappresenta infatti, si sottolinea nella pdl "insieme alla ricerca sulle staminali adulte, una delle speranze per la cura di malattie che colpiscono milioni di cittadini". L'obiettivo, ribadisce la Rosa nel pugno, e' dunque quello di abrogare la legge 40: il fine di quella legge, secondo gli estensori della proposta, "non fu quello di assicurare l'aiuto della scienza per coloro che sono affetti da una malattia, ovvero la sterilita', bensi' quello di fissare una serie di ostacoli e divieti, corredati da severe punizioni, rivelando un generale disfavore verso la fecondazione assistita e la liberta' e responsabilita' delle scelte individuali". Da qui la nuova proposta, che mira ad "estendere le possibilita' di ricorso alla fecondazione assistita e ad autorizzare la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali". "Questa proposta -ha affermato Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni- sara' sottoposta ai parlamentari affinche' tale nodo politico venga affrontato. Nel programma dell'Unione non c'e' nulla riguardo a questi temi e per questo, con tale provvedimento, vogliamo rilanciare un fronte trasversale e nella stessa Unione a favore della liberta' di ricerca". Come Rosa nel pugno, ha proseguito Cappato, "faremo questa battaglia nel prossimo Parlamento. Sarebbe controproducente se l'Unione non prendesse posizione su questo tema e rispetto alla proposta di Francesco Rutelli, che e' minoritaria e che porta indietro i confini della ricerca".
Una proposta di legge che "si ispira al principio di uguaglianza e di liberta', poiche' garantisce l'uguaglianza all'accesso delle tecniche per tutti i cittadini, che siano malati o sterili. Una grande battaglia di liberta', di laicita' e responsabilita' individuale". Questa provvedimento, ha affermato Emma Bonino, esponente Radicale della Rosa nel Pugno, "va in direzione di una maggiore liberta' individuale, anche in relazione alla possibilita' di accesso alla fecondazione eterologa. Dunque, i principi fondanti sono liberta' di scelta, liberta' di accesso alle tecniche e uguaglianza. Diciamo anche si' all'utero 'surrogato' ma limitando il ricorso a tale pratica ai gradi di parentela". Secondo Bonino, il punto e' che oggi "lo spirito laico e' in grande sofferenza sia a destra sia in alcune parti della sinistra, ma non nel Paese". Quanto al programma dell'Unione, "non c'e' niente riguardo questi temi. Ed il fatto che non ci sia niente nel programma mi puo' dispiacere dal punto di vista politico, ma dall'altra parte e' anche una dichiarazione chiara che qualunque posizione ha legittimita' di battaglia politica. Il programma dell'Unione, cioe' non sposa la proposta Rutelli e io non chiedo che sposi la mia, quindi tutte le posizioni sono legittime". Questi temi, ha ancora rilevato Bonino, "rappresentano una battaglia da portare avanti nel paese e nelle istituzioni a partire dalla campagna elettorale. Oggi viviamo in un clima completamente irrazionale e di epidemia contagiosa antiscientifica, con una classe politica che si improvvisa tutore della morale. Ma il tema della laicita' non e' legato solo a tali questioni specifiche, essendo una concezione diversa di governare il Paese".
'No' alla proposta di legge Rutelli sulla ricerca, che proibisce quella sulle linee cellulari embrionali gia' esistenti. A ribadire la bocciatura del provvedimento sono stati alcuni importanti scienziati italiani. "Sono contrario -ha affermato il direttore dell'istituto per le cellule staminali del San Raffaele di Milano, Giulio Cossu- a posizioni assolutistiche e dogmatiche come quelle espresse nella proposta di legge Rutelli, che va solo a peggiorare la legge 40. Quest'ultima cioe' e' una cattiva legge, ma la proposta di Rutelli la peggiora, mentre considero moderna e razionale la pdl presentata oggi dalla Rosa nel Pugno". Cossu ha quindi ribadito l'importanza della ricerca sulle cellule staminali embrionali, sottolineando come per attuare tale ricerca non ci sia bisogno di "sacrificare gli embrioni, dal momento che tali cellule sono riproducibili in laboratorio". Una posizione pienamente condivisa anche dal direttore del 'Rita Levi Montalcini Center for Brain Repair', Piergiorgio Strata, e dal genetista dell'Universita' di Modena e Reggio Emilia, Antonino Forabosco: entrambi hanno sottolineato la posizione "dogmatica e antiscientifica" alla base del provvedimento. Bocciatura senza appello anche da parte dell'Associazione Amica cicogna: "La proposta di legge Rutelli -ha commentato la presidente Filomena Gallo- va ad offendere l'intelligenza di tutti noie mira solo a controllare la ricerca scientifica".
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