Italia. Mozione di An per ripristinare i limiti della tabella sulle droghe
Una mozione al Senato per ripristinare i limiti di tabella delle sostanze stupefacenti previsti dalla legge Fini viene presentata oggi dal gruppo di Alleanza Nazionale -primi firmatari Alfredo Mantovano, Altero Matteoli e Francesco Storace- dopo la decisione del ministro della Salute di raddoppiare la quantità di principio attivo per i derivati della cannabis, che costituisce linea di confine fra illecito amministrativo e illecito penale."Poiché ancora una volta il governo prova ad aggirare norme di legge con interventi di carattere amministrativo, è necessario riportare la discussione nella sede propria, e cioè nel Parlamento - spiegano i tre esponenti di An -. Con questo strumento di discussione chi, nell'ambito dell'attuale maggioranza, ha in queste ore manifestato dissenso nei confronti della decisione del ministro Turco avrà la possibilità di formalizzarlo: con l'auspicio che alle parole seguano i fatti, nell'interesse anzitutto di chi è sottoposto alla dipendenza dalla droga".
ALTRI COMMENTI
'Mi sembra un decreto molto positivo'. Lo dice al 'Giornale' il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, commentando la decisione del ministro della Salute Livia Turco di raddoppiare la quantita' consentita di cannabis e proponendo poi di 'consentire la coltivazione ad uso individuale di cannabis. E' uno strumento -dice- per evitare che chi consuma la cannabis possa venire in contatto con altre droghe'.
Cento si dice favorevole 'alla depenalizzazione totale sia penale che amministrativa dei consumatori' di droghe leggere, e sottolinea che 'l'eroina sta prendendo di nuovo pericolosamente piede. Anche su questo fronte -continua- si possono avviare delle sperimentazioni' dice Cento, spiegando di riferirisi alla 'sperimentazione controllata. Il tossicodipendente convive gia' con il dramma della droga. Bisogna evitare -sottolinea- di fargli commettere ulteriori reati o di farlo morire di overdose'.
'Suscita grande perplessita' e anche dissensi profondi il decreto emanato dal ministro della Salute, Livia Turco, di concerto con il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e di quello della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, con il quale si eleva il limite consentito, fino a questo momento, di possesso di hashish'. Lo afferma, in un comunicato, il presidente del Comitato interprovinciale per il diritto alla sicurezza (Cids), Demetrio Costantino.
'E' un fatto grave e preoccupante - e' scritto nel comunicato - soprattutto per le ripercussioni certamente negative che vi saranno in una regione come la Calabria dove circola, si consuma e si produce droga e dove si registra purtroppo un consumo tra i piu' alti d'Italia. Un giovane su quattro fa uso di droga e vi sarebbero in Calabria circa 35 mila ragazzi che hanno assunto e assumono sostanze stupefacenti. Si tratta di ragazzi, prevalentemente tra i 14 e i 18 anni, molti dei quali, per responsabilita' soprattutto altrui, vivono in condizioni di malessere e di sofferenza. In questa situazione il Governo, invece di adottare misure corrispondenti e cercare strade controllabili per la formazione e suscitare una grande volonta' di lotta, indica vie sbagliate. Si tralasci anche chi ritiene, su questa materia, di giocare con problemi drammatici per i giovani, per i familiari e per la societa', vantandosi di 'seminare semi di marijuana nelle foriere del cortile di Montecitorio', il problema serio e' combattere decisamente la criminalita' con i suoi grandi e loschi affari, il commercio degli stupefacenti e cercare di impedire che anche i ragazzini vengano arruolati dall'organizzazione criminale'.
'Non occorre - conclude il comunicato - apparire buoniste, come sembrerebbe il ministro Turco, su questa delicata materia.
Ma e' necessario individuare i problemi giovanili, indicare le possibili soluzioni, coinvolgere le istituzioni fondamentali, come la famiglia, la Chiesa, la scuola per arrivare a soluzione condivise nell'interesse della collettivita' e, in primo luogo, dei giovani per dare ad essi la serenita' necessaria. Per questo sgomenta anche la fretta eccessiva con la quale e' stato emanato il decreto'.
"Checche' ne dica la Turco, ci vogliono oltre 40 spinelli per contenere i 1000 milligrammi di Thc, il principio attivo della cannabis, che il decreto emanato dal governo individua come soglia per distinguere tra la detenzione a fine di consumo personale e quella a fine di spaccio". E' l'opinione di Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, secondo cui "a casa nostra, chi va in giro con oltre 40 spinelli in tasca, non e' perche' ne vuole fare mero uso personale, ma perche' vuole spacciarli o comunque cederli ad altri. E' evidente, dunque, che la misura varata dalla Turco, dal sedicente cattolico Mastella e da Ferrero, e' a favore degli spacciatori- prosegue- tende a far si' che essi possano tornare, tranquilli, indisturbati e impuniti, a vendere droga ai nostri figli. Magari davanti alle scuole".
Per Pedrizzi, poi "e' una menzogna sostenere, come fanno la Turco e Mastella, che con i limiti quantitativi fissati dalla legge Fini, si finiva in galera per la detenzione di uno spinello. Primo,- spiega- perche' ce ne volevano oltre 20 (quelli che servivano per contenere i 500 milligrammi di Thc). Secondo, perche' il criterio della quantita' di sostanza detenuta, non e' l'unico per distinguere il consumatore dallo spacciatore (ci sono anche parametri, per esempio, come le "modalita' di presentazione"). Terzo, perche' lo scatto della sanzione penale non vuol dire, automaticamente, carcere (la legge Fini, infatti, prevede tutta una serie di misure alternative alla detenzione, come ad esempio il lavoro di pubblica utilita', specialmente per fatti di lieve entita')".
