Italia. Morte per overdose: procura parla di omicidio, e si parla gia' di proibire i Rave
E' di omicidio preperintenzionale l'ipotesi di accusa formulata dal pm di Milano Grazia Pradella che oggi ha avviato un'indagine sulla morte di Nunzio Mattia Lo Castro, il giovane di 19 anni morto dopo avere partecipato ad un Rave Party sabato notte. Il ragazzo, secondo le prime ipotesi, sarebbe deceduto dopo avere assunto un cocktail di droghe che gli sono state fatali.L'INDAGINE - Due su tre fanno uso di droghe, almeno una volta al mese. Il 65% consuma hashish e marijuana, il 24% si e' fatto di cocaina, il 5% di eroina. Non mancano extasy, speed e ketamina (il 3%). Eccoli i giovani dei rave party, cosi' come li descrive uno dei pochi studi socio-sanitari condotti in Italia. A firmarlo, nel 2004, l'Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche del Servizio sanitario regionale dell'Emilia Romagna. L'indagine e' stata realizzata sulla base di interviste effettuate ai partecipanti della 'Street rave parade', l'iniziativa musicale anti-proibizionista organizzata dai centri sociali e da diverse associazioni giovanili.
Il dato generale che conferma la routine tipica dei rave e' che oltre il 70% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver fatto uso di stupefacenti nell'ultimo mese. Non solo: il 33% ha detto di aver guidato dopo aver bevuto alcolici, il 28% di aver assunto piu' sostanze, e il 56% ha consumato alcol e stupefacenti contemporaneamente.
Sono giovani normali, insoddisfatti, preoccupati per il futuro. Vanno al pub, ai concerti, al cinema e in discoteca. Molti frequentano i centri sociali, ma c'e' anche chi va allo stadio, in palestra, sala giochi e oratorio. Piu' della meta' abita con la famiglia e studia, mentre il 60% lavora.
Si conferma l'abbassamento d'eta' per la prima volta: l'eta' media del primo uso di droga si aggira attorno ai 15-16 anni ma un buon 33% dichiara di aver iniziato prima dei 15 anni. Man mano che aumenta l'eta' del consumo, si tende a scegliere di piu' droghe pesanti, come eroina crack e metadone.
Dall'indagine dell'Osservatorio epidemiologico metropolitano delle dipendenze patologiche della Regione Emilia Romagna emerge un chiaro legame tra il consumo di stupefacenti e situazioni di forte disagio psichico e di contesto. I giovani e giovanissimi consumatori presentano problemi di diverso tipo: l'86% ha avuto nel corso della propria vita problemi di tipo sanitario (ospedalizzazioni, problemi psichiatrici, trattamenti con psicofarmaci), rapporti con la giustizia e problemi legati ad un forte uso di sostanze stupefacenti. Il 48% dichiara di aver avuto gli stessi problemi nel corso dell'ultimo mese.
COMMENTI ELETTORALI
"Se le Camere non fossero sciolte, quanto accaduto a Segrate avrebbe reso necessaria la presenza in Parlamento del ministro dell'Interno. Nulla impedisce pero' che egli chiarisca, nei modi che riterra' opportuni, la singolare rinuncia a gestire la sicurezza e ad applicare le disposizioni di legge avvenuta prima, durante e dopo il rave party svolto in quella localita'". Lo dice il senatore di AN e magistrato Alfredo Mantovano. "D'altra parte, e' sufficiente mettere a confronto i fatti di Segrate -prosegue l'ex sottosegretario all'Interno- con quelli di S. Pier d'Isonzo, avvenuti nelle stesse ore, per constatare che l'intervento delle forze di polizia permette di sequestrare la droga, di arrestare chi la diffonde e (probabilmente) di prevenire gravi danni alla salute dei partecipanti; l'omesso intervento fa trovare invece di fronte a un bilancio di morte e di degrado.
Giustificare l'omissione con problemi alla circolazione stradale suona poi come una beffa: la legge vieta la circolazione a chi ha bevuto o si e' drogato e obbliga in quest'ultimo caso ad applicare le sanzioni amministrative, fra cui il ritiro della patente. Il ministro Amato ha l'obbligo di ricostruire la dinamica dell'evento, e in particolare di chiarire chi e per quali ragioni per Segrate ha dato disposizioni cosi' poco assennate".
