Italia. Mondavi: bambini di 10 anni consumano alcol e droga
Un consumo di alcol e droghe che comincia prestissimo, gia' a 10-11 anni, e una gigantesca ignoranza sui danni arrecati da queste sostanze: e' quanto vivono gli studenti delle scuole italiane, secondo i risultati del progetto 'Informare giocando' realizzato da Modavi (Movimento delle associazioni di volontariato italiano) in 272 classi, tutte superiori tranne una terza media romana, sparse sul territorio nazionale e finanziato dal Ministero della solidarieta' sociale.I dati scaturiti sono allarmanti: il 32% dei ragazzi coinvolti ha detto di assumere alcol a partire dai 10 anni, ma il 61% afferma di non conoscere i datti conseguenti. Il 32% ha fumato hashish almeno una volta a partire dagli 11 anni, e di questi il 16% ne fa un uso giornaliero. Il 7% ha usato altre sostanze stupefacenti a partire dai 10 anni e il il 46% di questi continua a farne uso. Il 77% ha usato droghe per curiosita', il 13% perche' era ubriaco e agiva senza rendersene conto. Ben il 74% non conosce i danni arrecati dalle droghe.
Emerge poi che ha maggiore consapevolezza e ha meno familiarita' con alcol e droghe chi ha un rapporto con i genitori di tipo autorevole, al contrario di chi invece ha rapporti amichevoli o conflittuali con la famiglia.
L'iniziativa, che ha coinvolto 4.569 studenti di eta' compresa tra 14 e 18 anni, ha utilizzato, accanto al classico questionario, l'originale strumento dei giochi dei ruolo, che ha permesso di entrare in contatto con i ragazzi in modo piu' diretto.
"I risultati del progetto del Modavi sono scioccanti: il silenzio del ministro Turco non e' da meno". Lo afferma il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
"Il consumo di alcol e droghe gia' a 10-11 anni e' un dato angosciante- commenta Volonte'- oltre che allarmante su cui occorre un giro di vite urgente e concreto: con la scusa dell'ideologia strumentale, che insiste sulla differenza tra sostanze stupefacenti leggere o pesanti, spinelli e siringhe hanno preso il posto delle bambole e dei soldatini".
"L'emergenza droga tra i giovani e' alle stelle e la sua diffusione incontrallata e' oggettivamente connessa alla mancanza d'informazione e prevenzione e alla cultura antiproibizionista di cui e' impregnata la societa'". E' quanto dichiara il deputato di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, responsabile del Dipartimento Terzo Settore a commento della ricerca 'Informare giocando' realizzata dal Modavi per conto del Ministero della solidarieta' sociale.
"Il campione rilevato dal Modavi - continua Rampelli - 4500 giovani e giovanissimi in tutto il territorio italiano, e' il piu' duro atto di accusa contro chi intende legalizzare l'uso della droga e una sonora bocciatura delle politiche del Governo Prodi. In particolare, l'abbassamento dell'eta' nella quale i giovani si avvicinano agli stupefacenti e la mancanza di adeguata conoscenza degli effetti prodotti dal loro uso, devono indurre il Governo a intervenire attraverso campagne capillari nelle scuole e nei luoghi di aggregazione".
"I dati piu' significativi della ricerca - conclude Rampelli - sono quelli che condannano i genitori con rapporti non autorevoli a una sentenza di colpevolezza rispetto all'uso di droghe dei figli e, ancor piu', quelli che ne fanno o ne hanno fatto uso. Una delle risposte all'inondazione di sostanze tra i ragazzi e' quindi quella di tornare a una societa' dove ci sia la distinzione di ruoli tra educatori, genitori e insegnanti, e giovani, sconfiggendo in blocco permissivismo e annullamento di una scala gerarchica nelle relazioni sociali".