'Il Presidente Bertinotti non puo' guardare dall'altra parte, quando ci sono Deputati che gettano nel discredito totale le Istituzioni e non puo' fingere di non sapere, che quello che questi spacciano per liberta', null'altro e' che una sponda formidabile che favorisce la proliferazione della droga e dunque della criminalita' organizzata che ne detiene il controllo'. Lo afferma la deputata di Fi Gabriella Carlucci, che ha inviato una lettera al Presidente Bertinotti perche' 's'impegni a tutelare l'onorabilita' e la dignita' delle Istituzioni e dei Parlamentari; dopo venti giorni una cortese quanto burocratica, lettera m'informa che non si puo' fare nulla'.
'E cosi' il deputato Caruso, con la sua dichiarazione-buffonata sulla marijuana piantata nelle fioriere del Parlamento, puo' impunemente gettare un'altra vagonata di fango sulle Istituzioni e la tardiva ritrattazione dimostra solo quale sia la considerazione che ha del Parlamento -aggiunge- Ad aggiungere ulteriore discredito alle Istituzione arriva anche il vergognoso decreto della ministra catto-comunista Turco, che autorizza a delinquere con l'aumento della dose di droga per uso personale. Per paura di essere dimenticato il sottosegretario Cento chiede l'eroina di Stato e si allinea al ministro Ferrero che vuole le stanze per il buco. Sempre di Stato.
Puo' davvero il Presidente della Camera continuare a tollerare tutto questo?'.
"Si e' mai fatta una 'canna'" A questa domanda Martina Stella in un'intervista esclusiva che il settimanale 'CHI' pubblica nel numero in edicola domani ha risposto: "Chi non l'ha mai fumata!". La 'confessione' arriva nel giorno in cui un decreto del ministro della Salute Livia Turco ha raddoppiato le dosi lecite di cannabis per uso personale. Nell'intervista a 'CHI' Martina Stella rivela anche che recentemente ha sentito Lapo Elkann. Aggiungendo che 'sentirlo mi fa ancora molto male'.
Il provvedimento del governo sulla droga e' un regalo agli spacciatori, accusa il centrodestra. "Era la dose minima precedente un regalo agli spacciatori", risponde il ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, a margine dell'inaugurazione del salone internazionale della moto a Fiera Milano. L'iniziativa del ministro Turco e' molto chiara: "Noi non siamo dell'idea che per uno spinello si debba andare in carcere. Questo - ha sottolineato il ministro - credo lo capiscano non solo i giovani ma anche le famiglie. E non significa nessun cedimento culturale su quel fronte.
Significa invece cercare di gestire in modo piu' sensato, piu' ragionevole e anche piu' efficace il problema, stando molto attenti al fatto che spesso eccessi di criminalizzazioni possono condurre all'effetto opposto".
'A questa maggioranza non rimane altro che fumare gli spinelli'. Cosi' il parlamentare di An, Basilio Catanoso, e' intervenuto sul decreto del ministro Livia Turco, che alza la soglia di tolleranza sul possesso di marijuana. Per Catanoso c'e 'una maggioranza ormai allo sfascio e in stato confusionale che non trova niente di meglio da fare che compiacere No Global e centri sociali, stravolgendo la legge Fini e riproponendo vecchie e fallimentari politiche di liberalizzazione delle droghe'.
'I giovani -ha concluso l'esponente di An- non si blandiscono con la droga ma con interventi seri e strumentali di cui non c'e' traccia nella finanziaria del governo Prodi'.
Sul tema della droga, i Giovani UDC si esprimono definendo la maggioranza 'impazzita', 'eterogenea e schizofrenica'.
'Da un lato - spiegano - in finanziaria si impone giustamente il divieto assoluto di vendita di alcolici e superalcolici ai minori nelle aree autostradali, dall'altro si afferma la cultura che dice che lo 'sballo' non fa male per cui puoi detenere fino a quaranta spinelli'. Concludono i giovani UDC: 'serve un governo serio, coeso e responsabile per cui Prodi prima va a casa meglio e' per i giovani e per l'Italia'.
Certo, la repressione serve, ma non basta. Bisogna "ascoltare" i giovani, sempre piu' alle prese con comportamenti "al limite" -basta pensare all'episodio dello studente down picchiato dai compagni in un video cliccatissimo sul web- e aiutare loro e loro famiglie, dove i genitori spesso sono "soli e senza risorse" nell'affrontare passaggi importanti nel percorso di crescita dei figli. Insomma, serve "un'azione educativa e di cura" delle "nuove generazioni". Nella sua nota settimanale, il Sir, l'agenzia di stampa promossa dalle Conferenza episcopale italiana, si sofferma sul decreto del ministro Turco e, a sorpresa, non boccia il provvedimento, bensi' allarga la riflessione a tutti i tipi di "abusi fra i giovani".
