Italia. Msf: condizioni intollerabili per immigrati al Sud
Lavorano 8-10 ore al giorno, fanno un solo pasto, vivono in edifici senza acqua, luce e servizi igienici, si ammalano nel giro di pochi mesi: sono le condizioni degli immigrati e richiedenti asilo che affollano le campagne di Puglia, Sicilia, Calabria e Campania, secondo Medici senza frontiere, e che saranno illustrate domani, al Parlamento europeo, dal responsabile delle operazioni di Msf in Italia, Kostas Moschochoritis.
I medici dell'organizzazione umanitaria dal 2004 e ancora oggi assistono gli immigrati e i richiedenti asilo che lavorano nei campi del Mezzogiorno d'Italia: 'migliaia di uomini e donne, arrivati in Italia per fuggire da guerre, miseria e persecuzioni - afferma Msf - si trovano intrappolati nel circuito dello sfruttamento del lavoro nero e costretti a vivere in condizioni intollerabili. La maggior parte di loro lavora nei campi 8-10 ore al giorno ma riesce a mettere insieme un solo pasto: vivono in edifici abbandonati privi di acqua, luce e servizi igienici ma ugualmente sovraffollati'. Nonostante si tratti di persone giovani che, nella grandissima maggioranza dei casi, arrivano sane in Italia, nel giro di pochi mesi - sottolinea Msf - queste condizioni di vita e di lavoro mettono a repentaglio la loro salute: dopo sei mesi in Italia, oltre il 30% degli immigrati ha bisogno di cure mediche; una percentuale che supera il 90% dopo 19 mesi di permanenza.
Il Parlamento Europeo ha convocato per domani un'audizione sul tema dello sfruttamento dei lavoratori immigrati in Europa, e Medici Senza Frontiere e' stata invitata a portare la propria testimonianza, basata su tre anni di esperienza in progetti di assistenza medica agli stranieri impiegati come braccianti nelle campagne del Sud dell'Italia.
I medici dell'organizzazione umanitaria dal 2004 e ancora oggi assistono gli immigrati e i richiedenti asilo che lavorano nei campi del Mezzogiorno d'Italia: 'migliaia di uomini e donne, arrivati in Italia per fuggire da guerre, miseria e persecuzioni - afferma Msf - si trovano intrappolati nel circuito dello sfruttamento del lavoro nero e costretti a vivere in condizioni intollerabili. La maggior parte di loro lavora nei campi 8-10 ore al giorno ma riesce a mettere insieme un solo pasto: vivono in edifici abbandonati privi di acqua, luce e servizi igienici ma ugualmente sovraffollati'. Nonostante si tratti di persone giovani che, nella grandissima maggioranza dei casi, arrivano sane in Italia, nel giro di pochi mesi - sottolinea Msf - queste condizioni di vita e di lavoro mettono a repentaglio la loro salute: dopo sei mesi in Italia, oltre il 30% degli immigrati ha bisogno di cure mediche; una percentuale che supera il 90% dopo 19 mesi di permanenza.
Il Parlamento Europeo ha convocato per domani un'audizione sul tema dello sfruttamento dei lavoratori immigrati in Europa, e Medici Senza Frontiere e' stata invitata a portare la propria testimonianza, basata su tre anni di esperienza in progetti di assistenza medica agli stranieri impiegati come braccianti nelle campagne del Sud dell'Italia.
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