Martedì 9 giugno 2026
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Italia. La moglie di Nuvoli offesa dal primario dell'ospedale di Sassari

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Profondamente offesa e delusa. Si sente cosi' Maddalena Soro, la moglie di Giovanni Nuvoli, malato di Sclerosi laterale amiotrofica, dopo la notizia che il primario del reparto di Rianimazione dell'ospedale di Sassari, dove il marito e' ricoverato, vuole acquistare o noleggiare un sintetizzatore vocale per capire quali siano le reali volonta' del malato.
'Mi sento davvero offesa - racconta all'agenzia AdnKronos fra le lacrime, ormai schiacciata da una situazione che sta diventando giorno dopo giorno piu' difficile, Maddalena Soro- si capisce che il primario Demetrio Vidili non si fida di noi. Cosa si insinua, che in tutto questo tempo ho capito fischi per fiaschi?'. La donna e' l'unica che riesce a comunicare con il marito, mediante un cartello di plexiglas trasparente dove sono state attaccate le lettere dell'alfabeto, con le quali Giovanni Nuvoli, sbattendo le palpebre, compone le parole.
'Vidili in tutto questo tempo - denuncia la donna - non ha mai imparato a usare il cartello. Non ci ha mai provato. Cosi' come gli infermieri. Sono contenta che ora spenda 22 mila euro per comprare il sintetizzatore, cosi' sentira' cosa Giovanni ha da dirgli. In tutto questo tempo io ho filtrato il pensiero di mio marito. Cercando di tradurre con parole educate, gentili, quello che Giovanni mi dice'.
Maddalena Soro risponde anche a chi dice che il marito sarebbe gravemente stressato e depresso a causa del pressing mediatico che si sta sviluppando intorno alla vicenda. 'Giovanni - spiega la signora Nuvoli - aspetta con impazienza tutte le sere che io gli porti i giornali. Non vede l'ora che legga gli articoli che riguardano il suo caso. A lui fa bene sapere che c'e' molta gente che lo sostiene che ci sta vicina in questi giorni difficili. Altro che stress mediatico'.
Maddalena Soro ringrazia cosi' 'tutte gli amici e le persone che ci stanno facendo visita dandoci coraggio'. Fra gli altri ieri si e' recato al capezzale di Giovanni Nuvoli il sindaco di Alghero, Marco Tedde. 'Come amico - precisa la signora Nuvoli - non come primo cittadino'. Maddalena Soro infine precisa che finora non e' stato ancora trovato l'anestesista che seguira' il marito fino allo spegnimento del respiratore artificiale che lo tiene in vita.

COMMENTI

"Si è costituito a Sassari il solito sedicente "fronte della vita", che si arroga il diritto di rappresentare il vero interesse di Giovanni Nuvoli, poco importa se contro la volontà di Giovanni Nuvoli stesso e contro la Costituzione italiana. A costoro, e innanzitutto al Primario del reparto di terapia intensiva dell`Ospedale di Sassari, Demetrio Vidili, abbiamo da rivolgere una semplice domanda: che cosa ci fa da oltre un anno Giovanni Nuvoli recluso nel reparto di terapia intensiva? Perché non è trasferito in un reparto normale, senza vincoli per le visite e la comunicazione con il mondo?" Lo chiede Marco Cappato, Deputato europeo radicale, Segretario dell`associazione Luca Coscioni "Sebbene infatti la condizione fisica di Nuvoli, attaccato a un respiratore e impossibilitato a qualsiasi movimento e persino a parlare, sia simile a quella di una persona in coma, la condizione psichica è esattamente opposta. Giovanni Nuvoli è perfettamente capace di intendere e di volere, e dunque avrebbe bisogno vitale di poter usufruire del massimo di sollecitazioni e stimoli da un punto di vista psicologico e relazionale. E invece? E invece è recluso da solo in mezzo a quattro pareti verde elettrico, potendo ricevere, come un detenuto, la visita di massimo due persone dalle 18.30 alle 20, e a volte la visita viene persino negata", aggiunge Cappato.
"Il 'fronte della vita' ha qualcosa da dire su questo? Sanno bene - conclude -che non si tratta di un caso isolato, ma che riguarda la sorte di migliaia di pazienti pienamente coscienti che sono trattati come persone in coma soltanto a causa di carenze nella formazione del personale ospedaliero".

'La drammatica vicenda di Giovanni Nuvoli sta mettendo in evidenza lo scarso rispetto della volonta' del paziente di poter non solo rifiutare le cure ma addirittura tornare nella sua casa. E' infatti palese la determinazione del Primario di Rianimazione di contravvenire alle indicazioni dell'assessore della Sanita' che ha correttamente dato disposizioni affinche' Giovanni Nuvoli riacquisti al piu' presto una dimensione familiare'. Lo sostiene in una nota la consigliera socialista Maria Grazia Caligaris, segretaria della Commissione 'Diritti Civili' del Consiglio regionale della Sardegna.
'Questi comportamenti contraddittori diventano incomprensibili quando si pretende di verificare l'autenticita' della volonta' del paziente facendo intendere che esistono ampi margini di dubbio nell'interpretazione dei suoi messaggi. C'e' quindi da chiedersi che senso abbia avuto il colloquio del 4 gennaio scorso quando, dopo un accurato esame per accertare la pienezza delle sue facolta' mentali, Giovanni Nuvoli e' stato sottoposto a una serie di quesiti da parte di un organismo collegiale composto oltre che dal Primario di Rianimazione, anche dal Direttore Generale dell'Ospedale Civile e dal Procuratore della Repubblica di Sassari'.
'Lascia inoltre perplessi che il Primario di Rianimazione, partecipando a una conferenza stampa indetta dal movimento 'Scienza e Vita', annunci la volonta' di acquistare o affittare un sintetizzatore vocale per consentire a Nuvoli di esprimersi in modo diretto, a tre anni dalla formale richiesta del paziente'.
'Dispiace che davanti a un caso umano, che dovrebbe indurre tutti al silenzio per favorire il ritorno nella normalita' e nella discrezione di un evento toccante e doloroso quali sono gli ultimi momenti di vita di una persona, si insista in atteggiamenti che esasperano i sentimenti dei familiari e umiliano l'abnegazione di una donna coraggiosa e integerrima. Le conseguenze mass-mediali dei diritti non rispettati ricadono principalmente su chi in questo caso ha la responsabilita' di restituire la liberta' e la dignita' a una persona annientata in un letto da una malattia incurabile'.
'Sarebbe auspicabile invece che ciascuno svolgesse il compito che gli e' proprio, a partire dal Parlamento nazionale. E' infatti inconcepibile che la politica voglia tirarsi fuori nascondendosi dietro il paravento del pudore. Infastidisce non poco sentire voci altisonanti e autorevoli che si destreggiano tra paragoni, confronti e principi morali mentre qualcuno e' immerso nel dolore. La pieta' dovrebbe sempre prevalere, ma questi evidentemente sono anni in cui l'umanita' ha perso la sua caratteristica principale e non se ne rende conto'.
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