Il provvedimento del ministro Turco ha subito scatenato la polemica, con un solco profondo fra favorevoli e contrari, ma "gli uni e gli altri" dall'agenzia vicina ai vescovi vengono "richiamati a riflettere sulla realta' diffusa degli abusi tra i giovani. Non e' un problema che riguarda solo la droga (e non solo la cannabis, basti pensare alle droghe sintetiche e all'eroina) ma anche l'alcol e in generale un atteggiamento di ricerca degli estremi e dei comportamenti 'al limite' (compresi quelli sulle strade). E' significativo -al di la' del grave fatto in se'- come nei giorni scorsi il video dei soprusi a scuola su un ragazzo down sia stato tra i piu' cliccati su internet, abbia riscosso un grande successo. Comportamenti al limite, sfida alle regole e quasi noncuranza delle stesse, carenza o rifiuto delle responsabilita': con questo dobbiamo fare i conti. Non solo per quanto riguarda i temi della droga".
Dunque, "Che fare? Certo- prosegue la nota del Sir- esiste, ed e' necessaria, una dimensione crepressiva'. Lo Stato e la societa' devono in qualche modo reagire di fronte a modi di fare e azioni che ne mettono in discussione le regole. Ma il vero lavoro urgente e' quello di raccogliere l'esigenza che traspare dai comportamenti a rischio di tanti giovani e che, spesso senza parole, chiede attenzione, aiuto, prospettive. Serve un'azione educativa, di ascolto e di cura sempre piu' attenta nei confronti delle nuove generazioni".
Azione di ascolto, quella invocata dal Sir, l'agenzia vicina ai vescovi, che "passa soprattutto attraverso la famiglia, la scuola, il supporto alle famiglie in difficolta' -molti genitori si trovano soli e senza risorse di fronte ai passaggi esistenziali dei propri figli-, politiche di facilitazione per l'avvio al lavoro, politiche della casa".
Serve allora "una visione di societa' che non puo' essere descritta e vissuta solo come trama di rapporti economici, dominata dal 'mercato', da relazioni utilitaristiche, dalle logiche del 'do ut des'. Queste sono, infatti, le misure che stanno strette a coloro che portano nel cuore, coscienti o meno, desideri di futuro, di 'altro'. Per i giovani, ma anche per gli adulti, vale la pena di fermarsi a riflettere per dare insieme significato e speranza alla vita", chiude la nota settimanale del Sir.
"Finalmente gli italiani possono comprendere cos'è la felicità per Romano Prodi. Oltre che più tasse per tutti, ora ci saranno anche più spinelli per tutti". Lo afferma in una nota il deputato di Forza Italia Giuseppe Marinello, commentando la decisone del ministro Livia Turco di aumentare il quantitativo massimo di cannabis che può essere detenuto per uso personale.
Marinello, segnalando che è un provvedimento "vergognoso e diseducativo", ricoda che "da oggi, i minori avranno la possibilità di passare più facilmente alla droga, e diminuisce, per gli educatori e per le famiglie, la possibilità di intervento sul disagio giovanile".
"Mi sembra che il provvedimento del ministro Livia Turco ignori completamente la drammatica realta' di persone di ogni eta' che sono sotto il rischio continuo dell'utilizzo delle droghe. Si da' un messaggio assolutamente negativo. Quello che le droghe siano utilizzabili personalmente senza pericolo alcuno". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a margine dell'inaugurazione del salone internazionale della moto a Fiera Milano. "Sappiamo tutti che non e' cosi'. Sappiamo tutti che questo tipo di droghe - ha spiegato Formigoni - da' assuefazione e quindi quel provvedimento e' un messaggio negativo sul piano culturale, educativo e dell'immagine. Rischia di produrre - ha concluso il Governatore della Lombardia - effetti veramente drammatici e devastanti".
'E' una chiara incitazione al consumo, il raddoppio della quantita' di principio attivo della cannabis, considerata come dose personale, prevista nel decreto del ministro Livia Turco. Non possiamo restare in silenzio davanti ad un atto di tale irresponsabilita'. Una follia che alberga nel governo, non nel Paese, come affermato da Prodi. Tutti coloro che hanno a che fare con la tossicodipendenza si sono dichiarati sconfortati da questo provvedimento. Da don Mazzi a Paola Binetti, sono tutti d'accordo che sia una manovra 'ideologica', come sottolineato anche da Andrea Muccioli'. Cosi' l'esponente di Forza Italia, Angelo Sanza, commenta il provvedimento del ministro della Salute, Livia Turco.
'E' la dimostrazione -continua il deputato azzurro- dello sbandamento del governo che cerca di creare diversivi per far dimenticare la lunga serie di errori commessi nei pochi mesi di legislatura. E' un provvedimento che assomiglia molto a certe norme anti-inquinamento, dove i limiti vengono alzati ogni qualvolta la situazione diventa ingestibile. Solo che stiamo parlando della vita e del futuro dei nostri ragazzi. I limiti alzati dal ministro Turco -conclude Sanza- sono, in realta', quelli della decenza politica e della morale pubblica'.
'E' inaccettabile la decisione del Ministro Turco di raddoppiare la dose personale di cannabis lecitamente detenibile: si tratta di un provvedimento demagogico che avra' delle ripercussioni molto rischiose sulla vita dei nostri ragazzi, una decisione che reputo assolutamente diseducativa'. Questo il commento del Presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl), Carlo Costalli.