"C'e' un profondissimo disagio. Mi spaventa il numero dei ragazzi che si ritrovano in aree diroccate, in condizioni sanitarie discutibili". Lo dice Filippo Saltamartini, segretario generale Sap (Sindacato autonomo polizia). "Un disagio su cui intervenire con l'integrazione sociale, con la condivisione di valori".
Poi c'e' la questione della droga. Dimostra, spiega Saltamartini, "l'arretratezza del Paese, dove non c'e' un illecito che colpisce chi si droga". Se dei ragazzi decidono di riunirsi, spiega, "(e il diritto a farlo e' garantito dalla Costituzione) e di usare droga, l'autorita' di pubblica sicurezza puo' intervenire solo se c'e' spaccio, ma se la droga la portano da se'...".
"La morte del giovane milanese a causa del micidiale mix di droga assunta per rimanere sveglio nel 'rave' di Segrate, non pu? essere archiviata come un accidente, ma pone un serio problema di vigilanza e di regolamentazione di queste manifestazioni alternative che richiamano migliaia di giovani". Lo afferma Pino Pisicchio dell'Italia dei Valori, presidente uscente della commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
"Il carattere di questi incontri - sottolinea Pisicchio in una nota - momenti di aggregazione all'insegna della musica fuori dal circuito commerciale, si nutre di una cultura 'estrema' in cui l'uso di stupefacenti rappresenta un elemento costante e talvolta anche indispensabile per rimanere svegli. ? necessario, allora, intervenire con provvedimenti adeguati, volti a difendere i ragazzi dalla aggressione di pusher senza scrupoli".
"Dunque - conclude l'esponente IdV - anche queste feste devono essere autorizzate e gli organizzatori devono dimostrare di avere un'adeguata capacit? di vigilanza, come avviene per le discoteche".
"Quanto si e' verificato a Segrate e' raccapricciante, cosi' come grave e' che, nonostante manchi una legge specifica, le forze dell'ordine in questi casi non intervengano". Lo afferma Antonio Borghesi, deputato dell'Italia dei Valori.
"In Inghilterra- aggiunge- esiste una legge in base alla quale le forze dell'ordine possono presentarsi sul luogo, in caso di rave, e sequestrare furgoni, casse, attrezzature. Non vedo perche' anche in Italia non debba essere cosi', al fine di fermare quelle che qualcuno considera forme di divertimento e che invece altro non sono se non un mercato per lo smercio di droga e alcol". Questo, conclude, "dovrebbe essere sufficiente per autorizzare l'intervento delle forze dell'ordine, finalizzato al sequestro di sostanze illecite. Bisogna assolutamente trovare il sistema per mettere la parola fine a questi party estremi".
"Il tragico episodio accaduto al rave party di Segrate, dove un giovane di 19 anni ha perso la vita per un'overdose, deve far riflettere sulla necessita' immediata di dar vita a norme piu' rigide e a controlli piu' severi per impedire che la droga circoli liberamente in questi eventi". Lo dice Silvana Mura, deputata di Idv, la quale aggiunge che "qui non si tratta di impedire i rave, ma di fare in modo che si svolgano in sicurezza e senza violare le leggi".
L'esponente dipietrista sottolinea che "un evento che dura tre giorni di seguito e a cui partecipano migliaia di ragazzi non puo' trasformarsi in una terra di nessuno in cui la legalita' e' sospesa perche' le forze dell'ordine non vi mettono piede".
Mura ribadisce che "per evitare che simili episodi continuino a ripetersi e' necessario consentire lo svolgimento solo di quegli eventi per i quali sono state richieste regolari autorizzazioni, ed e' inoltre indispensabile che sul posto siano presenti le forze dell'ordine per effettuare i controlli necessari ad impedire la libera circolazione di sostanze stupefacenti che abitualmente circolano in questi eventi".
