Italia. Muccioli: ministro Ferrero venga a San Patrignano
'Siamo come sempre aperti e disponibili a confrontarci sul piano di realta', sui problemi concreti, l'abbiamo sempre fatto, con qualsiasi compagine politica e continueremo a farlo'. Cosi' Andrea Muccioli, direttore della comunita' di San Patrignano, commenta la nomina di Paolo Ferrero a ministro per le politiche sociali.'In questo senso potrebbe essere interessante che venisse a trovare i ragazzi di San Patrignano, visto che sono cosi' tanti, che visitasse questa realta', cosi' puo' capire dalla loro viva esperienza, di chi si e' drogato e di chi fa tanta fatica a recuperarsi, cio' che e' necessario e opportuno fare in tema di droga'.
"Il neo ministro della Solidarieta' sociale, il rifondarolo Paolo Ferrero, parte male, anzi malissimo". È il giudizio dell'onorevole Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito. "Al primo punto della sua agenda politico-programmatica, infatti, Ferrero mette l'abrogazione della legge Fini antidroga e antispaccio, annunciando un ritorno alle politiche pro-droga e pro-spaccio, non solo intese come riduzione (in realta' cronicizzazione) del danno ma addirittura, si evince, come legalizzazione perlomeno delle droghe cosiddette leggere, che leggere non sono affatto. In nome, evidentemente, del 'diritto' a drogarsi e a spacciare. Se i propositi del centrosinistra al governo sono questi, sara' battaglia dura in Parlamento".
Il Gruppo Abele condivide le priorita' indicate dal neoministro della solidarieta' sociale in tema di tossicodipendenza: lo afferma il vicepresidente del gruppo di don Ciotti, Leopoldo Grosso, commentando le prime dichiarazioni di Paolo Ferrero. Precisando di esprimere anche le posizioni del cartello 'Non incarcerate il nostro crescere' che riunisce operatori, comunita', sindacati ed enti locali e che ha fortemente contrastato la nuova legge sulla droga, la cosiddetta Fini-Giovanardi, Grosso innanzitutto ribadisce la richiesta, al ministro ma anche a tutto il nuovo governo, di abrogare la nuova normativa 'entro i primi cento giorni'. In secondo luogo, sottolinea la necessita' di 'riallacciare il dialogo tra governo e operatori del settore, utenti e famiglie', e questo anche attraverso una nuova Conferenza nazionale, 'da convocare entro un anno e alla quale partecipino tutti, non come a Palermo lo scorso dicembre quando la quasi totalita' degli operatori delle tossicodipendenze era assente'.
Infine, secondo il numero due del Gruppo Abele vanno delineate 'le declinazioni tecniche del programma dell'Unione sulla droga', in primis 'la messa a regime dei servizi per la prevenzione e la riduzione del danno, che vanno potenziati. Non dobbiamo abbandonare i tossicodipendenti'.
Grosso, da piu' parti indicato come possibile futuro direttore del Dipartimento antidroga, ritiene invece opportuno che questo organismo abbia al vertice non 'un alto commissario alla droga' ma 'un pool di operatori, con forti competenze tecniche, che possano affiancare i funzionari ministeriali, e che faccia da raccordo tra questi ultimi e i politici'. Una sorta di 'gruppo di coordinamento', spiega, per 'gestire una macchina cosi' complessa'.
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