'Questo Governo ancora una volta, come se gia' non bastasse quanto sta combinando con la Finanziaria, pensa di poter prendere tutti in giro: ci assicuravano che non avrebbero depenalizzato le droghe, ed eccoci qui invece a subire un provvedimento che va contro i valori e la liberta'. Penso che gli italiani, e in particolare tutti quei milioni di genitori che hanno a cuore l'educazione e la salute dei propri figli, non potranno che tener conto degli scatafasci provocati da questa maggioranza', ha concluso Costalli.
'Gli spacciatori da ieri continuano a brindare per un provvedimento che rimpingua le loro casse, ma che apre delle enormi falle nel sistema della prevenzione e della repressione sull'uso anche minimo di droghe. E' un fatto di una gravita' assoluta: questo governo sta adottando una Finanziaria sangue e lacrime per tutti, e se ne esce poi con un decreto che aiuta di fatto gli spacciatori. Un paradosso nel paradosso. Mi auguro che le forze moderate dell'Unione facciano sentire la propria voce, come ha lucidamente e saggiamente fatto l'on. Binetti. Cedere ai ricatti della sinistra radicale significa semplicemente dire piu' droga per tutti. Con la legittimazione dello Stato'. Lo dichiara il segretario nazionale della Democrazia Cristiana senatore Gianfranco Rotondi.
'Il decreto Turco dimostra la confusione mentale della sinistra sul tema delle tossicodipendenze e avra' due ripercussioni immediate: verra' indebolita la lotta allo spaccio soprattutto tra le giovani generazioni e verra' abbassata l'attenzione nell'educazione dei giovani, che oggi piu' che mai considerano erroneamente la cannabis un principio attivo leggero e non nocivo.' Cosi' il consigliere regionale di Alleanza Nazionale del Veneto, Raffaele Zanon, commenta il decreto ministeriale con il quale viene innalzato da 500 a 1000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis espresso in principio attivo, che puo' essere detenuto per uso esclusivamente personale.
'Mi sarei aspettato - prosegue Zanon - da un Ministro della Repubblica una precisa posizione sulla dannosita' per la salute nell'utilizzo di queste sostanze invece questo provvedimento e' un colpo di spugna gravissimo per la lotta alla droga, in un momento in cui e' necessario il rigore per contrastare una piaga diffusissima tra i giovani. Negli ultimi tempi sono avvenuti grandi cambiamenti con l'avvento delle cosiddette nuove droghe e la comunita' scientifica si e' espressa chiaramente sui danni irreversibili causati dalla cannabis nell'organismo e nella psiche. Con il decreto Turco, drogarsi diventa un diritto e la droga un valore. Tutto cio' dimostra il livello di irresponsabilita' del governo di centro sinistra.'
"Ora via la Fini-Giovanardi". Questo e' quanto afferma Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera sul decreto ministeriale emanato ieri dal ministro Livia Turco sul consumo di cannabis. "Dopo il raddoppio delle quantita' del principio attivo della cannabis in tabella, che e' un primo importante risultato- continua Sgobio- adesso, si pensi all'abrogazione della legge Fini-Giovanardi, che e' una legge punitiva- conclude- e che guarda solo all'aspetto poliziesco del problema, senza una visione sociale della questione".
Questa la dichiarazione di Marco Contini, Segretario dell'Associazione Politica Antiproibizionisti.it:
In molti se ne rallegreranno, tuttavia il provvedimento annunciato oggi dal Ministro Turco (che raddoppia il limite quantitativo di principio attivo per i derivati della cannabis, oltre il quale si incorre nel reato penale) rischia di rivelarsi una cura peggiore del male. Essendo invariato l'approccio proibizionistico e repressivo del Testo Unico sugli stupefacenti, questo correttivo - limitato a una sola categoria di sostanze - che interviene in maniera del tutto arbitraria e discrezionale sul solo elemento quantitativo, appare come un contentino concesso a una parte dell'elettorato di centrosinistra (che forse si accontenterà o forse no, questo è da vedersi) e non fa altro che alimentare ulteriormente la confusione.
Non è dato sapere in base a quale criterio sia stato stabilito dal Ministro che la quantità dovesse essere aumentata del 100% (perché non del 200, del 300 o del 50?), visto che a quanto pare non è stato consultato nessuno degli operatori del settore.
Ci chiediamo se il Ministro si sia avvalso nel prendere questa importante decisione della consulenza della Commissione di esperti preposta a coadiuvarne il lavoro. Quella stessa commissione - istituita, a suo tempo, da Francesco Storace - che tante polemiche riuscì a suscitare (soprattutto da parte dei parlamentari del centrosinistra) per la sua composizione e che ora non si sa più che fine abbia fatto. Sul sito ufficiale del ministero non è possibile reperire in proposito alcuna informazione, né risulta alcun comunicato ufficiale. Delle due l'una: o il Ministro continua ad avvalersi della consulenza degli esperti nominati dal governo di centrodestra (il cui incarico, in teoria, dovrebbe essere terminato già dal luglio scorso), o invece ha deciso di fare a meno della Commissione. Essendo ragionevolmente possibile escludere l'ipotesi che si sia ritenuto di mantenere "segreti" i nomi dei membri di una ipotetica nuova Commissione, non comprendiamo il perché di questa mancanza.
Rilevate queste eccezioni di carattere metodologico (tutt'altro che irrilevanti), su un piano più strettamente politico, l'unica considerazione che si può fare su questo provvedimento è che esso rivela non soltanto la totale assenza di una volontà politica - spesso annunciata e mai concretizzatasi - finalizzata ad intaccare l'impianto originario della 309/90, ma addirittura la totale incapacità di mettere in discussione i presupposti ispiratori della più recente 49/2006, accettando supinamente l'impostazione che Giovanardi, Fini e tutto il centrodestra hanno voluto dare a questa legge.