"Se il Pdl amministrera' Roma e la sua Provincia tra gli impegni prioritari ci saranno maggiore controllo e maggiore prevenzione per impedire lo svolgimento dei rave party.
Questi raduni sono gia' costati la vita a quattro giovanissimi, tra questi una ragazza e' morta lo scorso anno proprio a Roma, tutti stroncati da micidiali cocktail di droghe e acidi'. Francesco Giro deputato e coordinatore regionale del Lazio di Fi.
'Non esistono e non devono esistere -ha aggiunto- zone franche sottratte alla legalita' dello Stato, in cui le forze dell'ordine hanno addirittura timore ad intervenire. Ci sono spazi a sufficienza dove i giovani possono divertirsi ed ascoltare ogni tipo di musica, senza dover ricorrere a queste feste che gli esperti non esitano e definire veri e propri mercati della droga. Occorre avviare una vera e propria campagna di sensibilizzazione sull' argomento, a tutela della salute di migliaia di giovani e giovanissimi che ogni fine settimana rischiano la vita, coinvolgendo soprattutto le famiglie, che sono spesso all'oscuro delle abitudini dei loro figli."
'Non si possono mettere tutti gli stupefacenti sullo stesso piano: ci sono droghe leggere e droghe pesanti'. E' quanto afferma il leader del Psi, Enrico Boselli.
Boselli ritiene anche 'sbagliato' 'mettere in carcere chi ne faccia uso', perche' non e' certo il carcere quello che aiuta a disintossicarsi o a fare a meno di queste sostanze.
"C'e' una corsa a sembrare bravi di fronte al proprio elettorato. Credo che sia piu' squallido speculare sulla morte di un 19enne piuttosto che sparare a zero su tutti i giovani che vanno ai rave". Non ha peli sulla lingua Luigi Cancrini, deputato del Pdci, psichiatra e psicoterapeuta, commentando la notizia del ragazzo 19enne che ha perso la vita per abuso di stupefacenti durante un rave a Segrate. Ma Cancrini si sofferma anche sulle reazioni e sui commenti di molti esponenti politici.
"In politica- aggiunge Cancrini- quando si parla di droghe in questo modo non c'e' mai la volonta' di andare incontro ai giovani". Secondo l'esponente del Pdci "ci sono due tipi di ragionamenti da fare. I giovani vanno ai rave e abusano di stupefacenti per due motivi: o per un disagio psichico oppure per una forte amore del proibito ad una mancata informazione". Il rave, aggiunge Cancrini, "e' per definizione qualcosa di proibito. Proibirlo non avrebbe senso perche' vorrebbe dire vietare qualcosa che e' per definizione proibito".
Ma perche' i giovani, spesso di buona famiglie o con situazioni sociali non disagiate, si trovano a frequentare rave?
"Nell'adolescenza- sottolinea Cancrini- la voglia di fare cose proibite e' una cosa naturale. La voglia di trasgressione e' molto forte. Da sempre e' cosi'..". Quanto alla possibilita' che si avvino campagne di informazione prevenzione nelle scuole, l'esponente del Pdci ha le idee chiare: "Le campagne di informazione- conclude- sono molto utili, pero' rappresentano solo una parte nella risoluzione del problema".
'Introdurre e sperimentare politiche di riduzione del danno per il governo urbano del fenomeno delle dipendenze, sperimentare le stanze salva vita e rafforzare i servizi pubblici e del privato sociale, troppo spesso sotto organico e precarizzati': sono le proposte del Prc di fronte ai dati del Viminale sulla droga e alle morti per overdose di questi giorni.
'A Roma altri due morti di overdose in un giorno - afferma il responsabile politiche sociali di Rifondazione, Francesco Piobbichi - morti che si sommano a quelle avvenute nella scorsa settimana e che coinvolgono tutte le fasce della popolazione, in tutti i contesti e classi di età, dai rave alle discoteche, alle abitazioni private'. Tutto cio', spiega, 'conferma in maniera chiara il fallimento della normativa in vigore, che clandestinzzando il consumo contribuisce a rendere piú difficili le azioni di riduzione del danno'.
