Italia. Mozioni sulla cannabis medica presentate in Calabria e Umbria
I consiglieri Michelangelo Tripodi (Pdci), Luigi Incarnato (Sdi), Enzo Pisano (Nuovo Psi) e Ennio Morrone (Democratici per la Calabria) hanno presentato al Consiglio regionale una mozione in cui si chiede al Governo e all'Istituto Superiore di Sanita' "di promuovere e formalizzare un percorso di ricerca e di sperimentazione, come gia' fatto da altri Paesi Europei ed Extraeuropei, sull'uso terapeutico della cannabis e dei suoi derivati".
Nella mozione si chiede anche al Parlamento "di porre con sollecitudine in discussione il problema per arrivare all'approvazione di una normativa che regolamenti l'uso medico della cannabis", ricordando che "e' giacente un progetto di legge, presentato da deputati di diverso orientamento politico, che ha la finalita' di facilitare la prescrivibilita' di farmaci a base di cannabis in quanto la normativa attuale non consente alle persone ammalate di poter fruire dei farmaci contenenti i principi attivi della cannabis".
Tripodi, Incarnato, Pisano e Morrone affermano poi che il Consiglio regionale della Lombardia e alcuni Consigli Provinciali "hanno approvato con ampie maggioranze mozioni analoghe" e che "nel nostro ordinamento e' gia' previsto l'utilizzo di diverse droghe per uso medico come, per esempio, la morfina".
Il capogruppo dei Verdi ecologisti al Consiglio regionale umbro, Carlo Ripa di Meana, ha presentato una mozione per sollecitare l'impegno della giunta "perche' faccia richiesta al Governo nazionale e al Parlamento di introdurre una legislazione che regoli l'utilizzo medico della canapa indiana e dei suoi derivati, nonche' perche' utilizzi gli ambiti di disciplina regionale oggi praticabili per rendere immediato, laddove possibile, l'utilizzo stesso".
"La scelta di approvare l'utilizzo terapeutico della canapa indiana -ha dichiarato Ripa di Meana- non rientra nel confronto tra l'approccio proibizionista e quello antiproibizionista sulle droghe, considerato che ad esempio gli effetti collaterali piu' comuni e fastidiosi dei chemioterapici nella terapia neoplastica risultano essere il profondo senso di nausea e il vomito". Ripa di Meana ha fatto notare che i farmaci utilizzati nella cura dell'Aids presentano frequentemente tra gli effetti collaterali un forte senso di nausea che determina un aumentato rischio di inedia per i malati. "La canapa indiana e i suoi derivati presentano un importante effetto antiemetico. L'American Cancer Society ha finanziato negli ultimi mesi ricerche per determinare se un cerotto al Thc (il principio attivo dei cannabinoidi) possa essere usato come metodo alternativo e piu' efficace, per offrire i benefici effetti dei cannabinoidi ai pazienti che soffrono di nausea, vomito e altri effetti collaterali provocati dalla chemioterapia".
Nella mozione si chiede anche al Parlamento "di porre con sollecitudine in discussione il problema per arrivare all'approvazione di una normativa che regolamenti l'uso medico della cannabis", ricordando che "e' giacente un progetto di legge, presentato da deputati di diverso orientamento politico, che ha la finalita' di facilitare la prescrivibilita' di farmaci a base di cannabis in quanto la normativa attuale non consente alle persone ammalate di poter fruire dei farmaci contenenti i principi attivi della cannabis".
Tripodi, Incarnato, Pisano e Morrone affermano poi che il Consiglio regionale della Lombardia e alcuni Consigli Provinciali "hanno approvato con ampie maggioranze mozioni analoghe" e che "nel nostro ordinamento e' gia' previsto l'utilizzo di diverse droghe per uso medico come, per esempio, la morfina".
Il capogruppo dei Verdi ecologisti al Consiglio regionale umbro, Carlo Ripa di Meana, ha presentato una mozione per sollecitare l'impegno della giunta "perche' faccia richiesta al Governo nazionale e al Parlamento di introdurre una legislazione che regoli l'utilizzo medico della canapa indiana e dei suoi derivati, nonche' perche' utilizzi gli ambiti di disciplina regionale oggi praticabili per rendere immediato, laddove possibile, l'utilizzo stesso".
"La scelta di approvare l'utilizzo terapeutico della canapa indiana -ha dichiarato Ripa di Meana- non rientra nel confronto tra l'approccio proibizionista e quello antiproibizionista sulle droghe, considerato che ad esempio gli effetti collaterali piu' comuni e fastidiosi dei chemioterapici nella terapia neoplastica risultano essere il profondo senso di nausea e il vomito". Ripa di Meana ha fatto notare che i farmaci utilizzati nella cura dell'Aids presentano frequentemente tra gli effetti collaterali un forte senso di nausea che determina un aumentato rischio di inedia per i malati. "La canapa indiana e i suoi derivati presentano un importante effetto antiemetico. L'American Cancer Society ha finanziato negli ultimi mesi ricerche per determinare se un cerotto al Thc (il principio attivo dei cannabinoidi) possa essere usato come metodo alternativo e piu' efficace, per offrire i benefici effetti dei cannabinoidi ai pazienti che soffrono di nausea, vomito e altri effetti collaterali provocati dalla chemioterapia".
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