'E' pericoloso che si parli di alzare il limite di tolleranza, la droga rappresenta gia' un grave problema. Sarebbe piu' costruttivo concentrarsi su una politica di ascolto e di prevenzione piuttosto che allargare le maglie della rete.
Cosi' facendo i giovani sono sempre piu' legittimati a lasciarsi andare ai vizi.' Commenta cosi' il senatore dell'Udc Antonio De Poli la decisione del Ministro della Salute.
De Poli sottolionea quindi che 'Tra gli studenti veneti di eta' compresa tra gli 11 e i 15 anni la sostanza piu' utilizzata e' la marijuana: il 34% dei maschi e il 22% delle femmine ha utilizzato almeno una volta nella vita cannabis. Il 24,8% degli studenti di eta' compresa tra i 15 -19 anni ha assunto hashish o marijuana nel corso dell'ultimo anno. E' importante sottolineare che il 28% degli studenti riferisce che questa sostanza e' facilmente acquistabile proprio a scuola'.
'Sin dal 1999 la Regione Veneto ha preso una posizione chiara ed esplicita attraverso la dichiarazione etica contro l'uso non terapeutico delle sostanze stupefacenti e attraverso numerosi progetti ed azioni di contrasto all'uso di droghe legali e illegali - spiega il senatore - E che Stato e' uno Stato che da una scappatoia ai propri giovani per farsi del male? Sarebbe piu' serio venissero attuate politiche volte alla prevenzione dove ai giovani si spiega che droga e alcool sono la prima causa degli incidenti stradali. Lo stato non da' un' immagine di fermezza in quanto il messaggio distorto che ne esce all'esterno e' che comunque quello che non e' legale oggi lo puo' essere domani. La droga non e' solo un problema legale, ma e' anche un problema di salute.'
"Un grave errore, un rischio e un segnale negativo per migliaia di giovani". L'Osservatore Romano definisce cosi' l'approvazione del decreto ministeriale che raddoppia il quantitativo di "cannabis" da detenere "per uso personale".
Il quotidiano della Santa Sede critica le dichiarazioni del ministro della Salute Livia Turco che ha definito il decreto "un primo passo verso la riforma della legge sulla droga varata dal precedente governo di centro destra". "Difficile da comprendere - scrive l'Osservatore - l'entusiasmo di un ministro che, almeno istituzionalmente, dovrebbe avere a cuore la salute, appunto, dei cittadini".
Per il giornale vaticano, quanto accaduto e' molto grave "tanto piu' che l'uso di cannabis, materia prima dei cosiddetti spinelli, e' purtroppo diffuso soprattutto tra i giovani e giovanissimi, per i quali puo' rappresentare un pericoloso avviamento verso altre sostanze stupefacenti. Senza contare - conclude la nota - la negativita' del messaggio che un provvedimento del genere comporta".
'E' pietoso il tentativo del governo di stordire con una botta di 1000 milligrammi di cannabis la coscienza insorgente degli italiani che protestano per la finanziaria 2007'. Lo dice l'on. Michaela Biancofiore (Fi).
'Durante la faticosa scalata della manovra, Prodi capo-gita ed i suoi compagni di gruppo, finalmente avvistano la vetta del ricongiungimento all'interno della maggioranza: una sana fumata per dimenticare. Il decreto vergogna della Turco sul raddoppio della dose consentita di cannabis, e' - prosegue Biancofiore - l'ultimo tassello che ricostruisce la peccaminosa marcia di una squadra che, ancor prima di entrare in campionato, sarebbe rimasta nelle leggende italiane per le molteplici abrasioni sociali che i suoi provvedimenti stanno causando'.
Secondo Biancofiore, 'le droghe, senza alcuna distinzione, sono da considerarsi a tutti gli effetti un veleno: la marijuana contiene infatti una neuro tossina, appunto un veleno, che entra nel circuito umano ed intacca cervello e nervi. Per ben cinque anni il governo di centrodestra ha sempre tenuto alta la guardia su questa preoccupazione, chiudendone il cerchio con l'approvazione della Fini-Giovanardi. Il messaggio della legge non era tanto la sanzione contro l'uso eccessivo, quanto una campagna di informazione ? quella che sfugge alla signora Turco - incentrata sui rischi collegati all'uso e alla dipendenza'.
'Chi fa uso di droghe - prosegue Biancofiore - deve anche sapere che nel fumo della marijuana sono ben presenti 400 prodotti chimici che causano pian piano stanchezza, perdita della coscienza, e - in consumi piu' eccessivi ? provocano addirittura il cancro. Mentre una piccola quantita' funziona come stimolante, una quantita' maggiore agisce come sedativo, ed una ancora piu' grande diventa un perfetto veleno causa di decesso'.
'Fino ad oggi - dice Biancofiore - la sinistra non ha mai affrontato il problema droga nella sua complessita', ma solo dalla parte di chi vuole la libera circolazione delle sostanze: quasi un incentivo al consumo che andra' a produrre una diminuzione della dignita' soprattutto delle giovani generazioni e di cosa significhi vivere liberi da ogni dipendenza. Sono lontani i tempi della tolleranza zero, ma non e' mai troppo tardi per fare informazione, ed inviare un messaggio ai giovani che li aiuti a focalizzare il problema e a ricostituire in modo sano la propria generazione'.
