Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Motociclismo stupefacente: incidenti e droghe

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Sostanze come alcol e droghe sono al primo posto tra le cause di riduzione della percezione del rischio stradale connesso all'uso delle due ruote, inducendo i 'piloti', spesso giovanissimi, a trasgressioni del codice della strada, pericolose per se' e per gli altri. Inoltre assumere queste sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida di moto e scooter e' anche fonte di un pericolo diretto, perche' le droghe abbassano le capacita' visive e disturbano drasticamente l'equilibrio, importantissimo sulle due ruote.
E' il monito che si legge nella relazione di Ruggero Rossi, membro della Commissione Antidoping del Ministero della Sanita', presentata nel corso dell'incontro "Motociclismo stupefacente".
Il rischio del doping sociale non va trascurato, spiegano i relatori visto che, dati della World Antidoping Association alla mano, due giovani su tre consumano bevande alcoliche gia' intorno ai 13 anni, con un consumo che tende ad aumentare fino alla maggiore eta'. Inoltre in media il 23,6% dei giovani dichiara di aver assunto altre sostanze, si va dalla marijuana all'ecstasy e alla cocaina.
Alcol e droghe, spiegano gli esperti, inducono i giovani a opinioni e comportamenti piu' negativi rispetto ai coetanei che non ne fanno uso, esponendosi a un duplice livello di rischio, sia per la distorsione delle percezioni sensoriali quando si e' sotto l'effetto di stupefacenti, sia per la tendenza a comportamenti trasgressivi in sella a moto o motorini.
Il problema e' rilevante visto che si calcola che in Italia ci siano quasi sei giovani su 10 alla guida del motorino. Infatti gli incidenti che coinvolgono le due ruote, moto e scooter, fanno registrare -ricorda Marco Giustini, epidemiologo dell'Istituto Superiore di Sanita'- 1300-1400 decessi ogni anno e 2-3 invalidi in media per ogni decesso, 50 mila ricoveri ospedalieri e 350 mila accessi al pronto soccorso, con una spesa sanitaria complessiva di 200 milioni di euro.
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