Nei dati del Viminale, sottolinea Piobbichi, spiccano realtà come Roma, Napoli, Perugia che detengono tristi primati rispetto alle morti. Tutte realtà 'governate dal centrosinistra da molti anni'. 'Vorrei capire da Locchi, Jervolino e Veltroni cosa ne pensano al riguardo - conclude - visto che in qualche modo dovrebbero porsi il tema della promozione della salute pubblica nei territori dove governano o hanno governato in questi anni'.
'L'ennesima morte per droga avvenuta durante il rave party milanese conferma i danni provocati dalla legislazione proibizionista'. Lo dice il sottosegretario all'Economia e deputato della Sinistra Arcobaleno Paolo Cento, il quale sottolinea che 'il vero dramma di questi anni e' stato quello di chi specula sulla salute di migliaia di cittadini proponendo la repressione come unico strumento per combattere le tossicodipendenze'.
'Anche i ritardi del centrosinistra sono stati gravi e la relazione annuale della Dcsa, la Direzione centrale per i servizi antidroga, dimostra che il nodo resta il traffico illegale di eroina e che - conclude Cento - per uscire dall'emergenza, occorre una nuova normativa antiproibizionista e di riduzione del danno'.
"Dove governa il centrodestra non si danno autorizzazioni per quel tipo di spettacoli che fanno pena, perché non ci può essere la libertà di farsi del male". Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini.
Il Comune milanese è amministrato dal centrodestra ma Fini ha puntato il dito soprattutto sull'atteggiamento del centrosinistra verso le droghe. "La sinistra - ha detto - deve fare i conti con la realtà e la propria coscienza. Dobbiamo ribadire lo spirito della nostra legge che è giusta e che non manda in galera chi si fa una canna o una pera, ma stabilisce che chi consuma vada sanzionato. C'è il bisogno morale di aiutare i giovani e far capire loro che la sinistra li inganna e li tradisce".
'I rave party stanno diventando fiere del delirio inammissibili per un paese che si dice civile e vanno regolamentati con un serio e tempestivo intervento delle forze dell'ordine'. Cosi' afferma il consigliere regionale di Forza Italia in Piemonte Pietro Francesco Toselli.
'Il Piemonte e' stato piu' volte teatro di questi raduni - afferma Toselli - anche in ragione della sua vicinanza alla Francia, dove i rave sono vietati e da cui provengono quindi molti giovani in cerca di 'sballo'. Si tratta di manifestazioni che, con la scusa della musica, diventano luoghi di consumo smodato di alcol e spaccio di droga di ogni tipo. Senza contare il rumore assordante della technomusic, che disturba e stordisce giorno e notte chi abita nei pressi delle aree dove si organizzano di solito questi eventi. Molti giovani poi, alla fine dell'ubriacatura, si mettono al volante di una auto, esponendo a serio pericolo la via propria e di chi li incontra per strada'.
Toselli ha presentato un ordine del giorno a palazzo Lascaris che impegna la Giunta regionale a sollecitare il governo nazionale affinche' i rave party siano regolamentati e si svolgano nel rispetto delle piu' basilari regole di ordine pubblica e sicurezza.
Un no all'equiparazione tra raves e centri sociali viene dal Cantiere di Milano che, in un comunicato, bolla come 'sciacalli' 'coloro che utilizzano il caso del rave di Pasqua a Segrate e la tragica morte di Mattia per affermare politiche ancora piu' proibizioniste e di 'Tolleranza Zero' o cercare di piazzare alle famiglie inutili 'Kit''.
Secondo gli attivisti del centro sociale Cantiere, 'e' falso dire che i rave sono i piu' emblematici luoghi del consumo delle sostanze', anzi, 'e' noto come il consumo sia sempre piu' inconsapevole e diffuso in ogni luogo e tra persone diverse per eta' e composizione sociale, in casa come sul posto di lavoro'.
Per evitare tragedie come quella di Segrate, secondo il centro sociale, bisognerebbe utilizzare il kit per l'autoanalisi delle droghe sintetiche. Di questo e altro si parlera' il 28 Marzo al Cantiere, in una giornata dedicata all' anti-proibizionismo.
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