Il decreto del ministro della Salute, Livia Turco, sulla cannabis 'e' una misura di buon senso che tampona una delle storture piu' macroscopiche introdotte dalla Fini-Giovanardi, ma l'obiettivo finale rimane l'abrogazione della legge". Lo dice il senatore dei Verdi-Pdci, Mauro Bulgarelli, che poi spiega: 'Con la legalizzazione della cannabis per fini terapeutici e il raddoppio della modica quantita' sono stati fatti due passi importanti, il primo a favore dei malati, il secondo che avra' benefici anche sul piano dell'amministrazione della giustizia, impedendo che le carceri si riempiano di semplici consumatori'.
'Ora sarebbe il caso, pero' -rimarca Bulgarelli- di legalizzare la coltivazione in proprio della cannabis, misura che costituirebbe, fra l'altro, un duro colpo al mercato e rappresenterebbe un passaggio di senso importante verso la legalizzazione di questa sostanza.
L'obiettivo finale -conclude- rimane comunque l'abrogazione della attuale legge che, ricordo, era inserito nel programma dell'Unione tra quelli da realizzare nei primi cento giorni di governo'.
'Non mi aspettavo davvero da un ministro come Livia Turco un provvedimento demagogico e pericoloso come quello del raddoppio del principio attivo di cannabis che e' possibile detenere per uso personale'. E' quanto afferma in una nota l'ex ministro per le Pari Opportunita', Stefania Prestigiacomo, secondo la quale 'si tratta di una misura che ha l'unico effetto mediatico di dire ai ragazzi che fanno uso di Marijuana che ora possono fumarne di piu', che ora possono drogarsi di piu''.
'La legge sulle tossicodipendenze -aggiunge la parlamentare di Forza Italia- non ha portato, come strumentalmente a sinistra si prevedeva, all'arresto di migliaia di ragazzi, ma ha fatto invece passare un principio sano: il principio che drogarsi e' sbagliato e che non ci sono droghe buone e droghe cattive. Oggi -conclude- le misure del ministro Turco, in contemporanea con la sceneggiata dell'on Caruso sui semi di cannabis nei vasi di Montecitorio, danno la cifra esatta della gravissima sottovalutazione del problema droga da parte della maggioranza e del rischio di pagare l'ennesimo pericoloso pedaggio ad una sinistra radicale che gia' oggi invoca il 'buco di stato''.
Ivana Bartoletti, responsabile Ds per i diritti civili, accusa l'opposizione di fare del 'terrorismo psicologico' sul decreto del ministro della sanita', Livia Turco, sulla cannabis per uso personale, 'creando paure infondate nei cittadini'.
'Quelli del centro destra - per l'esponente Ds - parlano di messaggio negativo, quando dall'approvazione della Fini- Giovanardi il vero messaggio devastante e' stato quello di prendere un giovane che fuma uno spinello e trattarlo come uno spacciatore da sbattere in galera', tanto che 'sono aumentati solo gli arresti e certamente non e' diminuito il consumo, e tutti sappiamo qual e' la situazione nelle carceri italiane, certamente non un luogo di redenzione per i giovani'.
'Noi - prosegue la Bartoletti - siamo per combattere tutte le dipendenze, per una politica seria fatta di lotta a spacciatori e tolleranza zero verso i trafficanti, come stiamo dimostrando con questa finanziaria e come avevamo chiaramente indicato nel programma dell'Unione', e 'consideriamo decisiva una linea di condotta che privilegi l'educazione dei comportamenti e al tempo stesso attui una linea di fermezza nella repressione dell'effettiva criminalita' che prospera su questo mercato'.
Dichiarazione di Francesco Piobbichi del Settore Droghe del Prc:
Il Centro Destra sta dando un segnale inequivocabile della sua demagogia. Sono due giorni che si susseguono dichiarazioni per rincorrere 4 voti senza che venga tirato fuori un dato, una ricerca, uno studio scientifico. L'azione della Turco è una misura moderata che cerca di indirizzare le politiche del nostro paese ai livelli di discussione europei, evitando che si vada in galera per qualche spinello. Il vero problema è che ancora è in vigore una legge medioevale che equipara nella stessa tabella le sostanze leggere e le pesanti, e che disperde energie utili per la lotta al narcotraffico verso i consumatori di sostanze per i quali ci vogliono interventi sociali e non penali. E' assurdo che in questo paese continui un dibattito sui milligrammi di Cannabis quando la N'drngheta ha acquisito un potere enorme derivante dal controllo del traffico di Cocaina.
'Da maggio a oggi migliaia di italiani, in maggioranza giovani operai, sono stati fermati, perquisiti, arrestati e denunciati penalmente per quantita' di cannabis superiori a cinque grammi (di qualita' media)'. E' quanto sostiene Guido Blumir, presidente del Comitato scientifico 'Liberta' e droga', all'indomani dell'annuncio di un decreto per raddoppiare la quantita' massima di cannabis detenibile a uso personale.