'Il 74% dei nostri ragazzi ignora i rischi derivanti dall'assunzione di droghe e dall'abuso di bevande alcoliche. I giovani dichiarano inoltre di iniziare a drogarsi dall'eta' di 11 anni. Spero che i ministri Turco e Ferrero, di fronte a questi dati agghiaccianti, vorranno smetterla con proclami irresponsabili che sponsorizzano l'uso delle droghe leggere'. Cosi' Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, commenta la ricerca del Modavi.
'Ai nostri figli - afferma la Bertolini - bisogna insegnare che drogarsi fa malissimo. L'altro dato su cui la maggioranza di centro-sinistra dovrebbe meditare e' che chi, tra i ragazzi, percepisce di avere un rapporto autorevole con i genitori, ha meno familiarita' con alcool e sostanze stupefacenti e ne conosce i pericoli'. 'A questo punto, per il bene e per la tenuta del tessuto sociale italiano - conclude - il Governo riconosca l'importanza e la centralita' della famiglia tradizionale nel nostro sistema di valori e responsabilmente abbandoni qualunque tentativo di snaturarne la struttura, per favorire forme alternative di unione che non assicurano la stessa funzione sociale'.
"Il largo uso di droghe tra i giovani, oltre alla loro inconsapevolezza, e' un dato allarmante che ripropone il tema del fallimento delle politiche repressive". Lo sostiene il deputato dei Verdi, Tommaso Pellegrino, a commento dei dati del rapporto Modavi sul consumo di stupefacenti da parte dei giovani. "Dati che meritano attenzione- aggiunge- ma non strumentalizzazioni. Il dilagare dell'uso di stupefacenti e' trasversale e parallelo all'impennata dei profitti criminali del mercato clandestino delle droghe che resta la piaga insopportabile e non vinta". Tuttavia, spiega Pellegrino, "se c'e' un elemento di riflessione seria dopo il rapporto del Modavi e' l'inefficacia delle politiche repressive che criminalizza senza distinzione tra droghe pesanti e leggere chi ne fa uso: soprattutto tra i giovani- conclude l'esponente del Sole che ride- questa e' la via perdente".
"L'azione combinata di Fioroni, Ferrero e Turco puo' invertire rotta". Questa la dichiarazione delle senatrici dell'Ulivo, Emanuela Baio e Paola Binetti, a proposito dei risultati del rapporto del Modavi onlus sul consumo di stupefacenti da parte dei giovani. Spiegano le senatrici: "Conta la famiglia e l'autorevolezza dei genitori per allontanare bambini e adolescenti dall'alcol e dalle droghe" e questa e' "una notizia positiva che emerge dal rapporto curato dall'associazione Modavi Onlus e patrocinato dal ministero della Solidarieta' sociale". Secondo le due senatrice, "i dati del consumo precoce e diffuso sono indubbiamente allarmanti: e' stata raggiunta una soglia di rischio pericolosa e gravida di conseguenze". Le stragi del sabato sera "ci dicono che molti di quei morti guidano in stato di ebbrezza e sotto l'uso di droghe". I giovani, sottolineano Baio e Binetti, "sanno molte cose sull'uso di droga e alcol ma non ammettono che nuocciono gravemente alla salute.
Capirlo non e' la stessa cosa che saperlo". Oggi, continuano, "serve, quindi, attivare investimenti in salute e in formazione" e "l'azione combinata dei ministri Fioroni, Ferrero e Turco puo' invertire la rotta".
Ma, proseguono Baio e Binetti, "urgono azioni positive di sostegno che coinvolgano e sostengano le famiglie e la scuola creando molteplici occasioni di collaborazione. Il messaggio da trasmettere ai ragazzi- proseguono- deve essere semplice e unitario: 'la droga vi fa male, vi fa molto male. Non buttate via la vostra vita e quella dei vostri amici'".
Occorre investire nel valore della vita anche in questo modo, perche', concludono le senatrice Baio e Binetti, "la vita non e' un valore negoziabile e la famiglia ne e' la migliore garanzia".
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