Il processo penale, spiega Blumir, costa alle famiglie 4.000 euro per l'avvocato e 4.000 euro per il perito chimico. Molti di questi giovani sono stati condannati, spesso con il patteggiamento. 'Nessuno - sottolinea il sociologo, autore di vari testi sulla marijuana - ha usufruito dell'indulto (applicabile solo ai reati commessi prima del 10 maggio), con cui sono usciti di prigione, o hanno risolto i loro guai giudiziari, assassini, stupratori, picchiatori di mogli e fidanzate'. Il decreto Turco, quindi, secondo Blumir e' 'un provvedimento di emergenza che risolve una parte di questi casi: purtroppo in questi mesi, dato che il limite era 5 grammi, molti giovani, quando si sono riforniti, per rischiare il meno possibile di essere colti sul fatto hanno acquistato 12 o 15 o 20 o piu' grammi; questi restano nei guai'.
'Non e' altro che una 'tolleranza incentivante' che risponde unicamente alle logiche di un governo perennemente sotto il ricatto dei partiti di estrema sinistra'. E' quanto afferma il coordinatore regionale di Forza Italia, Piergiorgio Massidda, in merito al decreto del ministro Livia Turco con il quale viene raddoppiata la quantita' di cannabis consentita per uso personale.
'Dopo aver cancellato le occasioni di aggregazione per i giovani, con una folle politica fiscale sullo sport e sul no-profit - spiega Massidda - il Governo tenta la strada di una falsa tolleranza che di fatto non scalfisce le conseguenze disastrose del consumo di droghe'.
'Ricordo - conclude l'esponente di Fi - che il consumo purtroppo sfugge con facilita' ai controlli, mentre restera' immutata, se non e' destinata a crescere, la percentuale gia' alta dei reati connessi allo spaccio'.
'Mi auguro che il prossimo passo del governo non sara' insegnare a scuola come si prepara uno spinello'. Lo afferma il deputato di An Filippo Ascierto che critica la decisione del minsitro della Salute Livia Turco di innalzare la quantita' di droga concessa per uso personale. Infatti, secondo il responsabile del dipartimento Sicurezza di An, 'il decreto Turco e' un chiaro incitamento all'uso della droga, mentre noi ci affanniamo a insegnare ai nostri figli il valore fondamentale della della legalita', il governo Prodi garantisce di fatto a tutti gli spacciatori di cannabis una sorta di impunita' e anzi li mette in condizioni di poter incrementare il loro giro d'affari'.
'Se e' vero che governare vuol dire fare delle scelte, dopo l'indulto e quest'ultima modifica della legge sulla droga, e' chiaro che la maggioranza ha scelto di non schierarsi dalla parte della legalita', mortificando ancora una volta il ruolo e l'attivita' delle Forze di Polizia che giorno dopo giorno -conclude Ascierto- devono arrendersi a nuove leggi che favoriscono il crimine'.
"Segnali di questo tipo da parte del governo vengono recepiti dai ragazzi con un doppio significato".
Per Don Giovanni D'Ercole, capo ufficio della segreteria di Stato vaticana, il decreto del ministro Turco che aumenta la quantita' di cannabis da detenere per uso personale (da mezzo a un grammo) puo' essere ambiguo o comunque fuorviante.
"Conosco molti ragazzi che sono in comunita' e lottano per uscire dalla droga- afferma Don D'Ercole- e posso dire che sono due i messaggi che recepiscono. Il primo e' di fare quello che vogliono, purche' non creino problemi. Il secondo e' che l'unica strada e' quella di provare droghe che facciano il meno male possibile". Invece, secondo Don D'Ercole, "c'e' bisogno di messaggi che diano il senso, il valore della vita, e aiutino le persone a vivere e ad affrontare le difficolta'". E prosegue: "Non e' questione di quantita' ma di mentalita'. Non e' aumentando o diminuendo le dosi che si risolve il problema. La questione e' il perche' uno prende la droga". Bisogna intendersi, infine, secondo il sacerdote, se la droga e' "un male o un bene". Spiega Don D'Ercole: "Se la droga e' un male, poco o tanto sempre male fa".
Ma puo' anche esserci un uso positivo degli stupefacenti: "E' l'uso medico della droga, per la terapia del dolore. Credo che qua entri un gioco un'altra storia".
'Un grave errore ed un preoccupante segnale negativo, in particolare per i giovani ed i giovanissimi'. E' il giudizio, arrivato in una nota, del segretario confederale della Cisl con delega per le politiche sociali Sergio Betti, sul provvedimento del ministro della salute Livia Turco, che raddoppia la quota di cannabis, consentita per uso personale.
'Non costituisce una motivazione valida - sottolinea Betti - l'affermare che e' meglio uno spinello in piu' pur di evitare le maglie del carcere'.
'La norma, che e' stata varata - precisa il sindacalista - e' in perfetta rotta di collisione con la stessa 'mission' istituzionale del ministero della Salute, che deve preoccuparsi della salute, agendo decisamente sul versante della prevenzione e non stimolare, di conseguenza, la diffusione dello 'spinello', di cui il cannabis costituisce la materia prima, che puo' rappresentare un perverso veicolo verso altre devastanti sostanze stupefacenti'.
Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori liberali e deputato del gruppo di Forza Italia, prende le distanze dalle 'propagande contrapposte' sul decreto del ministro Livia Turco sulla droga, e ricorda che la nozione di 'quantita' non punibile' e' prevista dalla legge in vigore.
Per Della Vedova, 'non e' serio criticare il provvedimento della Turco come un via libera all'impunita' degli spacciatori, o come un messaggio condiscendente rispetto all'uso delle droghe', perche' 'e' la stessa legge Fini ad aver voluto escludere la sanzionabilita' penale della mera detenzione di droghe proibite e ad avere, per questa ragione, introdotto il principio della 'quantita' non punibile''.
'La Turco - prosegue Della Vedova - si e' limitata ad aggiornare il limite precedente (per una sola sostanza), constatando che esso esponeva al rischio dei processi e della galera troppi semplici consumatori (che per altro rimangono sanzionabili sotto il profilo amministrativo) e che rendeva paradossalmente meno rischioso dal punto di vista penale detenere eroina piuttosto che cannabis'.
Della Vedova concede che 'si puo' certo contestare il nuovo limite imposto dalla Turco, sostenendo che sia troppo basso o troppo alto', ma e' 'certo che il ministro si e' mosso nel quadro delle previsioni della legge in vigore'.
"Cosi' si da ai giovani un segnale devastante". Questo il commento del consigliere di Forza Italia della Regione Emilia-Romagna, Luigi Giuseppe Villani, riguardo al decreto con il quale il ministro della Sanita' Livia Turco ha raddoppiato la dose di cannabis consentita per uso personale.
"Da parte del Governo si continua ad insistere sul concetto di droga leggera - ha aggiunto Villani - che invece la maggioranza degli scienziati in materia ritiene superato in quanto e' provato che i derivati della cannabis producono danni all'organismo umano, anche se assunti in minime quantita' E in particolare per i piu' giovani".
"Quanto e' stato stabilito con questo decreto ministeriale non e' comunque una sorpresa - ha, infine, concluso Villani - Vi sono infatti esponenti della maggioranza che continuano ad insistere per una politica sempre piu' permissivista in materia di droga avendo anche proposto disegni di legge che ne prevedono la liberalizzazione".
'Livia Turco, raddoppiando la quantita' di principio attivo per i derivati della cannabis come limite del possesso legale, raggiunge un obiettivo: la 'normalizzazione' dell'uso della marijuana e dell' hashish . La decisione del ministro ha tutto il sapore amaro di una definitiva sconfitta del primato della cultura della responsabilita' e della legalita' tra i giovani in quanto lancia un messaggio devastante e destabilizzatore non solo ai ragazzi ma anche alle famiglie, che navigano confuse tra una comunicazione contraddittoria e spesso conflittuale sull'universo droga'. Lo dice Beatrice Lorenzin, coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia.
'L'aumento del dosaggio del thc non ha niente a che vedere con l'arresto di un giovane per uno spinello, infatti, le dosi previste dalla norma in vigore erano gia' nettamente superiori a quelle per un abituale uso personale -aggiunge Lorenzin- Dopo l'indulto, che ha permesso la cessazione di percorsi terapeutici per tanti ragazzi che avevano nella restrizione della liberta' presso comunita' terapeutiche l'unica speranza di cura dalla tossicodipendenza, questa misura accompagnata da una totale assenza di un piano di comunicazione e sensibilizzazione dei giovani contro l'uso della droga, segna il passo della realizzazione del programma Prodi che, come avevamo gia' denunciato, in nome di un falso liberalismo si sta giocando il futuro di un'intera generazione'.
"Con questo decreto la Turco ha dimostrato a Bersani e a tutta la maggioranza di governo quale sia l'unica vera liberalizzazione che la sinistra ha in mente: quella sulla droga". Lo ha detto Maurizio Bernardo deputato di FI e vicecoordinatore di FI in Lombardia.
"Questo provvedimento e' un insulto alle famiglie, ai nostri figli, agli educatori e a tutti coloro che lavorano nei servizi e nelle comunita' di recupero. A essere fuori di testa e' questo governo che risponde esclusivamente ai bisogni della sinistra estrema. Mi chiedo ancora una volta che cosa stiano a fare i cattolici nell'Unione. Un' Unione - ha concluso Bernardo - sempre piu' divisa come dimostrano le dichiarazioni di esponenti della Margherita e la stessa posizione che il giornale del partito di Rutelli dedica all'argomento: nessun commento in prima pagina".
Contraria al consumo di ogni droga ma anche al carcere: il ministro della Salute Livia Turco in una intervista alla trasmissione radiofonica Baobab spiega la sua posizione su un tema che ritiene vada esaminato 'deponendo le armi ideologiche' e guardando i risultati. 'In Italia ci sono alcune questioni simboliche e ideologiche - ha detto Turco riferendosi alle polemiche sul provvedimento che innalza da 500 a 1000 milligrammi la quantita' di Cannabis per uso personale - che aprono sempre grandi dibattiti. Il mio e' un atto amministrativo e vuol dire che agisce all'interno della legislazione vigente, abbiamo valuto correggere l'aspetto ideologico. Sono ferocemente contraria a ogni tipo di droga e sostanza e la mia parola d'ordine e' non solo tolleranza zero ma anche consumo zero. Ma serve distinguere l'uso individuale che non va contrastato con strumento penale e il ricorso al carcere'. Turco si dice anche fiduciosa: 'non credo che la questione sfuggira' di mano - ha detto riferendosi alle preoccupazioni espresse dalla parlamentare della Margherita Binetti - e serve avere fiducia nelle nostre capacita' educative. Il messaggio e' quello di combattere gli spacciatori.
Ma il consumo va combattuto con il dialogo, l'educazione, anche con la punizione ma senza lo strumento penale'.
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